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21/04 - Tour guidato per Luxor: Tempio di Karnak, Colossi di Memnon, Valle dei Re, Tempio di Luxor

Levataccia alle 5 del mattino per una giornata intensa e lunghissima: tour guidato a Luxor, meta classica e di passaggio per ogni rinomata crociera sul Nilo, ma che da questo punto del Mar Rosso richiede una sfacchinata non indifferente! Prima di partire non ero per niente convinto di volerlo fare, rimandando la visita delle meraviglie archeologiche proprio ad un futuro viaggio in crociera. Ma qua lo danno tutti per una cosa imperdibile e bellissima, soprattutto perchè, come dice Amedeo, si ha la possibilità di vederla da una prospettiva diversa. Per arrivarci infatti si attraversa tutto l'Egitto e si ha la possibilità di ammirare le varie attività del paese: dalla stupenda costa del Mar Rosso con i suoi hotel turistici ma anche villaggi egiziani di pescatori, a tutto il deserto roccioso attraversato da parte a parte dove vivono i beduini, fino alle fertili sponde del Nilo dei coltivatori e allevatori, costellate di stupefacenti resti archeologici che tutti conosciamo. Il tour costa 90 euro a persona e comprende tutti i pasti e i biglietti d'ingresso.

La sala ristorante apre apposta per la nostra colazione e ci viene consegnato anche un pacchettino per uno spuntino a metà mattina. Il gruppo è numeroso e siamo divisi in due autobus, comodi e con toilette che, in un viaggio di tante ore, è un particolare da non sottovalutare. Si parte alle 5 e mezza in punto (sempre ora Eden, per cui in realtà sono le 4 e mezza, infatti fuori è ancora buio pesto). Percorriamo la strada costiera verso nord per arrivare dopo un'ora, mentre albeggia, a El Quseir. Qui ci riuniamo in maniera impressionante e spettacolare in un gigantesco piazzale con altre decine e decine di autobus provenienti da tutta la zona. Lo scopo è attendere la scorta di polizia che, per attraversare i circa 250 chilometri di deserto, è assolutamente necessaria per i più svariati motivi di sicurezza. Scendere dall'autobus in attesa è un'impresa, mentre arrivano da dietro e ai lati una colonna incessante di altri mezzi: mai vista una cosa del genere. Dopo una mezz'ora, finalmente la fiumana di autobus parte tra le manovre più disperate: c'è chi taglia la strada, chi supera senza alcun apparente motivo (per andare dove? tanto dobbiamo stare tutti per forza in colonna!). Una bolgia incredibile che mi ricorda le corse con i tuk-tuk thailandesi (solo che questi sono autobus, un tantino più ingombranti e grossi!!?). All'uscita da El Quesir ci ritroviamo incolonnati sull'unica principale strada che a questa altezza dell’Egitto attraversa il deserto. Qualche testa calda ancora si pronuncia in sorpassi insensati ma per fortuna il nostro autista non è tra questi... della polizia neanche l'ombra, nel senso che la colonna è talmente lunga che non si riesce a vederne nè l'inizio nè la fine e quindi tanto meno la scorta!

A metà percorso circa, sostiamo tutti nell'unico autogrill che si trova in questa strada, e via con altre scene clamorose di autobus in quarta e quinta fila e centinaia di persone che si riversano all'improvviso in un piazzale pochi secondi prima deserto (nel senso letterale della parola!). Tra l'altro, non è da poco tenere bene a mente quale sia il proprio autobus e la sua posizione, per ritrovarlo al ritorno... In mezzo all'autogrill un bambino egiziano sta con un dromedario pronto a farsi fotografare per qualche monetina, mentre il bar e i negozietti stracolmano di turisti.

Ripartiamo dopo una mezzora di pausa. Devo ammettere che durante il tragitto si rende ben chiara la spiegazione di Amedeo, nostra guida di oggi (la stessa che ci ha accompagnato lunedì a El Quseir nel tour di mezza giornata), sulla definizione di "deserto roccioso", caratteristico della zona arabica orientale (sulla destra del Nilo), che si contrappone a quella di "deserto sabbioso" che è il classico Sahara con le dune (sulla sinistra del Nilo). In realtà, Sahara vuol dire deserto e quindi per gli egiziani non fa distinzione il nome ma solo, per l'appunto, la fisionomia del deserto. Quello roccioso presenta monti, valli e canyon come qualsiasi normale paesaggio, con la differenza che è totalmente arso e privo di vegetazione. Il deserto dell'Arizona, tanto per intenderci, in confronto è un oasi con i suoi cespugli e cactus... La roccia è sempre gialla e marrone, con alcuni tratti spruzzati di nero che appaiono come se la terra stessa fosse bruciata dal fortissimo sole!

Dopo parecchie ore, finalmente il paesaggio cambia e all'improvviso, dal nulla, compaiono campi verdissimi e coltivati con acqua, palme, fitta vegetazione ovunque: il miracolo del Nilo è alle porte! E' emozionante e affascinante pensare che questa sia davvero la culla della civiltà, nata grazie alla fertilità di questo eterno e lunghissimo fiume che continua a donare la vita. Percorriamo un'altra sessantina di chilometri seguendo le sponde del Nilo, attraversando villaggi locali e sprazzi di vita egiziana di ogni genere, finchè giungiamo alle 11 e mezza alla tanto famosa Luxor.

La nostra prima visita è il Tempio di Karnak, un colosso millenario considerato il più grande tempio religiosa mai costruito dall'uomo. L'ingresso è maestoso come le meraviglie che si susseguono ai nostri occhi: le gigantesche colonne, l'obelisco, le statue, tutte ricoperte da migliaia di geroglifici che raccontano la storia di un grandioso popolo che ancora oggi conserva misteri e storia fusi insieme alla mitologia.




I punti dolenti sono il soffocante caldo dei 40 gradi all'ombra (da stare veramente male - impossibile senza cappellino o ombrello parasole) e la quantità non indifferente di turisti che rovinano un pò l'atmosfera magica del luogo: soprattutto le inquadrature delle fotografie!!! Ovviamente non si può chiedere troppo...

per destreggiarci tra la folla, Amedeo grida il suo segnale di riconoscimento: "Jallakabibi?" (che siginifca: "pronti?"), mentre noi rispondiamo entusiasti: "Jalla! Jalla!" (che siginifica: "Andiamo!"). Per fortuna ha anche il bastone di riconoscimento e inoltre si apposta sempre nelle zone all'ombra per le spiegazioni, onde evitare che qualcuno di noi crolli a terra svenuto dal caldo... per l’appunto, qualcuno del nostro gruppo ha un lieve malessere ed è costretto a sedersi su un muretto per riprendersi.

Terminata la visita torniamo all'autobus che dopo qualche chilometro si ferma in un piazzale da dove è possibile ammirare i Colossi di Memnon, due gigantesche statue con un bellissimo sfondo sul deserto roccioso che contrasta con i verdi campi del Nilo.

Qualche foto di rito e ci spostiamo in un negozio di papiri, dove abbiamo una ventina di minuti per ascoltare le spiegazioni e fare qualche acquisto. Si fanno le 14 e andiamo in un bel ristorante a pranzare. E' tutto a buffet senza limiti di portate, tranne per le bibite che sono da pagarsi a parte e non sono comprese nella quota del tour. Si mangia discretamente, ma la cucina in effetti non è molto diversa da quella dell'Eden, dove anzi c'è una maggiore scelta culinaria.

Alle 15 in punto arriviamo in un piccolo villaggio egiziano dalle caratteristiche costruzioni colorate (e un po’ diroccate a dire il vero) alle pendici del deserto.

Qui entriamo in un negozio di souvenir, dove all'esterno degli artigiani lavorano i vasi in alabastro. Io e Ste abbiamo già acquistato parecchio nei giorni scorsi, quindi pensiamo di uscire ad aspettare fuori per non avere alle calcagne il solito egiziano che tenta di vendere l'impossibile con le proposte più svariate. Niente di più sbagliato, perchè fuori è molto peggio che dentro! I bambini arrivano in massa portandosi alla bocca il dito nel gesto di dare loro qualcosa da mangiare, o in alternativa qualche euro di elemosina. Come si fa a restare insensibili di fronte a queste scene? Non potendo dare soldi a tutti, (il dare soldi a mio parere resta comunque sempre un atteggiamento criticabile per certi aspetti), pensiamo bene di optare per i nostri pacchetti-colazione dateci stamattina in hotel. A noi tanto non servono di sicuro, mentre loro sembrano apprezzare senza esitare un secondo questo nostro piccolo gesto. Per fortuna alcuni turisti seguono il nostro esempio (ma non tutti purtroppo), riuscendo ad accontentare quasi tutti i bambini del circondario.

La prossima tappa è niente di meno che la Valle dei Re, altro incredibile luogo circondato di affascinanti storie millenarie. All'arrivo ci ritroviamo in un piazzale ai piedi della valle, che è ancora più deserta del deserto stesso.

Il caldo ha raggiunto l'apice, con un vento bollente che arriva dall'interno e il sole che picchia tremendamente senza pietà. Non mi stupisco di non vedere una sola forma di vita (ad eccezione delle noiosissime mosche) per tutto il mio orizzonte visivo: non un solo cespuglio d'erba! Per arrivare in prossimità delle tombe faraoniche si prende un simpatico trenino colorato.

Il percorso è di forse appena duecento metri, ma fatti in salita con questa temperatura significherebbe arrivare esausti ancora prima di iniziare la visita. La nostra, di visita, prevede l'ingresso a tre tombe. Ce ne sono anche altre, come quella di Tutankamen, non comprese però in questo tour che si possono visitare a pagamento come extra. Direi che non ne vale comunque la pena, se non si è dei veri cultori della storia egiziana. Le tombe infatti sono più o meno tutte simili e consistono in una galleria scavata sotto la montagna ricoperta di scritture e disegni, che conducono al sarcofago del faraone. Per quanto siano a tratti molto rovinati, i geroglifici sono comunque impressionanti, anche se il tutto è un pò difficile da apprezzare per la fila di gente e il caldo asfissiante che, sotto la montagna, al chiuso del cunicolo e senza un filo di vento, appare ancor più insopportabile. Nel frattempo Amedeo continua a gridare col rituale "Jallakabibi" ma il nostro "Jalla-Jalla" è sempre più smorzato e scialbo! Di ritorno verso l'autobus ci rifilano per la strada qualcosa come venti cartoline per un euro (di qualità pietosa comunque) e una cartina del Nilo sempre allo stesso prezzo.

Dobbiamo attraversare questo leggendario fiume con una barca per tornare al nostro autobus, in quello che si prospetta uno scenario tragi-comico di forte impatto emotivo. Per iniziare, durante i pochi metri prima di salire sul'imbarcazione, siamo circondati nuovamente da bambini che chiedono l'elemosina, mentre gli adulti più grandi si avvicinano con insistenza per vendere qualcosa a tutti i costi. Non avevo mai visto tanta insistenza e determinazione (quasi prepotenza la definirei) nemmeno nei luoghi più poveri visitati in Sri Lanka o in Thailandia, dove il turista non viene mai assillato o circondato a questi livelli e, soprattutto, non si raggiunge mai il contatto fisico. Qui invece prendono per mano, per le spalle, piazzano i vestiti da vendere o le cartoline in faccia e li levano solo pochi centimetri prima di finirci contro. Non è una bella situazione da vedersi purtroppo, e mi chiedo amaramente se questo sia il quotidiano viversi di quei turisti che vengono qui a fare la crociera e sbarcano sulle sponde del Nilo. C'è davvero tanta povertà da queste parti nonostante il miracolo della fertilità del fiume.

Per salire sulla barca dobbiamo attraversarne altre quattro o cinque, rischiando di sbattere la testa da tutte le parti. Questa è l’unica soluzione, visto che non c'è abbastanza spazio per attraccare e le imbarcazioni si mettono in corsie parallele arrivando anche oltre la decina!! La traversata dura pochi minuti e durante l'attracco veniamo tamponati dalla barca prima di noi: normale amministrazione.

Altre dieci attraversate per scendere e siamo sul pontile, dove un'altra orda di elemosinanti ci assale nuovamente. A fianco a noi, come volevasi dimostrare nei miei pensieri precedenti, ci sono parecchie navi da crociera in fila parallele l’una all’altra.

Rientrati in autobus arriviamo velocemente alla nostra ultima tappa: il Tempio di Luxor. Anche qui, maestosità e grandezza si sprecano e lascio alle guide cartacee le accurate descrizioni storiche.




Quello che mi dispiace e non poter vedere questa meraviglia illuminata di notte, possibilità invece concessa ai turisti delle crociere. Certo, la stanchezza si fa davvero sentire e agli ultimi "Jallakabibi!" di Amedeo la nostra risposta "Jalla-Jalla" raggiunge livelli di indescrivibile pietà... siamo tirati un pò sù dal gelato che viene offerto poco prima di partire per il rientro alle 19. Prima di uscire da Luxor, Amedeo passa a ritirare le magliette col nome scritto in egiziano e i braccialetti ordinati stamattina presto, che ci consegna con un buffo passa a mano dei turisti nell’autobus.

E' una bella tirata di parecchie ore verso Marsa Alam, che passano chiudendo un pò gli occhi, ascoltando un pò di musica (il lettore MP3: invenzione salva-vita geniale!), osservando il deserto in piena notte illuminato da una splendida luna piena. Arriviamo al Blue Reef che è quasi l'una di notte. Il ristorante ci ha atteso per una cena veloce dopodichè non resta che recuperare le forze con una bella dormita.... una gita davvero faticosa, ma come ci è stato detto e suggerito, sono convinto anche io che ne sia valsa assolutamente la pena!




 


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