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Giorno 1°

25/02 – Volo aereo per Girona e corriera. Arrivo a Barcellona.

La corriera della “Logudoro Tour” parte da Cagliari a mezzogiorno in punto per raggiungere l’aeroporto di Alghero in tre ore e mezza, attraversando per la S.S. 131 tutta la Sardegna. Il servizio gestito dalla Ryan Air è comodo e preciso, così come eccezionale è il prezzo del voli low-cost per la tratta Alghero – Girona: due biglietti tutto incluso a poco più di 80 euro! Io e Stefania siamo felicissimi di aver approfittato di questa nuova tratta servita da qualche mese dalla compagnia irlandese, con la quale ho viaggiato felicemente anche in Irlanda ed Inghilterra.

            Il volo parte alle 18:10 e atterra a Girona alle 19:15. All’uscita dall’aeroporto, una serie di autobus, sempre gestiti dalla Ryan air, passano frequenti per portare i turisti dritti a Barcellona in circa un’ora di tragitto. Il costo del biglietto è 16 euro a testa in tutto andata e ritorno. Ci viene consegnato persino un piccolo depliant con la cartina di Plaza Sant Joan, punto di arrivo e rientro dove sostano gli autobus, e tutti gli orari dei voli e le relative frequenze dei mezzi per tornare a Girona. Questa sì che è organizzazione!

            Poggiamo piede sul suolo di Barcellona alle 21:00 in punto nella piazza appena citata. L’idea iniziale di prendere un taxi viene scartata dopo dieci minuti di attesa invano, dal momento che altri cento turisti come noi hanno lo stesso proposito. Sfruttiamo così la metropolitana, la cui  fermata è a pochi passi dalla piazza. Dopo aver consultato la cartina e comprato due biglietti di 1,10 euro ciascuno per singola corsa, capiamo che la nostra linea è la L2 di colore viola, che ci porta dalla fermata Tetuan a quella di Paral-lel.

            Da qui a C. de Les Flors, dove si trova il nostro appartamento, sono giusto cinque minuti a piedi. Per fortuna, nonostante la viuzza sia stretta e piccolina,  troviamo subito la strada orientandoci sulla cartina della città. Non rimane che chiamare il numero di telefono consegnatoci sulla ricevuta della prenotazione dell’appartamento, per avvertire il proprietario che siamo arrivati. Per trovare alloggio, abbiamo visitato parecchi siti di Barcellona, tentando di prenotare alcuni hotels economici nel centro senza successo (mancanza di disponibilità). Alla fine abbiamo optato per un monolocale, trovato al sito: www.apartmentsramblas.com. Le foto e le condizioni ci hanno convinto sulla professionalità della gestione, e il prezzo di 450 euro in totale per sei notti (75 euro a notte) non è davvero male.

            Dopo un quarto d’ora circa, arriva un ragazzo ad aprire il portone sotto la pioggia scrosciante. Le scale che ci portano al secondo piano sono strettissime e antiche, al contrario dell’interno del monolocale che invece è moderno, funzionale e totalmente ristrutturato a nuovo. Neanche 50 metri quadri gestiti benissimo dove si trova tutto l’occorrente e l’indispensabile per passare un buon soggiorno: dalla cucina, al tavolo, al letto matrimoniale, agli armadi per guardaroba, al televisore, etc. etc. Il bagno è proprio un buco e la lavatrice è fuori dalla porta, in comune con l’appartamento di fronte, anch’esso affittato a turisti, ma sono delle piccolezze irrilevanti perché tutto è pulito, nuovo, e ben presentabile. Il ragazzo ci spiega le condizioni di alloggio ed esorta a chiamarlo per qualsiasi problema riscontriamo. Paghiamo il saldo, ci dà una copia delle chiavi e ci lascia dopo pochi minuti. Siamo davvero contenti della scelta perché l’appartamento appare molto curato e carinissimo. Sistemiamo le valigie e ceniamo alla bene e meglio con le cose portate per il viaggio. Non resta che riposare e rigenerare le energie per queste cinque piene giornate che trascorreremo nella magnifica Barcellona, cercando di vedere e visitare più cose possibili.

Giorno 2°

26/02 – Ramblas, Plaza Catalunya, MACBA, Museo Marittimo, Port Vell, Maremagnum,  Acquarium, IMAX.

La prima cosa che vogliamo verificare è la posizione del nostro appartamento e la distanza dalle Ramblas, che sulla cartina della città appaiono vicinissime. E’ proprio così infatti: dieci minuti di camminata tra le strette e medievali viuzze del quartiere di El Raval e sbuchiamo a metà altezza della più famosa via di Barcellona. In realtà le Ramblas sono cinque, ma appaiono comunque come un’unica lunga strada che dal porto conduce a Plaza Catalunya.

Constatiamo, come di consueto in tutti i primi giorni dei nostri viaggi in capitali europee (è successo anche a Praga e Londra!), che il tempo non è clemente, accompagnandoci con una pioggia continua. La prima sosta che facciamo è per il colorato mercato alimentare al coperto che si tiene in una traversa delle Ramblas. Diamo un’occhiata veloce rimanendo estasiati dalle enormi fragole rosse e dai succhi di frutta freschi spremuti sul momento, dopodiché proseguiamo per Plaza Catalunya, ricoperta da migliaia di piccioni che regalano un affascinante spettacolo. Il nostro iniziale intento di usufruire dei famosi autobus turistici scoperti, che su due linee (rossa e blu) fanno il giro delle città sostando nelle principali attrazioni, viene smorzata dalla lunghissima fila per accedervi, il costo del biglietto e la pioggia.

Prendiamo dunque la direzione del M.A.C.B.A. (Museo d’Arte Contemporanea) tornando a El Raval, che raggiungiamo alle 11:30 dopo una ventina di minuti scarsi. Il museo appare futuristico già dall’esterno, ma in maniera ancora più marcata al suo interno. Una sorta di gigantesco letto appeso al muro giace sopra le nostre teste all’ingresso, poco prima di fare i biglietti, insieme a qualche altra bizzarra opera nei corridoi. Ma questo è solo il preludio, poiché di opere d’arte singolari, contemporanee, futuristiche, astratte o qualsivoglia chiamarle, ne vediamo in quantità industriale nei vari piani del museo. Le descrizioni sono brevi e non aiutano tanto. Per comprendere questi  autori bisogna documentarsi prima o avere studiato arte. Noi ci accontentiamo di sorridere di fronte a sculture apparentemente insignificanti per noi profani, come quella di un lavabo, di una tazzina da colazione divisa in due spiaccicata su un quadro enorme nero insieme alla corrispondente metà di un colino, di un secchio di vernice con tanto di pennello, di un palloncino gonfiato che non si sgonfia mai, di nudi con catene, croci bianche, di un armadio in legno ripieno di indumenti casuali, di una scrivania con un po’ di paglia, e così via (la lista potrebbe continuare all’infinito!).

Terminiamo la visita alle 13:30, e approfittiamo di un attraente snackeria per la pausa pranzo, consistente in un tramezzino fresco e un trancio di pizza condito. Subito dopo riprendiamo a scendere le Ramblas verso il porto, e vista la pioggia continua optiamo per la visita dell’interessantissimo Museo Marittimo. All’ingresso scattiamo una foto con un vecchio sommergibile in legno che sembra uscito da vecchi progetti del grande Leonardo (ma sarà davvero mai andato sotto l’acqua quell’affare?). Il biglietto costa quasi 11 euro, ma li vale tutti considerato la particolarità del museo in sé stesso, che offre una vasta e completa esposizione del mondo marittimo dalle prime imbarcazioni inventate dall’uomo per solcare i mari, fino alle più recenti colossali opere navali. Si cammina tra gli innumerevoli modelli di vascelli e caravelle, fino a scorgere una delle attrazioni principali che consiste nella ricostruzione a grandezza naturale di un vero e proprio galeone! Molta attenzione è prestata anche alle spiegazioni e alla storia, con lunghi cartelloni ed esposizioni in apposite sale. La visita termina con una galleria allestita in questi giorni, intitolata guarda caso: “Il novecento siciliano”, e con il doveroso attrezzato negozio di souvenir prima dell’uscita, a cui non resisto di portar via la classica barca dentro la bottiglia.

Si sono fatte le 17:00 e arriviamo a Port Vell, attraversando il moderno ponte girevole che conduce al Maremagnum, un grosso centro commerciale considerato dai pedoni l’adeguato proseguimento delle Ramblas per le proprie passeggiate. Tutto questo quartiere non esisteva dieci anni fa, quando visitai Barcellona con la mia classe di quinta superiore per la gita scolastica! Entriamo all’interno della gigantesca struttura, sorridendo di fronte al curioso gioco di specchi creato all’ingresso con il riflesso verticale dei passanti, e facciamo un giro per renderci conto dei negozi e dei prezzi: per niente diversi da quelli italiani, è il nostro verdetto finale.

Subito a fianco del Maremagnum si trova l’Acquario, considerato tra i più belli europei. Il prezzo di 13 euro pare veramente esoso ma ci togliamo comunque lo sfizio di visitarlo. Stavolta gli articoli da regalo sono proprio all’ingresso, e presentano una varietà di oggetti incredibili e davvero appetitosi anche per i più restii allo shopping. La visita all’acquario è tutto sommato abbastanza classica: l’unica interessante particolarità è il tunnel subacqueo che passa sotto un gigantesco vascone che brulica di squali, tartarughe, e branchi di pesci di vario genere e forma. Una passerella mobile con i vetri trasparenti fa appunto il giro della vasca, permettendo di ammirare da sotto e a distanza ravvicinata questo meraviglioso mondo sottomarino. La visita termina con una sala dove si può ristorare e far giocare un po’ i  bambini. Noi ne approfittiamo per scattare una foto spiritosa dietro il costume di un palombaro, e consumare qualche pop-corn e una bella coca cola rinfrescante.

 

All’uscita veniamo attratti dall’enorme scritta IMAX del gigantesco cinema, costruito a sua volta a lato dell’acquario e del Maremagnum. Prendiamo un depliant con gli spettacoli e ne troviamo uno di due ore a cui non possiamo rinunciare e di cui compriamo i biglietti (10 euro a testa) per le ore 22:00. Abbiamo solo due ore per rientrare all’appartamento, sistemarci, cenare e tornare nuovamente all’IMAX. Di passaggio alle Ramblas facciamo la spesa in un supermarket, poi prendiamo la linea L3 verde da Plaza Catalunya a Paral-lel, mangiamo nientemeno che un piatto di lasagne pronte da fare al microonde e usciamo nuovamente a piedi di corsa per raggiungere il cinema: che tirata, non reggeremo così tutto il nostro soggiorno!

La città in notturna, illuminata e piena di gente, appare indiscutibilmente una degna capitale del turismo europeo. Arrivati di corsa al cinema alle 22:00 in punto, prendiamo posto a sedere nella gigantesca sala dalla forma di un anfiteatro, con un colossale schermo di fronte ai nostri occhi. Il primo spettacolo di un’ora è dedicato all’Australia: un documentario favoloso tra inquadrature mozzafiato e paesaggi e panorami indimenticabili, ovviamente valorizzati appieno dall’infinito schermo in cui sembra di cadere dentro e dal perfetto audio sonoro. A conferma di quel che pensavo, lo spagnolo non presenta alcun problema di comprensione e riesco a capire e seguire interamente i dialoghi del narratore. Il commento finale è: bellissimo, coinvolgente, il prezzo del biglietto vale da solo questo spettacolo. Ma la chicca deve ancora arrivare. Il secondo documentario infatti è quello di James Cameron all’esplorazione del Titanic. Prima di girare il famoso film campione di incassi, il regista si è documentato su ogni minimo particolare della nave e della storia, andando lui stesso all’esplorazione del relitto sott’acqua con le attrezzature più moderne e tecnologicamente avanzate. Per questo filmato di un’ora dobbiamo indossare gli occhialini tridimensionali che ci hanno fornito all’ingresso. Già le prime scene in superficie sono sensazionali, con la spiegazioni della missione e dell’uso dei due piccoli robot, dotati di telecamera, che andranno ad esplorare il relitto. Le scene subacquee poi sono a dir poco strepitose: il mini sommergibile con i due componenti a bordo che trovano il Titanic e lo esplorano dall’esterno, i piccoli robot che entrano all’interno mostrando i saloni e le stanze, le ricostruzioni al computer (proprio come nel film!) di come doveva essere nel suo splendore prima di affondare: il tutto ingigantito sullo schermo con uno straordinario effetto di profondità tridimensionale! La parte finale poi è emozionante e adrenalinica come nei migliori film di fantascienza (ma questo è avvenuto tutto sul serio!): il salvataggio di uno dei piccoli robot rimasto incastrato all’interno dello scafo! Nell’immagine globale dello schermo si aprono diverse finestre, a varie profondità, dove si alternano il narratore, le immagini esterne e interne del robot numero uno e quelle del robot numero due che tenta di recuperarlo. Il commento finale è: mitico, superlativo, è un’esperienza da non perdere!

Usciamo dall’IMAX estasiati da uno degli spettacoli più belli a cui abbiamo mai assistito in una sala cinematografica. Per me personalmente, persino più bello del decollo dello Shuttle visto all’IMAX di Parigi della Defense, dove diecimila watt mi bombardavano le orecchie durante l’accensione dei motori. Si torna all’appartamento a piedi, stanchissimi ma enormemente soddisfatti dal nostro primo giorno trascorso a Barcellona.
 




 


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