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3° Giorno - 27/4/2001

Piazza Duomo: visita al Campanile di Giotto, al Duomo e al Battistero; Ponte Vecchio; Giardini di Boboli; grotta del Brunelleschi

Usciamo a fare colazione, dal momento che non è inclusa nell’ostello, e ci dirigiamo verso la vicina sponda dell’Arno, che costeggiamo per una mezz’oretta. Osserviamo alcune persone prendere il sole sui lastricati vicino al fiume, vista la bellissima e anche troppo calda giornata primaverile. Attraversiamo uno dei ponti principali che danno verso il centro, e raggiungiamo passeggiando con calma la Piazza Duomo.

La città è piena di turisti da ogni parte e l’impatto è davvero forte, nel vedere tutti questi monumenti e questa bellezza architettonica concentrata in poche centinaia di metri! Iniziamo a visitare il Campanile di Giotto, disegnato dallo stesso nel 1334 e completato nel 1359, ventidue anni dopo la sua morte. Saliamo i suoi 410 interminabili gradini resi ancora più faticosi dall’afa di oggi, dalla cui sommità alta 85 metri si ammira uno splendido panorama di quasi tutta Firenze: bellissima la vista sul Duomo e della mastodontica cupola del Brunelleschi (alta appena sei metri di più), anche se purtroppo le sbarre danno un senso di prigionia e non permettono di scattare belle foto.

            Una volta scesi ci accodiamo alla lunga fila per la visita del Duomo, a fianco al campanile, dove entriamo dopo circa mezz’ora di attesa. Prima del Duomo di Firenze (o Cattedrale di Santa Maria del Fiore), l’area era occupata dalla chiesa  di Santa Reparata, demolita nel 1296 proprio per far posto a questo capolavoro. La costruzione è molto imponente e riflette la volontà fiorentina di primeggiare su tutto. I lavori iniziarono per conto di Arnolfo di Cambio, e vennero completati nel 1436; la sua facciata attuale venne completata però solo nel 1887. L’esterno lascia chi lo osserva estasiato e senza fiato, mentre l’interno è un po’ meno suggestivo. Colpisce in modo particolare l’immensa cupola del Brunelleschi con i suoi dipinti e le sue decorazioni. Saliamo anche qua un’interminabile gradinata di ben 463 gradini che compiono il giro a spirale della cupola, da dove si possono prima ammirare gli affreschi del Giudizio Universale del Vasari,  per poi arrivare alla sommità con vista spettacolare della città, finalmente senza inferriate. Da qua si osservano tutti i principali punti di riferimento che rendono famosa la magnifica Firenze: dal campanile di Giotto, al Battistero, alla Piazza Signoria e al Palazzo Vecchio, ai giardini di Boboli e al Palazzo Pitti, alle chiese di Santa Croce e di Santa Maria Novella.

Scesi dal Duomo terminiamo la visita della piazza con il Battistero, risalente al IV – V secolo, una delle costruzioni più antiche della città. Famose le sue porte, in particolare quella est chiamata del Paradiso, realizzate dal Ghiberti per festeggiare la fine della peste in Firenze nel 1401 e che fu scelto dopo un concorso dove parteciparono grandissimi artisti tra cui il Brunelleschi e il Donatello. All’interno ammiriamo i mosaici della magnifica volta del Battistero, che sovrastano il fronte ottagonale ove venne battezzato anche Dante Alighieri.

Passeggiata sulla sponda dell'Arno per raggiungere il centro...

Stefania osserva la gente che prende il sole sul fiume... non proprio come essere al mare in Sardegna, ma è sempre tintarella!

La splendida torre del Campanile di Giotto che si erge da Piazza Duomo

Il Campanile affiancato dalla facciata del Duomo

La vista del Battistero salendo i gradini del Campanile...

...e dall'alto dalla sommità del Campanile di Giotto

La cupola del Duomo osservata dal Campanile

Ancora la splendida maestosa cupola...

... e la fila (in basso!) per entrare a visitarla!

La straordinaria volta ottagonale all'interno del Battistero!

Un particolare della volta

L'ingresso al Duomo o Cattedrale di S.Maria del Fiore

Un particolare dela facciata del monumento

La gigantesca cupola osservata dall'interno della Cattedrale...

...e un particolare dei suoi magnifici affreschi

Panorama dalla sommità della cupola verso Palazzo Vecchio

Panorama verso il Campanile di Giotto

Il Campanile e il retro della Cattedrale

Un primo piano di Stefania

Questo è il complesso del Duomo visto dai Giardini di Boboli

Sostiamo per il pranzo in un fast food a lato della piazza, dove si vendono panini e trance di pizza. Ne prendiamo qualcuna a caso, condite in maniera assai diverse dalle nostre pizze sarde, e scendiamo al piano di sotto sedendoci in un tavolino per fortuna libero nonostante l’afflusso di gente.

Proseguiamo quindi verso Ponte Vecchio, uno dei simboli della città, caratteristico nelle sue antiche costruzioni divenute oggi preziosi ed importanti negozi di gioielleria. Lo attraversiamo per intero insieme ad una marea di turisti, provenienti dalle parti più disparate del pianeta, e imbocchiamo la via che porta al Palazzo Pitti e ai Giardini di Boboli.

Entriamo ai giardini dall’ingresso di Palazzo Pitti. I giardini furono creati per la famiglia Medici, dopo che acquistarono Palazzo Pitti, e fu aperto al pubblico nel 1766. Splendido esempio Rinascimentale, ci si perde completamente dentro nel passeggiare liberamente ed ogni luogo dà una sensazione differente, tra cui quella di fare un profondo tuffo nel passato. Per primo incontriamo l’Anfiteatro palcoscenico delle prime rappresentazioni d’opera, quindi saliamo per la Fontana di Nettuno del Lorenzi, costruita tra il 1565 e il 1568. Proseguiamo per lo splendido e lungo Vialottone di cipressi, risalenti al 1638, fiancheggiato da statue. Arrivati all’Isolotto, ammiriamo lo spettacolo degli uccelli e anatre che popolano il piccolo laghetto, le statue di contadini che circondano il giardino cinto da un fossato, nonché qualche gatto ruffiano che pare mettersi in posa apposta per le foto. Al centro troviamo infine la Fontana dell’Oceano (1576) del Gianbologna. Risalendo per il viale alberato giungiamo dapprima in un parco, quindi al Museo delle Porcellane, ormai chiuso visto il tardo orario. Il Forte Belvedere è chiuso per lavori, quindi scendiamo per il Kaffeehaus, un padiglione in stile Rococò costruito nel 1776 da Zanobbi del Rosso; di fronte si trova la Fontana di Ganimede. Infine giungiamo alla Grotta del Buon Talenti del 1583, dove troviamo il calco dei Prigioni di Michelangelo, Paride con Elena di Troia di Vincenzo de Rossi, e una fontana con Venere del Gianbologna. Verso l’uscita dei giardini incrociamo la Fontana di Bacco del 1560, copia dell’originale di Valerio Cioli, che ritrae Pietro Barbino, il nano di corte di Cosimo I, nelle sembianze di Bacco dio del vino che cavalca una tartaruga.

Ponte Vecchio, uno dei simboli più famosi di Firenze

Splendido affresco all'ingresso dei Giardini di Boboli

L'ingresso dei giardini

Vista verso Palazzo Pitti

Il Vialottone dei Cipressi

Alcune immagini durante la passeggiata ai giardini...

...

...

...

...

La grotta del Brunelleschi

Bacco

            Usciamo dai giardini e rientriamo all’ostello a piedi camminando per un’altra oretta, ammirando il bel verde che caratterizza e colora molto questa città, stanchissimi dopo il lunghissimo giro, le scalinate dei monumenti e le salite e le discese del parco.
 




 


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