Giorno 12
28/10/2002
- Ao Railay e Phra Nang; Podha Island; Chicken Island
Verso le 9:00 prendiamo il sentiero dietro al resort
che conduce in spiaggia, dove fermiamo un ragazzo qualunque delle
tante longtail per farci portare ad Ao Railay, vista ieri di
passaggio andando a Pee Pee Island. La tariffa è fissa ed è di
appena 50 bath a testa: stavolta niente contrattazioni! Saliamo
sull'imbarcazione di legno e percorriamo il tragitto di una ventina
di minuti tra il mare sempre piatto, costeggiando l'alta falesia che
regala viste spettacolari da tutte le parti (e tutto questo al
prezzo di poco più di 1 euro?? incredibile....).
Sbarchiamo ad Ao Railay, spiaggia molto più bella di
quella di Ao Nang (che già, intendiamoci, non è niente male!), con
la sabbia ancora più bianca e fine, e il mare più cristallino e
bassissimo. Il retro è caratterizzato da un tratto pianeggiante il
quale, avendo visto le cartoline, termina dall'altra parte della
costa con un'altra spiaggia opposta: in mezzo alle due spiagge
sorgono diversi splendidi resort di diversa categoria che
hanno occupato e colonizzato tutto il tratto, non lasciando neanche
lo spazio per una strada se non quella per entrare nel resort
stesso. All'estremo della spiaggia invece si erge altissimo un
faraglione con pareti verticali spettacolari, sicuramente meta
obbligatoria per climbers sfegatati.
Dopo aver passeggiato un pò e constatato che non
esiste modo di oltrepassare il faraglione dalla spiaggia, prendiamo
un sentiero interno che passa per un resort. Attraversiamo così
tutto il complesso tra piccoli sentieri e viuzze, in mezzo a
bungalow di ogni genere, e sbuchiamo dalla parte opposta nell'altra
spiaggia, che non può essere paragonata per bellezza alla
precedente. In effetti non è neanche una vera e propria spiaggia,
dal momento che sorgono un pò ovunque intricate radici di mangrovie,
che caratterizzano in modo alquanto singolare il paesaggio. Il
terreno inoltre è molto fangoso e vi sono rifiuti e scarti dei
resort sparsi ovunque. Altri faraglioni altissimi con
colonne calcaree che sembrano enormi stalagmiti, sono sicuramente
un'altra meta prediletta dei climbers.
Ci spostiamo sulla destra scovando un altro sentiero,
che costeggia un'alta parete verticale da una parte e il
Rayavadee Resort dall'altra. Questo è un resort molto rinomato e
uno dei più costosi di Krabi, ma noi purtroppo ne vediamo il lato
peggiore dal momento che, come accennato prima, da questo versante
pare abbiano concentrato i risvolti peggiori degli stabilimenti,
lasciando al degrado strutture e pulizia. Il sentiero diventa presto
buio e incredibilmente suggestivo, con piccole grotte ed insenature
ovunque, a ridosso di un'enorme parete verticale dove gigantesche
stalattiti gocciolanti sbucano in maniera inquietante, assumendo le
forme più fantasiose ed intricate. L'opera dell'erosione calcarea
è stupefacente!
Seguiamo i cartelli per Phra Nang, ma sarebbe
stato interessante vedere anche la deviazione che porta ad un punto
panoramico. In breve sbuchiamo di fronte alla famosa grotta, detta
Phra Nang Cave, che prende il nome dalla spiaggia ed è legata
alla leggenda di una principessa, unica sopravissuta al naufragio di
una furiosa tempesta, al quale altare vengono portati continuamente
doni consistenti per lo più in fiori freschi. La grotta è poco più
di un'insenatura a ridosso di una immensa parete con altrettanto
mastodontiche stalattiti , un vero spettacolo da osservare
confrontando la piccolezza degli uomini che nuotano nelle verdi,
calme e basse acque sottostanti. La spiaggia è molto lunga e parte
dalla grotta, proseguendo molto oltre, deviando ad un certo punto di
fronte ad un caratteristico isolotto e non se ne intravede neanche
la fine. La sabbia è bianchissima e accecante, impossibile restare
senza occhiali da sole e cappellino visto il fortissimo sole che
picchia senza sosta. I colori sono meravigliosi con tutte le
tonalità di verde possibili ed immaginabili del mare e della
vegetazione circostante. Non potendo piantare ombrelloni e sistemare
sdraio, tutti i turisti (che non sono per niente tanti, me ne
aspettavo molti di più) stendono l'asciugamano all'ombra degli
alberi e delle palme. Seguiamo l’esempio anche noi scegliendo il
punto con attenzione. Rimaniamo a godere questo paradiso tropicale,
non potendo restare più di una mezzora senza correre a fare un
meraviglioso bagno nell'acqua bassa, calda e limpida. Un paio di
signore si avvicinano a noi: una è massaggiatrice e l'altra si
occupa di lavorare i capelli per renderli un fitto intreccio di ...treccie.
Chiedono se siamo interessati e azzardano qualche prezzo (200 bath
per un massaggio, 600 per l'acconciatura a Stefania preventivando
diverse ore di lavoro vista la lunghezza dei capelli!), ma noi non
accettiamo. Si avvicina anche un simpatico ragazzo italiano, (non
c'è verso di non essere riconosciuti....), e inizia a narrare la sua
odissea. Racconta che siamo i primi italiani che vede dopo 45 giorni
di soggiorno in Indonesia e che là è stata molto più dura che in
Tailandia. Sta facendo il giro di mezzo mondo, e ha tempo un anno a
partire appunto dal mese e mezzo in cui ha iniziato avventurandosi
per primo in Indonesia. Adesso è in Tailandia, e poi proseguirà per
il Vietnam, l'Australia e l'America latina. La cosa che mi stupisce
di più è il suo budget, di appena 30 milioni delle vecchie lire, che
in pratica gli consentono di non spendere più di 50 euro al giorno
tutto compreso, senza godere alla fine nemmeno i posti che sta
vedendo. Indubbiamente deve essere un'esperienza eccezionale, ma io
non la farei in questo modo...
Dopo l’interessante conversazione facciamo un altro
bagno e compriamo un ananas da dei ragazzi tailandesi
che passeggiano per la spiaggia. Pare un vero miraggio con il caldo
di oggi: così succoso e zuccherino, veramente indispensabile!
A questo punto, cotti dal sole, siamo curiosi di
arrivare alla fine della spiaggia e la percorriamo tutta fino
all'altra parte, dove termina con la solita alta falesia e vista
mozzafiato. Dopo un numero infinito di foto decidiamo di tentare la
traversata per l'isola di Koh Podha perfettamente
visibile di fronte alla spiaggia di Phra Nang, come anche da quella
di Ao Nang, e che appare sempre uguale con la lingua bianca di
spiaggia e un alto monte dietro. La differenza è che da qui si vede
bene anche l'isola dietro costituita dal piccolo isolotto di Koh
Mor e Koh Dam Khwan , soprannominati semplicemente
per motivi turistici Chicken Island, evidentemente dalla
forma di qualche faraglione che assomiglia ad un pollo! Sono le
11:30 e immaginando di superare l'ora di pranzo, senza sapere
minimamente quali servizi vi siano o meno nell'isola, compriamo
qualcosa da sgranocchiare e da bere da una longtail ferma in
spiaggia che funge da chiosco ambulante (eh già, qua i
chioschi non si costruiscono sulle spiagge, si adoperano nelle
barche di legno!).
Avviciniamo poi un ragazzo del posto, che in modo
cordiale e sorridente come tipico di tutti i tailandesi ci propone
il tragitto classico del luogo: 600 bath (circa 14 euro) per
lasciarci a Koh Podha, sostare un'ora, proseguire poi per Chicken
Island, sostare un'altra ora, e riportarci indietro ad Ao Nang. Il
prezzo è fisso perché legato al tragitto e non si può contrattare.
Se fossimo un gruppo numeroso verrebbe lo stesso e quindi in
proporzione di meno per persona, ma per nostra sfortuna non c'è
nessuno che pare sia intenzionato a fare la stessa gita in questo
momento.
Saliamo da soli e navighiamo su questa caratteristica
gondola di legno, apprezzando in maniera ancora più entusiasmante,
allontanandoci lentamente da Phra Nang, il paesaggio strepitoso che
la costa di Krabi regala in ogni situazione. Dopo venti
minuti di tranquilla e rilassante traversata, dove anche gli schizzi
d'acqua diventano incredibilmente piacevoli dato il caldo,
raggiungiamo Koh Podha, che si avvicina lentamente e
magicamente come una visione angelica. La profondità del mare si
abbassa rapidamente e l'acqua diventa finalmente cristallina come
non l'avevamo ancora vista prima qua in Tailandia, di un verde
acceso in netto contrasto con la bianchissima e accecante spiaggia.
Non ci sono altre barche finalmente, tranne qualche altra sporadica
longtail come la nostra che porta o aspetta qualche turista, e la
spiaggia è praticamente deserta: altro che Pee Pee Island ragazzi,
questa è la vera isola del paradiso tropicale!!! Il ragazzo accosta,
e mentre scendiamo accenna di tornare fra un'ora. Io e Ste, ancora a
bocca aperta ed estasiati da questa meraviglia, diamo un'occhiata
intorno e perlustriamo la spiaggia che circonda metà dell'isola. La
sabbia è splendida, finissima e bianchissima, pulita, ricoperta
solamente da ramoscelli vari caduti dalle palme le quali crescono
tutto intorno e, nel tratto pianeggiante di Koh Podha, creano anche
una piacevolissima ombra dove riparare e rinfrescarsi. Più
all'interno esiste una struttura, l'unica dell'isola, una sorta
chiosco-ristorante, e più in là ancora sorge un monte impenetrabile,
con la solita parete calcarea ricoperta di fittissima vegetazione.
Scegliamo un posticino all'ombra, di fronte ad uno straordinario
scoglio che spunta perfettamente verticale e altissimo, il quale
riconosciamo subito essere uno dei simboli più fotografati e
pubblicizzati di Krabi nelle riviste e nelle guide. Osserviamo la
lingua di spiaggia stretta e lunga, qualche decina di turisti
sparpagliati qua e là, qualche canoa che ha addirittura compiuto la
stessa traversata della nostra longtail, possibile solo grazie al
mare sempre piatto anche al largo delle coste. Di fronte a noi si
materializza la splendida ed indimenticabile visione di Krabi da
portare sempre nel cuore, con il profilo di tutta la costa, da Ao
Nang ad Ao Railay, Phra Nang ed oltre: un profilo geografico unico e
riconoscibile da qualunque altro, caratterizzato così com'è da
quella univoca morfologia.
Un altro meraviglioso bagno nella tiepida, calma
acqua cristallina del paradiso e vado a curiosare all'interno
dell’isola per vedere il ristorante, dove compro un paio di
tramezzini e qualcosa di fresco da bere. Inutile dire che un'ora
passa di volata, troppo in fretta per godere appieno di questo
fantastico posto.
Sono le 14:30 circa, risaliamo sulla longtail e
costeggiamo un pezzo di Koh Podha per una decina di minuti, per
giungere alla vicinissima Chicken Island, dove il ragazzo si
ferma nel minuscolo isolotto di Koh Mor. Si può compierne il
giro a piedi passeggiando su pochi centimetri d'acqua in una decina
di minuti! Ma la parte più bella è quella costituita da una
meravigliosa lingua di sabbia bianca che dà verso l'isola
più grande di Koh Dam Kwhan. Il mare è cristallino e pulitissimo ed
il fondo è talmente basso che addirittura vediamo alcuni ragazzi
fare la traversata a piedi, per un centinaio di metri, senza che il
livello dell'acqua superi la loro vita. A questo punto notiamo che
in quel tratto c'è uno scontro frontale della corrente proveniente
da due lati opposti, e realizziamo di essere nell'isolotto ripreso
dall'alto di quella splendida cartolina che abbiamo comprato ieri,
dove con la bassa marea una stretta e lunghissima lingua di
sabbia si erge miracolosamente creando un sentiero che
collega le due isole! Evidentemente ancora la marea non si è
ritirata sufficientemente per scoprirlo ma è già a buon punto. Qui
dove siamo si assapora ancora di più il paradiso tropicale poiché il
paesaggio è ancora più strepitoso. Siamo sul piccolo e deserto Koh
Mor, con sei persone sedute ai tavolini dell'unico piccolo chiosco
esistente, con la vista di Koh Podha alle spalle e un altro isolotto
e Koh Dam Kwhan di fronte: indescrivibile! Camminiamo sul fondo
sabbioso, a lato degli scogli di questo piccolo intatto promontorio
del mare delle Andamane, per poi tornare al chiosco dove mangiamo un
altro ananas (che potrebbe costare oro in questa isola deserta ed
invece viene appena 20 bath, 50 centesimi di euro!!!). Completiamo
il relax con un bel bagno nell'acqua tiepida e cristallina. Avendo
più tempo tenteremmo anche noi la traversata a piedi per Koh Dam
Kwahn, ma rimangono solo pochi minuti, mentre osserviamo il ragazzo
della longtail, sdraiato e anche lui rilassato, che ci aspetta pochi
metri al largo.
In questo momento lo invidio profondamente: loro
hanno questo, e non so se dire "solo" questo o "tutto" questo. Hanno
una vita semplice, molte meno cose di noi, non conoscono il cinema,
non sanno usare il computer, non hanno la lavatrice, la
lavastoviglie e chissà quante altre diavolerie tecnologiche, ma
trascorrono le giornate nella pienezza di questa meraviglia
naturale, senza stress, senza fretta, levando l'ancora della loro
longtail all'alba e rientrando al tramonto a casa. Guardo questo
simpatico e cordiale ragazzo mentre ci accompagna indietro ad Ao
Nang, in una bella traversata di mezzora: ha il sorriso stampato in
faccia ed è la personificazione dell'immagine della serenità e della
gioia. Gli scatto una bella foto e mi domando tra me e me se lui si
renda conto della fortuna di essere nato qua, in questo paradiso, di
quanto la natura sia stata generosa con questo posto regalando
paradisi mozzafiato. Credo di sì e anche se probabilmente lui non
avrà visto altre parti del mondo per poterne fare il raffronto, sono
sicuro che dentro di sé sia consapevole di questa fortuna. E spero
vivamente che non saremo noi stessi turisti a rovinargliela. Finché
siamo pochi come adesso, costituiamo niente di più che la sua fonte
di reddito, ma se arriviamo in massa come a Pee Pee, addio paradisi
tropicali... Per fortuna qui non hanno ancora girato nessun film...
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Ao Railey |
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In questa splendida spiaggia, raggiungibile in 15 minuti con longtail da Ao Nang, ci sono molti dei resort più famosi di Krabi |
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Ao Railey |
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Percorriamo un sentiero tra enormi stalattiti calcaree e pareti verticali altissime... |
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Phra Nang Beach |
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... e raggiungiamo la spiaggia di Phra Nang, anch'essa decisamente spettacolare! |
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Phra Nang Beach |
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La spiaggia è bianchissima.... |
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Phra Nang Beach |
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... e il mare limpido, sabbioso e verde |
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Phra Nang Cave |
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In fondo alla spiaggia si trova la leggendaria grotta della Principessa |
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Phra Nang Cave |
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Vista di Phra Nang dalla grotta |
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Phra Nang Beach |
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Spettacolari isolotti si alzano altissimi dal nulla rendendo il paesaggio enormemente suggestivo |
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Phra Nang Beach |
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Diverse longtail attendono turisti che si vogliono spostare da una spiaggia all'altra |
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Phra Nang Beach |
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La fine della spiaggia, dalla parte opposta alla grotta della Principessa |
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Phra Nang Beach |
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Prendiamo una longtail guidata da un simpatico ragazzo, che ci porta a Ko Podha |
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Phra Nang Cave |
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L'enorme parete e grotta viste dalla longtail durante il tragitto |
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Ko Podha |
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Ecco l'isola di Ko Podha, visibile all'orizzonte sia da Phra Nang che da Ao Nang |
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Ko Podha |
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All'arrivo si gode una splendida vista sullo sfondo di Krabi! |
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Ko Podha |
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La spiaggia è meravigliosamente bianca e morbida, e non c'è quasi nessuno! |
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Ko Podha |
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Un altro isolotto (molto fotografato nelle riviste e quasi un simbolo di Krabi) si staglia verso il cielo altissimo |
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Ko Podha |
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Il posto è assolutamente paradisiaco e l'acqua caldissima, non si può non fare il bagno! |
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Ko Podha |
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Per capire le dimensioni dell'isolotto si può osservare una piccolissima canoa sul lato destro sotto l'ombra... |
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Ko Podha |
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Le solite tipiche longtail, unico mezzo di trasporto usato per spostarsi da un paradiso all'altro |
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Chicken Island |
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Ci spostiamo a Chiken Island, a fianco a Ko Podha, bastano solo dieci minuti di longtail |
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Chicken Island |
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Qui c'è ancora meno gente ed è un altro paradiso sulla terra! |
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Chicken Island |
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Una parte dell'isola è sabbiosa e l'altra circondata di scogli |
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Chicken Island |
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Durante la bassa marea, un lembo di sabbia si scopre magicamente e collega l'isolotto più piccolo a quello più grande! |
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Chicken Island |
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Foto ricordo con lo sfondo di Krabi |
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Chicken Island |
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Il mare sempre piatto è una caratteristica impressionante di questi posti! |
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Chicken Island |
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Ancora lo sfondo di Krabi con la sua singolare conformazione montuosa |
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Chicken Island |
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C'è ancora un pò di alta marea, ma il lembo di sabbia sta cominciando a essere visibile |
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Chicken Island |
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Questo è l'isolotto più piccolo, dove esiste solo un piccolo punto di ristoro e niente altro! |
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Chicken Island |
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L'isola di Ko Podha sullo sfondo tra il mare verdissimo |
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Chicken Island |
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E' ora di lasciare il paradiso e torniamo a malincuore indietro ad Ao Nang con la nostra longtail |
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Phra Nang |
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Le stranissime catene montuose di Krabi in prossimità di Phra Nang sono uno spettacolo unico da godersi in barca! |
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Ao Nang |
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Un tratto di costa immerso nell'acqua verdissima, prima di arrivare ad Ao Nang |
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Dopo il meraviglioso tragitto approdiamo ad Ao Nang
verso le 16:00 e ringraziamo cortesemente il nostro giovane
accompagnatore. Torniamo al nostro Peace Laguna e dopo un breve
salto in stanza per dissetare la nostra interminabile sete, ci
attende la piscina per concludere questa giornata a mollo
nell’acqua. Soprattutto dobbiamo raffreddare la nostra povera pelle
che, protetta con qualche crema solare troppo leggera, inizia a
colorarsi di un rosso non indifferente! In particolare le gambe di
Stefania sono oltre il classico colore dell'aragosta, con una bella
tendenza al fuxia fosforescente... Rimaniamo dunque un'oretta nel
totale relax di un bagno nella splendida piscina del nostro resort,
a tratti da soli e a tratti con un'altra coppia di ragazzi: un
paradiso solo per noi ed una sensazione che non ho mai provato
prima.
Dopo aver applicato uno strato dello spessore di un
centimetro di crema dopo-sole su tutto il corpo, usciamo per cena
tornando per l'ultima volta dal nostro mitico "Lavinia" a
mangiare la solita ottima pizza, accompagnata dalla birra tailandese
"Chiang" alla quale stiamo diventando affezionati. Subito dopo,
mentre passeggiamo per digerire in cerca di souvenirs e delle ultime
cartoline, sorridiamo di fronte al song-taw pubblicitario che col
megafono sponsorizza un incontro di box tailandese, il quale sta
passando ininterrottamente già da due giorni!
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