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Giorno 3°

27/02 – Plaza Catalunya, Casa Battlò, Sagrada Famiglia, La Pedrera, Barrio Gotico.

Il primo pensiero di oggi è dirigerci verso Plaza Catalunya al centro commerciale "El corte Ingles", un vero colosso della città,  nientemeno che per comprare un utilissimo e insostituibile attrezzo chiamato asciugacapelli. Già, perchè purtroppo l'adattatore non va bene (e non c'è verso di trovarlo) e rende inutilizzabile il nostro. Mi viene davvero da sorridere pensando che anche in Irlanda riportai a casa un altro asciugacapelli causa rottura di quello da viaggio:  si vede che è destino, dovrei farne la collezione. Perdiamo un pò di tempo ma ne approfittiamo allo stesso tempo per dare uno sguardo in giro per il futuro shopping.

Proseguiamo dunque per Passaige Garcia, il vialone che si dirige a nord della città, dove dopo qualche centinaio di metri si trova Casa Battlò, uno dei capolavori assoluti del genio di Gaudì, divenuto ormai un simbolo e un culto per questa città. E' incredibile pensare che tra un palazzo comune e l'altro si trovi incastonato questo gioiello, che già dall'esterno regala le prime emozioni osservandone la facciata. Ogni singolo particolare è curato e non casuale: le forme dei balconi, le inferriate, il portone, i materiali e i colori usati. E' ancora incerta quale sia la fonte di ispirazione del genio, ma le più accreditate paiono essere quella della rappresentazione del mare o quella di un dragone. C'è una bella differenza in effetti, eppure guardandola ci sono gli elementi per entrambi i casi. All'ingresso, il biglietto costa sempre sui 10 euro ma almeno ci danno la guida: una sorta di telefono parlante che, schiacciando i numeri corrispondenti che si incontrano man mano nella casa, fornisce informazioni sui dettagli della costruzione. Dettagli allucinanti che mai si rivelerebbero all'occhio di un comune visitatore. A partire dalle scale per culminare nel salone, tutta la casa è un capolavoro d'arte e di ingegneria che non ha eguali. Ogni singolo particolare è ricercato in maniera ossessiva dal genio che ha inventato un proprio sistema di aerazione delle stanze, di riscaldamento attraverso un singolare caminetto, di illuminazione naturale che passa tra riflessi colorati delle vetrate e cortili interni creati appositamente per tale scopo. Un particolare che mi rimarrà sempre impresso è quello delle pianelle di uno di questi cortili, che hanno due colori diversi ma guardate nel complesso si fondono in unico colore che ricorda, appunto, il mare. Come se non bastasse, poichè la luce viene dall'alto, i due colori delle mattonelle in realtà sfumano assumendo colorazioni più chiare dal basso della finestra e più scure verso l'alto del tetto, pur continuando a sembrare un colore solo: questo perchè la luce, mentre scende verso il basso del cortile, si indebolisce e quindi illumina meno le pianelle sul fondo che, se fossero tutte uguali, risulterebbero ovviamente più scure. Genio o maniaco? Tutto quanto, e sottolineo tutto, è costruito in modo da eliminare le linee rette a favore di forme ondeggianti e sinuose: il lampadario a forma di vortice, le porte una diversa dall'altra, il passamano, le scale, le finestre, le murature, il caminetto, le colonne. Il confine tra fantasia e realtà svanisce del tutto in questa casa fiabesca unica al mondo e nel suo genere! Terminiamo la visita con il negozio di articoli a tema, da cui ci limitiamo a portare via solo una decina di cartoline stupende.

Proseguendo per Passaige Garcia arriviamo dopo pochi minuti ad un'altra opera d'arte di Gaudì: Casa Pedrera. Qua siamo colti impreparati da una fila sterminata di turisti che si estende per decine di metri oltre l'ingresso sulla strada, e optiamo per ritornare più tardi, prendendo il metro e dirigendoci alla Sagrada Familia. Ricordo che questo fu il primo colossale monumento che vidi nella mia vita quando visitai Barcellona dieci anni fa, che mi scioccò totalmente. Camminavamo con i miei compagni senza meta, di notte, e all'improvviso la possente visione di questa cattedrale gotica illuminata si rivelò davanti ai nostri occhi increduli! E' passato tanto tempo da allora e di opere monumentali ne ho visto tante, ma rivedere comunque la Sagrada Familia fa sempre un certo effetto. Con la differenza che, rispetto a dieci anni fa, ce n'è un enorme pezzo in più! Adesso le torri sono 4 e le facciate due, esattamente il doppio di quando le vidi io. Tutta l'area comunque è un gigantesco cantiere operativo e le facciate, forse nel 2016 quando si presume sarà terminata, saranno 4 e le torri 8!!! C'è da metter in chiaro che, per adesso, la parte nuova costruita non ha niente a che vedere con il fascino e la precisione di quella originale di Gaudì, che purtroppo morì all'improvviso in un incidente lasciandola largamente incompleta. Rimane sempre il progetto a cui gli architetti odierni si staranno ispirando per completarla.

Prima della visita, essendo le 13:30, sostiamo per la pausa pranzo in una sorta di fast food proprio nella piazza principale, comprando panini freschi e coca cola. Il costo del biglietto è di 9 euro, ma non ha una grande giustificazione dal momento che da vedere, all'interno della Sagrada Familia, non c'è praticamente nulla a parte le altissime gru e i lavori in corso. L'unica parte interessante è salire sulle torri in maniera un pò vertiginosa e claustrofobica, con un numero infinito di gradini su scala a chiocciola, e godere il panorama della città tra una finestrella e l'altra. Istruttiva invece è la visita del museo, il quale spiega visivamente i progetti di Gaudì con dimostrazioni reali in plastici in miniatura della sua geniale architettura. Colpisce in modo particolare l'uso delle colonne a forma di ramo d'albero e per giunta oblique, tecnica molto usata in diverse opere. Appare straordinario anche il progetto finale della Cattedrale, con i particolari delle singole facciate e delle torri, nonchè, cosa difficilissima da immaginare a tutt’oggi visto che non esiste niente, della torre centrale che sarà molto più alta e mastodontica delle altre otto! Credo che, se veramente l'opera finale sarà così come la si vede nel progetto, la Sagrada Familia diventerà uno dei monumenti più incredibili del pianeta e, probabilmente, anche uno dei più dispendiosi visto che ci avranno lavorato incessantemente per trenta anni!

 

Terminata la visita, sostiamo in uno Sturbucks per recuperare un pò di zuccheri e vitalità con un pò di caffeina e cheescake, e prendiamo il metro per tornare indietro alla Pedrera. Ne approfittiamo a questo punto, visto che il giro turistico in bus è da scartare, per fare la travel card per i quattro giorni rimanenti di visita, al conveniente prezzo di 15 euro valevole per tutti i metro e bus indistintamente.

Alle 17:00 siamo di fronte alla Pedrera. La fila è diminuita ma è comunque tanta! Attendiamo pazientemente per fare i biglietti (altri 7 euro a testa) e visitare questo altro capolavoro di Gaudì che non delude le aspettative. Stavolta l'ispirazione dell'artista è chiara e, come si intuisce dal nome stesso, riguarda la pietra. Nel complesso l'interno della casa mi pare meno appariscente di quella Battlò, ma sicuramente esaltante è la visita del tetto: una sorta di parco di sculture e statue a forma di maschere, che col tramonto regalano magnifiche tonalità di rosso! Il panorama non è da meno, con la vista della Sagrada Familia, del centro della capitale, e con i più stravaganti spunti fotografici delle bizzare opere di pietra. Alcune peculiarità si ripetono, come ad esempio quella dell'utilizzo di piccoli cortili interni per far arrivare in tutte le stanze una gradevole luce naturale. Ancora qualche manciata di cartoline e anche questa visita è terminata.


 

Essendo ancora presto per tornare all'appartamento, improvvisiamo una passeggiata entrando nel Barrio Gotico, il più famoso dei quartieri del centro storico della città, raggiungendo l'ingresso del museo Picasso. Come previsto, alle 18:30 lo troviamo già bello che chiuso: torneremo un altro giorno. Facciamo la spesa in un market e rientriamo al nostro alloggio per la cena.
 




 


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