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Giorno 7°

24/10/2005 - Trekking nella jungla (Bukit Teresek). Canopy walkway. Wooden boat a Lata Berkoh & Waterfall.

Possiamo scordarci gli orari sonnolenti di Kuala Lumpur. Qua si fa colazione alle 7.30 per sfruttare appieno le ore di luce. Alle 8.30 si parte con Azam per il trekking nella jungla. Appena pochi metri oltre il villaggio sparisce ogni segno di civiltà. Il sentiero conduce ad una scalata sulla collina di Bukit Teresek. Un bel mazzo tra la folle umidità e la ripida salita (a tratti ci sono addirittura le corde per tenersi, visto il terreno scivoloso). I suoni della jungla sono straordinari e a volte un pò lugubri. Il percorso del resto è interamente in ombra, primo perchè il cielo è nuvoloso e secondo perchè comunque siamo coperti dalla fitta ombra della vegetazione.

Azam spiega un pò di flora e fauna e avverte sul pericolo sanguisughe, che dopo la pioggia di ieri notte usciranno allo scoperto. Per il resto non è un gran chiacchierone. Spesso dobbiamo fargli noi le domande. Senza dubbio è comunque un vero uomo della jungla. Ha il coraggio di non portarsi l'ombra di un marsupio appresso, nè un ombrello, nè un goccio di acqua. Noi stiamo grondando e boccheggiando, appesantiti dagli zaini e affaticati, e lui non ha neanche una goccia di sudore negli occhialini...! E' perfettamente "intatto" come dal primo momento che l'abbiamo incontrato stamattina.

Fattostà, neanche nominate le sanguisughe ed ecco la prima all'attacco!

E' completamente diversa da come la immaginavo. Nei film si vedono sempre grosse e tonde, ma invece sono poco più che vermicelli allungati molli e saltanti. E' solo nel momento che si attaccano e succhiano il sangue che si gonfiano spaventosamente. Purtroppo, esattamente come le zanzare, è impossibile accorgersi della loro presenza se non con la vista. E da questo momento in poi nasce la "fobia" sanguisuga! Ognuno guarda le gambe dell'altro cercando di prevenire spiacevoli sorprese... meno male che siamo attrezzati con scarponi alti, calzettoni e pantaloni lunghi.

Ci vogliono un paio d'ore per giungere in cima alla collina, la quale Azam afferma di essere di 330 metri. Come? Soltanto 330 metri? Sembrava di aver scalato qualcosa di più consistente qui.... Il panorama che si ammira è molto bello e presenta ogni tipo di colore verde immaginabile.

Qualche foto e scendiamo, prendendo la deviazione per il Canopy Walkway. Si tratta dei rinomati ponti in corda sospesi tra gli alberi di cui abbiamo molto sentito parlare. Sono un must per chi giunge al Taman Negara! Azam ci lascia soli. Poichè gli otto ponti compiono un giro ad anello lui ci attenderà direttamente all'uscita. Consiglia di stare almeno a 5 metri di distanza l'uno dall'altro e per non più di 4 persone per ponte, e ovviamente evitare di dondolare troppo... La traversata è inizialmente titubante ma diventa presto assai divertente. Il senso del vuoto è limitato dalla vegetazione sottostante, tranne che nell'ultimo ponte che raggiunge l'altezza massima di ben 45 metri dal suolo!



Rientriamo alle 12.30 in stanza stanchissimi e grondanti. Alle 13.30 portiamo alla laundry service i nostri capi di abbigliamento più sfortunati che hanno subito la devastazione della jungla. Si pranza e alle 14.30 siamo pronti e di nuovo pimpanti per un bel giro in barca. Neanche pochi minuti di risalita del fiume e torniamo nuovamente fradici, stavolta per le secchiate d'acqua che arrivano dalle rapide al quale il nostro navigatore non può sottrarsi...

Tra risate generali scendiamo a terra e dopo altra mezz'ora di trekking raggiungiamo Lata Berkoh in un tratto di fiume ricco di cascatelle. Purtroppo è impossibile fare il bagno poichè c'è troppa piena e la corrente è molto forte.

Azam (che ha avuto il coraggio di venire con i sandali aperti) si trova una sanguisuga nel piede e se la stacca continuando comunque a sanguinare per parecchi minuti... il vero pericolo di averne molte attaccate, in effetti, è quello di rischiare il dissanguamento perchè le ferite impiegano parecchio tempo prima di emarginarsi. Stiamo un pò sul posto e rientriamo alle 16.00 al Mutiara completamente bagnati, tanto per cambiare... il bello è che non si è ancora visto il sole e asciugare la roba con questa umidità è pressochè impossibile! Dobbiamo ridurci ad usare l'asciugacapelli...

Alle 19.00 si cena e alle 20.30 inizia a piovere a dirotto. Manca ancora la corrente e di conseguenza, viste le condizioni metereologiche, salta anche il secondo tentativo di trekking notturno nella jungla. Pazienza non è destino! Stiamo un pò al ristorante a lume di candela in una magica atmosfera e torniamo in stanza a dormire.
 




 


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