Di

 


AMERICA:
  U.S.A. Florida
  + Las Vegas - Grand Canyon

  Messico

AFRICA:
  Egitto
  (Mar Rosso - Marsa Alam)

ASIA:
  Malesya - Singapore - Dubai
  Sri Lanka - Maldive
  Thailandia

EUROPA:
  Barcellona
  Firenze
  Inghilterra del Sud

  Irlanda
  Londra
  Praga
 


Luoghi:
Budoni
Cagliari e costiera
Cala Gonone e dintorni
Cala Liberotto
Cala Ginepro
Capo Comino
Cala Goloritzè
Capo Coda Cavallo
Capo Spartivento

Costa Iglesiente
Fonni e i Murales
Giara di Gesturi
Golgo
Grotte Bue Marino
Grotte di Nettuno
Grotte Su Mannau
Isola di San Pietro
La Cinta
Laconi
Las Plassas
Nebida
Orgosolo
Orune e Su Tempiesu
Parco Geo Minerario
Piscinas
Pedra Longa
Porto Giunco e i 3 mari
Porto Pino
Sanluri

Seulo e dintorni
Stintino
Tavolara

Tempo di Antas
Tharros
Villanovaforru

Eventi, sagre, musei, varie
Fuochi d'artificio
I Mamuthones di Mamoiada
Museo del Coltello (Arbus)
Museo Sa Corona Arrubia

Sardegna in miniatura
Sartiglia
Viaggio Nuorese on the road


Teatro e artisti:
Giampaolo Mameli e il Raku
Samarcanda 2004
Samarcanda 2005
 

GIORNO 12

12/11/2006 - Akumal Beach Resort

Alle 9:30 del mattino passeggiamo per l’ultima volta sul piazzale di fronte al sito archeologico di Tulum. Vi sono parecchi negozietti, nonché ristoranti e fast-food. Pare ancora tutto sonnecchiante nei dintorni e alcune bancarelle iniziano ad aprire soltanto ora. Abbiamo constatato che i messicani hanno degli orari che gratificano gli amanti del sonno: prima delle 10:00 infatti è facile trovare molti esercizi ancora chiusi. Non siamo attirati da nulla in particolare e tra l’altro, come preventivato, i prezzi qui sulla Riviera sono assai più cari rispetto all’interno.

Poco dopo raggiungiamo la filiale della Executive, per consegnare indietro l’auto a noleggio. Il commesso inizia ad esaminare la Atos e nota subito un piccolo foro nel fanalino posteriore destro. Chiede se è stato messo in evidenza a Cancun o se per caso è stato procurato da noi durante il tragitto. Rimango un po’ perplesso perché non mi sono accorto del fanalino ed è la prima volta che lo osservo. Ma sono sicuro al 100% che non abbiamo fatto noi quel piccolo buchetto, che non compromette affatto la funzionalità della luce di segnalazione. Pare che non sia comunque convincente perché il commesso insiste su questo argomento. E’ insospettito da tracce di stucco che si notano nei bordi e che secondo me, a questo punto, hanno messo alla sede stessa per incollare il piccolo pezzo senza cambiare per intero il fanalino. Durante il viaggio, si deve essere staccato da solo per i più svariati motivi. Sembra in ogni caso il tutto francamente eccessivo, anche considerando quale possa essere il costo irrisorio del piccolo pezzo eventualmente da sostituire. Nella documentazione data a Cancun per giunta, è visibile una ‘X’ generica in quel punto che a mio avviso indica esattamente quel problema (non se ne vedono altri del resto). Il commesso preferisce chiamare comunque alla sede centrale per esporre la questione e valutare se addebitare questa famigerata luce di segnalazione di coda sul conto dell’auto. Per fortuna che, ad onore dell’onestà, viene validata la mia versione e il tutto si risolve senza problemi, se non mezzora di tempo perso nel nulla. Il costo dell’auto è confermato in quello iniziale di 300 pesos al giorno (€ 24) più 18 dollari di drop-off, che viene addebitato sulla mia carta di credito. Adesso posso effettivamente affermare che il noleggio con la Executive, compagnia locale, è stato enormemente più conveniente di quello che avrei stipulato con le altre compagnia internazionali.

Torniamo a piedi in cinque minuti all’Andrea’s Tulum hotel, lasciando la camera e portando le valigie sulla strada principale. Scartiamo l’ipotesi dei taxi collettivi, che passano di frequente sulla Highway 307 (la strada principale della Riviera), perché quelli visti finora sono tutti minivan a 9 posti senza bagagliaio, indispensabile per noi che vantiamo due consistenti valigie e un numero indefinito di buste piene di regali! Optiamo perciò per il taxi tradizionale, che ha un punto di sosta appena a lato, con le tariffe fisse esposte in un cartellone informativo. Per raggiungere l’Akumal Beach Resort (meglio conosciuto come il Columbus Club dagli italiani) occorre la cifra tonda di 200 pesos. Ne prendiamo uno qualsiasi e percorriamo una mezz’oretta circa di tragitto sulla Highway 307.

Una deviazione sulla destra porta all’ingresso del resort, controllato da guardie e chiuso da sbarre automatiche. Abbiamo letto, riguardo a questo, sulla severità della vigilanza, con assurdi paradossi di qualcuno che, per raggiungere località distanti di primo mattino, è dovuto partire di notte riuscendo a stento ad uscire dal villaggio, causa la convinzione della guardia della malafede di voler lasciare il resort senza pagare il conto. Pagare cosa poi, se è un villaggio all-inclusive?

Al di là di queste quasi ironiche disavventure, il tassista si limita a comunicare che siamo clienti dell’Akumal e riceviamo il permesso per entrare. Veniamo accolti da una gentile ragazza messicana che parla un discreto italiano. Spiega alcune nozioni basilari e che per il check-in e la consegna della camera dobbiamo aspettare alle 15:00. Nel frattempo (ora è mezzogiorno) possiamo usufruire di tutti i servizi del villaggio, della stanza di sicurezza per lasciare le valigie, dei bagni per cambiarci, del ristorante e dei bar. Il tutto indossando il braccialetto blu identificativo degli ospiti italiani. Scopriamo dal cartello esposto che ogni colore è identificativo della lingua parlata: il verde è assegnato per l’americano / l’inglese, il viola per il francese e via di seguito anche per tedesco, greco, ecc. Ovviamente il braccialetto è da tenere saldamente per tutto il soggiorno, perché è l’unico modo di sapere velocemente l’appartenenza al villaggio (c’è un codice identificativo infatti, diverso per ogni resort), ed è possibile che venga richiesto dalle guardie che sorvegliano giorno e notte ininterrottamente sia la spiaggia che il fulcro del villaggio. Mai visto tanti controlli in una struttura vacanziera! La domanda sorge spontanea: la motivazione è da considerare perché sono avvenuti troppi furti in passato o perché li vogliono evitare?

Lasciamo le valigie, indossiamo il costume e giriamo per il villaggio. Svoltiamo l’angolo del ricevimento e raggiungiamo la piscina. La prima impressione è a dire il vero un po’ sconfortante. Nonostante sia considerato tra i resort più tranquilli, l’Akumal è sempre una struttura di oltre 200 camere ed io e Ste non sentiamo proprio di appartenere alla categoria di turisti da villaggio. Dopo esser stati nelle oasi del Dolores Alba a Chichen Itza e Mèrida, dell’Uxmal Lodge, del Macanchè B&B di Izamal, piccoli alloggi condivisi praticamente con nessuno, adesso lo realizziamo ancora meglio. L’avversione verso il turismo di massa, i balli di gruppo, l’animazione onnipresente, è più forte di noi. Ma c’è anche da dire che questa è l’ora più attiva in cui esplodono tutte le attività del resort.

Camminiamo senza meta percorrendo un po’ tutti i sentieri e tiriamo le conclusioni più accurate. Oggettivamente, il luogo e il resort sono belli, ma abbiamo visto di meglio in altri viaggi. Subito dietro il ricevimento si snoda il fulcro del villaggio, con il bar all’aperto, il piazzale con le bancarelle, il ristorante principale a buffet, e poi la piscina di fronte alla spiaggia.

     

Curiosa l’enorme scacchiera con i pezzi alti un metro! La sabbia è bella, bianca, ma ce n’è poca e camminarci sopra è agevole visto che non si ha il senso faticoso dello sprofondamento. Il panorama del piccolo golfo intorno è caratterizzato per lo più dal colore del mare, che all’ora di pranzo dà il meglio della giornata, e dalle barche in fondo alla spiaggia più a nord, dove sta il piccolo paese di Akumal, raggiungibile in dieci minuti scarsi di camminata sulla spiaggia. Per il resto il paesaggio è un po’ piatto, interamente pianeggiante senza rilievi, come il 90% della Riviera Maya.

Pranziamo al ristorante principale a buffet, tutto in legno e molto grande, con una discreta scelta di piatti di diverse nazionalità.

Poi finalmente, alle 15 in punto, riceviamo le chiavi dal ricevimento della camera. Gli alloggi sono molto colorati e raccolti in diverse sezioni, ognuna delle quali presenta caratteristiche leggermente diverse. Alcune sono completamente staccate dal villaggio in fondo alla spiaggia (lato sud), collegate solo da un sentiero. Altre sono proprio al centro di fronte alla piscina, e quindi più animate. Altre ancora sono staccate dal centro del resort, ma comunque vicine a tutto, in prossimità dei due ristoranti italiano e messicano. Qui è la nostra camera, la n° 308, nella zona chiamata Pitzé. E’ spaziosa, confortevole, molto vivace nei colori, con una graziosa veranda abbastanza intima che dà sul prato verde acceso e dove si vedono il mare e gli ombrelloni. C’è un lungo armadio per il guardaroba, l’utile cassaforte, un discreto bagno. Si sa che gli italiani sono molto esigenti in questo!

Non avendo prenotato tramite tour operator, la nostra zona è staccata da quella di tutti gli altri italiani che arrivano in gruppo col Ventaglio. Pare che occupino circa un terzo della clientela, mentre un altro terzo è costituito da inglesi e americani e il restante da francesi.

Possiamo finalmente svuotare le valigie e raggiungere la spiaggia con più comodità a prendere il sole caraibico!  La situazione degli sdraio purtroppo non è felicissima. Proprio come descritto nei forum, non sono tantissimi e si rischia di non trovarlo disponibile. Quelli all’ombra poi spariscono subito e nonostante sia chiaramente scritto di non occuparli a vuoto, pena rimozione degli asciugamani, ho la netta impressione che questo non avvenga e i furbi ci siano sempre.

Alle 16:00 siamo in acqua con maschera e pinne per lo snorkelling. Le prime decine di metri dalla spiaggia sono esclusivamente di sabbia, con qualche residuo di barriera corallina. Poi iniziano i primi coralli, abbastanza rovinati come avevano preannunciato. La fauna nei dintorni non è tanta, anzi è piuttosto scarsa. Sono presenti alcuni pesci pappagallo, pesci farfalla, pesci angelo, ma in piccole quantità. Ho la fortuna però di intravedere almeno una bella manta da un metro di apertura alare. La temperatura dell’acqua è piacevole, ed è sensibilmente variabile a seconda della posizione. Basta spostarsi di un metro per passare da una gelida corrente ad una anche troppo calda. Quello di cui rimango veramente perplesso è la visibilità, parecchio scarsa e, soprattutto vicino al tramonto, praticamente nulla in prossimità della riva. La barriera vera e propria invece, dove si infrangono le onde, è assai lontano e raggiungibile solo con una lunga nuotata. Questo permette anche di avere sempre il mare calmo di fronte al resort per quasi tutta la lunghezza della spiaggia.

Alle 17:00 è già buio pesto. Torniamo in camera e alle 20:30 percorriamo il piacevole viottolo che da Pitzè costeggia la piscina e la spiaggia e conduce al ristorante a buffet. Ceniamo e passeggiamo per il villaggio, in questo momento incredibilmente animato. Pare che la domenica sera infatti, siano ospiti venditori ambulanti che esibiscono la loro mercanzia in bancarelle di ogni genere. Osserviamo un brillante artista nella creazione dei suoi particolari dipinti con le bombolette spray, che assumono una stupefacente bellezza quando vengono illuminati posteriormente da una lampada. Folgorante anche il modo in cui asciuga istantaneamente le sue opere, tramite un’altra bomboletta che funziona esattamente come un lancia fiamme in miniatura! Uno di questi quadretti costa 150 pesos (pensavo molto di più), mentre due sono in offerta al prezzo di 250 pesos. Non possiamo resistere, e compriamo l’ultimo appena fatto davanti ai nostri occhi (una piramide maya al tramonto rosso infuocato) più un altro dei delfini che saltano durante la luna piena.
 




 


Viaggi:
  Messico on the road!
 Foto e racconto di viaggio


Sardegna:
  Il Raku di Giampaolo Mameli
  La sartiglia di Oristano
  I Murales di Fonni
  Grotte Bue Marino
  Giunco e i 3 mari
 

Trekking:
  Cala Sisine,
  Cala Luna da Buchi Arta,
  S'Archittu

 
Musica:
  E' uscito il promo della mia band: SIBILYA!
4 canzoni italiane, ascoltatele...
 


Cala Goloritzé
Cala Luna (da Cala Fuili)
Cala Luna (da Buchi Arta)
Cala Sisine (dal Golgo)
Campus
Castello di Quirra
Gola Gorroppu (da Dorgali)
Monti Marganai
Ovile Linas
Parco dei 7 fratelli
S'Archittu (da Cala Luna)
Tempio Antas - Mannau
Tiscali (da Dorgali)
Tiscal (da Lanaitto)
Villacidro (trek 109)
Villacidro (trek 113)
 


Se ritieni che il mio sito ti sia piaciuto e sia interessante, leggi il Guestbook e lascia un commento, grazie!
 

 

Sponsor:




 

 

Di

 I miei racconti si trovano anche su: