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GIORNO 7
26/04/2002 - Oxford
Consumiamo una lauta colazione nel salone, circondato anch’esso da
specchi e riprendiamo il viaggio tornando verso Bristol. E’ un
peccato non avere molto tempo perché, a parte l’inospitalità della
notte precedente, quest’ultima pare una città interessante che
meriterebbe una visita.
Dopo una lunga traversata per il centro dell’Inghilterra, sbagliando
tra l’altro autostrada con non poca perdita di tempo, arriviamo
finalmente alla rinomata Oxford. La soluzione migliore probabilmente
sarebbe quella di lasciare l’auto fuori città e prendere il bus
nelle apposite aree chiamate “Park & Ride”, seguendo il consiglio
stesso dei cartelli inglesi. Purtroppo lo realizziamo troppo tardi e
andiamo ad imbatterci nei soliti carissimi parcheggi a pagamento
(stavolta però terremo ben presente il conto delle ore ed il passare
del tempo…).
Entriamo per prima cosa in un Tourist Office per recuperare una
cartina della città ed un elenco dei Bed & Breakfast, quindi
passeggiamo ininterrottamente per la zona pedonale fino all’ora di
pranzo, dove scegliamo di ristorarci nell’ormai più che collaudato
Pizza Hut.
Oxford è una cittadina veramente graziosa, bella per fare la vita da
studente, piena di giovani, di spazi verdi, di parchi, di college e
di università. La storia e l’arte sono intrinseche nelle vie del
centro, ricche di monumenti ben mantenuti, di chiese, e persino le
strutture universitarie sono grandiose ed appariscenti. Non abbiamo
granché tempo per visitare tutto quello che c’è da vedere (ci
vorrebbero non meno di tre giorni), così optiamo per fare un giro
illustrativo, quantomeno per respirare l’atmosfera di questa
cittadina così famosa nel mondo.
Le vie sono interamente chiuse da una grande zona pedonale e il
mezzo più usato per spostarsi (e ovviamente più economico per uno
studente) è la bicicletta. Se ne trovano ovunque, lasciate
comodamente per strada anche senza protezione (tanto chi la ruba, ce
l’hanno tutti!). I negozi di souvenir, inutile dirlo, pullulano
ovunque e offrono di tutto e di più per il turista. Passeggiando
liberamente per le affollate e vispe il centro, veniamo attratti
dalla costruzione della libreria, uno dei più bei monumenti di
Oxford. Visitiamo solo l’ingresso, molto suggestivo, dove
apprendiamo che negli archivi sono contenuti la bellezza di oltre
cinque milioni di volumi!
Tornati al B&B, che abbiamo cercato subito dopo pranzo, un po’ in
periferia e decisamente più caro rispetto alla media degli altri
inglesi, riposiamo e usciamo per la notte, convinti che il venerdì
sera il fine settimana sia già iniziato e si abbiano buone
possibilità di trovare un bel po’ di movimento. E così è in parte,
anche se ci si aspettava qualcosa di più da una città così piena di
giovani e studenti. Entriamo gratuitamente in numerosi pub fino a
quando, ad una certa ora, solamente le disco e i night-club a
pagamento rimangono aperti.
Rientriamo dunque al B&B, dove si consuma un’altra immancabile
chicca notturna. Poiché il parcheggio del nostro B&B fa angolo con
una traversa e finisce sul retro, e non essendoci nessuna insegna o
targa quantomeno luminosa che lo indichi, è buio pesto e giriamo
l’angolo finendo per cercare di aprire la porta sbagliata, quella
precedente al nostro B&B. Le chiavi ovviamente girano a vuoto e non
aprono la porta, cosicché dopo vari tentativi cominciamo a bussare
preoccupati (è l’una di notte!). Ricorderò sempre la faccia della
signora impaurita che sopraggiunge all’improvviso sul retro della
porta, senza aprire, e che urla: “Next door! Next door!”…
Realizziamo in qualche istante di secondo la nostra colossale
figuraccia, e corriamo nella porta affianco (quella giusta stavolta)
entrando sorridendo (ma sarebbe meglio dire ridendo a lacrime) nel
B&B, pensando tutto sommato che certamente non siamo gli unici ad
aver sbagliato e che la signora deve essere più che abituata a
questi poveri turisti…distratti! Ma mettere un’insegna sopra il B&B
costa poi tanto??
GIORNO 8
27/04/2002 - Cambridge
Lasciata Oxford raggiungiamo Cambridge, ultima tappa del nostro
itinerario, appositamente scelta per la sua vicinanza all’aeroporto
di Stansted. Solito tram-tram per il parcheggio, e perlustrazione
delle cittadina, che appare ai miei occhi anche più carina e
accogliente di Oxford. Probabilmente l’età media è più bassa ma per
il resto è tutto nello stesso stile: una vastissima zona pedonale
che rende piacevole la passeggiata per il centro, un sacco di
negozietti, bei monumenti e splendidi college, tante biciclette,
meravigliosi parchi verdi e ovviamente una miriade di giovani
studenti. Il tutto crea un’atmosfera bellissima, in una cittadina
che merita una visita approfondita di più giorni per essere
apprezzata appieno.
Dopo pranzo cerchiamo il Bed & Breakfast di rito nelle vie segnalate
dalla nostra cartina, comprata al Tourist Office, e ne troviamo uno
allo stesso prezzo di Oxford, ugualmente un po’ in periferia.
Stavolta ad accoglierci c’è un irlandese, che quando viene a sapere
che Carlo vive a Dublino inizia un lungo e simpatico discorso.
Dedichiamo la sera allo shopping, passando dal mercatino del posto
ai numerosi negozi del centro, recuperando qualche ricordo che nella
corsa del nostro viaggio non siamo ancora riusciti a comprare.
L’ultima chicca è quella di un singolare personaggio che, per
ricevere le classiche monetine in offerta, ha il coraggio di
infilarsi in un bidone della spazzatura (quelli tipici inglesi a
forma di cilindro, neri, con due fessure ai lati in alto), dove
suona persino la chitarra. La particolarità della cosa è che
inizialmente si sente la musica e la voce senza capirne la
provenienza, fino a quando si inizia a vedere spuntare mezzo manico
di chitarra dalla fessura del bidone e mezza faccia del poveretto
dall’altra fessura. Parecchia gente si avvicina a chiedergli
cortesemente di uscire, ma lui insiste imperterrito a cantare! Certo
non si dovrebbe ridere di queste scene che sono in realtà piuttosto
penose, ma non si può negare che sul momento la cosa è apparsa assai
buffa (anche perché il personaggio canta e suona bene per giunta!).
La notte siamo nuovamente in giro alla ricerca di qualche pub
divertente, e stavolta lo troviamo quasi subito, molto più
facilmente che a Oxford. C’è bella musica e gente tranquilla,
piuttosto raffinata aggiungerei. Trascorriamo una bella serata e
torniamo presto al B&B, senza sbagliare porta, dovendoci alzare
domani alle 6:00 per andare in aeroporto.
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Cambridge |
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La zona centrale di Cambridge, interamente pedonale |
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Oxford |
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Una delle strade del centro pedonale |
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Oxford Library |
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La più famosa libreria inglese è qui a Oxford, e conta la bellezza di oltre 5.000.000 di volumi! |
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Oxford Library |
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La facciate esterna della libreria |
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GIORNO 9
28/04/2002 - Rientro
Alzati prima dell’alba, carichiamo le valigie e partiamo da
Cambridge per l’aeroporto di Stansted. Arriviamo in poco più di
mezzora di autostrada scorrevolissima. Tutto fila liscio:
riconsegniamo l’auto, accompagno Carlo al check-in del suo volo per
Dublino e ci salutiamo facendo colazione al bar con un buon the
caldo inglese e riassumendo brevemente le chicche di questo
splendido viaggio. Il mio volo per Alghero è un’ora dopo, e mi
aspetta poi anche la corriera per Cagliari: un intero giorno di
viaggio…
Scarica il racconto di Vincenzo di Marco (Cornovaglia.pdf):
Viaggio nell'Inghilterra del Sud con il
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