Di

 


AMERICA:
  U.S.A. Florida
  + Las Vegas - Grand Canyon

  Messico

AFRICA:
  Egitto
  (Mar Rosso - Marsa Alam)

ASIA:
  Malesya - Singapore - Dubai
  Sri Lanka - Maldive
  Thailandia

EUROPA:
  Barcellona
  Firenze
  Inghilterra del Sud

  Irlanda
  Londra
  Praga
 


Luoghi:
Budoni
Cagliari e costiera
Cala Gonone e dintorni
Cala Liberotto
Cala Ginepro
Capo Comino
Cala Goloritzè
Capo Coda Cavallo
Capo Spartivento

Costa Iglesiente
Fonni e i Murales
Giara di Gesturi
Golgo
Grotte Bue Marino
Grotte di Nettuno
Grotte Su Mannau
Isola di San Pietro
La Cinta
Laconi
Las Plassas
Nebida
Orgosolo
Orune e Su Tempiesu
Parco Geo Minerario
Piscinas
Pedra Longa
Porto Giunco e i 3 mari
Porto Pino
Sanluri

Seulo e dintorni
Stintino
Tavolara

Tempo di Antas
Tharros
Villanovaforru

Eventi, sagre, musei, varie
Fuochi d'artificio
I Mamuthones di Mamoiada
Museo del Coltello (Arbus)
Museo Sa Corona Arrubia

Sardegna in miniatura
Sartiglia
Viaggio Nuorese on the road


Teatro e artisti:
Giampaolo Mameli e il Raku
Samarcanda 2004
Samarcanda 2005
 

Giorno 14°

3/11/2003 – Snorkelling e spiaggia.

Ambrogio mi chiama in stanza puntuale alle 6:45. Oggi tentiamo un altro mitico snorkelling alle prime luci del giorno, partendo dallo stesso punto dove siamo arrivati l’altro ieri, e proseguendo il giro dell’isola in senso antiorario. Ci diamo appuntamento di fronte al pontile e per arrivarci mi tocca attraversare tutta Bandos, essendo dalla parte opposta al mio bungalow. Stefania è stanca e rimane a dormire, così ci ritroviamo io e Ambrogio da soli, armati delle nostre macchine fotografiche subacquee pronti all’avventura!

Non ci vuole molto infatti perché questa arrivi. Dopo pochi minuti, appena superata a pelo la barriera corallina non essendoci un apposito reale passaggio dai pontili, scorgiamo con nostra enorme meraviglia i più grandi squali mai visti fino ad ora. Sono due per l’esattezza, che girano in coppia, di circa due metri di lunghezza ma soprattutto molto grossi di circonferenza, e in più un altro di un metro e mezzo simile a tutti quelli visti nei giorni precedenti, che in confronto appare un cucciolo. E magari lo è davvero. Rimaniamo pietrificati per parecchi secondi: vedere tre squali tutti in una volta e per giunta di queste dimensioni non capita davvero tutti i giorni nella vita a persone come noi che non praticano subacquea! La cosa più incredibile è che a differenza degli altri, questi rimangono proprio intorno a noi passando e ripassando diverse volte sotto i nostri occhi. Riesco così a seguirli per lunghi tratti, immergendomi in apnea e avvicinandomi ad una distanza di circa due metri, scattando bellissime foto. E’ un’emozione unica e fortissima, mi pare ad un certo punto quasi di giocarci, un po’ come ho fatto per la tartaruga. Questi però, sono squali è meglio non dimenticarlo!

Dopo una decina di minuti proseguiamo il nostro tragitto sempre a ridosso dello strapiombo della barriera corallina, lasciando gli squali alle nostre spalle. Passano pochi minuti, ed eccoli di nuovo rispuntare! Ci stanno seguendo o andiamo nella stessa direzione? Noto con stupore che nuotano tranquillamente nell’acqua bassa fino a neanche un metro di profondità, e mi butto ancora al loro inseguimento per diversi minuti. Nonostante sia sicuro della loro non pericolosità, ammetto di provare una profonda una sensazione di timore e di profondo rispetto per questi magnifici predatori dell’oceano. Vederli nuotare sott’acqua è stupendo, indescrivibile: hanno un’eleganza ed una potenza nei movimenti eccezionale!

Le foto dello snorkelling!

Abbandonati definitivamente gli squali, proseguiamo il nostro snorkelling in un tratto di barriera unico di Bandos. Il reef qui è inquietante e spaventoso: si inabissa tremendamente sotto alcuni lastroni a più piani, creando tra l’uno e l’altro delle buie enormi cavità, sicuramente ottimali per essere usate come tane per pesci di qualunque dimensione. Osservo esterrefatto e carico di adrenalina questo indimenticabile paesaggio sotto di me mentre lo attraverso pinneggiando.

Giungiamo al termine di questo fantastico snorkelling appena prima del porto, dove c’è il terzo passaggio dell’isola, sicuramente il meno frequentato proprio perché molto lontano dagli altri due. Abbiamo percorso un tragitto davvero notevole in un’ora e dieci di nuoto!

Torno in stanza e insieme a Stefania andiamo a fare colazione. Le racconto degli squali e promettiamo di rientrare in acqua a metà mattinata. Verso le 9:30 andiamo in spiaggia con gli altri. Stefania, Doriana e Gabriella prendono il sole con gli sdraio nell’acqua sempre tiepida, pratica comune dei turisti qui a Bandos, mentre Ambrogio va a fare un altro snorkelling con Patrizia, che ha imparato grazie a lui le meraviglie di nuotare sott’acqua con maschera e pinne. Nonostante la sua iniziale titubanza e paura, una volta indossata la maschera e osservato il paradiso dei pesci tropicali, si è lanciata anche lei nell’esplorazione.

Alle 11:30 è il turno mio e di Stefania. Passeggiamo per raggiungere l’entrata al diving dove stavolta, anziché nuotare in senso orario per raggiungere il vicino passaggio della camera 191, siamo intenzionati ad andare in senso antiorario verso il porto. E’ l’unico tratto che mi manca per completare il periplo di Bandos, avendo già percorso tutto il resto dell’isola un pezzo alla volta. Incontriamo Ambrogio e Patrizia, i quali ci dicono di aver fatto lo stesso percorso ed essere usciti dal pontile prima del porto stando un po’ attenti alla pancia per l’acqua bassa. 

Iniziamo il nostro snorkelling lasciando alle nostre spalle il diving. L’acqua punzecchia, delle volte in modo assai fastidioso, e c’è molto pulviscolo. Abbiamo avuto questo problema anche in altri snorkelling, probabilmente è collegato alla grande quantità di plancton presente ad ottobre.

Il tempo è instabile come quasi tutti i giorni che abbiamo passato qui alle Maldive: c’è il sole ma all’orizzonte si scorgono pesanti nuvoloni. Il mare comunque è sempre calmo. Dopo circa tre quarti d’ora assistiamo ad un cambiamento radicale. Il cielo si oscura pesantemente e appena il porto diventa visibile di fronte a noi inizia a diluviare, talmente forte da sentire fastidio sulla schiena mentre sto con la testa sotto a guardare il fondo. Arriva un vento improvviso, il mare si increspa notevolmente e la visibilità sparisce del tutto: non riusciamo più a vedere Kuda Bandos che un attimo fa era proprio di fronte a noi nitidissima.

Ai nostri occhi si presenta così in appena dieci minuti uno scenario apocalittico e inizia la paura. Il primo impulso è ovviamente quello di uscire verso la riva, come avremmo fatto in qualunque spiaggia del Mediterraneo, ma sappiamo bene entrambi sia io che Ste che qui alle Maldive significherebbe sfracellarsi sulla barriera corallina! E’ pazzesco, perché la spiaggia dista neanche cinquantina di metri, ci basterebbe solo qualche minuto per arrivarci. Discutiamo nel bel mezzo della tempesta con la testa fuori dall’acqua, cercando di capire quale sia la cosa giusta da farsi il più in fretta possibile, prima che la situazione degeneri. Tornare indietro è fuori discussione, siamo troppo lontani dal diving e stanchi. Avanti a noi c’è il porto con il passaggio ma si vedono arrivare da là onde alte qualche metro che si schiantano sul molo. Optiamo così per tentare l’uscita dal pontile che sta vicino a noi, che hanno sfruttato anche Ambrogio e Patrizia appena un’ora fa. Ma come ci avviciniamo alla barriera, il risucchio provocato dal frangersi delle onde rende la visibilità pari a zero e veniamo sballottati da una parte all’altra. La situazione si fa critica e stiamo per entrare nel panico, il peggior nemico dell’uomo nelle situazioni pericolose. Cerco di calmare Stefania che vuole uscire a tutti i costi e la convinco che passare da qua è troppo rischioso! E’ incredibile pensare che sono in piedi, senza pinne (causa una bolla sul piede per i troppi snorkelling di questi giorni!) nell’acqua poco più di un metro di profondità con la riva a qualche decina di metri di distanza e non possa uscire! Tutta la situazione sembra essere un gigantesco paradosso.

Torniamo nell’acqua alta al di là della barriera perché almeno qui la visibilità è maggiore e le onde non sono alte. Siamo stanchissimi ma la soluzione migliore, riflettendo in maniera lucida, è rimanere proprio qui in acqua aspettando che passi il temporale, che in genere non dura più di mezz’ora. Capisco però anche il panico di Stefania che vuole assolutamente uscire e così decidiamo di andare avanti per raggiungere il passaggio oltre il porto. Con enorme dispendio di energie, dato che siamo esattamente controcorrente e io sono persino senza pinne, riusciamo dopo un quarto d’ora circa a percorrere un tragitto che avremmo fatto normalmente in un paio di minuti e raggiungiamo l’imbocco del piccolo porticciolo di Bandos.

A questo punto c’è un altro pericolo, ovvero le barche, ed immagino certamente che il più imprudente dei nuotatori non si sognerebbe mai di passare di fronte all’entrata di un porto! Ci guardiamo bene intorno e per fortuna non paiono esserci imbarcazioni in movimento. Attraversiamo così per un tratto l’imbocco del porto e lì mi coglie un naturale lampo di genio: visto le onde che si vedono oltre il molo, che rendono di sicuro un’impresa rischiosa l’uscita anche se sappiamo esserci il passaggio, poiché la visibilità sarà comunque nulla, convinco Ste ad uscire proprio dal porto, dove l’acqua ovviamente è calmissima. Facciamo così qualche metro ed ecco la nostra salvezza: protetti dai moli percorriamo tutta la lunghezza del porto fino al nostro amato ponticello in legno, dove la sera veniamo ad osservare i pesci. Siamo sfiniti ma salvi. L’acqua del porto poi è praticamente pulita e trasparente, non certo come si usa immaginarla nei nostri.

Rimaniamo allibiti dal fatto che due ragazzi del personale di Bandos, che hanno visto affacciati al pontile il nostro rocambolesco arrrivo, dicano che non si può fare snorkelling qua perché sia pericoloso. Il troppo relax deve averli rincitrulliti un bel po’: non si vede in che condizioni siamo? E che fuori c’è una tempesta e stiamo uscendo in assoluta emergenza? Il bello è che non si degnano neanche di aiutarci e sono costretto a spingere Stefania dal basso per salire sugli alti gradini in legno della passerella con uno sforzo immane. Sdegnati da questo atteggiamento remissivo, rientriamo in stanza distrutti da questa pericolosa esperienza, sicuramente da non dimenticare.

Ancora rintontiti, andiamo al Gallery Restaurant a pranzare, passando proprio di fronte a dove mezz’ora fa stavamo annaspando nel mare in tempesta: adesso è già molto più calmo e sta uscendo un po’ di sole, incredibile! I nostri compagni ci attendono un po’ preoccupati, non avendoci visto tornare più in spiaggia. Gli raccontiamo così la disavventura lasciandoli a bocca aperta! La nostra bravura è stata quella di non esserci fatti prendere dal panico e la fortuna ci ha aiutato. Sicuramente d’ora in poi ci penseremo due volte prima di percorrere lunghi tragitti senza essere sicuri che il tempo regga!

Verso le 15:00 andiamo nella stanza di Ambrogio e Gabriella a fare un po’ di “salotto”, visto che il cielo si è di nuovo coperto. Poi facciamo un po’ di shopping nel negozio di souvenir comprando qualche portachiavi di legno a forma di pesce ed una collana, e spediamo un email nel vicino Internet Point. Infine ci riposiamo nella nostra stanza  stanchi e assonnati.

Verso le 18:00 usciamo nuovamente con l’ombrello per una passeggiata, incontrando al diving i nostri compagni. Gabriella si offre gentilmente per fare a me e Ste delle riprese: finalmente insieme almeno una volta nei ricordi! Si adopera proprio come una regista e ne esce un filmino stupendo! Durante il solito periplo di Bandos, ci fermiamo incuriositi in spiaggia ad osservare dei paguri e dei granchietti buffissimi che scorrazzano da un buco all’altro, e poi camminiamo sopra il molo di pietre scoprendone altri tra gli scogli veramente grossi!

Per concludere la giornata, beviamo un coktail al Sand Bar e ci straffoghiamo al buffet della cena: oggi abbiamo molte energie da recuperare!
 




 


Viaggi:
  Messico on the road!
 Foto e racconto di viaggio


Sardegna:
  Il Raku di Giampaolo Mameli
  La sartiglia di Oristano
  I Murales di Fonni
  Grotte Bue Marino
  Giunco e i 3 mari
 

Trekking:
  Cala Sisine,
  Cala Luna da Buchi Arta,
  S'Archittu

 
Musica:
  E' uscito il promo della mia band: SIBILYA!
4 canzoni italiane, ascoltatele...
 


Cala Goloritzé
Cala Luna (da Cala Fuili)
Cala Luna (da Buchi Arta)
Cala Sisine (dal Golgo)
Campus
Castello di Quirra
Gola Gorroppu (da Dorgali)
Monti Marganai
Ovile Linas
Parco dei 7 fratelli
S'Archittu (da Cala Luna)
Tempio Antas - Mannau
Tiscali (da Dorgali)
Tiscal (da Lanaitto)
Villacidro (trek 109)
Villacidro (trek 113)
 


Se ritieni che il mio sito ti sia piaciuto e sia interessante, leggi il Guestbook e lascia un commento, grazie!
 

 

Sponsor:




 

 

Di

 I miei racconti si trovano anche su: