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19/04 - Eden Bay. Tour Cammellata nel deserto

Dopo una breve colazione, alle 10 in punto prendiamo la navetta che dal Blue Reef porta gratuitamente all'Eden Bay, in appena dieci minuti di tragitto. Questa spiaggia è di uso esclusivo dell’hotel e presenta caratteristiche completamente diverse. Intanto è totalmente deserta, non solo per il fatto che ci sono quattro turisti contati dell'Eden village ma proprio perchè intorno non esiste alcuna struttura e costruzione ad eccezione della tenda accampata di due egiziani che stanno lì a controllare i turisti e a cercare di vendere qualcosa. Tra l'altro, è l'unico punto all'ombra e riparato perchè dietro la spiaggia non esiste un solo albero, ma solo qualche rado basso cespuglio. La sabbia è anche qui grossolana e il deserto roccioso. Il panorama del "nulla" circostante fino all'orizzonte è assai impressionante, ma la caratteristica principale è il contrasto micidiale, dopo le 11, tra il colore giallo (che diventa bianco accecante con la luce del sole che si riflette fortissima) e l'azzurro del Mar Rosso: una visione stupenda! Purtroppo l'acqua è fredda e mossa e non invoglia a fare il bagno oggi. Questo dovrebbe comunque essere un ottimo punto per lo snorkelling perchè la barriera corallina si spezza a metà della baia arrivando fino a riva, il che significa un’entrata in acqua molto più agevolata e immediata rispetto alla spiaggia del Blue Reef.

Lasciamo i nostri asciugamani in mezzo alla baia, visibili sicuramente da chilometri di distanza visto che sono gli unici insieme a quelli di una simpatica coppia di ragazzi italiani, sempre turisti del nostro hotel (non poteva essere altrimenti), con cui intratteniamo un po’ di conversazione. Anche loro sono venuti qua per provare un pò di tranquillità senza animazione, musica e altra gente. Camminiamo verso sud (alla destra della baia) fino ad arrivare alle rocce, scorgendo dei giganteschi granchi che si rintanano al nostro passaggio sotto la sabbia. Una nota molto dolente riguarda la sporcizia dell'entroterra pochi metri dietro la spiaggia. Dall'inizio dei cespugli per varie decine di metri c'è una sorta di immondezzaio incurato, apparentemente inspiegabile: da dove arrivano i rifiuti se non c'è nulla intorno? non dai turisti, per lo meno non solo, perchè ci sono anche rifiuti grossi e pesanti. Mi ricorda qualche spiaggia sarda della costa occidentale in inverno, dove a volte le mareggiate portano i rifiuti dalla Spagna. Per fortuna, almeno da noi le puliscono prima della stagione turistica! E in ogni caso qui nel Mar Rosso non ci sono mareggiate e l'acqua è pulitissima. Lasciamo questo mistero alle spalle e andiamo a passeggiare invece dall'altra parte della baia, superando un tratto roccioso e finendo in un'altra piccola caletta, la più bella vista finora. Torniamo infine ai nostri asciugamani a prendere un pò di meritato sole fino a mezzogiorno, quando la navetta riporta indietro al Blue Reef. Prima però facciamo qualche acquisto dalla tenda-shop dell'egiziano: una t-shirt dall'ottimo cotone per soli 5 euro non si può lasciar scappare così.

Una volta in hotel, stiamo ancora un pò in spiaggia e pranziamo al buffet. Alle 16 siamo alla reception pronti per l'imperdibile Tour della Cammellata (costo 40 euro a persona). Tre fuoristrada attrezzati vengono a prelevarci e iniziamo una divertente scorrazzata nel deserto roccioso sollevando quintali di polvere e ballando sugli ammortizzatori a più non posso!

Gli autisti sono un pò esaltati e giocano a sorpassare e fare gli sbruffoni. A fianco a noi, assistiamo ad una scena da manuale dove l'autista del fuoristrada scende dal mezzo lasciando il volante e correndo aggrappato allo sportello per qualche secondo, sotto lo sguardo disperato dei poveri turisti allibiti!

Dopo qualche chilometro siamo ormai addentrati in pieno deserto senza alcun segno di civiltà. Arriviamo al punto di partenza della cammellata, dove un gruppo numeroso di dromedari (con una gobba per l'appunto) ci aspetta con i suoi padroni.


La chiamano cammellata anche se in realtà sono dromedari perchè gli egiziani non fanno distinzione tra le due razze. Nella loro lingua non esiste un termine secondario: sono tutti cammelli e basta. Così spiega la nostra guida egiziana di oggi, un ragazzo simpaticissimo che si fa chiamare Valentino e che parla benissimo l'italiano pur non essendo mai stato nel nostro paese.

La salita sul dromedario è alquanto buffa e quando tutti siamo pronti iniziamo la nostra traversata, seguendo una sorta di canyon a tratti largo e a tratti più stretto e alto. Il paesaggio è tanto scarno quanto affascinante: trovare un albero o un cespuglio che riescano a vivere con questa temperatura e scarsità d'acqua è un evento che lascia quasi a bocca aperta. Io sono l'ultimo della colonna (i dromedari sono collegati tra loro in fila indiana) e ho modo di scattare qualche divertente foto dell'intera "cammellata" riprendendo tutti quanti avanti a me che seguono la serpentina.

Dopo quasi un'ora a dorso di questo splendido animale (che al contrario di quanto mi hanno raccontato, non puzza affatto ed è più comodo dell’andare a cavallo), arriviamo a destinazione in un altopiano dal panorama ampissimo dove è possibile osservare tutta la grandiosità del deserto.


Qua i nostri fuoristrada ci prelevano per giungere, dopo qualche altro chilometro avventuroso, nei pressi di un pozzo d'acqua. A vederlo sembra solo un buco nel quale ad una decina di metri di profondità si intravede il riflesso dell'acqua. Ma qui in mezzo al deserto questo buco è un miracolo e l'unica fonte di vita per i beduini.

Valentino fa un'accurata e lunga spiegazione sulla loro vita nomade ripercorrendone i caratteristici tratti e la storia. Mi colpisce il fatto che la benedizione dell'acqua sia merito dei dromedari: sono loro che la trovano, fermandosi nei punti giusti dove la "sentono". L'uomo deve solo scavare, e se è fortunato bastano 6-7 metri, che diventano invece 20-25 nei casi peggiori. L'acqua così trovata è ovviamente imbevibile per noi civilizzati, ma anche per gli stessi egiziani. Solo i beduini hanno sviluppato il loro fisico con anticorpi adeguati per poterla bere.

E per averne una prova, ci spostiamo ancora col fuoristrada fino ad arrivare ad un accampamento vero e proprio di questi sorprendenti abitanti del deserto.

In realtà parliamo di una sola famiglia: le tende sono appena due, una della prima moglie e una della seconda. Una di queste sta preparando il pane seduta in un tavolino di pietre. E' giovanissima e molto timida, e risulta un pò imbarazzante fotografarla: non insistiamo più di tanto e ci limitiamo ad osservare come la vita possa esistere in questo luogo così aspro e duro.

Tutto intorno il deserto è immenso, sconvolgente, così essenziale eppure indescrivibile a parole.

Valentino ci invita a bere il thè alla menta caldo insieme al proprietario e ad un gruppetto di egiziani del posto. Ci sediamo in semicerchio e ascoltiamo un pò di storia e musica. Viene offerto anche il caffè, che pare abbia effetti notevolmente afrodisiaci per l'uomo (scherzando lo chiamano appunto caffè-viagra). Concludiamo la serata ormai al tramonto (che però non vediamo perchè nuvoloso, evento insolito nel deserto) ballando tutti insieme le strane canzoni cantate da Valentino e suonate con uno strumento tradizionale da un altro egiziano. Un gesto così semplice ma coinvolgente ed emozionante allo stesso tempo: un'esperienza bellissima e indimenticabile!

Durante il rientro in hotel, ormai quasi buio, sono colpito nuovamente dal modo di guidare degli egiziani. I fari si usano pochissimo, il meno possibile: disturbano la vista sembra essere la spiegazione. Così, fino a che non fa buio pesto, non si accendono mai ma si usano solo le frecce quando si incrociano altri mezzi. Fanno lampeggiare quelle di sinistra, che danno sul lato interno della corsia, in modo che il veicolo che arrivi incontro abbia un punto di riferimento fisico sulla carreggiata dello spazio occupato dal mezzo. Ancora non avevo mai visto niente del genere... Rientriamo in hotel per cena soddisfatti ed entusiasti di questo tour! Prima di andare a dormire concludiamo la giornata con un altro pò di shopping acquistando magliette e gingilli tra cui un simpaticissimo cammello da appendere sul vetro dell'auto.




 


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