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1/11/2003 – Snorkelling e spiaggia

Ambrogio mi telefona puntuale alle 6:45 per il nostro snorkelling mattutino. Stefania viene con me e ci incamminiamo con l’attrezzatura verso la camera 191. E’ bellissimo uscire dalla stanza con solo il costume addosso, scalzi, un paio di pinne in una mano, la maschera nell’altra e la macchina fotografica al polso, passeggiando per questo paradiso sapendo di andare a vederne un altro ancora più bello sott’acqua.

Alle 7 in punto entriamo in acqua, sempre tiepida, nel passaggio di fronte alla 191 dirigendoci verso destra per un lungo tratto, fino ad uscire dopo più di un’ora vicino ad una zona di diversi pontili in pietra, che caratterizzano il lato nord di Bandos. Abbiamo percorso un quarto di giro dell’isola, niente male!

E  ovviamente le emozioni si sono susseguite una dietro l’altra, ad iniziare dall’avvistamento di ben quattro squali in successione. Qualcuno è arrivato di fronte e qualcuno alle spalle, ma stavolta non mi sono lasciato cogliere impreparato e sono riuscito a fotografarli! Così come pure ho fotografato gli immensi branchi di banner fish buttandomi in mezzo a loro con assoluta discrezione. Nuotare con loro è come volare in paradiso, non riesco a paragonare questa sensazione a nient’altro che non sia questo.

Quello che mi accorgo essere fondamentali sono gli insegnamenti basilari che mio padre mi diede fin da piccolo nelle nostre pescate subacquee. Noi non apparteniamo al mondo sottomarino e perciò siamo degli estranei. Siamo goffi e lenti e i pesci ci vedono lontano un miglio qualunque gesto brusco proviamo a fare. L’unico modo per avvicinarli è nuotare nell’acqua come un’astronauta vola nello spazio: con calma, tranquillità, movimenti lenti e lineari per smuovere meno acqua e soprattutto fare meno schiuma possibile. Tutto deve essere fatto con estrema fluidità e linearità, dall’immersione, alla respirazione, alla pinneggiata, all’avvicinamento di un pesce. Con questi semplici accorgimenti si può arrivare a pochi centimetri, a fotografare e persino a toccare gli splendidi esemplari che si hanno di fronte senza troppi problemi. Purtroppo mi accorgo invece di altre persone che incrociamo in acqua le quali sono ben lontane da aver capito queste che per me sono comportamenti scontati, e fanno un casino tremendo che spaventa il circondario nel raggio di decine di metri intorno! Magari sono alle prime armi, magari hanno un po’ paura o sono impressionati, però è comunque un modo disastroso per intraprendere lo snorkelling. Per fortuna, di mattina presto non c’è quasi nessuno in acqua e mi sembra un fatto insensato visto che risulta essere l’ora propizia per gli avvistamenti. Molto meglio per noi a questo punto! 

La novità più grande infine, che non poteva mancare come negli altri snorkelling, arriva con l’avvistamento di una tartaruga marina. Bellissima, pacifica, grande quanto leggera, si destreggia egregiamente sott’acqua che pare volare come una farfalla. Ce la fa notare Ambrogio in pochi metri di profondità proprio al confine della barriera, e stiamo con lei parecchi minuti fotografando ed ammirando la sua eleganza. Altra sensazione indescrivibile. E’ in assoluto l’animale marino che dimostra maggior tranquillità nei confronti dell’essere umano, si lascia osservare senza mettersi problemi di alcun tipo e ad un certo punto si avvicina talmente tanto alla faccia di Ambrogio che sembra volerlo baciare! Ambrogio colto all’improvviso la allontana con un gesto un po’ impaurito, sperando che non l’abbia scambiato per qualche appetitoso spuntino…

Le foto dello snorkelling!

Terminato questo ennesimo leggendario snorkelling, andiamo a fare colazione alle 8 e mezza al Gallery Restaurant. Poi ci incontriamo al diving per prendere un po’ di sole, ma purtroppo quella che sembrava stamattina presto una splendida giornata muta in fretta, ancora una volta, in una di pioggia. Stavolta come non mai il cielo si oscura pesantemente sopra il mare con una gigantesca nuvola nera, e nel giro di pochi minuti arriva il diluvio universale! Ci ripariamo sotto il tetto del diving e osserviamo un po’ indispettiti la pioggia scrosciante: non possiamo certo dire che il tempo ci stia graziando.

 

Torniamo un po’ in stanza a riposare e si fa ora di pranzo. Nel pomeriggio spediamo un’altra email a casa e stiamo ancora in stanza. Il brutto tempo persiste ma alle 16:30 ci immergiamo nuovamente per un altro snorkelling. Stavolta rimaniamo tra il passaggio del diving e quello della 191, tratto che iniziamo a conoscere molto bene avendolo già fatto diverse volte. Noto come la corrente influenzi notevolmente la vita dei pesci sott’acqua. Seguono quasi tutti sempre la stessa direzione, quindi in senso orario o antiorario rispetto all’isola, al confine della barriera. Capita così che seguendo la stessa direzione dei pesci a volte se ne vedano di meno, mentre andando contro corrente arrivano tutti di fronte un branco dietro l’altro: incredibile, come andare contro mano in un autostrada è la stessa cosa! La particolarità di questo snorkelling risultano essere i batfish, ovvero i pesci pipistrello, elegantissimi nella loro forma piatta e tondeggiante, grandi fino a mezzo metro e soprattutto curiosissimi. Sono loro che si avvicinano a me e mi seguono! Mi diverto a nuotare un bel po’ con questo branco di una decina di esemplari magnifici a cui scatto diverse foto in assoluta tranquillità. Devo ammettere però che trovare una buona inquadratura sott’acqua non è per niente facile. Ogni minimo movimento sposta l’obiettivo o il soggetto, e movimenti bruschi o soggetti troppo lontani rendono la foto mossa o sfuocata. La luce e i colori poi sono tutti un’incognita. Sono convinto che la maggioranza delle foto, non avendo esperienza in questo campo, non usciranno proprio come le ho concepite, e forse non usciranno per niente!

Vola veloce anche questa serata e alle 19:30 siamo già tutti seduti al nostro tavolo per usufruire dell’ottimo buffet del Gallery Restaurant. Ne approfittiamo per fare una chiacchierata e una foto con uno dei responsabili del posto, un simpatico ragazzo singalese che parla ben cinque lingue. E’ molto distinto e professionale nei modi di fare, non si scompone affatto se non per i suoi cordiali sorrisi. Catturiamo per un po’ anche Loris, che vediamo quasi sempre ai pasti seduto in un tavolo in fondo con i suoi colleghi. Ci spiega la situazione del personale di Bandos, che credo possa essere estesa anche al resto delle Maldive. In linea di massima non sono ben pagati, recuperano quando possono con le mance. Allo stesso tempo c’è di buono che sono comunque ben trattati e non sfruttati. Addirittura Loris dice che vengono considerati per alcuni aspetti quasi come veri clienti, nel senso che l’alloggio, anche se non certo paragonabile a quello dei turisti, è comunque pulito bene e comodo e si sta bene.

Dopo cena passeggiamo come di consueto facendo un giretto dell’isola, che continua a rivelare con sorpresa nuovi angoli di una bellezza paradisiaca. Poi lasciamo i nostri compagni e, prima di andare a dormire, ci fermiamo sulla spiaggia prendendo due sdraio e ammirando le stelle che paiono prendersi gioco di noi: ha piovuto tutto il giorno e adesso, di notte, esce il bel tempo! La serata è magnifica, calma, romantica, rilassante. All’orizzonte compaiono le luci di Male, dove domani abbiamo prenotato la gita col dhoni, la tipica imbarcazione locale.

 




 


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