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GIORNO 3

03/11/2006 - Visita di Cancun

Alle otto in punto scendiamo al ristorante per la colazione, ancora increduli di aver dormito tanto. Siamo circondati da messicani, i turisti non sembrano esser molti da queste parti. La scelta della breakfast è discreta, e si paga a parte. Un’altra precisazione da fare infatti è che qui in Messico il prezzo dell'alloggio è esclusivamente per il pernottamento. Se non specificato diversamente, colazione e pasti non sono mai compresi.

Abbiamo la cassetta di sicurezza in camera ma qualcuno prima di noi, poco attento, l'ha lasciata chiusa col suo codice prima di andar via e non si riesce ad aprire. Non è un problema comunque perchè ve ne sono a disposizione anche al ricevimento gratuitamente, a fianco al banco. Lasciamo valori e passaporti e pensiamo a cosa fare. Il cielo è ricoperto di nuvole pesanti e l'idea iniziale di andare all'isola Mujeres sfuma velocemente con qualche rimpianto, poiché abbiamo scelto il Terracaribe anche perché l’imbarco all’isola è raggiungibile a piedi in pochi passi.

Dedichiamo così la giornata a visitare Cancun. Vi sono parecchi autobus che passano di fronte all'hotel, ma per non perder tempo saliamo su un taxi che con 80 pesos porta nei pressi di Playa Caracol, nella Zona Hotelera, di fronte all'Hard Rock cafè. Sembra già di essere in un altro mondo, rispetto alle basse decadenti casette del centro città. Passeggiamo infatti tra palazzi e negozi strampalati che rappresentano in sé un’attrazione turistica. Molto bello il piazzale principale con l’enorme monumento di una chitarra elettrica, dove a lato sorge il Coco Bongo e dentro si entra nel centro commerciale. Qui, tra ristoranti e negozi vari, spicca l’Hard Rock Cafè al centro della grande struttura al coperto di due piani. Questo sì che ricorda Orlando con i parchi Disney!


Dopo una breve perlustrazione, camminiamo per la strada principale raggiungendo la spiaggia vicino a Punta Cancun. Troviamo un accesso libero con qualche difficoltà, dal momento che le entrate passano quasi tutte per gli hotel. Questi si riservano infatti una bella fetta di spiaggia, che in questo tratto è comunque piuttosto stretta. Chi non ne ha, si munisce di piscine attrezzate per compensare. Il mare è davvero molto bello anche col cielo grigio, e si colora stupendamente di verde-azzurro appena esce qualche raggio di sole. E quando esce, fa così caldo che lo zaino sulla schiena è quasi insopportabile!


Dopo un lungo giro ad anello, torniamo nella piazza dell'Hard Rock cafè. Pranziamo al Rainforest, una famosa catena di ristoranti a tema, per la cifra sopravalutata di 550 pesos, ordinando un piatto enorme di antipasti messicani e un primo di pasta piccante ricca di spezie che non riusciamo neanche a finire. Il posto è carinissimo e singolare, con quei camerieri vestiti da esploratori alla Indiana Jones e la finta fitta jungla che si anima a intervalli ripetuti! Volevamo toglierci questo sfizio visto che non l'abbiamo fatto al Rainforest di Londra…

Passeggiamo nel pomeriggio ancora sul litorale, doppiando punta Cancun e scendendo verso sud. L'accesso alla spiaggia è sempre difficile dalla strada principale e i punti di ingresso sono pochi. Bisognerebbe prendere un taxi e farsi portare più a sud nelle spiagge libere più famose. Ma preferiamo tornare indietro visto il cielo perennemente nuvoloso. Compriamo una scheda telefonica in un market per 100 pesos della durata di oltre ottanta minuti per chiamate verso l'Italia, insieme ad alcune cartoline ed una cartina stradale più aggiornata e particolareggiata della nostra. Torniamo all'Hard Rock cafè, di cui rimaniamo un pò delusi per il negozio troppo piccolo, e scattiamo qualche foto di fronte al Coco Bongo. Siamo tentati di tornare dopo cena per lo spettacolo delle 22.30 che costa 43 dollari.

Subito dietro l’inquietante ingresso del locale (tenebroso perché siamo in periodo di Halloween!), c’è un comodo accesso alla spiaggia, che da questo lato è molto più ampia e lunga. Si vede un bel tratto del golfo, e il mare è sempre stupendo anche se più aperto, con grosse e potenti onde dove i surfisti danno il meglio di sé stessi. Non c’è quasi nessuno e la mancanza di sole e la forte brezza non invogliano certo a stare in costume. Un signore con un buffo arnese in mano, del tutto simile a quello per cercare oggetti di metallo, scandaglia la sabbia. Starà cercando l’oro a Cancun?

 

Per rientrare al Terracaribe fermiamo un altro taxi, ma stavolta caschiamo nella prima fregatura: 160 pesos il costo, cioè il doppio esatto dell'andata!? L'autista dice che il prezzo è diverso dal centro alla Zona Hotelera e viceversa, nonostante il percorso sia lo stesso… ma sarà vero? Potrebbe anche avare ragione, ma siamo stati così ingenui nel non leggere il cartello di fronte alla piazza che pubblica ufficialmente il costo dei tragitti dei taxi per le diverse zone della città. Errore da non ripetere più!

Il pesante pranzo è ancora intatto nello stomaco creando una stanchezza inaudita. Forse anche il caldo e il fuso orario non aiutano per niente. Crolliamo perciò nuovamente a letto… altro che CocoBongo!

 




 


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