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Giorno 1°

17/04 - Volo Cagliari - Roma - Marsa Alam via Malpensa (!?)

Io e Stefania abbiamo scelto questo viaggio appoggiandoci all'agenzia BLU VACANZE che propone un'offerta ALL INCLUSIVE al prezzo di 590 euro per 8 giorni e 7 notti a MARSA ALAM sul MAR ROSSO in EGITTO, con tour operator EDEN VIAGGI. Il prezzo reale è ben altro (875 euro), aggiungendo tasse, carburante, apertura pratica, visto per l'Egitto e lo sfortunatissimo volo obbligatorio per noi sardi: Cagliari - Roma. Dico sfortunatissimo perchè il volo è la parte più sofferta e negativa di questo viaggio. A pochi giorni dalla partenza, l'agenzia ci chiama per avvertire che sono cambiati gli orari: una tragedia per le nostre coincidenze. La stessa ragazza dell'agenzia cambia i biglietti del Cagliari - Roma per la mattina del 17 aprile con il volo delle 7.00 del mattino, l'unico rimasto con posti disponibili. Il volo per Marsa Alam parte però alle 17.30, il che vuol dire una giornata intera passata in attesa all'aeroporto... Non è finita! Il volo per l'Egitto infatti fa prima scalo a Milano Malpensa. Ma come, da Roma saliamo a Milano per poi riscendere giù sul Mar Rosso?!? A saperlo avremmo preso direttamente il Cagliari - Milano no? Una situazione paradossale, con i romani stessi agitati e irritati per questo scalo insensato a Malpensa. E noi che veniamo dalla Sardegna e abbiamo già fatto ore e ore di attesa che dobbiamo dire allora? Le spiegazioni dello stewart sono chiare e inequivocabili: volete il pacchetto da 500 euro? beccatevi questo volo che fa il giro a prendere tutti! E' proprio perchè si risparmia su un aeromobile che si tira sul prezzo, altrimenti il pacchetto lo si pagava 1.000 euro.... e allora basta con le polemiche e pensiamo a questo viaggio: la nostra prima tappa in Africa!

Alle 20.00 siamo ancora a Milano dove scendiamo pure dall'aereo per permettere di pulire l'aeromobile che non è davvero in condizioni ottimali. 13 ore di viaggio e siamo ancora in Italia: complimenti! Alle 20.30 decolliamo finalmente per Marsa Alam col nostro Blu Panorama e dopo quattro ore esatte atterriamo in Egitto. E' l'una  passata quando ritiriamo i bagagli e adoperiamo alle formalità d'ingresso con passaporto e modulo compilato in aereo.

Incontriamo i nostri assistenti del gruppo EDEN VIAGGI, che ci conducono all'autobus in partenza dopo un pò di attesa verso il nostro hotel, il BLUE REEF. Poco più di mezz'ora e arriviamo a destinazione. Il cocktail di benvenuto, il chek-in, alcune veloci spiegazioni su cosa fare (parlano tutti italiano) e andiamo a letto alle 4 di notte. Ma non è ancora finita: ci consegnano le chiavi della stanza, il telecomando, il braccialetto arancione del villaggio, ma una volta in camera c'è un odore sgradevole nel bagno e siamo senza asciugacapelli. Ahi ahi, mi tocca tornare alla reception a chiederlo e senza avere la benchè minima idea del motivo per il quale non lo mettano direttamente in stanza... Non resta infine che andare a dormire: del resto siamo in piedi solo da 22 ore, praticamente lo stesso tanto che abbiamo impiegato per andare negli Stati Uniti. Solo che qui siamo sotto casa!

Giorno 2°

18/04/2005 - Spiaggia e snorkelling. Tour guidato a El Quseir

Siamo giustamente in coma dopo il trambusto di ieri e le poche ore di sonno... Dobbiamo persino spostare l'orologio avanti di un'ora per avere un pò più di sole. In realtà, questo è solo un trucco del villaggio, poichè l'ora reale egiziana corrisponde in questo periodo a quella italiana. Così, d'ora in avanti, l'orario sarà quello dell'EDEN, come ci suggeriscono di chiamarlo gli stessi animatori dello staff.

Alle dieci e mezza abbiamo una riunione all'anfiteatro all'aperto per la presentazione del Blue Reef. Intanto andiamo a fare colazione. La disposizione del villaggio è molto semplice: subito dopo la reception c'è la sala ristorante, poi i negozietti e il diving che danno sulla bella piscina dove c'è anche il bar; sulla sinistra invece risiedono tre grandi strutture a due piani attorno ad uno splendido giardino fiorito dove ci sono le stanze dei clienti, tutte in qualche modo panoramiche. La nostra è al primo piano e dà sul giardino con sfondo mare: una visione molto suggestiva e rilassante.

Più oltre ci sono l'anfiteatro e la spiaggia, alla quale si accede indifferentemente dal giardino o dalla piscina. La caletta in realtà non è molto grande, e gli ombrelloni e sdraio non bastano per tutti, così bisogna accontentarsi qualche volta di quelli della piscina  (ma va bene, anzi forse è anche meglio perchè è più rilassante!).

Inizia la presentazione e conosciamo meglio gli animatori e la vita del villaggio. La formula All Inclusive comprende colazione, pranzo, cena e gli snack durante il giorno in piscina. Sono comprese anche le bibite, i succhi di frutta e l'acqua che si trovano nei distributori automatici, i quali però ad una certa ora della notte chiudono. Le bottiglie d'acqua invece si pagano (1,50 euro a bottiglia da litro e mezzo). Durante la settimana sono previsti numerosi tour, dei quali ci viene data copia del calendario con breve descrizione. Per iscriversi e per qualunque informazione basta andare dalla nostra assistente (Cristina) negli orari prestabiliti e prenotare. Il diving fa altri tour e immersioni con un altro programma a parte. Le cose da fare in una sola settimana insomma non mancano...  il resto corrisponde allo standard di qualunque villaggio italiano: lo spettacolino alle 22.00 dell'animazione, il mini e baby club, il risveglio muscolare la mattina, l'acqua gym di pomeriggio, etc.

Alle 11 ci ritroviamo tutti in spiaggia a prendere il nostro primo sole. La sabbia non è un granchè a dover essere sinceri, è un pò pastosa, grossolana e gialla: tipica del deserto direi, come ce la aspettavamo. Il mare invece è spettacolare, e non perdo un secondo per la mia prima esplorazione.

Aggiungendomi al gruppo che si forma in riva per il mini-tour gratuito, seguo il ragazzo responsabile del diving con maschera e pinne verso uno snorkelling guidato alle bellezze della barriera corallina. E' una gran bella passeggiata per arrivare in fondo. Premetto che il Blue Reef non ha il pontile, e per superare la barriera bisogna camminare circa 200 metri (e ci vogliono non meno di dieci minuti!) fino ad arrivare a due bandierine rosse. Da qua si possono lasciare le scarpette, utilissime per non farsi male con i coralli (io comunque ho i calzari della muta per esempio e vanno altrettanto bene), indossare maschera e pinne e tuffarsi per superare, dopo qualche decina di metri, la barriera seguendo la corda che indica la via più agevole. Lo spettacolo è assicurato: l'acqua è limpidissima e i coralli eccezionali, assolutamente intatti, incontaminati e dai colori più svariati. Il corallo blu che si trova all'inizio è quello che dà il nome all'hotel (Blue Reef per l'appunto). A differenza delle Maldive però (per lo meno, parlo di Bandos dove sono stato), l'acqua è sì più limpida ma più fredda e i coralli sono sì molto più belli ma c'è molto meno pesce (gli esemplari però sono di dimensioni maggiori). I branchi che si incontravano da quelle parti qua non esistono proprio. Comunque sia, il mondo sommerso è sempre una meraviglia da vedere ed esplorare! La guida ci spiega alcune cose, tra cui da non fare quella di stare in piedi sui coralli o toccarli (soprattutto quello chiamato "di fuoco", estremamente irritante e tagliente).

Caratteristiche sono le meduse rosa quadrifoglio, molto presenti in questo mare ma per niente pericolose. Infatti non pungono nemmeno, ne prendiamo una tranquillamente sulla mano (sembra silicone!).

Si vedono molti esemplari di pesce chirurgo e di pesce pappagallo di dimensioni considerevoli, vari pesce trombetta, pesci palla, balestra e farfalla.


Dopo una quarantina di minuti iniziamo ad avere seriamente freddo, e così torniamo a riva, sempre accompagnati dall'istruttore diving.

E' già ora di pranzo, ma prima di sedere a tavola io e Ste prenotiamo la nostra escursione del pomeriggio a El Quseir per € 20 a persona. Il pranzo si svolge a buffet nella sala ristorante e comprende di tutto: una tavolata per antipasti e insalate, un'altra per i dolci e la frutta, e un altro lungo banco per i primi e secondi. Non manca niente, neanche la fame di sicuro.

Alle 15 in punto ci ritroviamo alla reception ad aspettare l'autobus per la nostra gita. Siamo un bel gruppo di persone. La partenza è puntuale e iniziamo l'escursione costeggiando il mare nell'unica strada asfaltata che percorre il Mar Rosso da Sud a Nord in questo tratto fino ad Hurgada. El Quesir si trova più o meno a metà strada, a circa 130 Km da quest'ultima e 120 Km da Marsa Alam. Sono un'ora e mezza di viaggio. Nel frattempo il paesaggio mostra le sue caratteristiche fondamentali già dai primi chilometri: deserto roccioso da un lato, mare azzurro di due tonalità dominanti (celeste chiaro e blu profondo dove finisce la barriera) dall'altra. In mezzo, a mala pena qualche villaggio turistico in costruzione. Gli hotel operativi in questo momento non sono tantissimi, i più famosi sono sicuramente il Venta Club (appena più a sud del nostro), il Vera Club e il Kharamana un pò più a nord. Sono tutti sulla spiaggia ovviamente e non esiste ancora il fenomeno "terza" e "quarta" fila che il turismo di massa ha portato a Sharm. Marsa Alam è ancora un luogo incontaminato e alle prime armi, ma durerà molto poco. Da ogni parte si vedono a breve distanza l'uno dall'altro lavori di costruzione e cantieri: nasceranno presto molti villaggi uno appresso all'altro. Di villaggi locali invece, intendo case egiziane, non si vede l'ombra se non nei pressi dell'aeroporto: sono gli appartamenti di chi lavora in zona, ci spiega la nostra guida egiziana di nome "Amedeo". Così come pure spiega che il governo egiziano non vende questo tratto di terra per costruire abitazioni ma solo per scopo turistico, ecco perchè tanta concentrazione di hotel sulla costa.

Arriviamo finalmente a destinazione e abbiamo l'opportunità di intravedere sprazzi di vita egiziana per le strade, fino a fermarci in prossimità di una via pullulante di negozietti e bancarelle. I mercatini sono uno dei motivi per cui è famosa appunto El Quseir. Amedeo dà delle dritte per non prendere grosse fregature. La prima tra tutte è la più risaputa: trattare su tutto, minimo per un 30-40%. In pochi metri quadri troviamo concentrati tanti manufatti molto belli e una vasta scelta di souvenir a cui non si può resistere. Appena fuori dal negozietto vediamo una ragazza che ci osserva incuriosita ma allo stesso timidissima da sopra un muro della sua abitazione, circondata da asciugamani dai colori vivaci.


Siamo davvero in un altro mondo e non c'è nulla che possa assomigliare al nostro stile di vita europeo. Amedeo spiega tra l'altro che il velo e l'obbligo di restare coperte per le ragazze è un'usanza imposta non per loro ma per non provocare le tentazioni dell'uomo, dal momento che la loro religione vieta i rapporti sessuali prima del matrimonio.

La tappa successiva è una visita ad una vecchia fabbrica di fosfati, ormai dismessa. Sembra una città fantasma del vecchio far west. Baracche e case diroccate caratterizzano quella che era una fiorente colonia italiana di qualche tempo fa. L'unica eccezione è per la piccola chiesa che esercita ancora le sue funzioni religiose per i pochi cristiani della zona: è proprio il caso di dire "Una cattedrale nel deserto"!. Ci spostiamo sul porticciolo e sulla spiaggia per bere la caratteristica bevanda del Karkadè mentre qualcuno ne approfitta invece per provare a "fumare" un affare caratteristico da cui esce del vapore che sembra un candelabro di cui non comprendo bene il nome.


Più avanti sostiamo alla Moschea, che però non possiamo visitare dall'interno.

L'escursione si conclude con una razzia al negozio di papiri. Assistiamo innanzitutto ad una culturale spiegazione di come vengono creati questi famosi manufatti egiziani, così resistenti e flessibili allo stesso tempo, per poi dedicarci a scegliere quello che più si addice ai nostri gusti in tutta calma. Un simpatico ragazzo si avvicina subito a me e Ste con le proposte più disparate. Dopo lunghissime trattative, portiamo via due papiri col nostro nome e segno zodiacale, uno dipinto bellissimo con tramonto del deserto su carta più scura marroncina (è più pregiata e richiede esattamente il doppio della lavorazione di quella gialla normale), un altro con la figura del gatto e un altro ancora regalato con la chiave della vita, più cimeli vari come magneti e scarabei portafortuna. Come primo giorno di shopping ci siamo rovinati....

Rientriamo al Blue Reef per le 20.30, giusto in tempo per la cena. Una passeggiata per il villaggio, ben illuminato e suggestivo in veste notturna, per gustare l'ottimo succo di mango distribuito a tutte le ore al bar, e si va a dormire.
 




 


Viaggi:
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 Foto e racconto di viaggio


Sardegna:
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  La sartiglia di Oristano
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  Grotte Bue Marino
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Trekking:
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  Cala Luna da Buchi Arta,
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Musica:
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4 canzoni italiane, ascoltatele...
 


Cala Goloritzé
Cala Luna (da Cala Fuili)
Cala Luna (da Buchi Arta)
Cala Sisine (dal Golgo)
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Gola Gorroppu (da Dorgali)
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Tiscali (da Dorgali)
Tiscal (da Lanaitto)
Villacidro (trek 109)
Villacidro (trek 113)
 


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