Giorno 1
L'odissea del viaggio inizia. Io e Stefania arriviamo
all'aeroporto di Elmas alle 7:30, avvolto nella nebbia più totale.
Siamo preoccupati, dal momento che a 10 Km di distanza, a casa
nostra, è invece una bellissima giornata. Siamo ancora più
preoccupati quando vediamo che il volo precedente delle 7:00 per
Roma non è ancora partito! Non possiamo assolutamente perdere la
coincidenza! Dopo aver parlato con una gentile sig.na dell'Alitalia
del check-in, ci spostano nel volo precedente Cagliari-Roma
che parte alle 9:15. Per fortuna arriviamo in orario a Fiumicino
dopo un’ora esatta. Attendiamo pazientemente e seguiamo le solite
procedure dei controlli. Saliamo finalmente sull'aereo della China
Airlines alle 11:45, per la tratta
Roma-Taipei. Ci aspetta davvero una bella traversata, molto più
lunga del diretto della compagnia Thai che fa Roma-Bangkok in 13
ore, ma decisamente più economica (€ 200 in meno, il tanto che
spendiamo per gli spostamenti interni con altri quattro voli!).
L'aereo ha una disposizione dei sedili 2 - 4 - 2,
diversi televisori grandi per ogni corsia, un piccolo monitor per
ciascun passeggero nel proprio sedile con cuffie, col quale ci si
diverte con le telecamere dell'aereo, la mappa, la posizione e la
lettura dei dati del volo in tempo reale (dove si trova l'aereo,
quanto manca, quanti Km percorsi, temperatura, ora di partenza, ora
di arrivo, etc.). Si può anche giocare a qualche videogioco e
guardare un film tra gli ultimissimi usciti. Del resto, 16 ore in
aereo vanno passate in qualche modo! Ovviamente le opzioni in
italiano non ci sono, ed è tutto diviso tra cinese e inglese. Dopo
circa 4 ore di volo sorvoliamo l'Egitto e il pilota consiglia ai
passeggeri che hanno il finestrino sulla sinistra di guardare il bel
panorama sottostante del Nilo. Non è il nostro caso visto che siamo
nella fila centrale....
Dopo 6 ore e 4.300 Km facciamo scalo all'aeroporto di
Abu Dhabi in Arabia Saudita, dove è già notte visto che ci sono due ore in
più di fuso orario con l'Italia. Scendiamo e ci viene riferito che
rifaremo l'imbarco dopo una mezzora circa. Abbiamo giusto il tempo
per dare un'occhiata e mentre percorriamo il corridoio siamo colti
da un sincero stupore nel constatare la matta struttura di questo
che tutto sembra fuorché un aeroporto... E' colorato in modo molto
acceso e vivace, verde, blu, rosso, con una sala centrale
grandiosamente illuminata che sembra un alveare.
Rientrati in aereo e decollati, viene servita la
cena, si spengono le luci e si dorme. Almeno si prova… certo non si
può dire che i sedili siano molto comodi, sono più stretti di quelli
dell'Alitalia e meno spaziosi. Per fortuna noi abbiamo i primi posti
del corridoio e posso almeno allungare le gambe invadendo di qualche
centimetro la soglia della prima classe, divisa dalla nostra modesta
economy con una tendina. Spero i cinesi della prima non si
offendano... La notte trascorre abbastanza velocemente, devo dire la
verità, per aver fatto nove ore di viaggio e altri 6.500 Km. Il
trucco è nel non stare a guardare continuamente quella terrificante
mappa che ti dice sempre dove sei e soprattutto quanto manca alla
meta... Nonostante tra l'altro sia costretto ad ammettere,
purtroppo, che soffro il mal di tutti i mezzi esistenti quando
viaggio, l'aereo a 11.000 metri è più che stabile e sembra a tratti
di non essere neanche in volo! Riesco a guardarmi "K-19 the
Widowmaker" e "MIB II", ovviamente molto alla carlona visto che è
tutto in inglese e le immagini del piccolo monitor non sono certo ad
alta qualità. Più rilassante invece è ascoltare musica: ci sono una
decina di canali da scegliere con canzoni anche cinesi!
Giorno 2
Alle prime ore di luce le hostess passano la
colazione a base di pollo, riso, uova e roba cinese; non proprio
leggera per chi è abituato a bere latte o thè la mattina...
L'atterraggio a Taipei è un vero trauma!
Negli ultimi dieci minuti infatti, qualche grossa perturbazione
costringe il pilota a brusche deviazioni, mentre qualcuno si
spaventa negli interminabili vuoti d’aria e urla. Io nel frattempo
rischio di mostrare a tutti la cena della sera prima... Sani e
salvi, riusciamo alle 10:15 del mattino ora locale (6 ore in più
dall'Italia) a metter piede dunque in Taiwan, patria dell'elettronica e della tecnologia, nonché sede della
China Airlines. L'aeroporto è uguale a tutti gli altri,
caratterizzato giusto da lunghi drittissimi e interminabili
corridoi. L'attesa di tre ore per il volo di Bangkok delle
14:00 sembra interminabile. Il viaggio inizia a pesare, ma
l'entusiasmo iniziale della vacanza fa passare tutto e così
sopravviviamo ad un'altra trasvolata di 3 ore e mezzo per arrivare
alla capitale tailandese. E dire che esattamente 10 ore prima siamo
passati proprio sopra col precedente volo della China!
Atterriamo alle 16:00 completamente rimbambiti
dall'interminabile traversata. Per fortuna arrivano anche le nostre
valigie (visto che con 3 cambi di volo le probabilità di perderle
sono piuttosto alte...). Ci avviamo verso l'uscita dove ci aspetta
il transfer per il Royal River hotel, prenotato dal CTS. L'impatto è piuttosto sconvolgente: una
bolgia di persone ci assale per chiedere dove vogliamo andare, e per
fortuna il ragazzo del transfer con uno sguardo terrificante fredda
i colleghi concorrenti, facendo capire che siamo con lui. Lo
seguiamo all’auto ma un altro trauma ci attende: appena superata la
soglia dell'uscita dall'aeroporto, veniamo travolti da una ventata
di aria bollente ed irrespirabile. Questa è l'aria di Bangkok. Ce
l'avevano detto, eravamo preparati, ma è ugualmente una mazzata
respirarla! Per fortuna, dopo pochi attimi, entriamo nella vettura
con l'aria condizionata sparata a mille dove si riesce a respirare
senza bruciare i polmoni. Il transfer dura poco più di un'ora, e
mentre guardo il traffico e la città per farmi le prime impressioni,
il cordiale ragazzo a fianco del conducente spiega in italiano
alcune regole fondamentali per sopravvivere in tailandia.
Delle belle dritte, la maggior parte delle
quali conosco già avendo letto le altre esperienze in Internet.
Innanzitutto le ore di luce e gli orari: in questo periodo, nel mese
di Ottobre, ci sono 12 ore di luce al giorno, albeggia alle 6:00 e
tramonta alle 18:00 in punto; alle 18:30 è buio pesto. I negozi
rimangono aperti a tutte le ore, le banche e le poste in
genere fanno una pausa pranzo e chiudono tra le 16:00 e le 17:00. I
musei e i templi chiudono verso le 17:00, un pò prima o un pò
dopo a seconda del posto ma mai dopo le 18:00. Quest'ultima è l'ora
di punta ed il traffico è impressionante (non so se esiste un
vocabolo italiano per descriverlo dopo averlo visto, cerco di
rendere l'idea semplicemente con "impressionante"). Per spostarsi in
città esistono i famosi Tuk Tuk, una sorta di
veicoli a tre ruote simile all'APE, che corrono come matti in modo
spericolato (e se lo dice un tailandese...), Bisogna contrattare il
prezzo prima e far capire bene dove si vuole andare. Loro hanno un
giro di affari preciso e tendono sempre a voler portare il turista
in negozi per shopping o in particolari templi o posti dove hanno
una percentuale. Per fare tragitti brevi nei luoghi famosi può
essere conveniente, ma per spostarsi su lunghe distanze o su posti
meno conosciuti è più economico prendere un taxi. Ci sono
un'infinità di taxi (mi pare abbia detto 50.000), anche di diversi
colori. Vanno tutti bene, l'importante è che abbiano la scritta
"Taxi meter" che assicura l'uso del
tassametro (bisogna comunque sempre richiederlo quando si sale e se
il tassista tenta di contrattare il prezzo bisogna chiedergli di
usarlo). Quest'ultimo funziona così: 35 bath fissi di partenza per i
primi 2 minuti, e poi 2 bath al minuto se si cammina nel traffico o
un pò di più se si fanno molti chilometri in velocità (giustamente).
Per le necessità alimentari di ogni momento, per andare sul sicuro
escludendo le bancarelle sulla strada, c'è una catena di market
presenti ovunque e aperti 24 ore, chiamata "7 eleven", che si
distinguono per il colore verde-bianco-rosso e il marchio (sarà la
nostra salvezza!!!). Per prenotare tour e gite invece, il
ragazzo fornisce un depliant con le gite più gettonate di Bangkok e
dintorni e dei numeri di hotel a cui chiamare. Ci lascia anche il
suo numero, eventualmente per farlo fare a lui se abbiamo dei
problemi.
Arrivati al Royal River quasi buio, siamo
colti da un lusso a cui non siamo per niente abituati: tutto così
grande, spazioso, luccicante, un enorme hall d'ingresso, tutti quei
camerieri e quel personale con abbigliamento di tutto punto, tutti
gentilissimi. E tutto questo per 14 euro a notte, che in realtà sono
11, visto che una notte delle 5 è gratis! (questa delle notti gratis
è una formula molto comune qui). La difficoltà iniziale è subito
comprendere l'inglese parlato dai tailandesi, parecchio diverso dal
nostro negli accenti e nella pronuncia (ed è un problema non da
poco!). Ci portano le valigie, sbrighiamo la solita prassi alla
reception ed eccoci finalmente in stanza distrutti dopo 30 ore di
viaggio!
La stanza è la n. 423 al 7° piano, non rispetta il
lusso e l'appariscenza della hall però è funzionale e decente: c'è
il televisore, il bagno è bello, con una vasca dove poter fare anche
la doccia, ci sono ripiani dappertutto per poggiare quello che si
vuole e soprattutto c'è il frigo. E' un particolare e una comodità
essenziale con un clima così caldo. L'aria condizionata è sparata e
il regolatore della temperatura non sembra funzionare benissimo,
qualunque grado impostiamo fa sempre freddino. Ma il peggio è che il
resto dell'hotel è ancora più freddo!
Dopo una bella rinfrescata, svuotiamo le valigie e
sistemiamo la roba in camera. Non abbiamo molta fame e siamo
distrutti, visto lo scombussolamento della trasvolata, e arrangiamo
una cena con il nostro cibo portato dalla ormai lontanissima Italia
(abbiamo ancora tramezzini e una scorta di biscotti Baiocchi,
Cipster, merendine Kinder e cioccolatini...). Strano pensare che qui
sono le 23:30 e in Italia appena le 18:30, ma il fuso orario di 5 ore (che diventano 6 con il cambio dell'ora in
Italia) non è certo un problema con la stanchezza che abbiamo
addosso! Non avendo avuto la possibilità di comprare una scheda
telefonica internazionale, chiamiamo i nostri genitori dalla camera
per far sapere che siamo ancora vivi, respiriamo e siamo a
destinazione. Prendiamo poi una bella cartina di Bangkok e scegliamo
le tappe per l'indomani, ovvero la visita del Gran Palazzo e del Wat
Pho. A questo punto non rimane che buttarsi a letto e riposare: il
nostro soggiorno è appena iniziato!
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Bangkok |
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Panorama notturno della città dall'Hotel Royal River |
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Bangkok |
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Panorama diurno della città dall'Hotel Royal River |
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Bangkok |
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Vista del fiume Chao Praya dall'hotel |
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Bangkok |
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Vista del fiume Chao Praya dal Krung Thon Bridge |
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Bangkok |
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Il Royal River Hotel visto dal fiume |
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Bangkok |
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L'intenso traffico di Bangkok, popolato di Tuk Tuk a tre ruote che corrono pazzamente...un'esperienza da non perdere per il turista! |
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Bangkok |
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Una tipica strada del centro, colorita da centinaia di cartelli pubblicitari e bancarelle |
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Bangkok |
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Vista panoramica dalla Golden Mountain |
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Bangkok |
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Le contraddizioni si rivelano fortissime in questa città: all'affascinante skyline dei grattacieli si contrappongono case diroccate e decadenti |
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Bangkok |
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Un primo piano delle case in cui vivono milioni di thailandesi che appaiono, agli occhi di noi occidentali, squallide, decadenti e sporche |
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Bangkok |
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Io e Bangkok dalla Golden Mountain |
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Bangkok |
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Il cielo e l'orizzonte sempre grigio di Bangkok ne rivelano l'altissimo inquinamento da smog |
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Bangkok |
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Ancora la contraddizione tra i moderni grattaceli del centro e la degradata periferia |
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Bangkok |
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Un'immagine del Chao Praya in un giorno di grigia pioggia |
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Bangkok |
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Vista del Chao Praya a Nord della città e del Krung Thon Bridge |
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Bangkok |
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Dopo la pioggia, il traffico si blocca e una assurda cappa di smog più nero del solito avvolge i grattaceli |
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