Giorno 15°
1/11/2005 - Mangrovie kayak & caves Tour.
Oggi è
il fatidico giorno del Tour Mangrovie Safari e Secret Caves in
kayak, da cui ci aspettiamo delle grandi emozioni, avendone
fatto uno simile in Thailandia nel 2002 a Krabi, che si trova poco
più a nord di Langkawi. La maggior parte delle agenzie offrono il
tour in battello, ma noi siamo convinti che il kayak offra
un’esperienza più coinvolgente permettendo di entrare nei meandri
più nascosti ed avere un contatto più ecologico e intenso con la
natura. La fatica di due bracciate dà molta più soddisfazione ed è
sicuramente ben ripagata.
Il
'capo' Jurgen la offre ad un prezzo caro, MYR 220 a persona, ma
siamo certi della sua serietà professionale ed inoltre è
praticamente l'unico ad organizzarlo. Arriva con il suo van puntuale
alle 8.30. Con noi ci sono due ragazzoni tedeschi dell'Holiday Villa
ed una coppia minuta di Hong Kong del Pelangi Hotel che, non ne so
la motivazione, soprannominiamo impropriamente i 'giappo' come se
fossero erroneamente giapponesi. Impieghiamo ben 40 minuti per
raggiungere il nord-est di Langkawi. Abbiamo percorso l'isola da
parte a parte perchè la zona delle mangrovie, che è la più selvaggia
ed incontaminata, è situata a nord-est mentre il Langkawi Village è
a sud-ovest.
Foto satellitare della
zona delle mangrovie

Raggiungiamo un molo su un fiume dove Jurgen prepara
l'attrezzatura ed effettua il solito briefing. Domanda se sappiamo
nuotare e, nonostante la risposta affermativa di tutti, insiste per
far indossare il giubbotto di salvataggio alla ragazza di Hong Kong.
Li deve aver già inquadrati capendo che lei e il ragazzo non hanno
molta dimestichezza con la pagaia.
A
bordo di una piccola barca con i kayak legati in coda, raggiungiamo
in venti minuti la foce del fiume e seguiamo un breve tratto di
costa fino a raggiungere una striscia di sabbia in una caletta
piccolissima dove sbarchiamo. Ci stiamo a mala pena noi e i
quattro kayak doppi.

Il
tempo è ottimo e il mare piatto. Jurgen sceglie gli accoppiamenti:
lui e la 'giappo', io e ste, erika e un tedesco, il 'giappo' con
l'altro tedesco. Saliamo in kayak e inizia l'avventura!
Percorriamo venti minuti in un mare liscio come l'olio seguendo la
costa, fino a raggiungere una 'secret cave', ovvero una
grotta nascosta che si rivela soltanto con la bassa marea.

La
attraversiamo passandoci sotto e sbuchiamo dall'altra parte in una
dolina crollata scoperta da Jurgen stesso durante le sue
esplorazioni, di cui va tanto fiero. Ha guadagnato un milione di
punti con questo luogo: è favoloso! Le pareti sono alte, verticali e
ingrovigliate di una fitta vegetazione: impossibile arrivare qui via
terra. E il fatto di essere inaccessibile anche via mare con l'alta
marea che ne nasconde la grotta, dona un fascino e mistero del tutto
particolare! Il paesaggio è stupendo e ricorda davvero tanto le
meraviglie di Krabi, anche se è un pò meno bizzarro nelle forme. Il
grande Jurgen ci lascia a bocca aperta ancora una volta...
Un
grosso imprevisto è però alle porte: si sente un improvviso ululare
tra le pareti e l'acqua stagnante si increspa velocemente tra le
forti folate di vento. La faccia del 'capo' diventa cupa e seria:
dobbiamo uscire immediatamente da lì e tornare alla caletta. Il
temporale incombe. Detto fatto, nel giro di due minuti contati
la meravigliosa giornata si trasforma nell'apocalisse. Inizia a
diluviare e dalla grotta scorgiamo all'esterno onde incalzanti che
ne rendono difficile l'uscita. Una volta fuori siamo
contro-corrente, le onde arrivano in faccia a secchiate insieme alla
pioggia scrosciante ed oltre il rischio di capovolgersi c'è quello
di non riuscire ad andare avanti di un centimetro. Io e Ste siamo
costretti a darci dentro con tutte le nostre energie e a rimanere
concentrati per tenere a bada il panico ed il mal di mare.
Sincronizziamo le pagaiate e riusciamo finalmente a raggiungere la
spiaggia cercando di spingere il kayak il più possibile all'interno
per sottrarlo al risucchio delle onde. Sembra tutto incredibile e
surreale perchè pochi minuti fa sembrava di essere in paradiso ed
era una giornata splendida! Gli zaini degli altri sono completamente
zuppi, mentre io per fortuna ho l'insostituibile borsa stagna che mi
ha salvato anche al Taman Negara. E' molto apprezzata persino da
Jurgen che la osserva con attenzione e un pò di invidia facendomi i
complimenti. Probabilmente qui non ne hanno o è difficile reperirle.
Intanto attendiamo la barca che si occuperà del nostro 'salvataggio'
e restiamo sotto la pioggia preoccupati che il tour sia già bello
che finito. Ma il capo non può deluderci: da bravo generale avrà
senz'altro anche un piano 'B'.
Leghiamo i kayak alla barca che con seria difficoltà, tra voli degni
delle più stomachevoli montagne russe (meno male che ho preso la
Xamamina!), rientra all'interno del fiume dove l'acqua è più calma.
Jurgen dice di non preoccuparci: faremo quello per cui abbiamo
pagato! Ed ecco come volevasi dimostrare il nostro piano 'B'. Dopo
aver percorso qualche meandro del fiume, l'acqua torna olio e smette
persino di piovere. Avviciniamo i kayak al bordo della barca e
saliamo sopra in maniera un pò goffa con qualche rischio di
capovolgimento.
Riprendiamo l'avventura esplorando le mangrovie all'interno
di anfratti e meandri labirintici che richiedono un pò di
dimestichezza nel governo del kayak.

E qui
il nostro Jurgen perde parecchi punti per la prima volta, avendo
cambiato le coppie e sistemandosi lui col tedesco e i due 'giappo'
di Hong Kong assieme. Molto male perchè i poveretti vanno a sbattere
dappertutto non riuscendo a manovrare, sotto gli occhi impotenti di
me e ste che siamo dietro di loro. Il che è molto pericoloso perchè
la prima lezione sulle mangrovie è proprio quella di evitare il
contatto con i rami da cui possono sbucare ragni e serpenti
velenosi. Alla fine imploriamo l'aiuto del capo che arriva di corsa
pensando subito a qualche guaio! Segue una bella spiegazione
basilare sul come muoversi e usare le pagaie, dopodichè i due
riescono piano piano a migliorare e cavarsela, mentre noi godiamo la
pace assoluta di questo posto all'ombra fitta e lugubre delle
mangrovie. E' bellissimo e anche rilassante perchè, non so con quale
stregoneria, abbiamo sempre la corrente a favore. Anche quando
ritorniamo indietro dallo stesso punto con un inversione a “U” di
180 gradi. Come è possibile? Jurgen spiega il tutto nella sua
immensa sapienza e conoscenza di questi luoghi: è davvero l'Indiana
Jones di Langkawi! Arriviamo ad un'altra grotta ma la marea è troppo
alta e non si riesce a passare all'interno col kayak. Visitiamo
giusto l'imbocco. Da qui vediamo il battello del tour sulle
mangrovie che passa mostrando da lontano ai turisti accalcati la
grotta... mi dispiace per chi l'ha prenotato ma col kayak e con
Jurgen è tutta un'altra cosa!
Tra il
labirinto di mangrovie, proseguiamo lentamente osservando con
cautela un serpente velenoso tenuto a debita distanza. Sono le 13.00
passate quando raggiungiamo una tranquilla ansa dove il capo ordina
di indossare le scarpe. Adesso è il momento di fare un pò di
trekking. Si sbarca lentamente ad uno ad uno in maniera goffa
tra un gruppo di rocce scivolose, cercando di non mettere i piedi
nell'acqua fangosa. Leghiamo nel frattempo i kayak tra di loro
mentre il Jurgen è costretto a farsi un bel bagno per recuperare una
borsa caduta sul fiume... Una ripida inerpicata, su un abbozzo
appena di sentiero ricoperto di fango scivoloso, porta all'ultima
grotta di oggi. E' un posto che conosce solo Jurgen, tanto per
cambiare. Tira fuori dal suo zaino le pilette da minatore e ne
assegna una a testa. Entriamo in esplorazione con l'adrenalina a
mille, cercando di stare attenti a non ruzzolare e muovendo
freneticamente la piccola luce della pila che in realtà non illumina
un granchè. Il capo va avanti per primo con cautela per non
prevenire spiacevoli sorprese. Si ferma, per l'appunto, ad osservare
un paio di ragni-scorpione e un serpente velenoso sulle pareti da
cui è consigliabile stare alla larga. Giunti nella sala finale, il
capo si trasforma per l’ennesima volta in Indiana Jones pronunciando
un epico discorso archeologico legato a questa grotta. Afferma che
alcuni reperti di tombe che si trovano qui potrebbero far riscrivere
la storia della popolazione malese, poichè l'uso delle grotte come
luogo funerario è riscontrabile soltanto dall'altra parte della
costa orientale che ha una cultura completamente differente. Su
questo lato non ve ne è mai stato alcun esempio. Inoltre fa spegnere
per alcuni istanti tutte le luci per assaporare la sensazione di
buio totale e prova a chiedere se siamo in grado di uscire senza
illuminazione. Molto divertente... soprattutto pensando a quegli
adorati scorpioncini e serpenti che si potrebbero calpestare... E
qui inizia un altro discorso spirituale, del quale il succo si
riassume nella necessità di pensare ad un solo problema alla volta,
concentrando la mente esclusivamente alla risoluzione di questo.
Dobbiamo uscire dalla grotta. Punto. Serpenti e scorpioni vengono
dopo e rappresentano le classiche fobie e paure insensate, poichè la
probabilità di calpestarli è talmente bassa da essere irrilevante...
pensiamo che ci stia prendendo in giro ed invece afferma seriamente
che questo tipo di test è svolto nella realtà su persone che hanno
grosse responsabilità da gestire (per esempio manager), perchè
affronta un importante aspetto psicologico. Quest'uomo è un grande!
Ma non essendo nessuno di noi un manager votiamo all'unanimità di
riaccendere le nostre care pilette e levare il disturbo da questa
sensazionale grotta. I ragni-scorpione intanto non sono più dove
erano prima e non si vedono. Ma non importa, il pericolo di
calpestarli è irrilevante... l'ha detto il capo!
Torniamo lentamente e con cautela giù per il sentiero, visto che in
discesa ruzzolare è assai più facile. Per fortuna il nostro attento
Indiana Jones ha piazzato corde e ganci per appendersi nei momenti e
nei posti giusti. Scavalchiamo tronchi e camminiamo a tratti
aggrappati a qualche roccia, tutti in fila indiana con il compito di
fare il passaparola a chi sta dietro nel suggerire i passi e gli
appigli corretti. Nuovamente una rocambolesca salita sul kayak e
riprendiamo a pagaiare sul fiume.

Dopo
una mezz'ora le mangrovie svaniscono gradualmente e l'avventura
termina approdando ad una Fishfarm. Sono le 15.00 in punto e
possiamo finalmente andare in bagno e cambiarci! Aiutiamo Jurgen a
sistemare i kayak e giriamo un pò sulle pedane scricchiolanti
osservando le vasche dove viene allevato il pesce. Ce ne sono
diverse da queste parti di fishfarm ed è incredibile pensare come
sia particolare la vita svolta qui. E' una casa costruita in legno
su piattaforma galleggiante nel bel mezzo del fiume, avvolta in un
paesaggio straordinario e senza alcun contatto fisico con la terra
ferma. Per spostarsi esiste solo la barca. Sediamo a tavola tutti
insieme e diamo inizio ad un ottimo pranzo di cucina locale
a base di pesce freschissimo.

Vengono serviti zuppa di gamberi piccante, calamari fritti, pesce
grigliato, altri gamberi, insalata, frutta. Tutto in quantità
illimitata persino nelle bevande. Questa è un'escursione coi
fiocchi! Ben pagata ma soldi ben spesi fino all'ultimo ringgitt
caspita! Passiamo una divertente oretta tra le battute di Jurgen e
il comico pensiero del raffronto tra questo pranzo e quello di Mr.
Mie del Pulau Payar....
Arriva
intanto la pioggia e si fa ora di rientrare con la barca al
parcheggio. Ripercorriamo la via del ritorno, ma durante il tragitto
il capo si ferma sul ciglio della strada a fianco di una eccentrica
e luccicante Peugeout 307 azzurra (sicuramente l'unica dell'isola:
nessuno puà permettersi un'auto del genere da queste parti..). Si
apre uno sportello e si avvicina una bellissima donna clamorosamente
uguale a Halle Barry in versione capelli corti e occhiali da sole.
E' la moglie di Jurgen. Quest'uomo ha guadagnato un altro milione di
punti ed è entrato a far parte dei miei miti personali. E' venuto
qui da straniero, ha conosciuto questo splendore, ha messo su
famiglia sfruttando la sua passione per lo sport e l'avventura,
esplorando quest'isola col kayak, con i trekking, costruendo il
canopy in mezzo alla jungla, facendosi rispettare da tutti come un
capo e permettendosi pure una bella vita. Per noi è il re di
Langkawi: un mito!
E'
arrivato il momento di salutare tutti e rientrare al Langkawi
Village. Siamo stanchissimi l’entrata nella jacuzzi appare come
un’entrata in paradiso. La sera Erika si arrende alle meraviglie del
sonno mentre io e Ste andiamo in esplorazione sul lato destro della
strada principale che ancora non abbiamo avuto modo di vedere. E'
più isolata e buia ma ci sono alcuni radi ristoranti cinesi ed uno
giapponese (sono verso l’interno però - non sul lato mare).
Compriamo dalla bancarella di un'artista un dipinto ad olio con una
bellissima aquila e poi in un negozietto un salvadanaio a forma di
porcellino. Infine andiamo a cenare all'Oasis sulla spiaggia con una
bistecca e un ottimo cocktail, spendendo in due MYR 105.
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