|
Il
primo pensiero di oggi è dirigerci verso Plaza Catalunya al centro
commerciale "El corte Ingles", un vero colosso della città,
nientemeno che per comprare un utilissimo e insostituibile attrezzo
chiamato asciugacapelli. Già, perchè purtroppo l'adattatore non va
bene (e non c'è verso di trovarlo) e rende inutilizzabile il nostro.
Mi viene davvero da sorridere pensando che anche in Irlanda riportai a
casa un altro asciugacapelli causa rottura di quello da viaggio: si
vede che è destino, dovrei farne la collezione. Perdiamo un pò di
tempo ma ne approfittiamo allo stesso tempo per dare uno sguardo in
giro per il futuro shopping.

Proseguiamo dunque per Passaige Garcia, il vialone che si dirige a
nord della città, dove dopo qualche centinaio di metri si trova
Casa Battlò, uno dei capolavori assoluti del genio di Gaudì,
divenuto ormai un simbolo e un culto per questa città. E' incredibile
pensare che tra un palazzo comune e l'altro si trovi incastonato
questo gioiello, che già dall'esterno regala le prime emozioni
osservandone la facciata. Ogni singolo particolare è curato e non
casuale: le forme dei balconi, le inferriate, il portone, i
materiali e i colori usati. E' ancora incerta quale sia la fonte di
ispirazione del genio, ma le più accreditate paiono essere quella
della rappresentazione del mare o quella di un dragone. C'è una bella
differenza in effetti, eppure guardandola ci sono gli elementi per
entrambi i casi. All'ingresso, il biglietto costa sempre sui 10 euro
ma almeno ci danno la guida: una sorta di telefono parlante che,
schiacciando i numeri corrispondenti che si incontrano man mano nella
casa, fornisce informazioni sui dettagli della costruzione. Dettagli
allucinanti che mai si rivelerebbero all'occhio di un comune
visitatore. A partire dalle scale per culminare nel salone, tutta
la casa è un capolavoro d'arte e di ingegneria che non ha eguali.
Ogni singolo particolare è ricercato in maniera ossessiva dal genio
che ha inventato un proprio sistema di aerazione delle stanze, di
riscaldamento attraverso un singolare caminetto, di illuminazione
naturale che passa tra riflessi colorati delle vetrate e cortili
interni creati appositamente per tale scopo. Un particolare che mi
rimarrà sempre impresso è quello delle pianelle di uno di questi
cortili, che hanno due colori diversi ma guardate nel complesso si
fondono in unico colore che ricorda, appunto, il mare. Come se non
bastasse, poichè la luce viene dall'alto, i due colori delle
mattonelle in realtà sfumano assumendo colorazioni più chiare dal
basso della finestra e più scure verso l'alto del tetto, pur
continuando a sembrare un colore solo: questo perchè la luce, mentre
scende verso il basso del cortile, si indebolisce e quindi illumina
meno le pianelle sul fondo che, se fossero tutte uguali,
risulterebbero ovviamente più scure. Genio o maniaco? Tutto quanto, e
sottolineo tutto, è costruito in modo da eliminare le linee rette a
favore di forme ondeggianti e sinuose: il lampadario a forma di
vortice, le porte una diversa dall'altra, il passamano, le scale, le
finestre, le murature, il caminetto, le colonne. Il confine tra
fantasia e realtà svanisce del tutto in questa casa fiabesca unica al
mondo e nel suo genere! Terminiamo la visita con il negozio di
articoli a tema, da cui ci limitiamo a portare via solo una decina di
cartoline stupende.

Proseguendo per Passaige Garcia arriviamo dopo pochi minuti ad
un'altra opera d'arte di Gaudì: Casa Pedrera. Qua siamo colti
impreparati da una fila sterminata di turisti che si estende per
decine di metri oltre l'ingresso sulla strada, e optiamo per ritornare
più tardi, prendendo il metro e dirigendoci alla Sagrada Familia.
Ricordo che questo fu il primo colossale monumento che vidi nella mia
vita quando visitai Barcellona dieci anni fa, che mi scioccò
totalmente. Camminavamo con i miei compagni senza meta, di notte, e
all'improvviso la possente visione di questa cattedrale gotica
illuminata si rivelò davanti ai nostri occhi increduli! E' passato
tanto tempo da allora e di opere monumentali ne ho visto tante, ma
rivedere comunque la Sagrada Familia fa sempre un certo effetto. Con
la differenza che, rispetto a dieci anni fa, ce n'è un enorme pezzo in
più! Adesso le torri sono 4 e le facciate due, esattamente il doppio
di quando le vidi io. Tutta l'area comunque è un gigantesco cantiere
operativo e le facciate, forse nel 2016 quando si presume sarà
terminata, saranno 4 e le torri 8!!! C'è da metter in chiaro che,
per adesso, la parte nuova costruita non ha niente a che vedere con il
fascino e la precisione di quella originale di Gaudì, che purtroppo
morì all'improvviso in un incidente lasciandola largamente incompleta.
Rimane sempre il progetto a cui gli architetti odierni si staranno
ispirando per completarla.
Prima della visita, essendo le 13:30, sostiamo per la pausa pranzo in
una sorta di fast food proprio nella piazza principale, comprando
panini freschi e coca cola. Il costo del biglietto è di 9 euro, ma non
ha una grande giustificazione dal momento che da vedere, all'interno
della Sagrada Familia, non c'è praticamente nulla a parte le altissime
gru e i lavori in corso. L'unica parte interessante è salire sulle
torri in maniera un pò vertiginosa e claustrofobica, con un numero
infinito di gradini su scala a chiocciola, e godere il panorama della
città tra una finestrella e l'altra. Istruttiva invece è la visita
del museo, il quale spiega visivamente i progetti di Gaudì con
dimostrazioni reali in plastici in miniatura della sua geniale
architettura. Colpisce in modo particolare l'uso delle colonne a forma
di ramo d'albero e per giunta oblique, tecnica molto usata in diverse
opere. Appare straordinario anche il progetto finale della Cattedrale,
con i particolari delle singole facciate e delle torri, nonchè, cosa
difficilissima da immaginare a tutt’oggi visto che non esiste niente,
della torre centrale che sarà molto più alta e mastodontica delle
altre otto! Credo che, se veramente l'opera finale sarà così come la
si vede nel progetto, la Sagrada Familia diventerà uno dei monumenti
più incredibili del pianeta e, probabilmente, anche uno dei più
dispendiosi visto che ci avranno lavorato incessantemente per trenta
anni!

Terminata la visita, sostiamo in uno Sturbucks per recuperare un pò di
zuccheri e vitalità con un pò di caffeina e cheescake, e prendiamo il
metro per tornare indietro alla Pedrera. Ne approfittiamo a questo
punto, visto che il giro turistico in bus è da scartare, per fare la
travel card per i quattro giorni rimanenti di visita, al
conveniente prezzo di 15 euro valevole per tutti i metro e bus
indistintamente.
Alle 17:00 siamo di fronte alla Pedrera. La fila è diminuita ma
è comunque tanta! Attendiamo pazientemente per fare i biglietti (altri
7 euro a testa) e visitare questo altro capolavoro di Gaudì che non
delude le aspettative. Stavolta l'ispirazione dell'artista è chiara e,
come si intuisce dal nome stesso, riguarda la pietra. Nel complesso
l'interno della casa mi pare meno appariscente di quella Battlò, ma
sicuramente esaltante è la visita del tetto: una sorta di parco di
sculture e statue a forma di maschere, che col tramonto regalano
magnifiche tonalità di rosso! Il panorama non è da meno, con la
vista della Sagrada Familia, del centro della capitale, e con i più
stravaganti spunti fotografici delle bizzare opere di pietra. Alcune
peculiarità si ripetono, come ad esempio quella dell'utilizzo di
piccoli cortili interni per far arrivare in tutte le stanze una
gradevole luce naturale. Ancora qualche manciata di cartoline e anche
questa visita è terminata.

Essendo ancora presto per tornare all'appartamento, improvvisiamo una
passeggiata entrando nel Barrio Gotico, il più famoso dei quartieri
del centro storico della città, raggiungendo l'ingresso del museo
Picasso. Come previsto, alle 18:30 lo troviamo già bello che chiuso:
torneremo un altro giorno. Facciamo la spesa in un market e rientriamo
al nostro alloggio per la cena.
|