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Giorno 15

31/10/2002 - Tour Temple: Wat Phra Sing, Doi Suthep e Chedi Luang

Scendiamo alle 8:00 in punto a fare colazione nei tavolini all'aperto vicini all'ingresso del cortile. Il menù non è particolarmente vario ma si può prendere in combinata la classica colazione europea al prezzo di 70 bath a persona, con croissant, burro, marmellata e succo d'arancia. Alle 8:30 passa il pulmino per il Tour Temple , che costa 450 bath a testa (quasi 11 euro). La guida si presenta subito come una giovane ragazza di nome Apple, dalla spiritosa e costante parlantina, mentre il resto del gruppo è composto da una coppia di turisti belga ed una australiana.

La prima meta dell’itinerario è il Wat Phra Sing, all'interno delle mura della città antica, dove arriviamo in poco più di venti minuti di traffico. Il pulmino parcheggia e scendiamo in un ampio spiazzo, ai margini di basse mura bianche che delimitano un antico cimitero, con tombe anch'esse di un bianco accecante (sarà anche per via della bella giornata e del sole). Tanto per cambiare, fa un caldo tremendo. Aggiriamo il tempio di fronte a noi, lasciamo le scarpe in uno spiazzo ed entriamo dentro in un salone con splendidi ornamenti e doni per il budda. Più in là siamo stupiti da una incredibile statua di cera dalle sembianze perfettamente umane, riproducente un importante monaco del luogo.

Dopo una breve sosta ripartiamo alla volta del Doi Suthep , un tempio che dista 16 Km da Chiang Mai e si erge sopra un monte da cui si gode una splendida vista. Il tratto finale di strada è molto tortuoso e costituito da un susseguirsi di tornanti che prendono rapidamente quota, mentre gli abitati diradano fino a sparire e lasciar spazio alla vegetazione e ai boschi. Una volta in cima, il pulmino parcheggia e scendiamo di fronte ad una salita piena di turisti e negozietti vari, che finisce ai piedi di una maestosa gradinata di oltre 300 gradini, decorata con magnifici mosaici da entrambi i lati e due imponenti statue di serpente. E' una bella sudata arrivare alla fine delle scale, che portano ad una grande terrazza dove al centro sorge il tempio. La bellezza del posto è assolutamente paragonabile a quella dei migliori templi di Bangkok, con lo stesso splendore, vivacità dei colori, perfetto stato di conservazione e in aggiunta con la suggestione di essere in un luogo fantastico, perfetto per monaci che vogliono isolarsi dal mondo alla ricerca della propria illuminazione. Passeggiamo per la terrazza in senso orario, mentre la guida istruisce sulle bellezze del tempio. Sostiamo in uno spiazzo aperto, dove proviamo a giocare con l'oroscopo tailandese , usanza molto comune e praticata nei templi. Si tratta di agitare un barattolo con numerosi bastoncini all'interno, finché dal primo caduto per terra si legge il numero, che corrisponde ad un particolare foglietto con scritto l'oroscopo. Non è poi tanto facile: al primo tentativo li ho fatti cadere tutti!!

Il nostro percorso continua nel glorioso tempio fino ad arrivare ad una aperta terrazza panoramica, con un bel colpo d'occhio sopra la città di Chiang Mai, dove scattiamo qualche foto. Al termine del giro, compriamo qualche cartolina dalle bancarelle e riscendiamo le scalinate, per poi percorrere prima di tornare al pulmino un tratto di parco sottostante.

Il tour prosegue verso un altro tempio, il Wat Chedi Luang , nuovamente al centro di Chiang Mai. La curiosa particolarità di questo wat sono le enormi statue di elefante poste vicino alla sommità, anche se oggi ne mancano molte e la struttura pare assai rovinata. Purtroppo non si può entrare all'interno e così ci limitiamo a fare un giro ad anello per poi tornare al nostro pulmino, che ci riaccompagna al Lai Thai verso le 12:30. Una gita molto interessante anche se solo di mezza giornata!

Cerchiamo un market dove comprare qualche tramezzino per pranzo, impresa che non si rivela tanto facile in realtà e che costringe ad una lunga camminata sotto il sole e il traffico.

Torniamo stanchi in camera, guardiamo la televisione tailandese e riposiamo per tutta la sera. Usciamo nuovamente verso le 19:00 e passeggiamo con calma, fino a raggiungere il ristorante italiano "Da Stefano" dove, essendo casualmente ora di cena, sediamo a mangiare spendendo ancora una volta pochissimo e assaporando deliziosi piatti della nostra cucina.

Soddisfatti i bisogni primari, siamo pronti per esplorare i meandri del Night Bazar , che raggiungiamo alle 21:30. C'è molta folla ed i marciapiedi sono sempre intasati da una colonna di persone che si fermano tra una bancarella e l'altra. Appena superato il primo tratto arriviamo verso il centro del mercato dove diverse traverse si allargano in una sorta di piazza al coperto, che si apre infine lasciando spazio ad una grossa parete verticale costruita appositamente per il gioco dell'arrampicata e del climbing, molto divertente anche per i bambini. Una sorta di sfida, dove si paga a tempo per provare l'ebbrezza di arrampicare e riuscire ad arrivare fino alla vetta. E’ un percorso assai difficile ma ovviamente con tutte le protezioni, tanto di corda e materasso per le cadute. Inutile dire che tutti i bambini stanno addosso ai genitori per provare questo schianto di attrazione, mentre mi sembra quasi di tornare ragazzino quando i miei mi portavano alla fiera, in una atmosfera rilassata e gioiosa.

Torniamo per la via principale del mercato, dove entriamo nel reparto degli artisti. E' questa sicuramente il padiglione più originale e interessante del mercato, dove si trovano veri e propri talenti che dipingono o disegnano quadri bellissimi e paesaggi suggestivi, insieme ai prodotti di qualità e fattura straordinaria tipicamente artigianali e fatti a mano (ma sicuramente non tutti, bisogna come sempre stare attenti a quello che si vede e si compra!). Sono presenti anche molti giochi originali equivalenti alla nostra dama, tanto per dirne uno, ma di cui non conosco i nomi. Io e Stefania siamo attratti da diversi oggetti in legno come uno splendido elefantino lavorato in teak, che candidiamo come uno dei migliori souvenir da portare indietro a casa. Si trova di tutto, persino quelle incredibili opere d'arte scolpite nel teak come quadri tridimensionali che avevamo visto fare a Bangkok, nel tour al Rose Garden.

Tornando indietro dall'altro lato della strada principale, vengo attratto da uno bizzarro strumento, di cui non saprei dire il nome locale, simile ad una piccola chitarra con quattro corde, il quale mi aveva tanto colpito per il suo suono così vagamente stonato nelle danze del Rose Garden, e che non posso fare a meno di comprare al prezzo di 450 bath.

Al termine della strada svoltiamo verso Thapae Road, dove ormai il mercato è terminato e la gente si dirada. Sono una ventina di minuti di piacevole camminata verso la nostra guethouse, mentre ammiriamo la diversità totale del mondo tailandese rispetto a quello italiano e occidentale in genere, visibile dai negozi, dalle bancarelle, dalla strade stesse. All'ingresso della Lai Thai siamo colpiti da un rospo che saltella vistosamente e da una farfalla che svolazza via: cose impensabili da vedere nelle nostre città (come anche un enorme scarafaggio e un topo che attraversano la strada principale, se vogliamo dirle proprio tutte...). Paghiamo la camera e il servizio di lavanderia e diamo un'occhiata alla lavagna a fianco alla reception, dove vengono annotati in tempo reale le persone che partecipano ai diversi tour del giorno dopo: ci aggiungiamo alla lista del "one day trek", sicuramente uno dei tour più divertenti e praticati qui a Chiang Mai, visto che lo si trova ovunque in ogni agenzia (e ce ne sono davvero tante!), anche con nomi diversi ma con la stessa tipologia: trekking sugli elefanti, villaggio tribale, cascate e rafting su zattera di bambù!
 




 


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