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Dopo una breve
colazione, alle 10 in punto prendiamo la navetta che dal Blue Reef
porta gratuitamente all'Eden Bay, in appena dieci minuti di
tragitto. Questa spiaggia è di uso esclusivo dell’hotel e presenta
caratteristiche completamente diverse. Intanto è totalmente deserta,
non solo per il fatto che ci sono quattro turisti contati dell'Eden
village ma proprio perchè intorno non esiste alcuna struttura e
costruzione ad eccezione della tenda accampata di due egiziani che
stanno lì a controllare i turisti e a cercare di vendere qualcosa. Tra
l'altro, è l'unico punto all'ombra e riparato perchè dietro la
spiaggia non esiste un solo albero, ma solo qualche rado basso
cespuglio. La sabbia è anche qui grossolana e il deserto roccioso. Il
panorama del "nulla" circostante fino all'orizzonte è assai
impressionante, ma la caratteristica principale è il contrasto
micidiale, dopo le 11, tra il colore giallo (che diventa bianco
accecante con la luce del sole che si riflette fortissima) e l'azzurro
del Mar Rosso: una visione stupenda! Purtroppo l'acqua è fredda e
mossa e non invoglia a fare il bagno oggi. Questo dovrebbe comunque
essere un ottimo punto per lo snorkelling perchè la barriera corallina
si spezza a metà della baia arrivando fino a riva, il che significa
un’entrata in acqua molto più agevolata e immediata rispetto alla
spiaggia del Blue Reef.
Lasciamo i nostri
asciugamani in mezzo alla baia, visibili sicuramente da chilometri di
distanza visto che sono gli unici insieme a quelli di una simpatica
coppia di ragazzi italiani, sempre turisti del nostro hotel (non
poteva essere altrimenti), con cui intratteniamo un po’ di
conversazione. Anche loro sono venuti qua per provare un pò di
tranquillità senza animazione, musica e altra gente. Camminiamo verso
sud (alla destra della baia) fino ad arrivare alle rocce, scorgendo
dei giganteschi granchi che si rintanano al nostro passaggio sotto la
sabbia. Una nota molto dolente riguarda la sporcizia dell'entroterra
pochi metri dietro la spiaggia. Dall'inizio dei cespugli per varie
decine di metri c'è una sorta di immondezzaio incurato, apparentemente
inspiegabile: da dove arrivano i rifiuti se non c'è nulla intorno? non
dai turisti, per lo meno non solo, perchè ci sono anche rifiuti grossi
e pesanti. Mi ricorda qualche spiaggia sarda della costa occidentale
in inverno, dove a volte le mareggiate portano i rifiuti dalla Spagna.
Per fortuna, almeno da noi le puliscono prima della stagione
turistica! E in ogni caso qui nel Mar Rosso non ci sono mareggiate e
l'acqua è pulitissima. Lasciamo questo mistero alle spalle e andiamo a
passeggiare invece dall'altra parte della baia, superando un tratto
roccioso e finendo in un'altra piccola caletta, la più bella vista
finora. Torniamo infine ai nostri asciugamani a prendere un pò di
meritato sole fino a mezzogiorno, quando la navetta riporta indietro
al Blue Reef. Prima però facciamo qualche acquisto dalla tenda-shop
dell'egiziano: una t-shirt dall'ottimo cotone per soli 5 euro non si
può lasciar scappare così.
Una volta in hotel,
stiamo ancora un pò in spiaggia e pranziamo al buffet. Alle 16 siamo
alla reception pronti per l'imperdibile Tour della Cammellata
(costo 40 euro a persona). Tre fuoristrada attrezzati vengono a
prelevarci e iniziamo una divertente scorrazzata nel deserto roccioso
sollevando quintali di polvere e ballando sugli ammortizzatori a più
non posso!

Gli autisti sono un
pò esaltati e giocano a sorpassare e fare gli sbruffoni. A fianco a
noi, assistiamo ad una scena da manuale dove l'autista del fuoristrada
scende dal mezzo lasciando il volante e correndo aggrappato allo
sportello per qualche secondo, sotto lo sguardo disperato dei poveri
turisti allibiti!
Dopo qualche
chilometro siamo ormai addentrati in pieno deserto senza alcun segno
di civiltà. Arriviamo al punto di partenza della cammellata,
dove un gruppo numeroso di dromedari (con una gobba per l'appunto) ci
aspetta con i suoi padroni.


La chiamano
cammellata anche se in realtà sono dromedari perchè gli egiziani non
fanno distinzione tra le due razze. Nella loro lingua non esiste un
termine secondario: sono tutti cammelli e basta. Così spiega la nostra
guida egiziana di oggi, un ragazzo simpaticissimo che si fa chiamare
Valentino e che parla benissimo l'italiano pur non essendo mai stato
nel nostro paese.

La salita sul
dromedario è alquanto buffa e quando tutti siamo pronti iniziamo la
nostra traversata, seguendo una sorta di canyon a tratti largo e a
tratti più stretto e alto. Il paesaggio è tanto scarno quanto
affascinante: trovare un albero o un cespuglio che riescano a vivere
con questa temperatura e scarsità d'acqua è un evento che lascia quasi
a bocca aperta. Io sono l'ultimo della colonna (i dromedari sono
collegati tra loro in fila indiana) e ho modo di scattare qualche
divertente foto dell'intera "cammellata" riprendendo tutti quanti
avanti a me che seguono la serpentina.

Dopo quasi un'ora a
dorso di questo splendido animale (che al contrario di quanto mi hanno
raccontato, non puzza affatto ed è più comodo dell’andare a cavallo),
arriviamo a destinazione in un altopiano dal panorama ampissimo dove è
possibile osservare tutta la grandiosità del deserto.


Qua i nostri
fuoristrada ci prelevano per giungere, dopo qualche altro chilometro
avventuroso, nei pressi di un pozzo d'acqua. A vederlo sembra
solo un buco nel quale ad una decina di metri di profondità si
intravede il riflesso dell'acqua. Ma qui in mezzo al deserto questo
buco è un miracolo e l'unica fonte di vita per i beduini.

Valentino fa
un'accurata e lunga spiegazione sulla loro vita nomade ripercorrendone
i caratteristici tratti e la storia. Mi colpisce il fatto che la
benedizione dell'acqua sia merito dei dromedari: sono loro che la
trovano, fermandosi nei punti giusti dove la "sentono". L'uomo deve
solo scavare, e se è fortunato bastano 6-7 metri, che diventano invece
20-25 nei casi peggiori. L'acqua così trovata è ovviamente imbevibile
per noi civilizzati, ma anche per gli stessi egiziani. Solo i beduini
hanno sviluppato il loro fisico con anticorpi adeguati per poterla
bere.
E per averne una
prova, ci spostiamo ancora col fuoristrada fino ad arrivare ad un
accampamento vero e proprio di questi sorprendenti abitanti del
deserto.

In realtà parliamo di
una sola famiglia: le tende sono appena due, una della prima moglie e
una della seconda. Una di queste sta preparando il pane seduta in un
tavolino di pietre. E' giovanissima e molto timida, e risulta un pò
imbarazzante fotografarla: non insistiamo più di tanto e ci limitiamo
ad osservare come la vita possa esistere in questo luogo così aspro e
duro.

Tutto intorno il
deserto è immenso, sconvolgente, così essenziale eppure indescrivibile
a parole.

Valentino ci invita a
bere il thè alla menta caldo insieme al proprietario e ad un gruppetto
di egiziani del posto. Ci sediamo in semicerchio e ascoltiamo un pò di
storia e musica. Viene offerto anche il caffè, che pare abbia effetti
notevolmente afrodisiaci per l'uomo (scherzando lo chiamano appunto
caffè-viagra). Concludiamo la serata ormai al tramonto (che però non
vediamo perchè nuvoloso, evento insolito nel deserto) ballando tutti
insieme le strane canzoni cantate da Valentino e suonate con uno
strumento tradizionale da un altro egiziano. Un gesto così semplice ma
coinvolgente ed emozionante allo stesso tempo: un'esperienza
bellissima e indimenticabile!
Durante il rientro in
hotel, ormai quasi buio, sono colpito nuovamente dal modo di guidare
degli egiziani. I fari si usano pochissimo, il meno possibile:
disturbano la vista sembra essere la spiegazione. Così, fino a che non
fa buio pesto, non si accendono mai ma si usano solo le frecce quando
si incrociano altri mezzi. Fanno lampeggiare quelle di sinistra, che
danno sul lato interno della corsia, in modo che il veicolo che arrivi
incontro abbia un punto di riferimento fisico sulla carreggiata dello
spazio occupato dal mezzo. Ancora non avevo mai visto niente del
genere... Rientriamo in hotel per cena soddisfatti ed entusiasti di
questo tour! Prima di andare a dormire concludiamo la giornata con un
altro pò di shopping acquistando magliette e gingilli tra cui un
simpaticissimo cammello da appendere sul vetro dell'auto. |