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Giorno 10

26/10/2002 - Ao Nang

La giornata inizia con una bella colazione all'aperto, di fronte alla magnifica laguna del Peace Laguna resort, tra i merli del posto che spizzicano da ogni parte. La solita scorpacciata di frutta gustosa e incredibilmente succosa, che non è mancata un solo giorno da quando siamo qui in Tailandia, è garantita. Ci concediamo l'ultimo giorno di relax, promettendo di partire da domani all'arrembaggio dei tour più mitici di Krabi. Andiamo in spiaggia, passando dal retro del resort per la stradina sterrata di appena 100 metri, col ponticello che attraversa il piccolo canale costituito da due tavole in legno, e esplorariamo Ao Nang dall'inizio alla fine. Voglio vedere per esempio quanto è lungo il litorale e se è possibile arrivare a Noppharat Thara, la spiaggia che, come descritto nella rivista Travel, dovrebbe diventare sterminata con la bassa marea e dove la gente del posto si riunisce la domenica sera. E domani è domenica!

Passeggiamo così per un bel pezzo di spiaggia, scoprendo che nella piccola stradina subito dietro la spiaggia ci sono altri negozi e ristoranti tipicamente tailandesi davvero carini, tutti all'aperto. Arriviamo fino alle longtail ancorate vicino alla riva, che attendono i turisti per portarli in giro nella baia; in questo punto, salendo delle scale, ci si congiunge alla strada principale che segue il litorale, che io e Stefania ormai conosciamo bene! Mentre sostiamo un attimo sulla gradinata, veniamo coinvolti da un piccolo bambino tailandese che con il suo spontaneo ed allegro sorriso ci insegna dei giochi divertenti! Mi prende per mano e intraprendiamo lotte assidue con i pollici; poi, divertito come non mai e sentendosi al centro dell'attenzione, sicuramente abituato a stare in mezzo ai turisti, assume pose scherzose per farsi scattare delle foto: un vero giocherellone!

Dopo ben 45 minuti di intrattenimento locale, continuiamo la passeggiata in fondo alla spiaggia, scoprendo un grazioso ristorante di pesce con una balconata all'aperto e tavoli sopra la spiaggia. Un ammasso di scogli sotto un promontorio con una fitta vegetazione impedisce di proseguire, ma aggiriamo l'ostacolo passando per il retro del Krabi Resort, che sembra molto bello, con bungalow perfettamente mimetizzati nel fitto verde. Sbuchiamo in una sorta di banchina che si estende per un breve tratto. Da qua si gode una splendida vista su tutta la baia di Ao Nang! Scattiamo diverse foto anche se purtroppo la giornata è grigia ed il cielo coperto di nuvole. Rimaniamo a contemplare questo bel paesaggio sedendo su una panca di fronte al mare, e torniamo indietro nel litorale.

E’ ora di pranzo, e vogliamo qualcosa di leggero da metter sotto i denti. Sediamo in uno dei tanti ristoranti e ordiniamo un panino e un risotto vegetale, buoni entrambi. Purtroppo, poco prima di essere serviti, iniziano i lavori di assestamento alla strada con un frastuono assordante del martello pneumatico, proprio a lato e di fronte al nostro sfortunato locale. Il pranzo diventa così un mezzo incubo fastidioso e stressante. Persino le povere facce dei camerieri esprimono disappunto ed il locale si svuota lasciando solo noi, giusto perché abbiamo appena ordinato... Questa è la conseguenza dell'ampliamento di Krabi, della sua crescita rapida e incessante negli ultimi anni, che la rende oggi un cantiere aperto. Tutto questo fa presumere che presto, molto presto, il turismo di massa prenderà piede qui non diversamente da altre località come Phuket, tanto  per fare un esempio. Ritengo che questo sia un enorme peccato, poiché il fascino di questo posto è legato alle bellezze incontaminate e proprio al relax di godersele quasi soli. Ci sono già nuovi posti sulla splendida costa tailandese che stanno appena nascendo, si stanno aprendo al turismo e che ancora pochi turisti conoscono: questi saranno probabilmente la nuova Krabi, quando qui arriverà la massa. E forse fra qualche anno anche quelli saranno pieni, e ne nasceranno altri, e via a ripetersi in un circolo vizioso. Ma i posti prima o poi finiranno, cosa succederà allora? Il turismo non si potrebbe fermare ad un determinato stadio?? Inizialmente sembra prender piede in modo positivo, offre dei servizi che permettono di visitare posti fantastici e apprezzarne le bellezze, creando un impulso positivo per l'economia senza creare modifiche e danni eccessivi all'ambiente. Ma lo stadio successivo può diventare devastante. Il turismo di massa può arrivare a condizioni estreme di sfruttamento, inquinamento, trasformazione radicale e snaturamento di tradizioni locali. Come si fa a stabilire il momento giusto per fermarsi? E soprattutto: chi lo decide? Lo Stato? L'Economia? La coscienza dei turisti? Il turista superficiale può non essere toccato da queste argomentazioni, ma il turista consapevole sa bene di cosa sto parlando ora. E chi è stato a Krabi nel mio stesso periodo forse può capire ancora meglio.

Torniamo dunque al resort, con un senso di amarezza ed allo stesso tempo di gioia: il primo per la certezza che un giorno questo posto non sarà più così, ma sovra affollato di turisti come forse già avviene nell'alta stagione; il secondo proprio per la fortuna di essere qui oggi, e poter godere di un bellissimo paradiso prima che venga distrutto.

Passiamo la serata a riposare e a scrivere finalmente le cartoline, programmando i prossimi tre giorni con il tour a Pee Pee Island, la visita alle spiagge e alle isole vicine, e ancora il tour in kayak nella foresta di mangrovie. Per cena siamo nuovamente "Da Lavinia", stavolta a prendere una pizza, che devo ammettere essere veramente buona, assolutamente identica a quella italiana, nella cottura del forno a legna, nel condimento, nella pasta. Il conto è sempre economico: appena 370 bath (9 euro per due pizze, una coca-cola e una birra "Chiang" tailandese).

Dopo cena ci diamo al consueto shopping, con l’approvvigionamento di bevande e alimentari da portare in camera, un’altra pila di cartoline che, oltre a essere bellissime, danno un'idea dei luoghi vicini da visitare, e che non vogliamo assolutamente perdere: la grotta della principessa per esempio, nota come "Phra Nang Cave", Koh Mor e Ko Khwan island, note insieme come Chicken Island (l'isola del pollo), la spiaggia di Nopharat Thara. Una cosa interessante a proposito di quest'ultima e che noto dalle cartoline, dagli stradari e dalle mappe, è che non c'è corrispondenza assoluta dei nomi tailandesi con la lingua occidentale. Per esempio per Nopharat Thara ci si affida alla pronuncia, che in italiano si dice "Noparatara", ma che si trova scritta nel mio stradario come "Nopharat Thara", e in due cartoline differenti una volta "Noparad Thara" e un altra addirittura "Noparatanatara"....!!? Nello stesso negozio dove compriamo le cartoline, chiediamo al ragazzo alla cassa di fornirci anche i francobolli per spedirle in Italia, che costano 20 bath l'uno (quindi neanche 50 centesimi di euro), e ci mostra una cassetta rossa su un palo della strada dove imbucarle. (Purtroppo quelle cartoline, a posteriori posso dirlo con grande dispiacere, non sono mai arrivate!)

Tornati al Peace Laguna, prima di andare a dormire prepariamo lo zaino che servirà per la gita di domani. Scriviamo i nostri quotidiani appunti sul diario e sistemo le foto digitali scattate (il pregio più bello della fotocamera digitale!), cancellando quelle uscite male per non sprecare memoria. Mi ascolto infine un pò di musica col lettore Cd portatile: una dose di hard rock dei Cult ricarica sempre le energie abbondantemente!
 




 


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