|
Dedichiamo
il nostro ultimo giorno a Barcellona passeggiando per quei quartieri
caratteristici che abbiamo ancora tralasciato e per fare un po’ di
shopping. Iniziamo scendendo le Ramblas verso Port Vell, dove
acquistiamo qualche souvenir all’acquario. Poi proseguiamo verso
Barceloneta, osservando un altro sommergibile in legno simile a
quello del museo marittimo. Oggi la giornata è stupenda, soleggiata e
tiepida: è incredibile pensare che ieri eravamo sotto la neve!
Attraversiamo dunque Barceloneta e raggiungiamo Vila Olimpica,
da cui rimaniamo esterrefatti dalle bizzarre forme architettoniche e
strane sculture che si incontrano per strada. Il culmine ovviamente è
il colossale monumento del pesce, situato in una piazza che pare sé
stessa un’opera futuristica. Rimaniamo ad osservare e passeggiare un
po’ per questo quartiere spettacolare, totalmente diverso da quelli
visti fin d’ora, che mi ricorda un po’ nel genere La Defense di
Parigi. La piazza finisce in una balconata che dà sulla bella spiaggia
di Barceloneta, dove osservo un signore in basso in costume che si sta
facendo la doccia: bbbrrrr!! Va bene che ieri si gelava e oggi è più
tiepido, ma io sono ancora con felpa in pile e giubbotto pesante!

Ci
fermiamo per pranzo ad un fast-food proprio vicino al monumento del
pesce, il “Planet Rous”. Stavolta consumiamo hamburger e patatine,
calamari fritti e crocchette di patate, per la cifra di 22 euro in
totale.
Lasciamo
il quartiere moderno e torniamo al centro storico, passando per il
Parco de la Ciutadel, considerato uno dei polmoni verdi della
città. Dobbiamo girare un bel po’ per le mura prima di trovare
l’ingresso, ma una volta dentro godiamo di un po’ di verde e pace al
di fuori del traffico metropolitano. Seguendo il sentiero principale
giungiamo al laghetto centrale, dove alcune belle statue fanno da
sfondo ad una fontana e c’è persino la riproduzione di un grosso
elefante per far divertire i bambini.

Usciamo
dall’altra parte del parco proprio in pieno Barrio Gotico, e
raggiungiamo dopo una mezz’oretta la Cattedrale. Vaghi ricordi
di dieci anni fa mi tornano in mente riguardandola. Purtroppo, anche
questa come quella del Tibidabo, è in piena ristrutturazione: questo è
il rischio che si corre venendo fuori stagione! Si può comunque
entrare a visitarla (ne vale la pena) e con la cifra di 4 euro si può
salire sul tetto tra transenne e percorsi arrangiati con inferriate.
Questa è una cosa forse un po’ discutibile, tra l’altro il panorama
che si vede non è alla fine molto diverso (anzi, sicuramente
inferiore) rispetto a quello che si gode da altri punti della città.

Terminata
la visita, ci fermiamo un po’ nella piazza di fronte alla cattedrale
per ammirare un suonatore di chitarra e alcuni artisti che simulano
le statue. C’è un vero professionista da record, con tanto
di piedistallo e borsa per attrezzi, che ha incluso nel suo
abbigliamento, all’altezza del petto, un orologio con il quale misura
il tempo che riesce a rimanere fermo. Un tempo eterno di minuti e
minuti in cui rimango imperterrito ad osservarlo senza che si muova di
un millimetro o che sbatta le palpebre degli occhi, fino all’autoconvincimento
che veramente si tratti di una statua. Dopo altri minuti, finalmente
lo vedo fermare l’orologio e riposarsi un pochino, per poi riattaccare
il suo cronometro personale e iniziare daccapo! A questo punto non
posso esimermi dal fare una foto insieme a questo mito e lasciargli la
meritata mancia.

Continuiamo a passeggiare per gli innumerevoli negozietti del Barrio
Gotico fino a giungere a Plaza Espana, dove entriamo al centro
commerciale “El Corte Ingles” per comprare il completo da
calcio del Barcellona per il fratello di Stefania. Tra l’altro scopro
che al piano terra c’è una gigantesca esposizione di DVD e cd musicali
che sono molto attraenti!
Stanchi
dalla lunga camminata, ci riposiamo al “Beer & Coffe”, proprio
in un angolo della piazza, prendendo una cioccolata calda con
churros, un abbinamento molto usato a quanto pare da queste parti.
I churros sono una sorta di sfogliatine zuccherate davvero buone!
E’
ormai buio e le strade sono colme di gente e turisti, che rendono
Barcellona, esattamente come mi ricordavo persino dieci anni fa, una
città estremamente vitale e accogliente. Fa davvero piacere
camminare e osservare tutto questo movimento anche se, in alcuni
tratti delle Ramblas, bisogna riconoscere che diventa quasi nevrotico:
si fa zig zag da una parte all’altra e per poco si devono dare
spintonate per passare! Ultimo spazio per lo shopping e poi torniamo
all’appartamento stanchissimi da cinque giorni di visite a ritmi
serrati.
Usciamo
giusto per la cena, in un ristorante – pizzeria della nostra zona, che
guarda caso si chiama “Italianos”. Siamo curiosi di sapere se
si mangia decentemente ma, come ci aspettavamo, la pizza ordinata non
è certo una pizza italiana ma piuttosto una sorta di bruschetta
condita. Di tutte le capitali europee, per ora solo a Praga mi è
capitato di trovare una vera pizza come quella italiana e di mangiare
davvero bene! In compenso, spendiamo la ridicola cifra di 16 euro in
tutto: evidentemente, la lontananza dalle Ramblas fa sentire i suoi
effetti…
Il nostro soggiorno a
Barcellona termina oggi con il lungo viaggio che ci aspetta per
tornare a casa. Dopo colazione, chiudiamo le valige e alle 11:30
prendiamo il metro per Plaza Catalunya, poi cambiamo linea per Plaza
Sant Joan. La corriera della Ryan Air è la che ci attende per condurci
all’aeroporto di Girona, dove arriviamo alle 13:30. Solite procedure
del chek-in, pranzo con panini al prosciutto crudo e cotto (davvero
buono, senz’altro come quello italiano), e infine il volo che ci
riporta ad Alghero. Da qui, ancora un’altra corriera per Cagliari per
tornare a casa.
|