GIORNO 3
Alle otto in punto scendiamo al ristorante per la colazione, ancora
increduli di aver dormito tanto. Siamo circondati da messicani, i
turisti non sembrano esser molti da queste parti. La scelta della
breakfast è discreta, e si paga a parte. Un’altra precisazione da fare
infatti è che qui in Messico il prezzo dell'alloggio è esclusivamente
per il pernottamento. Se non specificato diversamente, colazione e pasti
non sono mai compresi.
Abbiamo la cassetta di sicurezza in camera ma qualcuno prima di noi,
poco attento, l'ha lasciata chiusa col suo codice prima di andar via e
non si riesce ad aprire. Non è un problema comunque perchè ve ne sono a
disposizione anche al ricevimento gratuitamente, a fianco al banco.
Lasciamo valori e passaporti e pensiamo a cosa fare. Il cielo è
ricoperto di nuvole pesanti e l'idea iniziale di andare all'isola
Mujeres sfuma velocemente con qualche rimpianto, poiché abbiamo scelto
il Terracaribe anche perché l’imbarco all’isola è raggiungibile a piedi
in pochi passi.
Dedichiamo così la giornata a visitare Cancun. Vi sono parecchi
autobus che passano di fronte all'hotel, ma per non perder tempo saliamo
su un taxi che con 80 pesos porta nei pressi di Playa Caracol, nella
Zona Hotelera, di fronte all'Hard Rock cafè. Sembra già di essere in
un altro mondo, rispetto alle basse decadenti casette del centro città.
Passeggiamo infatti tra palazzi e negozi strampalati che rappresentano
in sé un’attrazione turistica. Molto bello il piazzale principale con
l’enorme monumento di una chitarra elettrica, dove a lato sorge il Coco
Bongo e dentro si entra nel centro commerciale. Qui, tra ristoranti e
negozi vari, spicca l’Hard Rock Cafè al centro della grande struttura al
coperto di due piani. Questo sì che ricorda Orlando con i parchi Disney!


Dopo una breve perlustrazione, camminiamo per la strada principale
raggiungendo la spiaggia vicino a Punta Cancun. Troviamo un accesso
libero con qualche difficoltà, dal momento che le entrate passano quasi
tutte per gli hotel. Questi si riservano infatti una bella fetta di
spiaggia, che in questo tratto è comunque piuttosto stretta. Chi non ne
ha, si munisce di piscine attrezzate per compensare. Il mare è davvero
molto bello anche col cielo grigio, e si colora stupendamente di
verde-azzurro appena esce qualche raggio di sole. E quando esce, fa così
caldo che lo zaino sulla schiena è quasi insopportabile!


Dopo un lungo giro ad anello, torniamo nella piazza dell'Hard Rock cafè.
Pranziamo al Rainforest, una famosa catena di ristoranti a tema,
per la cifra sopravalutata di 550 pesos, ordinando un piatto enorme di
antipasti messicani e un primo di pasta piccante ricca di spezie che non
riusciamo neanche a finire. Il posto è carinissimo e singolare, con quei
camerieri vestiti da esploratori alla Indiana Jones e la finta fitta
jungla che si anima a intervalli ripetuti! Volevamo toglierci questo
sfizio visto che non l'abbiamo fatto al Rainforest di Londra…
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Passeggiamo nel pomeriggio ancora sul litorale, doppiando punta Cancun e
scendendo verso sud. L'accesso alla spiaggia è sempre difficile dalla
strada principale e i punti di ingresso sono pochi. Bisognerebbe
prendere un taxi e farsi portare più a sud nelle spiagge libere più
famose. Ma preferiamo tornare indietro visto il cielo perennemente
nuvoloso. Compriamo una scheda telefonica in un market per 100 pesos
della durata di oltre ottanta minuti per chiamate verso l'Italia,
insieme ad alcune cartoline ed una cartina stradale più aggiornata e
particolareggiata della nostra. Torniamo all'Hard Rock cafè, di cui
rimaniamo un pò delusi per il negozio troppo piccolo, e scattiamo
qualche foto di fronte al Coco Bongo. Siamo tentati di tornare dopo cena
per lo spettacolo delle 22.30 che costa 43 dollari.
Subito dietro l’inquietante ingresso del locale (tenebroso perché siamo
in periodo di Halloween!), c’è un comodo accesso alla spiaggia, che da
questo lato è molto più ampia e lunga. Si vede un bel tratto del golfo,
e il mare è sempre stupendo anche se più aperto, con grosse e potenti
onde dove i surfisti danno il meglio di sé stessi. Non c’è quasi nessuno
e la mancanza di sole e la forte brezza non invogliano certo a stare in
costume. Un signore con un buffo arnese in mano, del tutto simile a
quello per cercare oggetti di metallo, scandaglia la sabbia. Starà
cercando l’oro a Cancun?
Per rientrare al Terracaribe fermiamo un altro taxi, ma stavolta
caschiamo nella prima fregatura: 160 pesos il costo, cioè il doppio
esatto dell'andata!? L'autista dice che il prezzo è diverso dal centro
alla Zona Hotelera e viceversa, nonostante il percorso sia lo stesso… ma
sarà vero? Potrebbe anche avare ragione, ma siamo stati così ingenui nel
non leggere il cartello di fronte alla piazza che pubblica ufficialmente
il costo dei tragitti dei taxi per le diverse zone della città. Errore
da non ripetere più!
Il pesante pranzo è ancora intatto nello stomaco creando una stanchezza
inaudita. Forse anche il caldo e il fuso orario non aiutano per niente.
Crolliamo perciò nuovamente a letto… altro che CocoBongo!
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