4° Giorno - 28/4/2001
Visita al Palazzo Pitti; Piazza Signoria: visita agli Uffizi
Avendo
tralasciato ieri la visita al Palazzo Pitti, all’entrata dei
Giardini di Boboli, per problemi di tempo, il primo pensiero di
stamattina è rivolto proprio a tornare nuovamente là e non perdere
questa meraviglia. Il palazzo fu costruito per il banchiere Luca
Pitti, probabilmente su progetto del Brunelleschi, e venne iniziato
nel 1458 ca. Dopo il fallimento del banchiere, i lavori furono sospesi
e ripresi un secolo dopo: da allora divenne residenza dei Medici e di
tutti i governatori. Nel XVII secolo fu aggiunta la Galleria
Palatina, con pareti affrescate, opere barocche e rinascimentali
sistemate per volere dei medici stessi per le sensazioni che
suscitavano. Stuzzicanti, affascinanti le sale di Saturno, Giove,
Marte, Apollo e Venere dove si trova la magnifica “Venere Italica
del Canava”, commissionata da Napoleone per sostituire la Venere
Medici degli Uffizi che doveva essere portata a Parigi. Si distinguono
poi alcuni dipinti del Viziano come La Bella e La Maddalena, e di
Raffaello per La Velata.
Durante la visita si nota lo sfarzo, il lusso e la
ricchezza in cui viveva questa famiglia. Ogni stanza è di un colore
differente: rossa, verde, gialla, bianca, etc. Molto bella la sala
dei pappagalli con pareti ricoperte da tappezzeria rossa e disegnata
di uccelli.
Terminata la visita prendiamo la strada verso Piazza
Signoria, dove arriviamo all’ora di pranzo. Sostiamo a consumare
un pranzo veloce e verso le 15:00 proviamo ad avvicinarci agli
Uffizi sperando di non trovare una lunghissima fila. In effetti da
fuori non appare tantissima, ma presto ci renderemo conto che in
realtà la parte più lunga prosegue dentro! Impieghiamo così più di
un’ora prima di iniziare ufficialmente la visita alla Galleria,
sicuramente una delle mete più ambite e frequentate dai turisti
che vengono qui ad ammirare le straordinarie opere d’arte, costruita
su progetto del Vasari per gli “Uffizi” delle magistrature delle nuove
amministrazioni di Cosimo I. Dal 1581 gli eredi di Cosimo I, in
particolare Francesco I, utilizzarono lo spazio per esporre quadri
della collezione di famiglia. I suoi discendenti continuarono ad
aggiungere le opere fino a quando, nel 1737, Anna Maria Luisa ultima
dei Medici la donò al popolo fiorentino.
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Palazzo Pitti e i Giardini di Boboli osservati dal Duomo |
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Gli Uffizi visti dall'alto |
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Visitare gli Uffizi è fare un vero e proprio viaggio
nell’arte, nel passato misto tra fantasia e realtà; i quadri sono lì e
parlano da soli mentre si osservano, ognuno ha una storia diversa e un
proprio significato in cui è piacevole perdersi nell’immaginazione. E’
nell’immensa sala 10-14 che Botticcelli scocca la sua freccia e
Stefania rimane innamorata e colpita dai suoi affreschi. Si incontrano
uno dietro l’altro i maggiori pittori di tutti i tempi: Piero della
Francesca, Michelangelo, Tiziano, Giotto, Filippo Lippi, Leonardo da
Vinci. Suggestiva è poi la tribuna ottagonale con soffitto in
madreperla, disegnata dal Buontalenti per consentire a Francesco I di
esporre le opere della collezione. Bellissima senza parole la Vener
d’Urbino di Tiziano del 1538. Le sale di Rubens, Remembrandt e del
Caravaggio purtroppo in questi giorni sono chiuse al pubblico.
Rimaniamo diverse ore a visitare la galleria, per poi
finalmente desistere e poter rientrare, ormai sera tardi, al nostro
ostello per riposarci.
Usciamo verso le 21:00 con Davide e Ignazio, che
praticamente sono sempre tutto il giorno all’I.L.P., per andare a
cenare in una trattoria. Ne scegliamo una tra le tante in una
piazzetta che incontriamo salendo la via principale di Raffaele
Sanzio, e devo dire che risulta molto caratteristica e con un ottimo
rapporto qualità prezzo. Scelgo una enorme porzione di penne alla
boscaiola, ricoperte da uno squisito sugo talmente complesso di cui
non saprei dire neanche tutti gli ingredienti!
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