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GIORNO 1

20/04/2002 - Volo Alghero - Londra Stansted; Canterbury

Parto da Cagliari prendendo la corriera della Logudoro Tour per Alghero, che arriva in coincidenza del volo Ryanair per London-Stanted nel pomeriggio. La tariffa di questa compagnia aerea low cost è appetibile anche senza particolari offerte. Il volo è puntuale, anzi arriva addirittura con dieci minuti in anticipo. Aspetto in aeroporto l’arrivo del mio mitico amico Carlo (con cui sono già stato in Irlanda), che giunge da Dublino col volo delle 18:00. Abbiamo pianificato questo viaggio velocemente nel giro di due settimane, spulciando tutto quello che si poteva trovare in Internet sull’Inghilterra, stampando cartine, esperienze di altre persone, elenco ed indirizzi di alloggi.

La prima cosa da fare è sedere al bar dell’aeroporto per festeggiare nuovamente il nostro incontro con una bella chiacchierata. Poi raggiungiamo il banco della Hertz per ritirare l’auto prenotata per l’intera settimana del viaggio. Una Fiat Punto blu nuova fiammante e tirata a lucido ci attende, ovviamente con la guida a sinistra inglese (certo se penso alle condizioni in cui la riporteremo, non sarà certamente più né fiammante né lucida…).

Armati di cartine stradali di ogni genere, imbocchiamo l’autostrada che scende verso la circonvallazione di Londra notando, esattamente al contrario di come immaginato, che il traffico è ordinato e scorrevolissimo persino nei pressi della metropoli. Dalla circonvallazione, proseguendo in senso orario, si oltrepassa un enorme e modernissimo ponte sospeso ad arco, che attraversa il Tamigi in un punto dove il fiume è piuttosto largo, e finisce al casello dove si paga il pedaggio (le autostrade in Inghilterra sono tutte gratuite ma si pagano pedaggi per i ponti). Svoltiamo successivamente in una deviazione per Sud-Est, verso la nostra prima meta: Canterbury.

Le autostrade sono ben segnalate, ma bisogna capirne i meccanismi, poiché a volte i cartelli sono talmente numerosi che confondono, e spariscono nei momenti cruciali… Un altro particolare che non tardiamo a notare è quello dei lavori in corso: soltanto la pignoleria e precisione degli inglesi può portare ad un simile spettacolo: migliaia di segnalazioni apposte sul manto stradale in maniera incredibilmente simmetrica, esattamente equidistanti una dall’altra e per una lunghezza a volte di chilometri! (anzi di miglia, per entrare nella mentalità britannica). E la vera chicca è che, nonostante le accuratissime segnalazioni dei lavori in corso, non si vede nessun operaio e non appare il minimo cenno di lavori, magari una ruspa, un camion… niente! Certo può capitare una volta tutto ciò, ma in centinaia di miglia appuriamo con stupore che tutto questo è assolutamente usuale: trovare le stesse restrizioni dell’autostrada ad una corsia, che rallentano il traffico, e nessun lavoro in corso! Senza considerare che ci sono gli autovelox e le macchinette fotografiche nascoste nei piloni delle segnalazioni per lavori, pronte a scattare se si supera il limite delle 30 miglia orarie… ahhh gli inglesi!

Arriviamo dopo circa un’ora e mezzo a Canterbury, una sorridente e splendida cittadina, dove troviamo con poca fatica un hotel/BED & BREAKFAST a 3 stelle, l’Ersham Lodge, distante appena dieci minuti a piedi dal centro. Il prezzo di 25 pound a testa sembra accettabile, considerato che è già buio e siamo stanchi, e l’interno e la stanza sono davvero caratteristici e belli.

Dopo una veloce rinfrescata usciamo verso le 22:00, eccitati come capita sempre all’inizio di qualunque viaggio, con tanta voglia di fare e vedere. Passeggiamo per il centro cercando di scovare la maestosa Cattedrale, simbolo di questa cittadina, ma è impossibile avvicinarsi perché circondata e chiusa dalle abitazioni, con un solo accesso da un portone che è tenuto aperto solo di giorno. Sediamo a bere una birra in un pub carino del centro, e poi camminiamo per il perimetro della cittadina dove restano ancora in piedi le parziali alte mura medievali. Non resta dunque che tornare a letto, riposare e ricaricare le pile per domani!

GIORNO 2

21/04/2002 - Canterbury; Dover; Hastings; Brighton; Winchester

La mattina presto, dopo una degna colazione da B&B che si rispetti, raggiungiamo nuovamente il centro di Canterbury. Stavolta prendiamo l’auto, nonostante la distanza non sia eccessiva, in modo da essere pronti per ripartire subito dopo. E qui arriva la prima chicca della giornata. Poiché tutto il mondo è paese e l’uomo è un essere intelligente, si presume che abbia creato i parcheggi a pagamento in maniera funzionale in tutto il pianeta. Ma qui siamo in Inghilterra, e vige la regola che agli inglesi piace distinguersi e fare le cose a modo proprio. Così perdiamo all’incirca mezzora per cercare di capire come funziona il sistema di un parcheggio a pagamento dove risiede una macchinetta per i biglietti automatici. Bisogna inserire le monete e un codice a cinque cifre numeriche che rappresentano la targa della macchina. Peccato solo che, piccolo particolare, la nostra auto ha una lettera alfabetica in mezzo alla sequenza di numeri che non è accettata dalla macchinetta e non riusciamo ad avere la ricevuta! Sentendoci un po’ indispettiti del fatto, osserviamo un inglese che parcheggia a sua volta e richiede la ricevuta: è tutto esattamente come abbiamo fatto noi, ma lui ha in effetti una targa giusta solo numerica. Allora attendiamo un po’ per chiedere ad un signore del posto, convinti che ci sia qualcosa che evidentemente sfugge al nostro intelletto, ma anche lui rimane più allibito di noi! Prova per cinque minuti perplesso della lettera sulla nostra targa che la rende diversa dalle altre e non è accettata dalla macchinetta, finché si arrende suggerendo di mettere una cifra a caso al posto della lettera e “falsificare” la targa; tanto qualunque vigile la veda capirà che è giusta dalle altre quattro cifre. Ma dico, si può creare una macchinetta automatica che non accetti neanche tutte le targhe delle auto del tuo Paese? Del resto, siamo solo a poco più di 100 Km da Londra, e non credo che la Hertz affitti auto agli alieni…Esterrefatti da questi strani meccanismi, riusciamo finalmente ad avviarci in centro, rimpiangendo di aver avuto la pessima idea di venire con la fiat punto e non con i nostri piedi.

Ma veniamo a Canterbury. Alla luce del giorno si possono apprezzare assai meglio i particolari architettonici di molte casette dei tranquilli vicoli e la vita serena della cittadina che si svolge interamente nel centro, adibito ad area pedonale. Ed è questa una caratteristica che si riscontra in tutte le cittadine turistiche inglesi e ne rende piacevole la visita: chiudere il centro al traffico e renderlo solo zona pedonale. Questo è un grande punto a favore per gli inglesi, bisogna riconoscerlo!

La nostra meta è ancora la Cattedrale. Torniamo perciò nella via principale, con l’unico maestoso accesso al cortile che porta al monumento, ed entriamo. L’impatto è molto forte, essendo la prima cattedrale inglese di questo tipo che visitiamo, la quale risulta veramente grande e bellissima. Osserviamo brevemente all’interno le imponenti navate gotiche, poiché soltanto una piccola parte è visitabile al pubblico.

Dopo qualche foto, compriamo la spesa in un market e proseguiamo subito verso Dover, alla ricerca delle White Cliffs, ovvero le scogliere bianche, famose proprio per il loro colore, dovuto alla conformazione della roccia che le compone. Arriviamo prima a St.Margaret at Cliffs, un villaggio tipicamente turistico con villette panoramiche sulla costa, e torniamo indietro a Dover dove, a dire il vero con qualche difficoltà nella comprensione delle direzioni dei cartelli, finalmente troviamo le rinomate scogliere.

Parcheggiamo a pagamento in un’apposita area di sosta e prendiamo un sentiero a piedi che costeggia il promontorio dall’alto. Il panorama è molto vario intorno: alle spalle si intravede sullo sfondo l’enorme Castello di Dover, in basso (solo inizialmente) c’è il porto mercantile con un via vai continuo di navi che attraccano, e davanti le caratteristiche scogliere, di un bianco accecante, che contrastano con l’acceso verde dei prati. Dal depliant si capisce che il sentiero prosegue per parecchie miglia e più avanti il paesaggio, arrivando ad un vecchio faro, deve essere ancora più bello.

Ma noi abbiamo centinaia di cose da vedere che ci attendono ancora, e dopo un’oretta di relax sul prato con un sole da tintarella, proseguiamo verso il castello. Compiamo un bel giro in auto intorno al castello, imponente e maestoso, e proseguiamo per la strada costiera, attraversando un susseguirsi di belle cittadine turistiche dove gli inglesi trascorrono le loro vacanze.

La prima è Folkestone, molto carina e particolare, poi dopo qualche altra meno rilevante sostiamo ad Hastings, costruita a ridosso dell’alto tratto di costa e sede di un caratteristico porto di pescatori. Nel grandissimo parcheggio del porto, il panorama è suggestivo: sullo sfondo le scogliere a strapiombo sull’oceano danno un senso selvaggio al paesaggio, sulla spiaggia di fronte i bambini giocano a pallone mentre vecchi treni merci circondano le barche dei pescatori. Camminiamo verso il centro, notando sulla destra una particolare funivia che porta sulla cima della costa, dove sicuramente esiste qualche monumento da visitare. E’ pieno di ristoranti e fast food con tavolini all’aperto, a cui non sappiamo resistere, dato che abbiamo una fame abominevole. Peccato aver scelto, nella fretta di ingurgitare qualcosa, il classico Fish & Chips, trovabile ovunque qua in Inghilterra, che offre per l’appunto il pesce fritto con le patate. Nonostante il merluzzo sia fresco e siamo in una località di mare, la pietanza risulta nauseabonda e un vero mattone da digerire per il nostro stomaco… sarà che noi italiani non siamo abituati a questa cucina, ma promettiamo di non commettere più lo stesso errore due volte!

La seconda chicca del giorno arriva verso la fine del pranzo, quando un atroce certezza prende forma vedendo un cartello di fronte al porto: non abbiamo pagato il parcheggio! Caspita, non siamo ancora abituati alle abitudini inglesi, bisogna fare una bella corsa all’auto nella speranza che nessuno si sia accorto del fatto. Tra l’altro, mentre torniamo di buon passo, leggiamo che la multa non sarebbe per niente una misera cifra: proprio un bel modo di iniziare il viaggio! Per fortuna, la dea bendata ci assistite e nessun vigilante si presenta in zona a dare la temuta stangata…

Usciti in pochi nanosecondi dal porto riprendiamo ancora la costiera, fino ad arrivare alla bellissima città di Brighton. E’ questa la città più turistica e organizzata di tutto il Sud dell’Inghilterra, un vero punto di ritrovo per i giovani e per gli inglesi che vengono a trascorrere qua le vacanze. La costa è il fulcro della città, con un litoralegrandioso organizzato in maniera impeccabile. Tanto per intenderci, la spiaggia non è certo un granché, così grossolana, a volte proprio ciottolato, e il mare non è l’esempio di limpidezza e trasparenza, ma gli inglesi quando organizzano una cosa la fanno bene e hanno davvero trasformato questa città in un parco giochi.

Il litorale è lunghissimo, non se ne vede la fine, ed è attrezzato per rilassanti e divertenti passeggiate, con negozi di vario genere, chioschi, bar, piccole locande. I turisti sono migliaia e di tutte le età, dai bambini piccoli col triciclo ai vecchietti in bicicletta ma, ovviamente, la maggior parte sono giovani e ragazzi. Entriamo in un piccolissimo shop che vende prodotti “marini” artigianali, ovvero oggetti e souvenir costruiti con conchiglie di ogni genere, piccole ed enormi e con le forme più svariate mai viste prima.

Più avanti il pezzo forte del litorale: il Brighton Pier, che è uno tra i tanti moli del litorale con la particolarità di avere sopra un parco giochi. Infatti si percorre a piedi la parte stretta del molo tra un susseguirsi di punti di ristoro e giochi vari (molto diffuse le slot machines) e si arriva nella parte più larga, in fondo, dove c’è una pista di Go-Kart in miniatura, e niente poco di meno che tre montagne russe diverse, ovviamente di piccole dimensioni, ma molto suggestive proprio perché sull’oceano! C’è un via vai continuo di persone, gabbiani enormi che volano ovunque e che beccano da mangiare dai turisti a più non posso, dando vero spettacolo. Il panorama è molto suggestivo anche perché il sole comincia a tramontare e i raggi illuminano tutta la città sullo sfondo, con le costruzioni e gli hotel che fungono da muro di cinta (sembra di osservare una cartolina di Miami); il tutto visibile in maniera eccellente dal molo. Negli altri moli adiacenti più piccoli, diversi pescatori si dilettano con la lenza e qualche turista in barca si gode la vacanza.

Caricati da questa atmosfera serena e divertente, io e Carlo ci buttiamo a capofitto su una delle montagne russe che attirano di più: quella con il giro della morte! Quando mai ricapita di fare una montagna russa sopra l’oceano? Mentre il vagoncino si arrampica lentamente, dall’alto la vista diventa sempre più bella e noi tiriamo fuori le macchine fotografiche per tentare qualche scatto azzardato… dopo una frazione di secondo purtroppo veniamo scaraventati alla velocità della luce verso il suolo e siamo costretti con mille acrobazie (e urla a più non posso), a tentare di ficcare le macchine fotografiche in tasca prima di perderle definitivamente nel giro della morte, sopra la testa di qualche povero turista! Compiamo in tempo la nostra missione, per fortuna prima della fine del giro, che risulta abbastanza breve ma davvero divertente.

Un po’ rintontiti usciamo dal molo e raggiungiamo il centro di Brighton. Scorgiamo il monumento più famoso della città, il Royal Pavillon, una sorta di enorme moschea creata con architettura interamente orientale. Entriamo nel bel parco, curatissimo e adornato con bei fiori, vedendo la splendida moschea nelle sue diverse facciate, anche se ormai è quasi buio ed si fa ora di andar via.

Per la notte programmiamo di dormire a Southampton, una delle più grandi città del Sud e porto commerciale, ma una volta arrivati a destinazione la città ci delude. Non si vede nessuno in giro per le strade, sembra un ambiente triste e vuoto e, tra l’altro, non notiamo neanche strutture per alloggiare. Non essendo ancora tardissimo, decidiamo dunque di azzardare una tirata sino a Winchester. In pratica in un solo giorno attraversiamo metà Inghilterra! A Winchestergiungiamo in condizioni pietose, stanchissimi dal lungo viaggio, e pensiamo di trovare velocemente un BED & BREAKFAST dove alloggiare, essendo questa una cittadina parecchio rinomata turisticamente. Non va affatto così: giriamo a vuoto per un bel po’ fino a trovare, ormai disperati verso le 22:00, una sorta di BED & BREAKFAST proprio sopra un pub.

E qui arriva la terza chicca, una delle più grandi di questo viaggio… Sappiamo bene che quando c’è un pub di mezzo non è il massimo alloggiare, sia per l’ambiente sia per il chiasso della notte, ma non abbiamo più tempo per scegliere e presi dalla stanchezza paghiamo senza pensarci due volte. Inizialmente il posto non sembra neanche malaccio, a parte il fatto che si sale al piano di sopra in un corridoio strettissimo per persone anoressiche, e la porta della nostra camera è alta un metro e mezzo, con uno bello spuntone pronto a trafiggere la testa nel caso ci dimenticassimo di abbassarla per entrare… La stanza è arredata in modo alquanto singolare: c’è un televisore rotto (che mi ricorda l’ostello di Londra… ma perché gli inglesi mettono sempre i televisori rotti nelle stanze dei turisti?) e una cattle per il thè da prendersi il tetano solo a guardarla! Ma queste cose passano in secondo piano quando si è distrutti e si ha voglia di buttarsi in un letto a dormire, perciò a noi interessa solo sapere a che ora è la colazione domani mattina per dare carburante al nostro fisico. Andiamo a chiedere questo piccolo dettaglio, che è compreso nel prezzo di 25 pound a testa (piuttosto cara la bettola eh?), ma clamorosamente la signora del posto non sa bene a che ora sia la colazione e cerca in un libro prima di dare la risposta: alle 7:30 dice. “Certo devono venire molti turisti qua“ pensiamo tra di noi, se non si ricordano neanche a che ora è la colazione… un po’ rattristati dal fatto di doverci alzare così presto, andiamo a dormire tra il chiasso e la musica del pub sottostante. Ma non è finita qui….

Canterbury

Un particolare delle facciate delle case di questa splendida cittadina

Canterbury Cathedral

La splendida e maestosa Cattedrale vista dall'unico ingresso accessibile del paese

Dover

Dover è famosa per diversi motivi, tra cui il Castello (sullo sfondo a destra) e le White Cliffs, raggiungibili tramite piacevoli passeggiate

Dover - White Cliffs

Le scogliere bianche di Dover devono il loro colore alla conformazione particolare della roccia, e sono uno spettacolo davvero interessante

Dover - White Cliffs

Le scogliere si percorrono tramite lunghi e piacevoli sentieri che le costeggiano

Dover Castle

Il Castello di Dover è immenso ed è uno dei più importanti d'Inghilterra

Hastings

Questa sorridente cittadina si trova percorrendo la costiera da Dover a Brighton ed è un porticciolo di pescatori molto turistico

Hastings

Una funivia permette di salire dalla costa e di arrivare direttamente in cima alla scogliera

Brighton

Brighton è una delle città più turistiche frequentate dagli inglesi

Brighton

L'impatto visivo che si gode dai moli è grandioso, e enormi gabbiani volano e atterrano ovunque nella ricerca del cibo (dato dai turisti)

Brighton

Numerosi pescatori a lenza tentano di portare a casa un bel bottino

Brighton Pier

Il Brighton Pier è un molo all'insegna del divertimento, dove sono stati costruiti sopra montagne russe, giochi di ogni genere e una pista di go-kart

Brighton Pier

Dal Brighton Pier si gode una vista meravigliosa di tutta la parte costiera della città

Brighton - Pavillon

Il Pavillon è il monumento più famoso di questa città con il suo stile orientale e il bel giardino perfettamente curato

Brighton

Al calar del sole i riflessi gialli colorano magicamente la pallida facciata del Pavillon

Brighton

Anche sul controluce il gabbiano è sempre presente!




 


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