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Giorno 1

17/10/2002 - Volo Cagliari - Roma - Abu Dhabi

L'odissea del viaggio inizia. Io e Stefania arriviamo all'aeroporto di Elmas alle 7:30, avvolto nella nebbia più totale. Siamo preoccupati, dal momento che a 10 Km di distanza, a casa nostra, è invece una bellissima giornata. Siamo ancora più preoccupati quando vediamo che il volo precedente delle 7:00 per Roma non è ancora partito! Non possiamo assolutamente perdere la coincidenza! Dopo aver parlato con una gentile sig.na dell'Alitalia del check-in, ci spostano nel volo precedente Cagliari-Roma che parte alle 9:15. Per fortuna arriviamo in orario a Fiumicino dopo un’ora esatta. Attendiamo pazientemente e seguiamo le solite procedure dei controlli. Saliamo finalmente  sull'aereo della China Airlines alle 11:45, per la tratta Roma-Taipei. Ci aspetta davvero una bella traversata, molto più lunga del diretto della compagnia Thai che fa Roma-Bangkok in 13 ore, ma decisamente più economica (€ 200 in meno, il tanto che spendiamo per gli spostamenti interni con altri quattro voli!).

L'aereo ha una disposizione dei sedili 2 - 4 - 2, diversi televisori grandi per ogni corsia, un piccolo monitor per ciascun passeggero nel proprio sedile con cuffie, col quale ci si diverte con le telecamere dell'aereo, la mappa, la posizione e la lettura dei dati del volo in tempo reale (dove si trova l'aereo, quanto manca, quanti Km percorsi, temperatura, ora di partenza, ora di arrivo, etc.). Si può anche giocare a qualche videogioco e guardare un film tra gli ultimissimi usciti. Del resto, 16 ore in aereo vanno passate in qualche modo! Ovviamente le opzioni in italiano non ci sono, ed è tutto diviso tra cinese e inglese. Dopo circa 4 ore di volo sorvoliamo l'Egitto e il pilota consiglia ai passeggeri che hanno il finestrino sulla sinistra di guardare il bel panorama sottostante del Nilo. Non è il nostro caso visto che siamo nella fila centrale....

Dopo 6 ore e 4.300 Km facciamo scalo all'aeroporto di Abu Dhabi  in Arabia Saudita, dove è già notte visto che ci sono due ore in più di fuso orario con l'Italia. Scendiamo e ci viene riferito che rifaremo l'imbarco dopo una mezzora circa. Abbiamo giusto il tempo per dare un'occhiata e mentre percorriamo il corridoio siamo colti da un sincero stupore nel constatare la matta struttura di questo che tutto sembra fuorché un aeroporto... E' colorato in modo molto acceso e vivace, verde, blu, rosso, con una sala centrale grandiosamente illuminata che sembra un alveare.

Rientrati in aereo e decollati, viene servita la cena, si spengono le luci e si dorme. Almeno si prova… certo non si può dire che i sedili siano molto comodi, sono più stretti di quelli dell'Alitalia e meno spaziosi. Per fortuna noi abbiamo i primi posti del corridoio e posso almeno allungare le gambe invadendo di qualche centimetro la soglia della prima classe, divisa dalla nostra modesta economy con una tendina. Spero i cinesi della prima non si offendano... La notte trascorre abbastanza velocemente, devo dire la verità, per aver fatto nove ore di viaggio e altri 6.500 Km. Il trucco è nel non stare a guardare continuamente quella terrificante mappa che ti dice sempre dove sei e soprattutto quanto manca alla meta... Nonostante tra l'altro sia costretto ad ammettere, purtroppo, che soffro il mal di tutti i mezzi esistenti quando viaggio, l'aereo a 11.000 metri è più che stabile e sembra a tratti di non essere neanche in volo! Riesco a guardarmi "K-19 the Widowmaker" e "MIB II", ovviamente molto alla carlona visto che è tutto in inglese e le immagini del piccolo monitor non sono certo ad alta qualità. Più rilassante invece è ascoltare musica: ci sono una decina di canali da scegliere con canzoni anche cinesi!

Giorno 2

18/10/2002 - Volo Taipei - Bangkok - Royal River Hotel

Alle prime ore di luce le hostess passano la colazione a base di pollo, riso, uova e roba cinese; non proprio leggera per chi è abituato a bere latte o thè la mattina... L'atterraggio a Taipei  è un vero trauma! Negli ultimi dieci minuti infatti, qualche grossa perturbazione costringe il pilota a brusche deviazioni, mentre qualcuno si spaventa negli interminabili vuoti d’aria e urla. Io nel frattempo rischio di mostrare a tutti la cena della sera prima... Sani e salvi, riusciamo alle 10:15 del mattino ora locale (6 ore in più dall'Italia) a metter piede dunque in Taiwan, patria dell'elettronica e della tecnologia, nonché sede della China Airlines. L'aeroporto è uguale a tutti gli altri, caratterizzato giusto da lunghi drittissimi e interminabili corridoi. L'attesa di tre ore per il volo di Bangkok delle 14:00 sembra interminabile. Il viaggio inizia a pesare, ma l'entusiasmo iniziale della vacanza fa passare tutto e così sopravviviamo ad un'altra trasvolata di 3 ore e mezzo per arrivare alla capitale tailandese. E dire che esattamente 10 ore prima siamo passati proprio sopra col precedente volo della China!
 

Atterriamo alle 16:00 completamente rimbambiti dall'interminabile traversata. Per fortuna arrivano anche le nostre valigie (visto che con 3 cambi di volo le probabilità di perderle sono piuttosto alte...). Ci avviamo verso l'uscita dove ci aspetta il transfer per il Royal River hotel, prenotato dal CTS. L'impatto è piuttosto sconvolgente: una bolgia di persone ci assale per chiedere dove vogliamo andare, e per fortuna il ragazzo del transfer con uno sguardo terrificante fredda i colleghi concorrenti, facendo capire che siamo con lui. Lo seguiamo all’auto ma un altro trauma ci attende: appena superata la soglia dell'uscita dall'aeroporto, veniamo travolti da una ventata di aria bollente ed irrespirabile. Questa è l'aria di Bangkok. Ce l'avevano detto, eravamo preparati, ma è ugualmente una mazzata respirarla! Per fortuna, dopo pochi attimi, entriamo nella vettura con l'aria condizionata sparata a mille dove si riesce a respirare senza bruciare i polmoni. Il transfer dura poco più di un'ora, e mentre guardo il traffico e la città per farmi le prime impressioni, il cordiale ragazzo a fianco del conducente spiega in italiano alcune regole fondamentali per sopravvivere in tailandia.

Delle belle dritte, la maggior parte delle quali conosco già avendo letto le altre esperienze in Internet. Innanzitutto le ore di luce e gli orari: in questo periodo, nel mese di Ottobre, ci sono 12 ore di luce al giorno, albeggia alle 6:00 e tramonta alle 18:00 in punto; alle 18:30 è buio pesto. I negozi rimangono aperti a tutte le ore, le banche e le poste in genere fanno una pausa pranzo e chiudono tra le 16:00 e le 17:00. I musei e i templi chiudono verso le 17:00, un pò prima o un pò dopo a seconda del posto ma mai dopo le 18:00. Quest'ultima è l'ora di punta ed il traffico è impressionante (non so se esiste un vocabolo italiano per descriverlo dopo averlo visto, cerco di rendere l'idea semplicemente con "impressionante"). Per spostarsi in città esistono i famosi Tuk Tuk, una sorta di veicoli a tre ruote simile all'APE, che corrono come matti in modo spericolato (e se lo dice un tailandese...), Bisogna contrattare il prezzo prima e far capire bene dove si vuole andare. Loro hanno un giro di affari preciso e tendono sempre a voler portare il turista in negozi per shopping o in particolari templi o posti dove hanno una percentuale. Per fare tragitti brevi nei luoghi famosi può essere conveniente, ma per spostarsi su lunghe distanze o su posti meno conosciuti è più economico prendere un taxi. Ci sono un'infinità di taxi (mi pare abbia detto 50.000), anche di diversi colori. Vanno tutti bene, l'importante è che abbiano la scritta "Taxi meter" che assicura l'uso del tassametro (bisogna comunque sempre richiederlo quando si sale e se il tassista tenta di contrattare il prezzo bisogna chiedergli di usarlo). Quest'ultimo funziona così: 35 bath fissi di partenza per i primi 2 minuti, e poi 2 bath al minuto se si cammina nel traffico o un pò di più se si fanno molti chilometri in velocità (giustamente). Per le necessità alimentari di ogni momento, per andare sul sicuro escludendo le bancarelle sulla strada, c'è una catena di market presenti ovunque e aperti 24 ore, chiamata "7 eleven", che si distinguono per il colore verde-bianco-rosso e il marchio (sarà la nostra salvezza!!!). Per prenotare tour e gite invece, il ragazzo fornisce un depliant con le gite più gettonate di Bangkok e dintorni e dei numeri di hotel a cui chiamare. Ci lascia anche il suo numero, eventualmente per farlo fare a lui se abbiamo dei problemi.

Arrivati al Royal River quasi buio, siamo colti da un lusso a cui non siamo per niente abituati: tutto così grande, spazioso, luccicante, un enorme hall d'ingresso, tutti quei camerieri e quel personale con abbigliamento di tutto punto, tutti gentilissimi. E tutto questo per 14 euro a notte, che in realtà sono 11, visto che una notte delle 5 è gratis! (questa delle notti gratis è una formula molto comune qui). La difficoltà iniziale è subito comprendere l'inglese parlato dai tailandesi, parecchio diverso dal nostro negli accenti e nella pronuncia (ed è un problema non da poco!). Ci portano le valigie, sbrighiamo la solita prassi alla reception ed eccoci finalmente in stanza distrutti dopo 30 ore di viaggio!

La stanza è la n. 423 al 7° piano, non rispetta il lusso e l'appariscenza della hall però è funzionale e decente: c'è il televisore, il bagno è bello, con una vasca dove poter fare anche la doccia, ci sono ripiani dappertutto per poggiare quello che si vuole e soprattutto c'è il frigo. E' un particolare e una comodità essenziale con un clima così caldo. L'aria condizionata è sparata e il regolatore della temperatura non sembra funzionare benissimo, qualunque grado impostiamo fa sempre freddino. Ma il peggio è che il resto dell'hotel è ancora più freddo!

Dopo una bella rinfrescata, svuotiamo le valigie e sistemiamo la roba in camera. Non abbiamo molta fame e siamo distrutti, visto lo scombussolamento della trasvolata, e arrangiamo una cena con il nostro cibo portato dalla ormai lontanissima Italia (abbiamo ancora tramezzini e una scorta di biscotti Baiocchi, Cipster, merendine Kinder e cioccolatini...). Strano pensare che qui sono le 23:30 e in Italia appena le 18:30, ma il fuso orario  di 5 ore (che diventano 6 con il cambio dell'ora in Italia) non è certo un problema con la stanchezza che abbiamo addosso! Non avendo avuto la possibilità di comprare una scheda telefonica internazionale, chiamiamo i nostri genitori dalla camera per far sapere che siamo ancora vivi, respiriamo e siamo a destinazione. Prendiamo poi una bella cartina di Bangkok e scegliamo le tappe per l'indomani, ovvero la visita del Gran Palazzo e del Wat Pho. A questo punto non rimane che buttarsi a letto e riposare: il nostro soggiorno è appena iniziato!
 

Bangkok

Panorama notturno della città dall'Hotel Royal River

Bangkok

Panorama diurno della città dall'Hotel Royal River

Bangkok

Vista del fiume Chao Praya dall'hotel

Bangkok

Vista del fiume Chao Praya dal Krung Thon Bridge

Bangkok

Il Royal River Hotel visto dal fiume

Bangkok

L'intenso traffico di Bangkok, popolato di Tuk Tuk a tre ruote che corrono pazzamente...un'esperienza da non perdere per il turista!

Bangkok

Una tipica strada del centro, colorita da centinaia di cartelli pubblicitari e bancarelle

Bangkok

Vista panoramica dalla Golden Mountain

Bangkok

Le contraddizioni si rivelano fortissime in questa città: all'affascinante skyline dei grattacieli si contrappongono case diroccate e decadenti

Bangkok

Un primo piano delle case in cui vivono milioni di thailandesi che appaiono, agli occhi di noi occidentali, squallide, decadenti e sporche

Bangkok

Io e Bangkok dalla Golden Mountain

Bangkok

Il cielo e l'orizzonte sempre grigio di Bangkok ne rivelano l'altissimo inquinamento da smog

Bangkok

Ancora la contraddizione tra i moderni grattaceli del centro e la degradata periferia

Bangkok

Un'immagine del Chao Praya in un giorno di grigia pioggia

Bangkok

Vista del Chao Praya a Nord della città e del Krung Thon Bridge

Bangkok

Dopo la pioggia, il traffico si blocca e una assurda cappa di smog più nero del solito avvolge i grattaceli




 


Viaggi:
  Messico on the road!
 Foto e racconto di viaggio


Sardegna:
  Il Raku di Giampaolo Mameli
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Trekking:
  Cala Sisine,
  Cala Luna da Buchi Arta,
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4 canzoni italiane, ascoltatele...
 


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Cala Luna (da Buchi Arta)
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Tiscali (da Dorgali)
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