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Non ero mai stato un fanatico dell'Irlanda, della cultura celtica e
delle leggende degli gnomi, prima di visitare questa isola. Eppure, da
quando ciò è avvenuto, ho capito che un viaggio in Irlanda rappresenta
un’esperienza unica, profonda ed indimenticabile che lascia il segno per
tutta la vita. Mi sono chiesto tante volte da cosa derivi questa forte
sensazione che provo ogni volta che ripenso ai posti che ho visto ed
alle emozioni che ho provato.
I paesaggi, per iniziare, sono superbi ed incredibilmente
suggestivi: dalle immense verdi praterie e dai dolci rilievi collinari
dell'interno, si passa alle impressionanti scogliere a picco
sull'oceano, che creano una visione imponente e maestosa. Questo è il
mix comune riscontrabile nella maggior parte del territorio, ma la
varietà del paesaggio è ben più ampia. Il Connemara per esempio è una
regione a sé, con boschi dai rossastri colori autunnali che si
riflettono nei numerosissimi laghetti. Oppure il Burren, famoso per il
suo deserto di pietre vasto decine di chilometri, dove non si riscontra
la presenza di un solo albero (pare di stare sulla luna!). Per non
parlare delle Giant's Causeway, monumento naturale unico al mondo con
migliaia di perfette colonne basaltiche esagonali, immerse in una
meravigliosa alta costa verde che si spezza nel profondo blu
dell’oceano.
Anche il clima contribuisce notevolmente a creare un’atmosfera
incisiva durante il viaggio. Il forte vento presente sulla costa, unito
alla potenza dell'oceano ed alla solitudine delle scogliere, accentuano
notevolmente la grandezza della natura che qua sovrasta l'uomo, non
ancora arrivato con la sua prepotente civiltà. L'emozione di affacciarsi
dalle Cliffs of Moher su oltre 200 metri di strapiombo verticale, di
vedere le figure umane così piccole in cima alla scogliera, di fermarsi
ad osservare per ore questa meraviglia del creato, è indescrivibile... E
trovarsi in mezzo ad una bufera con tanto vento da riuscire a mala pena
a stare in piedi, con la pioggia che batte sul viso orizzontale, ed
osservare esterrefatti da un promontorio l'oceano infuriato che crea
onde e schiuma di proporzioni apocalittiche, che inghiottirebbero
all'istante il piccolo paese costruito poco più in là sulla prateria...
anche questo è indescrivibile.
Ma tutto ciò ancora non basta per completare la magia dell'Irlanda. La
visione più completa si ha inserendo un altro fondamentale fattore: il
lato umano. Già, perché questo popolo, orgoglioso della propria
storia e delle proprie tradizioni, è grandioso nella sua incredibile
ospitalità e nell'abbattere qualunque barriera di comunicazione: basta
sorseggiare un pò di Guinness! Non mi sono mai sentito uno straniero
qua, non ho mai provato una sensazione di desolazione o distacco,
nemmeno uscendo di notte nel più sperduto dei piccoli paesi. Il pub è
sempre presente, radicato profondamente nella cultura irlandese, e
rappresenta molto di più di un semplice locale con quattro mura. E' un
punto di incontro e di riferimento, dove si beve una birra (a dire il
vero sono 4 o 5!) e si parla col vicino, a prescindere che sia del luogo
o che venga dall'altra parte del mondo, persino che conosca o non
conosca l'inglese. E' gente che ha voglia di comunicare, senza
preoccuparsi di quale sia l'argomento o di cosa vada a parlare. E poi
c'è sempre musica dal vivo, suonata da una miriade di gruppi con
ottimi repertori che fanno divertire e ballare la gente. Eccezionale,
inutile dirlo, quella celtica, che colpisce nel profondo del cuore e si
fonde con la visione dei paesaggi come se ne costituisse parte
integrante.
Questi irlandesi in un modo o nell’altro coinvolgono tutti, non c'è
niente da fare! Alla fine segui loro, ti senti uno di loro, ti integri
nella loro cultura e ti ritrovi a conoscere gente ed a ballare senza
inibizioni e pregiudizi, scoprendo che tutti gli stranieri provenienti
dal resto del mondo per studiare, lavorare o viaggiare (e sono tanti!),
hanno capito la stessa cosa e seguono lo stesso esempio. Siamo tutti
irlandesi nei pub o siamo tutti semplicemente persone che vogliono fare
la stessa cosa: divertirsi in modo semplice, con poco. Niente
distrazioni da parchi tecnologici, giochi computerizzati, attrazioni
esagerate e discoteche con luci stratosferiche per catturare
l’attenzione. Qua basta lo spirito, un pò di musica e un pò di alcool e
niente più. Non esistono remore dovute a timidezza, barriere di razze e
culture differenti. Qua si riesce ad essere un po’ più sé stessi, senza
false maschere create dalle comuni formalità. E per quanto si possa
criticare questo modo di vita per l'influenza dell'alcool, che crea non
pochi problemi quando assunto in quantità esagerate e per lungo tempo,
resta il fatto che la magia dell'Irlanda si sente viva più che mai
anche e soprattutto nei pub, perché là si troverà sempre gente che
ha voglia di divertirsi e che renderà animato anche il più piccolo dei
paesi del luogo più dimenticato. Vivere così per una vita può essere
soggetto a molte contraddizioni, può essere inaccettabile o superficiale
per persone della nostra cultura. Ma qui non stiamo parlando di questo.
Non stiamo valutando il modo di vivere degli irlandesi come se noi
dovessimo vivere come loro. Stiamo semplicemente parlando dell'Irlanda
vista dagli occhi di un turista di passaggio, che osserva e commenta una
realtà profondamente diversa dalla propria. E se poi sarà una sosta più
o meno lunga questo non ha importanza, perché chiunque venga a visitare
questi posti, questi paesaggi, questa gente, sentirà sulla
propria pelle il fortissimo fascino che questa isola emana, l'atmosfera
appena descritta, la magia che si fonderà con ricordi memorabili, e
capirà finalmente di cosa sto parlando...


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