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La corriera della “Logudoro Tour” parte da Cagliari a mezzogiorno in
punto per raggiungere l’aeroporto di Alghero in tre ore e mezza,
attraversando per la S.S. 131 tutta la Sardegna. Il servizio gestito
dalla Ryan Air è comodo e preciso, così come eccezionale è il
prezzo del voli low-cost per la tratta Alghero – Girona: due biglietti
tutto incluso a poco più di 80 euro! Io e Stefania siamo felicissimi
di aver approfittato di questa nuova tratta servita da qualche mese
dalla compagnia irlandese, con la quale ho viaggiato felicemente anche
in Irlanda ed Inghilterra.
Il volo
parte alle 18:10 e atterra a Girona alle 19:15. All’uscita
dall’aeroporto, una serie di autobus, sempre gestiti dalla Ryan air,
passano frequenti per portare i turisti dritti a Barcellona in circa
un’ora di tragitto. Il costo del biglietto è 16 euro a testa in tutto
andata e ritorno. Ci viene consegnato persino un piccolo depliant con
la cartina di Plaza Sant Joan, punto di arrivo e rientro dove sostano
gli autobus, e tutti gli orari dei voli e le relative frequenze dei
mezzi per tornare a Girona. Questa sì che è organizzazione!
Poggiamo
piede sul suolo di Barcellona alle 21:00 in punto nella piazza
appena citata. L’idea iniziale di prendere un taxi viene scartata dopo
dieci minuti di attesa invano, dal momento che altri cento turisti
come noi hanno lo stesso proposito. Sfruttiamo così la metropolitana,
la cui fermata è a pochi passi dalla piazza. Dopo aver consultato la
cartina e comprato due biglietti di 1,10 euro ciascuno per singola
corsa, capiamo che la nostra linea è la L2 di colore viola, che ci
porta dalla fermata Tetuan a quella di Paral-lel.
Da qui a
C. de Les Flors, dove si trova il nostro appartamento, sono
giusto cinque minuti a piedi. Per fortuna, nonostante la viuzza sia
stretta e piccolina, troviamo subito la strada orientandoci sulla
cartina della città. Non rimane che chiamare il numero di telefono
consegnatoci sulla ricevuta della prenotazione dell’appartamento, per
avvertire il proprietario che siamo arrivati. Per trovare alloggio,
abbiamo visitato parecchi siti di Barcellona, tentando di
prenotare alcuni hotels economici nel centro senza successo (mancanza
di disponibilità). Alla fine abbiamo optato per un monolocale,
trovato al sito:
www.apartmentsramblas.com. Le foto e le condizioni ci hanno
convinto sulla professionalità della gestione, e il prezzo di 450 euro
in totale per sei notti (75 euro a notte) non è davvero male.
Dopo un
quarto d’ora circa, arriva un ragazzo ad aprire il portone sotto la
pioggia scrosciante. Le scale che ci portano al secondo piano sono
strettissime e antiche, al contrario dell’interno del monolocale che
invece è moderno, funzionale e totalmente ristrutturato a nuovo.
Neanche 50 metri quadri gestiti benissimo dove si trova tutto
l’occorrente e l’indispensabile per passare un buon soggiorno: dalla
cucina, al tavolo, al letto matrimoniale, agli armadi per guardaroba,
al televisore, etc. etc. Il bagno è proprio un buco e la lavatrice è
fuori dalla porta, in comune con l’appartamento di fronte, anch’esso
affittato a turisti, ma sono delle piccolezze irrilevanti perché tutto
è pulito, nuovo, e ben presentabile. Il ragazzo ci spiega le
condizioni di alloggio ed esorta a chiamarlo per qualsiasi problema
riscontriamo. Paghiamo il saldo, ci dà una copia delle chiavi e ci
lascia dopo pochi minuti. Siamo davvero contenti della scelta perché
l’appartamento appare molto curato e carinissimo. Sistemiamo le
valigie e ceniamo alla bene e meglio con le cose portate per il
viaggio. Non resta che riposare e rigenerare le energie per queste
cinque piene giornate che trascorreremo nella magnifica Barcellona,
cercando di vedere e visitare più cose possibili.
La prima cosa che vogliamo verificare è la posizione del nostro
appartamento e la distanza dalle Ramblas, che sulla cartina
della città appaiono vicinissime. E’ proprio così infatti: dieci
minuti di camminata tra le strette e medievali viuzze del quartiere di
El Raval e sbuchiamo a metà altezza della più famosa via di
Barcellona. In realtà le Ramblas sono cinque, ma appaiono comunque
come un’unica lunga strada che dal porto conduce a Plaza Catalunya.
Constatiamo, come di consueto in tutti i primi giorni dei nostri
viaggi in capitali europee (è successo anche a Praga e Londra!), che
il tempo non è clemente, accompagnandoci con una pioggia continua. La
prima sosta che facciamo è per il colorato mercato alimentare
al coperto che si tiene in una traversa delle Ramblas. Diamo
un’occhiata veloce rimanendo estasiati dalle enormi fragole rosse e
dai succhi di frutta freschi spremuti sul momento, dopodiché
proseguiamo per Plaza Catalunya, ricoperta da migliaia di piccioni che
regalano un affascinante spettacolo. Il nostro iniziale intento di
usufruire dei famosi autobus turistici scoperti, che su due linee
(rossa e blu) fanno il giro delle città sostando nelle principali
attrazioni, viene smorzata dalla lunghissima fila per accedervi, il
costo del biglietto e la pioggia.
Prendiamo dunque la direzione del M.A.C.B.A. (Museo d’Arte
Contemporanea) tornando a El Raval, che raggiungiamo alle 11:30 dopo
una ventina di minuti scarsi. Il museo appare futuristico già
dall’esterno, ma in maniera ancora più marcata al suo interno. Una
sorta di gigantesco letto appeso al muro giace sopra le nostre teste
all’ingresso, poco prima di fare i biglietti, insieme a qualche altra
bizzarra opera nei corridoi. Ma questo è solo il preludio, poiché
di opere d’arte singolari, contemporanee, futuristiche, astratte o
qualsivoglia chiamarle, ne vediamo in quantità industriale nei vari
piani del museo. Le descrizioni sono brevi e non aiutano tanto.
Per comprendere questi autori bisogna documentarsi prima o avere
studiato arte. Noi ci accontentiamo di sorridere di fronte a sculture
apparentemente insignificanti per noi profani, come quella di un
lavabo, di una tazzina da colazione divisa in due spiaccicata su un
quadro enorme nero insieme alla corrispondente metà di un colino, di
un secchio di vernice con tanto di pennello, di un palloncino gonfiato
che non si sgonfia mai, di nudi con catene, croci bianche, di un
armadio in legno ripieno di indumenti casuali, di una scrivania con un
po’ di paglia, e così via (la lista potrebbe continuare
all’infinito!).
Terminiamo la visita alle 13:30, e approfittiamo di un attraente
snackeria per la pausa pranzo, consistente in un tramezzino fresco e
un trancio di pizza condito. Subito dopo riprendiamo a scendere le
Ramblas verso il porto, e vista la pioggia continua optiamo per la
visita dell’interessantissimo Museo Marittimo. All’ingresso
scattiamo una foto con un vecchio sommergibile in legno che sembra
uscito da vecchi progetti del grande Leonardo (ma sarà davvero mai
andato sotto l’acqua quell’affare?). Il biglietto costa quasi 11 euro,
ma li vale tutti considerato la particolarità del museo in sé stesso,
che offre una vasta e completa esposizione del mondo marittimo
dalle prime imbarcazioni inventate dall’uomo per solcare i mari, fino
alle più recenti colossali opere navali. Si cammina tra gli
innumerevoli modelli di vascelli e caravelle, fino a scorgere una
delle attrazioni principali che consiste nella ricostruzione a
grandezza naturale di un vero e proprio galeone! Molta attenzione è
prestata anche alle spiegazioni e alla storia, con lunghi cartelloni
ed esposizioni in apposite sale. La visita termina con una galleria
allestita in questi giorni, intitolata guarda caso: “Il novecento
siciliano”, e con il doveroso attrezzato negozio di souvenir prima
dell’uscita, a cui non resisto di portar via la classica barca dentro
la bottiglia.

Si sono fatte le 17:00 e arriviamo a Port Vell, attraversando il
moderno ponte girevole che conduce al Maremagnum, un grosso
centro commerciale considerato dai pedoni l’adeguato proseguimento
delle Ramblas per le proprie passeggiate. Tutto questo quartiere non
esisteva dieci anni fa, quando visitai Barcellona con la mia classe di
quinta superiore per la gita scolastica! Entriamo all’interno della
gigantesca struttura, sorridendo di fronte al curioso gioco di specchi
creato all’ingresso con il riflesso verticale dei passanti, e facciamo
un giro per renderci conto dei negozi e dei prezzi: per niente diversi
da quelli italiani, è il nostro verdetto finale.
Subito a fianco del Maremagnum si trova l’Acquario, considerato
tra i più belli europei. Il prezzo di 13 euro pare veramente esoso ma
ci togliamo comunque lo sfizio di visitarlo. Stavolta gli articoli da
regalo sono proprio all’ingresso, e presentano una varietà di oggetti
incredibili e davvero appetitosi anche per i più restii allo shopping.
La visita all’acquario è tutto sommato abbastanza classica: l’unica
interessante particolarità è il tunnel subacqueo che passa sotto un
gigantesco vascone che brulica di squali, tartarughe, e branchi di
pesci di vario genere e forma. Una passerella mobile con i vetri
trasparenti fa appunto il giro della vasca, permettendo di ammirare da
sotto e a distanza ravvicinata questo meraviglioso mondo sottomarino.
La visita termina con una sala dove si può ristorare e far giocare un
po’ i bambini. Noi ne approfittiamo per scattare una foto spiritosa
dietro il costume di un palombaro, e consumare qualche pop-corn e una
bella coca cola rinfrescante.

All’uscita veniamo attratti dall’enorme scritta IMAX del
gigantesco cinema, costruito a sua volta a lato dell’acquario e del
Maremagnum. Prendiamo un depliant con gli spettacoli e ne troviamo uno
di due ore a cui non possiamo rinunciare e di cui compriamo i
biglietti (10 euro a testa) per le ore 22:00. Abbiamo solo due ore per
rientrare all’appartamento, sistemarci, cenare e tornare nuovamente
all’IMAX. Di passaggio alle Ramblas facciamo la spesa in un
supermarket, poi prendiamo la linea L3 verde da Plaza Catalunya a
Paral-lel, mangiamo nientemeno che un piatto di lasagne pronte da fare
al microonde e usciamo nuovamente a piedi di corsa per raggiungere il
cinema: che tirata, non reggeremo così tutto il nostro soggiorno!
La città in notturna, illuminata e piena di gente, appare
indiscutibilmente una degna capitale del turismo europeo. Arrivati di
corsa al cinema alle 22:00 in punto, prendiamo posto a sedere nella
gigantesca sala dalla forma di un anfiteatro, con un colossale schermo
di fronte ai nostri occhi. Il primo spettacolo di un’ora è dedicato
all’Australia: un documentario favoloso tra inquadrature
mozzafiato e paesaggi e panorami indimenticabili, ovviamente
valorizzati appieno dall’infinito schermo in cui sembra di cadere
dentro e dal perfetto audio sonoro. A conferma di quel che pensavo,
lo spagnolo non presenta alcun problema di comprensione e riesco a
capire e seguire interamente i dialoghi del narratore. Il commento
finale è: bellissimo, coinvolgente, il prezzo del biglietto vale da
solo questo spettacolo. Ma la chicca deve ancora arrivare. Il secondo
documentario infatti è quello di James Cameron all’esplorazione del
Titanic. Prima di girare il famoso film campione di incassi, il
regista si è documentato su ogni minimo particolare della nave e della
storia, andando lui stesso all’esplorazione del relitto sott’acqua con
le attrezzature più moderne e tecnologicamente avanzate. Per questo
filmato di un’ora dobbiamo indossare gli occhialini tridimensionali
che ci hanno fornito all’ingresso. Già le prime scene in superficie
sono sensazionali, con la spiegazioni della missione e dell’uso
dei due piccoli robot, dotati di telecamera, che andranno ad esplorare
il relitto. Le scene subacquee poi sono a dir poco strepitose:
il mini sommergibile con i due componenti a bordo che trovano il
Titanic e lo esplorano dall’esterno, i piccoli robot che entrano
all’interno mostrando i saloni e le stanze, le ricostruzioni al
computer (proprio come nel film!) di come doveva essere nel suo
splendore prima di affondare: il tutto ingigantito sullo schermo con
uno straordinario effetto di profondità tridimensionale! La parte
finale poi è emozionante e adrenalinica come nei migliori film di
fantascienza (ma questo è avvenuto tutto sul serio!): il salvataggio
di uno dei piccoli robot rimasto incastrato all’interno dello scafo!
Nell’immagine globale dello schermo si aprono diverse finestre, a
varie profondità, dove si alternano il narratore, le immagini esterne
e interne del robot numero uno e quelle del robot numero due che tenta
di recuperarlo. Il commento finale è: mitico, superlativo, è
un’esperienza da non perdere!
Usciamo dall’IMAX estasiati da uno degli spettacoli più belli a cui
abbiamo mai assistito in una sala cinematografica. Per me
personalmente, persino più bello del decollo dello Shuttle visto all’IMAX
di Parigi della Defense, dove diecimila watt mi bombardavano le
orecchie durante l’accensione dei motori. Si torna all’appartamento a
piedi, stanchissimi ma enormemente soddisfatti dal nostro primo giorno
trascorso a Barcellona.
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