Giorno 13°
30/10/2005 - Pulau Payar
Marine Park Tour.
Il pulmino arriva in hotel alle 8.10
per il tour al Parco Marino di Pulau Payar. Le escursioni sul mare
si trovano un pò dappertutto. Ci sono dei ragazzi anche sulla
spiaggia del nostro resort che le organizzano tutti i giorni. Ma noi
abbiamo prenotato tramite Mr. Mie conosciuto alle Seven Wells, che
ha proposto la stessa gita di altri depliant con battello e pranzo
in ristorante ad un prezzo nettamente inferiore: MYR 130 a persona
al posto di 180 e, in alcuni casi, anche di 220.
Dopo appena un minuto siamo sul
piazzale dell'Aseania, un hotel vicinissimo al nostro ma non situato
sul mare. Qui dobbiamo prendere il bus più grande per raggiungere
Kuah, la capitale di Langkawi, dove partono i traghetti. Insieme
a noi sale un gruppo numerosissimo di cinesi. Mr. Mie si fa vedere
per un attimo, prende i soldi del tour e anche un anticipo per l'Island
Hopping che prenotiamo per domani. Dopo mezzo'ora di bus siamo a
Kuah. Inizia a diventare tutto un pò confusionario: la discesa dal
pulmann, la fila per i biglietti al porto, l'attesa. C'è una folla
impressionante e non abbiamo una guida perciò per non perderci
cerchiamo di seguire la fiumana di cinesi del nostro gruppo
contrassegnati con lo stesso bollino. L'imbarco nel traghetto
è altrettanto critico tra spinte, spazi stretti, caldo afoso. Come
al solito varcato il portone d'ingresso la temperatura sbalza di 10
gradi in meno causa l’aria condizionata accesa tutto spiano. Qui
serve anche la sciarpa! Il tentativo di stare sul ponte all'aperto è
del tutto vano: è invaso dai cinesi!
Lasciamo il porto passando tra varie
isole dell'arcipelago di Langkawi e dopo un'ora arriviamo a Pulau
Payar Marine Park. Lo sbarco si tramuta in incubo con l'orda di
cinesi che corrono impazziti sul pontile, mentre un signore del
posto, guardando le nostre facce rilassate da europei, intuisce bene
che che non abbiamo afferrato lo spirito frenetico di questo tour.
Incita, quasi ci sgrida, di smettere di osservare il bel panorama e
muovere le gambette ad andare a prendere maschere e pinne che non
bastano per tutti. Sta dicendo sul serio? Abbiamo pagato! Come
sarebbe che non c'è l'attrezzatura per tutti? Attraverso il pontile
e facendomi strada tra i cinesi accalcati su due scatole (una per le
maschere e una per le pinne), provo e riprovo nella confusione a
cercare i numeri giusti delle pinne e qualche maschera decente. E'
un'impresa impossibile, perchè molte cose sono rotte, mancano boccai,
ci sono pinne piegate, c'è sporcizia e persino insetti dentro!
Rimaniamo esterefatti e allibiti mentre i cinesi hanno lasciato
ormai solo gli scarti. Non solo, nel giro di un paio di minuti sul
pontile non c'è più anima viva tranne noi: sono già tutti in massa a
fare il bagno. Due ragazzi malesi che lavorano sul posto si
avvicinano notando la nostra totale perplessità. Erika entra su
tutte le furie e sbotta ma loro, ovviamente, non possono fare un
granchè e dicono di prendersela con l'organizzatore. Ahi Ahi Mr Mie,
ce l'hai proprio combinata grossa! I ragazzi si mostrano in realtà
anche molto gentili, e si dicono disposti a prestare le loro
maschere personali, le quali sono almeno nuove, pulite e ben tenute.
Inizialmente tentenniamo ma per non rovinare del tutto la giornata
alla fine accettiamo. Il posto del resto è davvero bellissimo:
l'acqua è limpidissima, il tempo è ottimo, e quest'isola sembra
davvero un paradiso da cartolina.

Entriamo a temperatura quasi
ambiente che sono le 11.15 e subito nei pressi del pontile uno dei
ragazzi malesi si fa notare con maschera e pinne. Fa cenno di
seguirlo. Così adesso abbiamo anche la nostra guida personale!
Lasciamo alle spalle la nuvola umana di cinesi che rimangono tutti
nello stesso punto in cerchio, e in un'ora di bagno facciamo un
bellissimo snorkelling. Vediamo tantissimi squaletti, pesci
farfalla, bannerfish, pappagallo, trombetta, pietra, mentre la
nostra acquisita guida scorge un barracuda enorme e un pesce palla
più grande di un pallone di calcio.

Notiamo anche poco più in là la
piattaforma galleggiante pubblicizzata nei molti depliant di Pulau
Payar.

Ma tutto sommato non è molto diversa dal pontile. Avremmo
pagato di più e alla fine il discorso non sarebbe cambiato: la folla
è identica! Uscendo dallo snorkelling il malese fa davvero una gran
tenerezza, affermando con un inglese elementare che loro vogliono
soltanto il meglio per noi e che i turisti si divertano.
E' mezzogiorno in punto e appena
messo piede in spiaggia notiamo che gli altri sono già tutti seduti
a tavola a mangiare. Ma il pranzo doveva essere alle 12.30! E
quello è il famoso ristorante vero? Delle panche in legno sul
pontile con una piccola vaschetta di plastica sul tavolo contenente
una manciata di riso, una coscietta minuscola di pollo e un uovo
sodo. Grande! Io e Ste mangiamo a mala pena il riso mentre Erika
sgrana gli occhi aprendo il coperchio mentre osserva un grosso
capello nel cucchiaio. Incidenti di percorso… Lei mangerà al
rientro: il pranzo è meglio saltarlo, oggi dieta...
Nel frattempo che consumiamo il
lauto pasto, i ragazzi malesi iniziano a dare cibo agli squali
e ai barracuda tra la folla di cinesi in delirio. E fin qui ci
può stare. E' uno spettacolo, ne arrivano centinaia: una cosa mai
vista! Ma molti finiscono poi per riversarsi in acqua urlando
eccitati con un signore che dà cibo agli squali in mezzo alle loro
gambe. Se non lo vedessi non ci crederei.

Per quanto innocui possano
essere questa razza di squali, sono sempre squali. Se anche per
errore qualcuno si irrita (cosa che non mi sembra così improbabile
visti i giochini che gli fanno), un morso di uno squalo anche
piccolo fa piuttosto malaccio credo...o no? Sono rimasto zoppo una
settimana per un banale taglio di un pesce chirurgo ad un piede di
qualche centimetro, figuriamoci avere un bel dentino di questo
predatore nella gamba che gioia...
Abbiamo ancora un paio d'ore prima
del rientro, così spendiamo il tempo a fare una passeggiata nelle
passerelle in legno che costeggiano parte dell'isola. Il
paesaggio è stupendo, e sembra incredibile che non ci sia nessuno.

I
cinesi sono tutti ammassati ancora là e nessuno prende l'iniziativa
individuale per esplorare da solo qualcosina in più di questo posto.
Questo pensiero insieme all'esperienza di oggi mi fanno riflettere
molto sull'enorme divario tra le nostre culture. E non è una
critica, anzi. E’ affascinante. E' solo un modo di ragionare e
concepire completamente diverso dal nostro. Loro hanno un concetto
di collettività e unione radicato che noi non riusciamo a
comprendere nella nostra individualità e, probabilmente, egoismo
occidentale. Noi pensiamo 'per l'individuo' loro pensano 'per la
massa'. Sono le mie considerazioni personali ovviamente...
Alle 14.45 saliamo sul battello e
con lo stesso tram-tram dell'andata ci ritroviamo alle 17.00 nella
jacuzzi del Langkawi Village stanchi e, nonostante le incomprensioni
di questa escursione, assolutamente soddisfatti. Anzi, alla fine le
nostre piccole sfortune ci hanno fatto davvero ridere.
Alle 19.00 Eri e Ste provano il
massaggio ai piedi nello stesso centro di ieri, e alle 20.00 vado a
prenderle per andare a cena in un pub/ristorante sulla spiaggia di
nome Red Tomato. E' molto carino, anche questo come gli altri
con i tavolini all’aperto sulla spiaggia e una magica atmosfera.
Ordiniamo pasta al tonno più due pizze al salmone.
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