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GIORNO 6

29/01/2002 - Covent Garden; Madame Tussaud; Planetarium; British Museum

La prima meta di oggi è Covent Garden, famoso quartiere caratteristico per la sua struttura adibita a mercatino con negozietti di ogni genere. Resto subito colpito da un bravissimo artista che vagabonda all’interno di un salone all’aperto, cantando canzoni liriche con una voce eccezionale e potente (senza microfono, solo con la base musicale). Giriamo per vari negozietti, soffermandoci nella sezione di articoli orientali e di vario genere, oggetti di artigianato unici al mondo che costano una cifra! (un collezionista avrebbe l’imbarazzo della scelta…).
Pranziamo in un Pret a Manger, famosa catena di Fast Food, che scoprendo prima ci avrebbe risparmiato tante sofferenze culinarie! Qua infatti si può scegliere tra una vasta gamma di panini e tramezzini freschi di giornata, conditi con ripieni succulenti, allo stesso prezzo della merce confezionata del market, e prendere da bere la classica bibita o il mega-capuccino.
Terminato il pasto e ingerita la quotidiana dose di caffeina, visitiamo un’altra emozionante attrazione di Londra: Madame Tussaud e il Planetarium, ovvero il museo delle cere e il planetario. Optiamo per un biglietto unico per entrambi per risparmiare qualcosa, anche se risulta comunque la cosa più cara pagata qua a Londra.
Iniziamo con il Planetarium, entrando in una sorta di ambiente che ricostruisce un’astronave alla Star Trek. Si arriva in una sala d’attesa che simula il lancio della navetta, con tanto di rilassante voce femminile che informa sul tempo mancante e così via, ma che alla fine altro non è che un modo per ingannare l’attesa del prossimo spettacolo. Nel frattempo le attrattive non mancano: c’è un chiosco spaziale, i modelli dei pianeti in formato gigante (Giove ha un’altezza di circa 2 metri tanto per dare un’idea) e tutta la descrizione del nostro sistema solare con le sue caratteristiche. Si accumula un po’ di gente e arriva finalmente il segnale “di imbarco”; percorriamo un corridoio circolare che sale su un lato dell’enorme cupola dove è riprodotto il planetario. La sala è grande, ci sono molti posti e i migliori sono in fondo, proprio dove siamo seduti noi. Bisogna stare con la testa completamente rivolta verso l’alto (viene un po’ di torcicollo) però lo spettacolo è abbastanza…”spaziale”! Si parte a bordo di un’astronave, si viaggia per i vari pianeti del sistema solare, per poi uscire anche un po’ dalla galassia e dare uno sguardo intorno all’universo. Il tutto è proiettato in modo gigantesco nell’enorme cupola e dura poco più di mezzora, risultando particolarmente interessante per un appassionato di astronomia come me.
Terminato il viaggio spaziale entriamo da Madame Tussaud, il più che famoso museo delle cere di Londra. All’ingresso la prima perfetta cera, Pierce Brosman nei panni di James Bond, il mitico agente 007, attende per fare una foto (a pagamento) con i turisti. Si passa poi in un salone con attori e personaggi famosi di ogni genere, da Scean Connery, a Nicolas Cage, ad Antony Hopkins, a Steven Spielberg, al mitico Swarzy, alla leggendaria Marylin. Incredibile la scena in cui aspettiamo a fare la foto con Swarzy, convinti che una finta fotografa lo stia fotografando prima di noi; dopo qualche minuto realizziamo che è una statua come le altre, una ragazza qualunque, messa lì apposta per imbrogliare i turisti! E’ fatta benissimo, assolutamente perfetta come molti altri personaggi (non tutti ma la maggior parte), anche se purtroppo le foto che scattiamo non rendono bene perché il flash riflette la luce della cera e mostra la “finzione” del personaggio.
Un’altra sala espone invece personaggi sportivi molto famosi e un’altra ancora, immensa, è dedicata a tempi meno recenti. All’entrata colpisce il fatto che fra tutte le persone, in un ambiente così ampio, non si riesce a distinguere il vero turista dalla statua che finge di parlare con il vicino! Sicuramente anche le luci contribuiscono ad ingannare la vista, però è veramente buffo! Nel salone ci sono moltissimi personaggi storici famosi, artisti e politici, provenienti da tutte le epoche fino ai giorni nostri, compresa Madame Tussaud in persona. E in fondo alla stanza, ovviamente, non può mancare posta su un apposito palco la famiglia reale inglese. Un’altra brutta figura è scampata per un pelo di fronte ad un comune tavolino della sala ristorazione, dove Gerarde Depardieu siede tranquillamente per “parlare” con i turisti… le inventano proprio tutte!
Proseguendo oltre si passa alla sala delle torture, poiché Madame Tussaud era stata incaricata di riprodurre, a suo tempo, alcune vittime celebri da giustiziare. Francamente questo tratto fa molta più impressione e paura del London Dungeon, anche se ovviamente è molto più breve: le statue riprodotte sono quasi umane e le torture non sono certo una barzelletta. Anche qui le luci e l’odore sgradevole contribuiscono pesantemente a “sentire” un’atmosfera tetra e una tremenda aria di morte.
Terminato l’orrore si arriva in un corridoio dove viene mostrato il processo di lavorazione delle cere, con esempi di progettazione e realizzazione di vari modelli. In particolare sono rappresentati gli stadi di Ellen McPherson, la famosa modella soprannominata The Body, dall’inizio alla fine, che risulta incredibilmente perfetta (anche da cera!).
Ultima attrazione, e forse anche la più bella, è rappresentata da un simpatico e divertente giro sopra un vagoncino che mostra la gloria di Londra e degli inglesi con un pizzico di nazionalismo sfegatato, in un turbine di colori, musica e allegria che lasciano il buon umore.
Per completare il tour si entra infine nel solito shop dedicato ai souvenir, anche questo caratterizzato da una bellissima cera della Bella addormentata nel Bosco, che addirittura, tramite particolari meccanismi, respira proprio come un essere umano!
Usciti dal Madame Tussaud siamo ancora in tempo per visitare un’altra immancabile tappa di Londra: il British Museum. Arriviamo alle 16:00 passate e riusciamo a dare solo una veloce occhiata a questo gigantesco museo che richiederebbe settimane per essere visto in modo approfondito. Al classico ingresso storico con colonnato ed un enorme statua all’esterno raffigurante un viso, si contrappone all’interno una struttura completamente nuova, appena ristrutturata. Sembra di entrare in una gigantesca piazza, dove al centro c’è una bellissima e spettacolare libreria e ai lati un enorme corridoio circolare che conduce alle varie sezioni del British: da quella greco-romana, a quella egiziana, a quella orientale, e così via. Colpisce in modo particolare l’enorme altissimo “tetto” azzurro che rende tutta la struttura coperta.
Avendo ben poco tempo per visitare questo pilastro di storia, dedichiamo i nostri preziosi minuti principalmente alla sezione egiziana, spostandoci poi velocemente verso quella romana e quella orientale. Il tutto è minuziosamente esposto con cura e con relative descrizioni, anche se l’impatto è più tipicamente da “museo classico” e non così spettacolare e alternativo come quello del Natural History.
Terminata la visita al British, passeggiamo per le affollate e illuminate strade di Londra tornando all’ostello stanchissimi. Siamo ormai quasi abituati a questa specie di stanza-ripostiglio che ci hanno rifilato, con un bel televisore rotto e un tettuccio impolverato, dove almeno si può riuscire a dormire anche se male e stretti in quei piccoli letti a castello. Ma la sventura per essere tale deve essere completa e così, in piena notte, siamo svegliati di soprassalto alle cinque del mattino da una sirena fortissima, qualche sorta di allarme antincendio fatto scattare per sbaglio, come ci è stato riferito la mattina successiva, da qualche ubriaco rientrato tardi… quale pessima idea alloggiare in un ostello a Londra!!


GIORNO 7

30/01/2002 - Camden Town; Regent’s Park; Sir Jhon Soanes Museum; mostra “Wild photographer 2001”; Harrods

Per completare il panorama alle visite dei mercatini più rinomati di Londra dopo Portobello Road e Covent Garden, visitiamo oggi Camden Town. E’ un quartiere un po’ più lontano dal centro città, verso nord, completamente diverso da tutti gli altri visti fin d’ora. E’ questo il bello delle metropoli: capita di scendere ad una fermata del metro qualunque e sembra di essere in un’altra città! Le strade e gli isolati sono davvero suggestivi a Camden. E’ un susseguirsi di negozi, uno più particolare dell’altro, specializzati solo in determinati articoli: dal negozio metallaro, a quello dei jeans, del piercing, degli abiti strani o all’ultimo grido della moda e degli oggetti particolari provenienti da ogni parte del mondo. Ci sono in particolare parecchi negozi di articoli di macchine fotografiche, con pezzi d’antiquariato di ogni genere: una vera chicca per un intenditore di fotografia. E molti shop, oltre la classica insegna, hanno nella facciata della propria palazzina un gigantesco “oggetto” che ne fa capire la tipologia: ad esempio, un enorme teschio, un aereo in verticale, un plastico con enormi jeans, e così via. E’ divertente anche scattargli fotografie. L’influenza orientale è molto forte, considerata la continua frequenza di piccoli ristoranti cinesi e indiani, presenti comunque in tutta Londra, ma qui a Camden Town in maniera ossessiva. L’atmosfera in sé è singolare e sembra di essere in uno di quei film che ritraggono gli angoli più remoti delle città, con i venditori ambulanti nascosti persino nei vicoli bui e cupi dei quali non si ha la minima idea di dove vadano a finire, con quel forte grigiore dovuto al nero del fumo, dell’inquinamento, della trascuratezza delle strade e delle abitazioni al limite della decadenza e della sporcizia, con i pittoreschi grafiti colorati incisi nei muri da gente strana vestita in modo trasandato.


Trascorriamo la mattinata a passeggiare per Camden Town e poi prendiamo il metro per andare a mangiare in un Pret a Manger, dopodiché entriamo in uno dei più grandi parchi di Londra: il Regent’s Park. Questo è il parco più bello che vedo, sterminato nei suoi lunghissimi e rettilinei sentieri circondati dai classici prati all’inglese, ma molto vario all’interno soprattutto nella zona del Queen’s Mary Circle, un angolo di paradiso con fontane, laghetti, giochi di siepi e fiori curati nei minimi particolari, e anche un bel roseto che deve essere uno splendore in primavera (purtroppo adesso a gennaio ci sono solo i gambi piantati). La visione più bella è quella di un isolotto raggiungibile con dei ponti ad arco in legno, dove le uniche persone che vediamo sono una signora che lancia da mangiare a decine di papere, una studentessa che legge in assoluta tranquillità un libro tra gli uccellini e gli scoiattoli, e qualche sportivo che sporadicamente passa di corsa mentre si allena con un po’ di jojjing. La città si è allontanata anni luce e non è più visibile un solo segno di civiltà nemmeno all’orizzonte; il rumore del traffico e l’inquinamento non esistono più, lo stress da metropoli svanito e l’affollamento delle persone dileguato… possibile che in una città di milioni di persone soltanto un paio si siano accorte che questo è il paradiso? Evidentemente sì, anche questa è Londra!
Verso l’uscita del parco assistiamo ad un buffo episodio di una sfilata di cani. Qui a Londra portare il cane a passeggio non è solo una necessità che dà lavoro ai dog-sitter: è un culto, una moda, un modo come un altro per distinguersi, vantarsi del proprio adorato animale. E questo vuol dire che non si può avere un comunissimo cagnolino qualunque, bisogna trovarne uno diverso dagli altri e, possibilmente, più bello e vistoso! Queste ovviamente sono le mie considerazioni finali, ma sto estremizzando per venire a capo del fatto che i cani sono tutti uno più bello dell’altro, di razza pura, curatissimi nella forma e nell’acconciatura del pelo: sembrano pupazzetti usciti da un negozio di peluche. I padroni camminano fierissimi con questo loro più che bel “bambolotto”, compreso il dog sitter che ne porta a spasso sette alla volta! (una scena esilarante dei parchi di Londra…)

Kensinghon

Regent's Park

Un bellissimo scoiattolo che mangia la mia Pringles!!!

Regent's Park

Dog sitter

Queen's Mary circle

Queen's Mary circle

Queen's Mary circle

Regent's Park

Regent's Park

St James Park

Uno scoiattolo tra gli alberi attende il cibo...

Uno scoiattolo sull'attenti!

Dopo aver attraversato tutto il parco visitiamo il Sir Jhon Soanes Museum, antica e particolare abitazione diventata oggi muse,o ricco di oggetti collezionati dal signore a cui apparteneva e che ne dà il nome e che è stato uno dei più grandi architetti nella storia di Londra, progettando importanti opere e strutture. Nella sua casa, che ha delle bellissime rifiniture, si trova di tutto: da statue a dipinti a opere d’arte di vario genere.
La visita dura un’oretta e poi, visto che sono ancora le 16:00, torniamo di corsa nuovamente al Natural History Museum dove non vogliamo assolutamente perdere la mostra fotografica allestita questi giorni intitolata “Wild photographer 2001”, riguardante gli scatti dei fotografi più bravi al mondo che hanno ripreso come soggetti animali nei loro ambienti naturali più aspri e selvaggi. Con nostra sorpresa entriamo anche gratis, poiché a Londra vige la regola che dopo le 16:30, in genere, non si paga più il biglietto per i musei (ma non pensavamo valesse anche per le mostre di questo genere). Inutile dire che lo spettacolo è a dir poco superlativo! Le foto sono tantissime, una più bella dell’altra, con descrizione a lato della tecnica, dell’obiettivo e della macchina fotografica usata con i relativi parametri impostati. C’è anche il commento del fotografo autore della foto. I soggetti variano dagli orsi polari, alle scimmie, alle tigri, agli squali, ripresi un po’ ovunque nelle varie parti del mondo nel loro habitat naturale. La foto vincitrice è quella di uno squalo, con l’immagine di un sub illuminato in controluce dai raggi solari della superficie: fantastica! Il mio entusiasmo è tale che non posso fare a meno di comprare, all’uscita, il libro con le foto della mostra e la storia dei relativi fotografi, autori di questi capolavori.
Intanto ci rendiamo improvvisamente conto che il viaggio a Londra termina oggi, e non abbiamo ancora comprato alcun regalo o souvenir da portare a casa. Prendiamo quindi il metro per raggiungere il famoso centro commerciale “Harrods”, vera istituzione per lo shopping a Londra: un palazzo sfarzosamente illuminato e lussuoso, con tanto di personale addetto ad aprire le porte per far entrare i clienti, scale mobili modernissime e negozi di ogni genere. Tutto ciò fa capire che Harrods non è certamente un posto per lo shopping economico... E i prezzi lo confermano, potendosi limitare la maggior parte delle volte solamente a guardare! Almeno nel reparto degli alimentari si può fare un pensierino per le confezioni più svariate di ogni singolo gusto dei centinaia di thé esistenti e dolcetti inglesi.
Ci spostiamo per uno shopping più a portata di mano verso il Trocadero, dove acquistiamo una gran quantità di oggetti di ogni tipo: da un salvadanaio a forma di cabina telefonica, alle calamite a forma di bus, al classico soprammobile a forma di sfera con i monumenti tipici di Londra all’interno e la neve (quando lo si rovescia), e immancabilmente qualche confezione di scatola da thé dai diversi gusti. Adesso posso dire di essere stato a Londra….
Anche la sera vogliamo concludere in bellezza festeggiando nel migliore dei modi il nostro viaggio a Londra insieme alla nostra amica Silvia. Scegliamo una pizzeria italiana dal caratteristico nome “da Signor Marco”, dove mangiamo molto bene e assistiamo ad una festa di compleanno, con tanto di musica dal vivo e palloncini colorati.


GIORNO 8

31/01/2002 - Rientro


L’unica gioia nella conclusione di questo viaggio è lasciare finalmente lo squallido ostello per andare alla stazione e prendere lo Stansted-Express per l’aeroporto, dove ci attende il volo Ryan Air per Alghero.
E’ stata una settimana davvero intensa ma, superfluo dirlo, assolutamente insufficiente per una metropoli come Londra, che richiede non meno di due settimane per visitare bene le cose principali e almeno un po’ dei dintorni che sicuramente meritano una menzione come Hampton Court, i Kew Gardens e altro ancora.
Lascio questa affascinante città comunque soddisfatto, nella convinzione di aver sostenuto un ritmo davvero forsennato nell’impegnarmi a recepire ed imparare quanto più possibile e nella speranza che un giorno tornerò ad approfondire meglio le cose non viste!



 


Viaggi:
  Messico on the road!
 Foto e racconto di viaggio


Sardegna:
  Il Raku di Giampaolo Mameli
  La sartiglia di Oristano
  I Murales di Fonni
  Grotte Bue Marino
  Giunco e i 3 mari
 

Trekking:
  Cala Sisine,
  Cala Luna da Buchi Arta,
  S'Archittu

 
Musica:
  E' uscito il promo della mia band: SIBILYA!
4 canzoni italiane, ascoltatele...
 


Cala Goloritzé
Cala Luna (da Cala Fuili)
Cala Luna (da Buchi Arta)
Cala Sisine (dal Golgo)
Campus
Castello di Quirra
Gola Gorroppu (da Dorgali)
Monti Marganai
Ovile Linas
Parco dei 7 fratelli
S'Archittu (da Cala Luna)
Tempio Antas - Mannau
Tiscali (da Dorgali)
Tiscal (da Lanaitto)
Villacidro (trek 109)
Villacidro (trek 113)
 


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