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GIORNO 5

28/01/2002 - Leads Castle; Acquarium; London eye

Raggiungiamo la stazione dove alle 9:00 parte il treno per Leads Castle. Abbiamo comprato i biglietti ieri di passaggio per evitare di incorrere in file e lunghe code, e ci rendiamo presto conto di aver fatto la scelta giusta. Tra l’altro esiste una combinazione biglietto treno + ingresso per Leads Castle (entrata al castello e visita al parco) che costa molto meno che acquistare i biglietti separatamente.
Il Leads Castle è molto pubblicizzato un po’ ovunque a Londra tramite depliant e Internet, ed è diventata una classica gita da fare in giornata per i turisti nel Sud-Est dell’Inghilterra. Dista circa un’ora di treno dalla capitale, e permette di apprezzare la pace e la tranquillità della campagna inglese. In questo breve lasso di tempo infatti si passa da una metropoli affollata, inquinata e stressata ad un paesino con casette tradizionali, immerso in un bellissimo verde, tipico di questa zona dell’Inghilterra. Alla stazione di Leads un simpaticissimo e cordiale signore (già da qua si nota la differenza con i burberi londinesi), opera un servizio di transfer col suo pulmino fino all’entrata del parco del castello, attraversando prima di tutto il paese, veramente grazioso.
L’entrata al parco è suggestiva: si percorre un sentiero che costeggia inizialmente il lago, scorgendo le papere e alcuni pavoni che girano liberamente, così silenziosi che per poco ci si passa sopra senza accorgersene. Tutto intorno fanno da sfondo un rilassante intenso verde ed alcuni alberi e fiori perfettamente curati. Il sentiero prosegue poi all’interno e dopo una mezz’oretta finalmente compare in lontananza uno splendido scorcio del castello. A questo punto si può optare per una visita o proseguire verso il restante sterminato parco. Noi entriamo subito nelle mura, dove la facciata dell’ingresso del castello appare perfettamente intatta e bella (sarà anche perché finalmente c’è il sole e i colori sono accesi come non mai!).
All’interno la visita è da non perdere: si girano le varie stanze, i saloni con vista sul lago, le camere da letto, la bellissima libreria: tutto è perfettamente integro e ben tenuto. C’è da considerare infatti che il castello è stato distrutto in periodo di guerra e poi completamente ristrutturato da una nobile donna inglese nel dopoguerra, che è rimasta abbagliata dalla bellezza del posto. Fino a pochi decenni fa era abitato ancora dalla figlia. Pare che l’atmosfera fortemente romantica, creata dai colori che il tramonto dà al castello e ai suoi riflessi sul lago, abbia stregato la padrona che voleva viverci a tutti i costi. E in effetti dalle foto e dalle cartoline il posto è una favola, più unico che raro! E’ forse un peccato però che l’inquadratura migliore, quella che si vede appunto nelle cartoline e che mostra il castello dalla parte posteriore, che dà direttamente sul lago, non sia raggiungibile al comune turista se non attraversando quest’ultimo con chissà quale lungo giro o sentiero non a portata di mano. Comunque si può scendere giù costeggiando le mura fino alla parte in cui finiscono a strapiombo sul lago, ed è già meraviglioso così!
Finita la visita usciamo nuovamente nel cortile principale, dove in una porta sulla sinistra è allestita una mostra sulla storia del castello e della sua padrona, insieme ad un piccolo shop per i souvenir (figuriamoci se mancava!).
Prendiamo poi il sentiero verso l’interno del parco, trovando dapprima due strani esemplari di uccelli simili a fenicotteri, ma con una cresta colorata in testa da punk che li rende davvero buffi (non saprei proprio dire che a che specie appartengano), e proseguiamo ancora in una stradina con attorno strane forme di cubi che altro non sono che siepi potate magistralmente.
Oltre la stradina è esposta una interessantissima mostra di pappagalli, provenienti da tutto il mondo. Alcuni si nascondono, altri guardavano incuriositi, e un unico pappagallo bianco si decide finalmente a parlare salutando con un lunghissimo e acuto: “heeellooo”! I turisti oggi sono davvero pochi, ed è norma trovarci soli senza nessuno intorno, con la possibilità di godere appieno di tutta la pace e la tranquillità di questo posto favoloso!
Arriviamo alla fine del parco dove una mitica attrazione del posto ci attende: il Maze & Grotto, ovvero il labirinto di siepi (caratteristico di molti giardini inglesi). Al contrario di come avevo sempre pensato al riguardo, lo scopo del labirinto è arrivare al centro, dove c’è appunto il Grotto, e non all’uscita. Entriamo incuriositi e dopo diversi interminabili giri a vuoto, iniziamo a perdere le speranze. La parte più divertente (o più triste secondo i punti di vista) è che il centro è sempre visibile, perché posto in alto rispetto alle mura di siepi del labirinto, e si vedono le persone arrivate al Grotto che tentano di dare consigli ai poveretti come noi che tentano ancora di arrivarci.
Dopo aver provato per circa un’ora, alla fine desistiamo travolti dalla fame, e usciamo dall’ingresso (con qualche difficoltà per ritrovarlo!) a mangiare un panino in qualche panchina più in fondo, di fronte ad uno splendido paesaggio. Ma questo fallimento ci rode il fegato: non essere riusciti a risolvere questo piccolo rompicapo non è proprio accettabile!
Ancora più determinati, subito dopo pranzo riproviamo a trovare il Grotto all’interno del labirinto, stavolta con più metodo. Del resto il dedalo non è grandissimo, e dopo qualche giro intorno ai lati ne intuiamo la struttura, ma senza riuscire ancora a capire l’ingranaggio finale e tornando sempre allo stesso punto iniziale. Finalmente, grazie ai gesti di un simpatico giapponese arrivato prima di noi, riusciamo nell’impresa! Dall’alto si vede tutto il labirinto e i poveretti che girano a vuoto disorientati come noi qualche minuto prima: la soddisfazione è grandissima! Scattiamo qualche foto come ricordo glorioso di questa vittoria ma la parte più interessante deve ancora venire: con delle scale si scende giù sottoterra per il Grotto, una sorta di caverna decorata in maniera artistica assai particolare. Un enorme maschera mostruosa e terrificante sputa acqua dappertutto, creando strani riflessi di luce, ed un tunnel passa proprio sotto il labirinto per sbucare in una porticina vicino all’ingresso principale… ecco dove è l’uscita!!

Leads Castle

L'ingresso al Leads Castle preanticipa un ambiente sereno dove gli animali possono vivere tranquillamente nel suo parco

Leads Castle

Il sentiero all'interno del parco che porta al castello è davvero caratteristico, con salici e paperelle ovunque...

Leads Castle

Uno splendido scorcio del parco dove, all'improvviso, sbuca in lontananza il Leads Castle!

Leads Castle

La facciata e l'ingresso del castello, perfettamente mantenuto

Leads Castle

Il Leads Castle giace proprio sopra il lago che lo rende, nei tramonti, il castello più romantico di tutta l'Inghilterra

Leads Castle

Uno scorcio laterale del castello sul lago

Leads Castle

Oltre il castello, il sentiero prosegue nel parco mostrando alcuni esempi di fauna locale veramente caratteristici!

Leads Castle

La mostra dei pappagalli è interessantissima, ce ne sono di tutte le specie da ogni parte del mondo, ma questo è l'unico che mi ha salutato!

Leads Castle

La vista del parco con sterminati prati verdi è davvero rilassante

Leads Castle - Maze

Un angolo del labirinto di siepi visto dal centro, vi assicuro che non è affato facile e il divertimento è assicurato per un paio d'ore!

Leads Castle - Grotto

L'uscita del labirinto è al centro, dove risiede il Grotto, una sorta di caverna stranamente decorata come si può vedere da questa foto

Leads Castle

Gli scorci del castello sono bellissimi da qualunque punto del parco ci si venga a trovare

Leads Castle

Il castello nella sua bellezza al calar del sole...

Carichi di entusiasmo, ripercorriamo tutto il parco lasciando alle spalle questa favola, per riprendere il pulmino per la stazione e poi il treno per Londra. E’ ancora presto, più o meno le 16:00, così raggiungiamo col metro Westminster. Qua, attraversato il fiume, entriamo nell’Acquarium, di fronte alla ruota panoramica. L’acquario non è certo tra le cose principali da vedere a Londra, ma ci ispira particolarmente per fare un’escursione interessante nel mondo sottomarino. La struttura ha la forma di un immenso cilindro dove al centro c’è un enorme vasca, ed è diviso in zone a seconda degli Oceani del nostro pianeta. Il Pacifico risulta particolarmente suggestivo, con un enorme statua dentro la vasca dalla forma tipica di quelle dell’Isola di Pasqua, e tantissimi pesci con qualche squalo che nuota intorno. Poi ci sono parecchie altre vasche secondarie, con razze giocherellone, piante e pesci tropicali, e così via: insomma le classiche attrazioni di un acquario!


All’uscita ci spostiamo a fianco verso la London Eye, dove si possono comprare i biglietti fino alle 20:00, permettendo di vedere la Londra notturna dall’alto. La ruota è assolutamente un must come attrazione. E’ alta un centinaio di metri e quando è in funzione non si ferma mai, il che vuol dire che bisogna salire “al volo” quando arriva la cabina. Gira talmente lenta in ogni caso che salire o scendere non sono certo un problema: impiega ben 50 minuti per compiere un giro completo e a guardarla da lontano, infatti, sembra completamente ferma. Stefania decide di non venire avendola già vista nel suo ex soggiorno a Londra, e io riesco a salire senza fare un solo secondo di fila, non essendoci praticamente nessuno. Dopo qualche minuto l’emozione comincia a salire fortissima insieme alla cabina della ruota. Il panorama aumenta lentamente con quell’enorme sfarfallio di migliaia di luci che nel punto più alto diventano milioni: una sensazione fantastica! Insieme con me nella cabina c’è solo una coppia di ragazzi e si vedono la cabina precedente più in basso e quella successiva più in alto, le quali costituiscono l’unico mezzo e punto di riferimento per capire quando si sta salendo, quando si arriva in cima, e quando si comincia a scendere. La visione è tra le più belle della mia vita e penso abbia pochi paragoni nel mondo, se non in altre metropoli più grandi che sono le uniche che possano competere con tutte queste luci, come New York. Westminster con il Big Ben e la Houses of Parliament si vedono benissimo, splendidamente illuminate, e le strade trafficate danno un senso di movimento continuo e colorato delle luci. La cosa più difficile ovviamente è riprendere tutto questo splendore, che non è possibile spiegare a parole e non si può rendere nemmeno con una sola fotografia (che però almeno può dare un’idea ed è un bel ricordo). Fotografare poi risulta davvero difficile: primo perché è buio totale intorno, il flash ovviamente non serve a nulla e di certo non si può portare il cavalletto appresso; secondo perché la ruota, anche se lenta, si muove; terzo perché i vetri della cabina sono pieni di riflessi delle luci esterne e quarto, come se non bastasse, a ogni passo dei ragazzi che stanno con me balla tutto. Con almeno un tempo di esposizione non inferiore ad un secondo, bisogna sperare che in questo “secondo” non succeda nulla e sperare di rimanere fermi attaccati al vetro senza riflessi. Ho fatto un sacco di tentativi a vuoto ma alla fine sono rimasto più che soddisfatto dei risultati finali.

Dalla London Eye

Dalla London Eye

Dalla London Eye

The Tower Bridge

The Tower Bridge

The Tower Bridge

Westminster

House of Parliament

Big Ben

Panorama dal Tamigi

Panorama dal Tamigi

The Tower of London

London Eye

Santa Croce

Trocadero Center

Trocadero Center

Trocadero Center

Warner Village cinema

Planet Hollywood

Theatre

Contentissimo di questa indimenticabile esperienza, torno da Stefania e rientriamo all’ostello a rinfrescarci, per poi uscire a mangiare una tanto desiderata pizza italiana da qualche parte. Spendiamo una cifra accettabile, per essere a Londra, in un bel ristorante, anche se ovviamente sempre enormemente più cara di una pizzeria italiana e non decisamente con la stessa qualità…
 




 


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Cala Luna (da Cala Fuili)
Cala Luna (da Buchi Arta)
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Gola Gorroppu (da Dorgali)
Monti Marganai
Ovile Linas
Parco dei 7 fratelli
S'Archittu (da Cala Luna)
Tempio Antas - Mannau
Tiscali (da Dorgali)
Tiscal (da Lanaitto)
Villacidro (trek 109)
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