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La
prima visita di oggi è concentrata sul Museo Picasso. Un altro
mondo rispetto alla Fondazione di Mirò vista ieri. Almeno qui,
l'evoluzione dell'artista è esposta gradualmente sala per sala: dai
suoi dipinti da giovane, in stile più classico, fino alla sua
trasformazione in quelli più astratti. E anche i più complicati e meno
comprensibili danno comunque soddisfazione, ad un profano come me,
nell'ammirare la meticolosità dei colori, delle forme e della tecnica.
Si capisce quale mole di lavoro ci sia dietro un'opera del genere.
Picasso è Picasso. La visita risulta dunque, contro le mie
aspettative, estremamente interessante ed istruttiva e vale
appieno il solito biglietto di 7 euro pagato all'ingresso.
Ci
spostiamo in Plaza Catalunya, prendendo la linea 7 e poi la Tramvia
Blau che sale al Tibidabo, seguendo le istruzioni della nostra
guida. La tramvia è davvero particolare: un vagoncino piccolo con
panchine in legno minuscole scomodissime, che si riempe fino a
scoppiare di turisti e per la sua tratta di dieci minuti sulle rotaie
costa il biglietto di 3,10 euro! Per arrivare in cima al Tibidabo però
non è ancora finita, bisogna prendere un'altra funicolare e fare un
altro breve tragitto. Una volta arrivati nella piazza principale,
osserviamo un pò la cartina esposta. Alla nostra destra c'è il parco
giochi, più che altro con attrazioni per bambini e piccini. Varrebbe
la pena farlo solo per la ruota panoramica che gira sopra Barcellona
con una vista mozzafiato! Saliamo le gradinate che conducono alla
Cattedrale, purtroppo rovinata esteticamente in questo periodo per
i lavori di ristrutturamento. Diamo una visita veloce e scattiamo una
quantità industriale di foto al panorama che spazia su tutta la
città fino al mare. Si intravedono tutti i monumenti principali,
nonostante la giornata sia nuvolosa e ci sia un pò di foschia. Tra
l'altro, fa un freddo tremendo e siamo convinti che la temperatura sia
vicina ai zero gradi. Non ci siamo portati neanche i guanti o la
sciarpa da casa: non pensavamo di trovare tutto questo gelo a
Barcellona!

Ci
fermiamo per pranzo al "Tibidabo Masia Restaurant", proprio di fronte
alla piazza principale, consumando qualche toast e patatine fritte.
Chiediamo dunque come si può raggiungere la Torre Collserola,
che domina il colle e che si vede chiaramente vicino a noi. Sappiamo
che esistono degli autobus, ma ci consigliano di andare direttamente a
piedi. Passeggiamo così per un quarto d'ora fino ad arrivare alla base
dell'altissima torre, davvero impressionante. Quella di Praga, a
confronto, è molto più bassa. Il biglietto d'ingresso costa solo 4,60
euro e non permette di arrivare fino in cima, ma comunque ad una buona
altitudine in una sala panoramica della torre. Raccolti una decina di
turisti, attendiamo una ragazza che ci porta alla base della
costruzione da cui parte un ascensore a vetri trasparenti che
sale lentamente, permettendo di ammirare a bocca aperta lo strepitoso
panorama. Anche la sala è trasparente, con le grate bucherellate sotto
i piedi che danno la sensazione del vuoto: non certo adatte a chi
soffre di vertigini! Siamo a oltre cento metri di quota della torre e
circa seicento dal livello del mare! Dalla sala si gode un panorama
a 360°, ed è possibile visualizzare subito le principali attrazioni
osservando le numerose cartine fornite di ogni spiegazione e punti di
riferimento. Rimango ad osservare un pò la lontana Sagrada Familia,
la bellissima Plaza Espana e il M.N.A.C., il colle di Montjuc, il
Tibidabo con la cattedrale che si erge al cielo. Inizia nel frattempo
ad annuvolarsi pesantemente e si sentono devastanti tuoni in
sottofondo. La discesa dall'ascensore è altrettanto emozionante quanto
la salita, e una volta arrivati in basso ci fermiamo a visitare una
sala dove sono esposte le fotografie e i dati delle altre torri
similari sparse per il mondo: esattamente come a Praga, di cui tra
l'altro vediamo la torre, tra le più piccole, di soli 90 metri di
altezza. Ce ne sono alcune colossali in Canada e Russia, magari un
giorno visiteremo anche quelle.

All'uscita dalla Collserola, la più inaspettata delle sorprese ci
coglie impreparati: inizia a nevicare! Tutto potevamo
aspettarci ma non la neve a Barcellona, tant'è che persino la guardia
della torre pare euforica e chiama gli amici al cellulare tutta
contenta! Entusiasti da questo che anche per noi cagliaritani è un
evento che si ripete forse ogni dieci anni, riprendiamo la strada del
ritorno. Nel giro di dieci minuti la nevicata diventa una piccola
bufera, rendendo inutile persino l'ombrello che cerco di usare ormai
solo per coprire la telecamera, con la quale sto riprendendo tutto.
Il traffico si blocca e gli spagnoli, eccitati ed esaltati, iniziano a
giocare con palle di neve, a rincorrersi, a urlare! Il tempo di
tornare alla cattedrale e il paesaggio diventa surreale: è tutto
ricoperto di bianco in maniera clamorosa mentre continua a nevicare
fortissimo! Intanto si avvicina l'ora di chiusura e c'è una fila
lunghissima per riprendere la funicolare. Ne approfittiamo per
osservare la gente impazzita e scattare stupende foto ricordo.
Finalmente è il nostro turno e riusciamo a salire sulla funicolare. La
discesa è favolosa e ci regala paesaggi mozzafiato con i boschi
ricoperti interamente di neve prima del calar del sole. Anche l'attesa
per la tramvia (tra l'altro l'ultima corsa!) passa veloce mentre
osserviamo lo spettacolo intorno a noi, anche se ci stiamo congelando
dal freddo. Una volta scesi in città, constatiamo amaramente che la
neve non è arrivata fino a livello del mare e domani non vedremo la
città imbiancata: peccato!

Rientriamo all'appartamento per uscire nuovamente all'ora di cena.
Dopo una bella passeggiata per il centro alla ricerca di un
ristorantino attraente, ne scegliamo uno proprio sulle Ramblas al n.
117 dal nome "La Poma". L'arredamento è molto carino e noi
prendiamo un tavolo proprio sulla vetrata che dà verso la strada.
Anche sul servizio e sul mangiare niente da ridire. Consumiamo una
succulenta cenetta prendendo paella, salmone grigliato, un boccalone
di sangria e digestivo per 43 euro in totale: considerato che siamo
sulle Ramblas, non è male.
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