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Giorno 6°

01/03 – Barceloneta, Villa Olimpica, Parco de la Ciutadel, Barrio Gotico, Cattedrale.

            Dedichiamo il nostro ultimo giorno a Barcellona passeggiando per quei quartieri caratteristici che abbiamo ancora tralasciato e per fare un po’ di shopping. Iniziamo scendendo le Ramblas verso Port Vell, dove acquistiamo qualche souvenir all’acquario. Poi proseguiamo verso Barceloneta, osservando un altro sommergibile in legno simile a quello del museo marittimo. Oggi la giornata è stupenda, soleggiata e tiepida: è incredibile pensare che ieri eravamo sotto la neve! Attraversiamo dunque Barceloneta e raggiungiamo Vila Olimpica, da cui rimaniamo esterrefatti dalle bizzarre forme architettoniche e strane sculture che si incontrano per strada. Il culmine ovviamente è il colossale monumento del pesce, situato in una piazza che pare sé stessa un’opera futuristica. Rimaniamo ad osservare e passeggiare un po’ per questo quartiere spettacolare, totalmente diverso da quelli visti fin d’ora, che mi ricorda un po’ nel genere La Defense di Parigi. La piazza finisce in una balconata che dà sulla bella spiaggia di Barceloneta, dove osservo un signore in basso in costume che si sta facendo la doccia: bbbrrrr!! Va bene che ieri si gelava e oggi è più tiepido, ma io sono ancora con felpa in pile e giubbotto pesante!


            Ci fermiamo per pranzo ad un fast-food proprio vicino al monumento del pesce, il “Planet Rous”. Stavolta consumiamo hamburger e patatine, calamari fritti e crocchette di patate, per la cifra di 22 euro in totale.

            Lasciamo il quartiere moderno e torniamo al centro storico, passando per il Parco de la Ciutadel, considerato uno dei polmoni verdi della città. Dobbiamo girare un bel po’ per le mura prima di trovare l’ingresso, ma una volta dentro godiamo di un po’ di verde e pace al di fuori del traffico metropolitano. Seguendo il sentiero principale giungiamo al laghetto centrale, dove alcune belle statue fanno da sfondo ad una fontana e c’è persino la riproduzione di un grosso elefante per far divertire i bambini.

            Usciamo dall’altra parte del parco proprio in pieno Barrio Gotico, e raggiungiamo dopo una mezz’oretta la Cattedrale. Vaghi ricordi di dieci anni fa mi tornano in mente riguardandola. Purtroppo, anche questa come quella del Tibidabo, è in piena ristrutturazione: questo è il rischio che si corre venendo fuori stagione! Si può comunque entrare a visitarla (ne vale la pena) e con la cifra di 4 euro si può salire sul tetto tra transenne e percorsi arrangiati con inferriate. Questa è una cosa forse un po’ discutibile, tra l’altro il panorama che si vede non è alla fine molto diverso (anzi, sicuramente inferiore) rispetto a quello che si gode da altri punti della città.

 

            Terminata la visita, ci fermiamo un po’ nella piazza di fronte alla cattedrale per ammirare un suonatore di chitarra e alcuni artisti che simulano le statue. C’è un vero professionista da record, con tanto di piedistallo e borsa per attrezzi, che ha incluso nel suo abbigliamento, all’altezza del petto, un orologio con il quale misura il tempo che riesce a rimanere fermo. Un tempo eterno di minuti e minuti in cui rimango imperterrito ad osservarlo senza che si muova di un millimetro o che sbatta le palpebre degli occhi, fino all’autoconvincimento che veramente si tratti di una statua. Dopo altri minuti, finalmente lo vedo fermare l’orologio e riposarsi un pochino, per poi riattaccare il suo cronometro personale e iniziare daccapo! A questo punto non posso esimermi dal fare una foto insieme a questo mito e lasciargli la meritata mancia.

            Continuiamo a passeggiare per gli innumerevoli negozietti del Barrio Gotico fino a giungere a Plaza Espana, dove entriamo al centro commerciale “El Corte Ingles” per comprare il completo da calcio del Barcellona per il fratello di Stefania. Tra l’altro scopro che al piano terra c’è una gigantesca esposizione di DVD e cd musicali che sono molto attraenti!

            Stanchi dalla lunga camminata, ci riposiamo al “Beer & Coffe”, proprio in un angolo della piazza, prendendo una cioccolata calda con churros, un abbinamento molto usato a quanto pare da queste parti. I churros sono una sorta di sfogliatine zuccherate davvero buone!

            E’ ormai buio e le strade sono colme di gente e turisti, che rendono Barcellona, esattamente come mi ricordavo persino dieci anni fa, una città estremamente vitale e accogliente. Fa davvero piacere camminare e osservare tutto questo movimento anche se, in alcuni tratti delle Ramblas, bisogna riconoscere che diventa quasi nevrotico: si fa zig zag da una parte all’altra e per poco si devono dare spintonate per passare! Ultimo spazio per lo shopping e poi torniamo all’appartamento stanchissimi da cinque giorni di visite a ritmi serrati.

            Usciamo giusto per la cena, in un ristorante – pizzeria della nostra zona, che guarda caso si chiama “Italianos”. Siamo curiosi di sapere se si mangia decentemente ma, come ci aspettavamo, la pizza ordinata non è certo una pizza italiana ma piuttosto una sorta di bruschetta condita. Di tutte le capitali europee, per ora solo a Praga mi è capitato di trovare una vera pizza come quella italiana e di mangiare davvero bene! In compenso, spendiamo la ridicola cifra di 16 euro in tutto: evidentemente, la lontananza dalle Ramblas fa sentire i suoi effetti…

Giorno 7°

02/03 – Rientro

            Il nostro soggiorno a Barcellona termina oggi con il lungo viaggio che ci aspetta per tornare a casa. Dopo colazione, chiudiamo le valige e alle 11:30 prendiamo il metro per Plaza Catalunya, poi cambiamo linea per Plaza Sant Joan. La corriera della Ryan Air è la che ci attende per condurci all’aeroporto di Girona, dove arriviamo alle 13:30. Solite procedure del chek-in, pranzo con panini al prosciutto crudo e cotto (davvero buono, senz’altro come quello italiano), e infine il volo che ci riporta ad Alghero. Da qui, ancora un’altra corriera per Cagliari per tornare a casa.
 




 


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