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Giorno 11

27/10/2002 - Tour: Pee Pee Island; Nopparad Thara

Alle 7.00 in punto siamo giù dal letto. Andiamo a fare colazione e alle 8.15, orario di appuntamento, siamo alla reception per il tour a Pee Pee Island in traghetto di una giornata intera, costato la bellezza di 990 bath a testa (24 euro). Abbiamo scelto quello più economico col traghetto, che impiega un’ora e mezza di navigazione, al posto di prendere la barca veloce che arriva in metà del tempo e cosa il doppio. Il solito song-taw rosso arriva con un po’ di ritardo, pieno di turisti di altri resort che hanno scelto questa gita. Si sta piuttosto scomodi in questo strano jeppone aperto dietro, con i sedili bassi e stretti, sentendo amplificati a dismisura le buche della strada. Ma è proprio qua sopra che si capisce di essere in Tailandia!

L'autista si ferma diverse volte in altri resort ad Ao Nang, a prelevare altri turisti, fino a far scoppiare il song-taw di gente, e prosegue poi sulla strada principale per Nopharat Thara. E' la prima volta che vediamo questa spiaggia, finalmente. Pensavo fosse più vicina e fosse possibile arrivarci a piedi da Ao Nang, ma mi sbagliavo. In auto però si impiega giusto dieci minuti. Scendiamo tutti dal song-taw e prendiamo i bagagli depositati sul tetto (pare di essere a fare un safari!); quasi tutti hanno uno zaino ma qualcuno ha anche valigie poiché ha scelto di restare a Pee Pee qualche giorno.

Raggiungiamo le longtail ferme in un piccolo canale che entra dentro la spiaggia, ci dividono in gruppi e saliamo, anche qui per la prima volta, nella tipica imbarcazione di legno locale, con la lunga coda e il tettuccio. L'emozione è grandissima, mentre la longtail piena come un uovo di turisti, guidata da un ragazzo, parte col suo rombante frastuono da formula uno e percorre il primo tratto di mare tra diverse isolette, piccolissime e ricoperte di fitta vegetazione, che sbucano tutto in torno dal mare piatto come l'olio: questa è la Tailandia che avevo sempre immaginato! Peccato sia un pò nuvoloso oggi e i colori non siano accesi e luminosi.... Dopo circa un quarto d'ora arriviamo al traghetto principale, ancorato al largo nell'acqua alta. Saliamo alla bene e meglio sull'imbarcazione in modo alquanto pittoresco, ed entriamo all'interno in un lungo salone con due file di sedili da tre posti ciascuna.

Navighiamo verso sud-est, a carico quasi pieno; dopo circa dieci minuti ripassiamo davanti alla spiaggia di Ao Nang, poi altri dieci e arriviamo alle spiagge di Ao Railay e alla grotta della Principessa, dove effettuiamo un'altra sosta per caricare i turisti dei resort locali. Questo tratto di costa è bellissimo, caratterizzato da alte pareti verticali, cime e faraglioni dalle forme più strane, la spiaggia bianchissima, un verde fitto. E dire che siamo a due passi da Ao Nang e dal nostro resort! Adesso la nave è stracolma di gente e molti rimangono in piedi fuori. Navighiamo lontano dalla costa, verso Pee Pee Island a sud, come in una di quelle barche di profughi che tentano la traversata per sbarcare in Italia.

Dopo altri dieci minuti passiamo vicini alle isole di Koh Podha e Chicken Island, quest'ultima non visibile da Ao Nang perché nascosta dalla prima, di cui invece si distingue la splendida striscia di spiaggia bianca dal litorale. Superate le due isolette, navighiamo in mare aperto, e non posso non rimanere incredibilmente stupito da quanto l'oceano sia incredibilmente piatto, con totale assenza di onde e movimento. Questo è il regno dei canoisti, che si avventurano anche parecchio lontani dalla costa senza troppi problemi.

Ancora un'altra ora e finalmente spunta il profilo di Pee Pee Don l'isola più grande delle due. Lo speaker intanto informa il tragitto che seguiremo. Appena saliti infatti ogni passeggero è stato munito di due bollini di due colori diversi; quelli blu, che abbiamo anche io e Ste, indicano i turisti che hanno pagato il tour di un giorno intero, quelli rossi invece segnano i turisti che hanno pagato solo la traversata per Pee Pee Don. Il battello si fermerà pochi minuti per far scendere questi ultimi e poi proseguirà per Pee Pee Lay, l'isola più piccola.

Costeggiamo per una mezzora l'alta falesia, rimanendo impressionati dalla bellezza della costa, alta, verdissima, assolutamente impenetrabile. Durante l'avvicinamento alla spiaggia di Pee Pee Don, che funge anche da molo visto che ci sostano tutte le barche, io e Ste rimaniamo però spaventosamente impressionati dalle decine e decine di imbarcazioni che sono ancorate in mezzo alla baia o che navigano nei dintorni: dalle semplici longtail, ai motoscafi, a grandi battelli, come il nostro, che portano centinaia di turisti alla volta. Rimaniamo allibiti mentre attracchiamo al molo per far sbarcare i passeggeri che non fanno il tour, continuando a guardare queste barche, l'acqua sporca e inquinata, e il contrasto col paesaggio che, indiscutibilmente, è strepitoso e sensazionale. L'unica parte dell'isola in piano, dietro la spiaggia, che non risulta impenetrabile come l'alta falesia e l'interno montuoso, è completamente colonizzata e modificata dalla presenza dell'uomo, che ha costruito un vero e proprio villaggio.

Lo sbarco dura circa mezzora e ripartiamo velocemente proseguendo verso Pee Pee Lay, continuando a costeggiare l'alta falesia che in questo tratto è ancora più spettacolare, e osservando piccole, meravigliose e paradisiache calette di qualche decina di metri di spiaggia bianchissima, a ridosso di pareti verticali calcaree enormi, erose dall'acqua nelle forme più fantasiose e stupefacenti. Per ognuna di queste minuscole calette vi sono per poco ancorate dieci barche, e questo mette in chiaro che certo ormai non si può più trovare il paradiso solitario qui a Pee Pee Island  , invasa dai turisti. Lasciamo la costa dell'isola maggiore e dopo pochi minuti spunta Pee Pee Lay , col suo caratteristico mastodontico spuntone di roccia dalla punta ovale come tutte le vette di Krabi. Anche qui la costa regala paesaggi mozzafiato, un susseguirsi di viste ineguagliabili per bellezza, anche se la presenza del via vai continuo dei mezzi di navigazione allontana la visione del paradiso assoluto che una volta, non più di cinque anni fa tanto per fare un esempio, questo posto doveva conservare intatto.

Effettuiamo una breve sosta al largo delle Viking Cave , grotte calcaree davvero singolari, dove possiamo scattare delle belle foto prima di proseguire facendo il giro ad anello per tre quarti dell'isola, arrivando alla famosa spiaggia di Maya Bay  che ha dato il nome al film "The Beach", girato qua con Leonardo Di Caprio. Il posto è sensazionale, la spiaggia è davvero incastonata e quasi del tutto chiusa da un cerchio di 300° di spettacolare alta e impenetrabile falesia. Anche se i colori non sono accesi per via del cielo molto nuvoloso, si intuisce chiaramente la singolarità della generosa mano della natura che ha creato questo paesaggio. Purtroppo, ed è un sincero e profondo rammarico, qua le barche sono addirittura una flotta, e rovinano completamente, dal punto di vista naturalistico, questo posto. Le longtail vanno e vengono in continuazione portando orde di turisti, la spiaggia ne è invasa e brulicano come formiche, mentre un numero che non riesco neanche a contare di motoscafi ormeggiano al largo in questo golfo semi chiuso, insieme al nostro e ad un altro paio di grandi battelli con centinaia di turisti ciascuno. La nostra imbarcazione si ancora qua, lontano dalla spiaggia, con l'aria intrisa del brutto odore di benzina di tutti i mezzi intorno, amplificata dal fatto che non spira un filo di vento e c'è molta afa. L’equipaggio fornisce maschera e boccaio e finalmente possiamo fare il bagno e un po’ di snorkelling, per soddisfare la curiosità di vedere cosa nasconde il mare tropicale. Ma anche su questo punto rimango un pò deluso, dal momento che l'acqua è molto torbida, oltre che inquinata, e si riesce a mala pena a vedere il fondo sotto di me, a 5 o 6 metri di altezza. L'unica emozione è costituita da un branco di centinaia di pesci tropicali  gialli e striati di nero, poco più grandi di una decina di centimetri che, incuranti della mia presenza e quella di altra turisti ed incuriositi dalla nave, girano intorno aspettando briciole di pane e di qualsiasi cosa che sia assimilabile a cibo commestibile. Mi travolgono letteralmente e sento la sensazione del contatto fisico come quando si prende un pesce in mano, però estesa in tutto il corpo! Rimaniamo nei dintorni della barca nell'acqua tiepida ad una temperatura perfetta, senza allontanarci per non finire sotto qualche motoscafo o tra le ancore. Un turista israeliano però azzarda nientemeno che la nuotata fino alla spiaggia di Maya Bay. Una volta risaliti nel battello, è proprio lui che si fa aspettare per ultimo, mentre noi plachiamo la sete con un succoso ananas.

Proseguiamo nel nostro anello a 360° per l'isola, per poi tornare, ormai ora di pranzo, alle 13:00 a Pee Pee Don. Scendiamo tutti, seguendo una guida che raggiunge, attraverso la stradina che percorre tutta la spiaggia invasa di barche, il nostro posto per mangiare. Non si può chiamare né ristorante né locale, ma piuttosto spiazzo all'aperto, con due tavoli contati coperti da una brutta struttura vuota. Viene servito da mangiare velocemente e il menù è fisso con diverse pietanze tailandesi.

Dopo il pasto siamo liberi di girare fino alle 15:30, ora di appuntamento al nostro battello. Io e Ste ci separiamo dal gruppo e seguiamo le viuzze interne del villaggio. E’ un susseguirsi di negozietti di ogni genere: dai market, all'abbigliamento, agli internet point, ai locali notturni dove i turisti si accalcano davanti ad un televisore (forse una delle poche fonti di comunicazione con il mondo esterno!). Le strade sono davvero strette e non ci sono vetture, solo molte biciclette e tantissima gente che passeggia. Cerchiamo di guardare una cartina per capire la nostra posizione, rendendoci conto che ci sarebbe parecchio da camminare. Ma non ne abbiamo il tempo. Una strada porta alla spiaggia di fronte alla nostra dalla parte opposta dell'isola, una al view point che, dalla descrizione del Travel che cito spesso, deve essere davvero bellissimo ma richiede una scalata di tre ore! Compriamo qualche cartolina, qualcosa da bere e a scattiamo qualche foto ad un povero macaco, piccolissimo, di appena sei mesi, che si ciuccia il suo biberon legato davanti ad un piccolo negozio; chissà se è qui per intenerire i turisti ed attirarli nel negozio o perché da sola non riuscirebbe a sopravvivere... la cosa sicura è che il suo atteggiamento è alquanto indispettito e non ha un'aria per niente allegra! Seguiamo un lungo e stretto viottolo, cercando di capire il modo di arrivare alla parte opposta dell'isola, nell'altra spiaggia, ma raggiungiamo appena la fine dell'abitato, dove le case si diradano nella foresta, per renderci conto che è già ora di tornare indietro. Osserviamo intorno a noi che i viottoli carini, vivacemente colorati e pieni di gente, sono spariti per lasciar spazio, come purtroppo abbiamo spesso notato anche a Bangkok, ad uno squallido scenario di baracche e catapecchie sporche e arruginite, simili ad un immondezzaio di rifiuti accumulati.

E' questa davvero una brutta sorpresa che lascia un pò di amaro, come quasi a dimostrare che il paradiso in realtà non può esistere, e che dietro la bella apparenza costruita per i turisti si celi dall'altra parte sempre il lato squallido e opposto delle cose. Difficile dire se questo aspetto è intrinseco del turismo di massa o della cultura del modo di vivere tailandese, probabilmente entrambe le cose. In ogni caso, questo angolo brutto di Pee Pee Island rafforza la mia convinzione che questo luogo sta sciupando velocemente per l'eccessivo intervento dell'uomo, e che le norme di salvaguardia come quelle di non piantare ombrelloni in spiaggia o rendere la zona una riserva naturale, non sono per niente sufficienti a fermarne il degrado. Certo è che se è il turismo di massa rappresenta la causa principale di questi fatti, io per primo mi sento in colpa, senza false ipocrisie: sono qui come tutti gli altri! L'unica cosa che non accetto è che molti degli altri siano qui perché "The Beach" è stato girato qui, poiché è da allora che Pee Pee Island ha cominciato la sua esponenziale trasformazione. Io neanche sapevo, prima di fare la gita, che Maya Bay fosse la famosa spiaggia del film, e non sono qui certo per vedere "la spiaggia del film The Beach" e poter dire "ci sono stato", ma esclusivamente per vedere le bellezze che questi paesaggi offrono. Sono convinto che vi siano molte altre spiagge qua in Tailandia che meritano quanto e forse più di Maya Bay, ma dove il paesaggio è ancora intatto e i turisti sono ancora pochi, sia perché mancano dei servizi sia perché pochi le conoscano e sia perché, per fortuna, Hollywood non vi ha ancora messo piede!

Torniamo dunque indietro per gli stretti viottoli, prendendo una stradina alternativa e finendo in una sorta di mercato alimentare, per poi arrivare di nuovo alla spiaggia, dove mi cade l'occhio su un bambino che fa il bagno nel mare con le bollicine oleose e detriti di vario genere, tra le ancore delle varie barche: qua proprio un tuffo non lo farò mai! E dire che in controluce, adesso che è uscito il sole, i riflessi verdissimi dell'acqua e lo sfondo tropicale creano un paesaggio meraviglioso! Raggiungiamo il nostro battello e lasciamo Pee Pee Island, navigando sulla stessa identica rotta dell'andata. Il cielo è nuvoloso per tutto il tragitto, ma il mare sempre perennemente piatto.

Nopparad Thara

Un songtaw (bus locale) ci porta al punto di partenza, questa splendida enorme spiaggia nella baia di Ao Nang

Nopparad Thara

Una longtail carica di turisti ci porta fino al battello

Nopparad Thara

Pochi minuti dopo un altra longtail ci raggiunge, altro carico di turisti!

Pee Pee Don

Il battello sbarca alcuni turisti velocemente a Pee Pee Don, tra un ingorgo di barche e nafta nauseante

Pee Pee Don

Il paesaggio è sensazionale ma del tutto rovinato dalla presenza di un numero di barche a dir poco esagerato...

Pee Pee Don

Il battello prosegue la traversata verso Pee Pee Ley costeggiando l'alta verdissima falesia a picco sul mare

Pee Pee Don

Alcune piccole spiagge incastonate nella roccia paiono davvero il paradiso quando intorno non ci sono una decina di barche!

Pee Pee Ley

Superata Pee Pee Don ci aspetta la più piccola e disabitata Pee Pee Ley

Pee Pee Ley

Foto ricordo sul battello!

Pee Pee Ley

L'alta falesia regala paesaggi spettacolari

Pee Pee Ley

Splendidi scorci e calette

Pee Pee Ley

Arriviamo alle Viking Cave

Pee Pee Ley

Foto ricordo alle Viking Cave

Pee Pee Ley

Altro splendido scorcio sulla costa

Pee Pee Ley

Purtroppo anche qui le barche sono presenti in ogni caletta...

Pee Pee Ley

La falesia assume le forme più strane e svariate

Maya Bay

Ecco la famosa Maya Bay. Qua Di Caprio ha girato il film "The Beach"

Maya Bay

La spiaggia è incastonata tra monti spettacolari e verdissimi

Maya Bay

Qua le barche sono moltissime, piccole dei privati e grosse per i turisti come noi

Maya Bay

Il nostro battello si ferma e ci danno la maschera per fare il bagno e vedere i pesci tropicali!

Pee Pee Don

Torniamo a Pee Pee Don tra un ammasso di imbarcazioni

Pee Pee Don

Passeggiamo per le caratteristiche strette viuzze dell'isola

Pee Pee Don

Uno dei tanti resort a Pee Pee Island

Pee Pee Don

Una piccola scimmietta di 6 mesi è legata in un negozietto...

Pee Pee Don

...e si gusta il biberon!

Pee Pee Don

La scimmietta non si fa avvicinare ed è piuttosto indispettita dai turisti!

Pee Pee Don

Il retro delle viuzze però non è per niente bello ma sporco e pieno di rifiuti, ecco il lato più brutto dell'isola

Pee Pee Don

Immagine della baia, il mare è verdissimo ma molto inquinato

Phra Nang Beach

Rientriamo a Krabi costeggiando le spiagge principali

Ao Railey

Sostiamo ad ao Railey per lasciare i turisti che alloggiano qua nei resort

Ao Railey

Alti faraglioni e vette caratterizzano tutto il paesaggio intorno a Krabi

Nopparad Thara

Sullo sfondo il tipico orizzonte che caratterizza la costa di Krabi

Nopparad Thara

Arriviamo a Nopparad Thara

Nopparad Thara

Il mare è sempre piatto e gli isolotti sono meravigliosi da visitare in canoa

Nopparad Thara

Il sole tramonta mentre le longtail ci portano a terra!

Nopparad Thara

La spiaggia, con la bassa marea, diventa sterminata tutte le sere, regalando splendide e romantiche passeggiate

Dopo l’ulteriore sosta ad Ao Railay per lasciare alcuni turisti, rientriamo a Noppharat Thara  quando il sole sta per tramontare. E qui si notano gli evidenti effetti della bassa marea . Il mare, ritirandosi quasi fino ai piedi dei due isolotti, rende la spiaggia immensa e sterminata, e meta romantica e divertente di splendide passeggiate per tailandesi e turisti. Mentre scendiamo dalla longtail per avviare al songtaw che ci riporterà al resort, rimaniamo estasiati da questo sfondo magico e surreale.

In poco più di venti minuti siamo di nuovo ad Ao Nang, dove scendiamo su nostra richiesta alla spiaggia per vedere finalmente il nostro primo vero tramonto tropicale. Un'emozione fantastica! Sono le 18:00 in punto e il sole scende velocemente all'orizzonte colorando intensamente tutto il cielo circostante, dal giallo al rosso, mentre tutte le longtail guidate per lo più da ragazzi tailandesi, rientrano e si ancorano sulla spiaggia dopo una lunga giornata di lavoro. Uno splendido momento per fare indimenticabili fotografie. Rimaniamo ad osservare tutta la scena fino a buio fatto, verso le 18:30, quando ci raggiunge in spiaggia il cucciolo dalle sopracciglia nere, un vero mito del posto!

Rientriamo a piedi al nostro resort per rilassarci un pochino, e usciamo per la cena, scegliendo oggi un altro ristorante italiano del posto, molto rinomato, dal nome "Azzurra". Mentre guardiamo il menù di fronte al locale (è d'uso qua in Tailandia esporre il menù di fronte all'entrata del ristorante), il gestore viene a conversare con noi, riconoscendo subito il nostro aspetto da turisti tipicamente italiani. Si chiama Franco ed è un ragazzo simpatico e cordiale, che descrive un pò la vita locale di Ao Nang, la quale per fortuna non è rimasta coinvolta da fenomeni comuni ad altri luoghi tailandesi come la prostituzione (tipo Phuket o Bangkok tanto per fare un esempio). Come spiega lui stesso infatti, esistono solo un paio di locali notturni qui a Krabi che non vanno neanche tanto, visto che i turisti che soggiornano qui sono per lo più coppie e famiglie (a differenza ad esempio di Phuket, dove i ragazzi single in cerca di divertimento notturno sono un esercito). Parliamo ancora per una ventina di minuti, mentre abbiamo la colina in bocca parlando della sua ottima cucina. L'arredamento della sala è molto curato, tutto intonato tra il nero e il blu (si chiamerà Azzurra per questo?). Prendiamo posto a sedere e ordiniamo un piatto di lasagne della casa e di penne all'arrabbiata. Il conto è un pò più alto della media (450 bath, 11 euro), ma la qualità e la bontà delle pietanze sono indiscutibili: tutto delizioso e ottimo con porzioni generose! Salutiamo cordialmente Franco e passeggiamo per il litorale di Ao Nang, prima di tornare al resort per dormire.
 




 


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