Giorno 6°
23/10/2005 - Trasferimento a Kuala
Tembeling in bus. Wooden boat fino al Taman Negara (Mutiara chalets).
Raggiungiamo a piedi con le nostre
valigie il Crowne Plaza Mutiara Hotel. Qui ho prenotato (dal
sito internet della catena Mutiara) l'Explorer Packages 4gg/3n al
Taman Negara, compreso praticamente di tutto: pernottamento, pasti,
escursioni guidate, trasferimenti da e per Kuala Lumpur. Alle 8.45
una ragazza si presenta alla lower lobby per la registrazione e
mostra l'autobus. Siamo pochissimi. Aspettiamo qualche minuto,
osservando lo stupefacente lusso della hall dell'hotel, carichiamo
le valigie e partiamo alle 9.00. L'autobus è nuovo e comodissimo e
il viaggio scorre tranquillo sotto la musica delle cuffie del mio
lettore mp3...
Dopo due ore e mezzo, alle 11.30
arriviamo a Kuala Tembeling. Qui operiamo un'altra veloce
registrazione per il Taman Negara (pagando 1 MYR a testa) e per il
Mutiara Chalet (5 MYR per camera). Dobbiamo aspettare fino alle
13.00 l'arrivo delle wooden boat (le caratteristiche imbarcazioni in
legno tipiche locali). Non c'è un granchè da fare o girare in
effetti da queste parti. Siamo in una sorta di caseggiato
all'aperto, con un ristorantino spartano e un molo in legno
raggiungibile con ripide scalinate, mentre sulla strada di fronte ci
sono giusto un paio di market per le prime necessità. Fa molto
caldo. Durante l'attesa incontriamo i primi due italiani del
viaggio, e per giunta con nostro immenso stupore nientemeno che
cagliaritani! Coincidenza pressochè incredibile visto che ci sono
dieci turisti in questo posto...
L'imbarco sulla wooden boat è tutto
un programma... L'esperienza inizia ad assumere connotati
avventurosi completamente diversi dalla città! Lasciamo la civiltà
per entrare nella natura e ce ne rendiamo subito conto nelle 2 ore e
mezzo di risalita sul fiume su questa barchetta (per fortuna a
motore - ci mancava solo remare...) Altre due imbarcazioni sono
partite piene appena prima della nostra. Così per nostra fortuna
possiamo godere il viaggio sbragati in cinque dentro uno scafo per
dodici persone.

L'arrivo al Mutiara si fa
desiderare...


Finalmente eccolo là comparire dopo
l'ultima ansa del fiume! Sbarchiamo su una pedana in legno
galleggiante, saliamo una bella gradinata ripida e siamo nel cuore
del resort e del Taman Negara.

E' carinissimo! Molto particolare e
suggestivo. Singolare anche perchè, oltre a essere considerato il
miglior alloggio del posto, è posizionato dalla parte sinistra del
fiume da solo, mentre il resto del villaggio con ristoranti
galleggianti, altri alloggi e modesti negozietti si trovano sulla
destra. Ovviamente esiste un servizio di traversata a prezzo
irrisorio da una sponda all'altra.

Il bello del Mutiara poi è di avere
tre file di chalet di cui le più esterne sono a pieno contatto con
la jungla. Dal ricevimento ci viene assegnata la stanza n° 65, che
purtroppo risulta nella fila centrale e tra l'altro all'estremità
più lontana... forse i macachi non verranno a bussare sul nostro
tetto - peccato! Il luogo è a dir poco meraviglioso. Osserviamo
tutto a bocca spalancata essendo la nostra prima vera esperienza
nella jungla. Gli chalet sembrano baite di montagna, interamente in
legno, alcuni rialzati da terra sicuramente per prevenire pericolo
di piene. Il villaggio infatti è leggermente in discesa verso il
fiume.



Tanto per restare in tema,
ovviamente piove e il trekking previsto per stanotte rischia di
essere compromesso. Potrebbero suscitare ilarità i cartelli segnati
nel sentiero "Attraversamento scimmie", o "Attraversamento serpenti"
e "Varani": invece sono proprio veri! La prova è il lucertolone di
mezzo metro che sta sotto i nostri piedi nascosto nell'erba...

La nostra stanza è ovviamente più
spartana di un albergo cittadino, ma c'è tutto l'essenziale. Manca
solo l'asciugacapelli (che intelligentemente per precauzione abbiamo
portato noi), il frigo minibar, e il terzo letto (di nuovo!), che
viene aggiunto in seguito. Quest'ultimo è proprio bruttino: in poche
parole un materasso inconsistente buttato in terra! La prima regola
che imponiamo fondamentale è: non lasciare mai aperta la porta e le
finestre per evitare l'invasione di spiacevoli insetti!
Dopo una sistemata veloce e una
generale dose di repellente, torniamo al ricevimento e incontriamo
la nostra guida Azam: un tipo pacato e riflessivo. Oltre ogni
piacevole previsione, ci seguirà sempre lui per tutti e tre i giorni
che trascorreremo nella jungla: tutto solo per noi! Questo vuol dire
che faremo ogni escursione da soli e saremo totalmente indipendenti
senza altri turisti a decidere per noi. E' un ottimo inizio!
Ci diamo appuntamento alle 20.30 per
il trekking notturno, poi diamo un'occhiata al Minimarket del
villaggio. E' piccolissimo, ha giusto qualcosina di prima necessità
come alimentari, vestiario, repellenti, etc. Ceniamo a buffet al
Tahan Restaurant, l'unico ristorante presente al Mutiara: all'aperto
(ma ovviamente con la copertura sul tetto), carino e spazioso. La
scelta non è vastissima ma si mangia discretamente. E arrivano anche
alcuni gatti sotto il tavolo di cui il villaggio è pieno!

Alle 20.30 in punto incontriamo Azam
per il trekking notturno. Sta semplicemente diluviando. Siamo
attrezzati di poncio e ombrello ma la doccia è comunque
assicurata... Riusciamo in realtà a fare solo pochi passi e
raggiungere una pedana in legno a due piani coperta dove, attrezzati
di pila per la totale mancanza di illuminazione, osserviamo la
jungla sotto la pioggia e al buio. Purtroppo non si vedono insetti
(che erano il vero scopo del trekking notturno) perchè con la
pioggia si ritirano. Vediamo invece dei cervi addormentati a cui il
diluvio universale non tocca minimamente... Per il resto si respira
comunque un'atmosfera straordinaria! Basta spegnere la torcia e si
rimane nel buio più nero ascoltando solo la pioggia scrosciante e i
rumori della jungla. Non ci sono parole per descrivere l'emozione
agli occhi di un cittadino. Attendiamo una mezz'oretta e rientriamo.
Azam appare dispiaciuto ma la pioggia non accenna minimamente a
diminuire. Propone comunque di ritentare domani. Arriviamo piuttosto
zuppi in stanza e nel frattempo manca anche l'elettricità in tutto
il villaggio, dopo una serie infinita di tuoni da guinness dei
primati...
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