Giorno 14
30/10/2002 - Volo Krabi - Bangkok -
Chiang Mai; sistemazione al Lai Thai Guesthouse
Andiamo a consumare la nostra ultima colazione a
buffet verso le 8:00, per poi prendere valigie e bagagli ed
aspettare alla reception l’auto prenotata per il trasferimento
all'aeroporto. Siamo molto stanchi, anche perché non abbiamo dormito
molto dal momento che Ste si è sentita male stanotte, causa
l'indigestione di noccioline fatta durante il tour ad Ao Talane e la
cena tailandese non proprio leggera per il nostro povero stomaco
duramente provato. Ci siamo un pò preoccupati ma niente di grave per
fortuna, siamo ancora sani e salvi e ammettiamo che è stata colpa
nostra nell'esagerare con le porcherie da sgranocchiare! Arriva a
prelevarci un signore e lasciamo così il nostro magnifico resort con
grande malinconia. Percorriamo per una mezzora la strada che collega
Ao Nang all'aeroporto, senza traffico, ben tenuta e scorrevolissima,
mentre guardo pensieroso dal finestrino Krabi con i suoi
spettacolari paesaggi e i suoi paradisi sfumare lentamente alle
nostre spalle. Il nostro accompagnatore prende una deviazione e si
ferma ad un certo punto in una strada secondaria di fronte ad una
casetta. Suona il clacson ed esce una signora, che intuiamo essere
probabilmente la madre. I due iniziano una animata conversazione in
stretto tailandese gesticolando alla napoletana, sotto i nostri
occhi allibiti, e dopo qualche minuto il signore riparte
tranquillamente. Chissà cosa si sono detti! A me pare che il tutto
si possa riassumere in qualcosa tipo :"E ricordati di andare a
comprare il pane quando torni!" o roba del genere!!!
In ogni modo arriviamo puntuali all'aeroporto
alle 9:00. Ringraziamo e carichiamo le valigie nel carrello.
Operiamo il check-in del nostro volo con la Thai Airways, il TG 250
per Krabi-Bangkok delle 10.05. Una volta liberi dei
bagagli scendiamo nella piccola sala d'attesa, l'unica dell'intero
minuscolo aeroporto, che ha solo due gate d'uscita. Non c'è quasi
nessuno e tutto si svolge con una calma e tranquillità
impressionante. I controlli sono leggeri e mi viene da pensare che i
problemi di attentati e terrorismo siano le ultime cose che passino
per la testa alla gente di questo posto. Il nostro volo parte un pò
in ritardo ma arriva abbastanza puntuale a Bangkok, verso le 11:25.
Effettuiamo il cambio di aeromobile nell'affollato
aeroporto della capitale per il volo TG 110 delle 12:15 diretto a
Chiang Mai. Durante l'attesa compriamo il nostro pranzo
costituito da tramezzini e una sana camomilla per depurare lo
stomaco. La traversata è tranquilla. Gli aerei della compagnia Thai
sono belli e confortevoli nonché, per noi europei, davvero
economici!
Atterriamo alle 13.25 e svolgiamo le operazioni di
routine per ritirare le valigie. L'aeroporto non è molto grande ma
senz'altro ben organizzato e funzionale. Inizia una nuova avventura,
un altro viaggio nel viaggio: il Nord della Tailandia e la famosa
Chiang Mai, tanto cantata come la città del trekking! Troviamo ad
attenderci l’auto prenotata del Lai Thai Guesthouse, che
abbiamo scelto come alloggio trovando il sito in Internet
all'indirizzo:
http://laithai.com/index.html. Non hanno richiesto nessun
anticipo ma solo una conferma via fax, ed inoltre la richiesta del
transfer è gratuita così ne abbiamo approfittato subito. Durante la
mezzora di tragitto verso il centro, dove risiede la nostra
guesthouse, abbiamo modo di farci già un'idea di questa città, che
non sembra molto diversa da una piccola Bangkok in miniatura:
traffico, bancarelle, tuk-tuk ovunque! Le case e le strutture sono
decisamente più dignitose e non si vedono catapecchie decadenti come
nella capitale. Anche le strade sono più pulite e ordinate.
Arriviamo intorno alle 14:00 al Lai Thai, che conserva un aspetto
alquanto caratteristico ed esattamente uguale a quello che si vede
nella foto di Internet. La struttura di fronte a noi è disposta come
una "U" al contrario, dove ai lati ci sono le stanze articolate su
due piani, al centro una grande spazio adibito a cortile e piscina,
sulla destra alla sala per colazione, pranzi e cene, con una serie
di tavolini all'aperto, subito a sinistra la reception. E’ un unico
spazio aperto per cui risulta un via vai misto di persone che
arrivano e vanno via con bagagli, oppure siedono per mangiare o
fanno il bagno in piscina! La nostra camera è la n° 224 al
primo piano, costa 590 Bath a notte senza colazione, (più o meno 14
euro), e aggiungiamo anche la safety box (cassetta di sicurezza) per
lasciare passaporti e biglietti, al prezzo di 20 bath al giorno (50
centesimi di euro). Rimaniamo stupiti dal fatto che tutte le quote
vanno pagate giorno per giorno senza mettersi in conto e non si fa
quindi neanche un check-out finale.
Veniamo accompagnati in camera, percorrendo il
corridoio a fianco alla piscina e salendo le scale, per poi
procedere nel corridoio superiore all'aperto, tutto rigorosamente in
legno. La struttura è esteticamente carina e suggestiva, compresa la
stanza con pavimento sempre in legno e addobbamenti caratteristici,
come un enorme ventaglio colorato appeso al muro. La comodità e la
pulizia invece non sono esemplari, sembra in effetti il bungalow di
Krabi con lo stesso bagno con doccia libera sul pavimento, un
vecchio condizionatore fisso senza regolazioni di temperatura, un
televisore, un letto matrimoniale con materassi molli, un piccolo
tavolino ed una sedia. Siamo lontani anni luce dalla fantastica
deluxe del Peace Laguna, ma stavolta siamo più preparati e ci
aspettavamo una stanza decisamente più modesta. Sistemiamo la nostra
roba nell'armadio e riposiamo il pomeriggio fino alle 18:00. Ci
accorgiamo solo adesso che non esce l'acqua dalla doccia e scendiamo
giù alla reception per fare presente la cosa.
Usciamo quindi, già buio, per curiosare e fare una
passeggiata nella principale città del Nord della Tailandia, non
dimenticando però prima di dare un'occhiata a fianco alla reception
ai vari tour che vengono proposti per avere un'idea di come
organizzare i prossimi giorni. Prendiamo il biglietto da visita del
Lai-Thai (con il nome in tailandese, così siamo sicuri di rientrare
senza problemi con qualunque tuk-tuk o taxi!) dove c'è anche una
cartina stradale con la posizione della guesthouse. Il centro città
è alla nostra destra e non sembra lontano, così ci incamminiamo
evitando i tre tuk-tuk parcheggiati furbescamente di fronte
all'ingresso che attendono i turisti. Percorriamo la strada
principale, molto larga e trafficata, divisa in due al centro da un
grande viale verdeggiante con varie fontane. Il marciapiede è
interrotto a tratti da bancarelle che costringono a camminare sulla
strada con le vetture che sfrecciano in contro-senso. Nel versante
opposto osserviamo la parte vecchia di Chiang Mai con qualche pezzo
di antiche mura rimaste ancora in piedi, realizzando che stiamo
costeggiando un lato di quel caratteristico quadrato che si vede in
tutte le mappe e cartine stradali.
Dopo una ventina di minuti arriviamo al cancello
principale di fronte a Thapae Road , niente di più di una
piazza con le mura meno distrutte delle altre (o più intatte,
dipende dai punti di vista...), che danno verso la parte vecchia. Ad
un lato della piazza, proprio all'inizio di Thapae Road dove
svoltiamo, notiamo subito l'insegna invitante di un ristorante
italiano, che visto il malessere di Stefania e la nausea del cibo
tailandese che dopo due settimane si fa sentire, potrebbe
rappresentare la nostra salvezza! Seguiamo ancora la strada molto
trafficata che porta, dopo un quarto d'ora circa, al famoso Night
Bazar , uno dei mercatini tailandesi più grandi e conosciuti per
la sua caratteristica di essere aperto la notte (per la precisione
dalle 18:00 fino all'1:00 circa). Si estende sulla destra di una
larga traversa di Thapae Road, e si riconosce immediatamente per la
presenza continua e assidua di bancarelle che ricoprono
completamente il marciapiede, una dietro l'altra in successione. Il
passaggio diventa strettissimo con una fila di persone che vanno e
vengono da ogni parte e sostano per contrattare i prodotti con i
negozianti.
Esploriamo superficialmente il mercato, nel quale
come immaginavamo si vende ogni cosa possibile immaginabile:
souvenirs classici, abbigliamento, artigianato, alimentari. Sembra
una grande fiera ma senza nessuna sistemazione logica o sequenziale
dei prodotti. Non potevano mancare anche vari McDonald e similari ai
lati della strada, la quale taglia in due il mercato e l'afflusso di
gente con il veloce traffico (forse rendere la zona interamente
pedonale non sarebbe stata una cattiva idea!). Dopo una breve
passeggiata, si fa ora di cena e tralasciamo una visita più accurata
del Night Bazar ai giorni successivi per tornare indietro al
ristorante italiano adocchiato poco prima grazie al nostro ormai
sensibile fiuto per le tradizioni nostrane, diventato
obbligatoriamente evoluto per garantire la sopravvivenza del nostro
fisico ed apparato digerente...
Il locale si chiama "Da Stefano", non è molto
grande ma estremamente curato e accogliente. Un cameriere tailandese
ci fa accomodare in un tavolo per due e mentre aspettiamo il menù
scorgiamo subito la figura del manager del ristorante, un signore
distinto, col codino, vestito in stile tipicamente italiano e dai
modi di fare impeccabilmente nostrani. Tutto questo rappresenta una
garanzia per la nostra cena, proprio come a Krabi, visto che i
ristoranti italiani qui in Tailandia sono veramente italiani. Il
menù presenta portate elaborate da mille e una notte a prezzi
alquanto modici. La mia scelta ricade su un abbondante piatto di
gnocchi di patate al pesto con crema di carciofi, che sono una
delizia unica! Da bere lasciamo stare il vino ed ordiniamo due
coca-cola. Il conto è a mala pena di 300 bath (7 euro in due
mangiando divinamente!), e conferma la certezza assoluta del bis per
domani sera....
Torniamo stanchi al Lai Thai, constatando che per
fortuna i tuk-tuk non sono insistenti come a Bangkok e si può
passeggiare in pieno relax. Prima di andare a dormire scendiamo alla
reception a prenotare per domani il tour temple di mezza giornata,
mirato alla visita dei templi principali di Chiang Mai, compreso il
Doi Suthep a pochi chilometri di distanza. Ci viene detto che
l'acqua in doccia è stata riparata, ma una volta in camera appuriamo
che esce solo quella fredda! Per fortuna che, dato il caldo, non ce
n’è poi tanto bisogno, però il tutto non dà un'impressione molto
positiva della guesthouse in quanto a serietà...
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