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Giorno 17

02/11/2002 - Tour Elephant Show: Maesa Camp Elephant, Orchid Farm e Butterfly Farm

Il tour chiamato "Elephant Show" inizia alle 8:30. Vengono a prenderci con un pulmino e scopriamo con piacere di essere insieme alla simpatica coppia di signori australiani incontrati ieri al One day trek. Siamo solo noi quattro! Il tour costa 900 bath a persona e dura mezza giornata, con rientro all'ora di pranzo. Passiamo diversi paesi e dopo mezzora prendiamo quota salendo sui monti. Il paesaggio diventa molto bello, con una fitta vegetazione di possenti ed alti alberi immersi in una verde immensa foresta.

Arriviamo alle 9:15. L’autista del pulmino fa i nostri biglietti e mostra l'ingresso. Entriamo così al Maesa Camp Elephant  in uno scenario molto suggestivo. Passeggiamo per un tratto insieme ai signori australiani, di cui approfittiamo per scattare una simpatica foto con dei bambini tailandesi vestiti in costume locale, e sostiamo su un ponticello che scavalca il fiume con delle piccole cascate sottostanti, ammirando il panorama davvero emozionante. Finalmente un luogo incontaminato dove l'uomo non ha modificato o deturpato la natura, e non ha forzato gli animali a venire con sé. Al contrario, è l'uomo che è andato dagli elefanti: questo è il loro campo, in mezzo alla foresta. Qua vivono, vengono protetti ed aiutati a riprodursi nel loro ambiente originario.

Superato il ponticello, ci separiamo dalla coppia australiana e raggiungiamo alcuni elefanti in una radura che fungono a turno da attrazione: sono ben addestrati e del tutto innocui. Compro per 20 bath un grappolo di banane e le dono a loro da mangiare in uno show assai divertente, mettendo un cappello in testa e aspettando che la proboscide picchi sopra tre colpi! Stefania riprende la scena con la mia fotocamera digitale sentendosi quasi male dalle risate... Il primo tentativo fallisce e il cappello cade, ma al secondo con grande precisione la proboscide fa centro e mi becco tre ‘dolci’ colpi in testa, è proprio il caso di dirlo, con la delicatezza di un elefante!

Proseguiamo la passeggiata vicino a delle tettoie al coperto, che danno sul fiume e sono il punto privilegiato di osservazione per lo show che insceneranno fra qualche minuto. E' bello notare che tutto è costruito perfettamente integrato e mimetizzato nella natura, dal sentiero al chiosco ai caseggiati.

Arrivano finalmente gli elefanti: sono tantissimi! Passano proprio davanti a noi e sono piuttosto impressionanti, ma non c’è alcun timore poiché sono mansueti e se ci sono ostacoli in mezzo, si fermano ad aspettare senza travolgere nessuno... I turisti si raggruppano e noi torniamo al ponticello che pare un punto di osservazione ancora migliore. I pachidermi entrano nel fiume a farsi il bagno, alquanto divertiti e giocherelloni, mentre alcuni ragazzi li lavano e li strofinano. I cuccioletti sono troppo teneri e si riconoscono, oltre al fatto di essere più piccoli, per il loro buffo ciuffo di "cappelli" in testa, che non è presente invece negli esemplari adulti. Paiono spassarsela molto tutti quanti. Riescono persino a mettere tutta la testa sott'acqua nella parte alta del fiume senza affogare, mentre li guardiamo tutto esterrefatti. Nella zona delle tettoie inoltre allungano la proboscide per prendere da mangiare dai turisti, che è sicuramente il loro passatempo preferito e la gratificazione maggiore dello show...

Rimango favorevolmente impressionato dalla naturalezza dei loro gesti e movimenti: non sono forzati da nessuno e vengono coccolati e accarezzati, a differenza dei ragazzi che ieri durante il trekking usavano la forza per tenerli a bada. Adesso me ne rendo bene conto che qui è un altro modo di trattare questi splendidi animali!

Dopo il bagnetto gli elefanti escono gradualmente e vanno via, mentre la folla degli spettatori si sposta da un'altra parte: lo show continua più su. Nel frattempo, mentre seguiamo la gente in una strada fangosa, inizia a diluviare. Apriamo l'ombrello e raggiungiamo un grande spiazzo all'aperto, circondato per tre quarti da tettoie al coperto e gradoni per sedersi, come in un anfiteatro. I posti sotto le tettoie vengono subito presi e così noi stiamo sotto l'ombrello, ma almeno siamo vicinissimi all’arena nelle prime file degli spalti. Gli elefanti arrivano tutti insieme accompagnati dagli addestratori e si dispongono in cerchio, salutando e gesticolando tra gli applausi iniziali. Da qua in poi per tre quarti d'ora è un susseguirsi di spettacoli inscenati per divertire e permettere al turista di apprezzare le immense potenzialità di questi intelligenti mammiferi.

Si ripete la messa in scena del cappellino messo in testa con la proboscide, e alcune danze o giochi acrobatici ricordano l'atmosfera del circo. Una delle parti più divertenti in assoluto dello show è quella dove gli elefanti  giocano a pallone, il vero e proprio calcio italiano! Con un pallone delle dimensioni adeguate ai bestioni giocatori, si tirano vere e proprie bordate in porta prendendo anche la rincorsa o tentando agili smarcamenti, mentre il portierone, pur se non molto agile per tuffarsi, impone la sua presenza massiccia per evitare i goal. E diamine se tirano bene questi elefanti! Subito dopo si esibiscono anche in una serie di calci di rigore: un'esperienza assolutamente esilarante e mitica. L'elefante prende la rincorsa e tira cannonate in porta di fronte ad un altro che tenta ovviamente di parare! La cosa straordinaria è che entrambi sanno quando hanno fatto bene o meno, quindi se la palla entra in goal esulta il calciatore, se la palla esce fuori o viene parata esulta il portiere! Ancora non credo ai miei occhi nel constatare l'agilità e la precisione di questi enormi mammiferi: e io che avevo sempre pensato che gli elefanti fossero lenti e goffi! Mi pento amaramente di non avere con me una videocamera che sarebbe stata indispensabile per riprendere integro questo show, ma cerco comunque almeno di fotografare i momenti culminanti.

Continua a piovere insistentemente e gli elefanti si esibiscono stavolta nell'arte del dipingere: vengono chiamati in due, per adoperarsi in un'opera astratta: un grande cartellone dipinto con pennelli usati con la proboscide al posto della mano umana.

Infine, vengono chiamati diversi esemplari adulti per sfoderare la loro forza e potenza nello spostamento di tronchi di legno e nel sistemarli uno sopra l'altro, più o meno come avevamo già visto al Rose Garden. E’ questo uno dei principali usi che l'uomo ha fatto degli elefanti prima dell'avvento delle macchine, esattamente come lo è stato dei buoi per tirare i carri.

Lo show termina tra gli applausi interminabili rivolti ai protagonisti, che escono trionfanti in cerchio a salutare. Raggiungiamo lentamente l'uscita, sempre sotto la pioggia, salutando anche i bambini con cui avevamo fatto la foto, i quali aspettano sempre nello stesso punto e chiedono pure, in modo spiritoso, i soldi per la foto! (non avevamo capito che si mettevano in mostra a pagamento i biricchini).

Rincontriamo i signori australiani e saliamo sul pulmino percorrendo la strada del ritorno, per sostare una mezzora alla Orchid & Butterfly Farm un'enorme serra con tutte le orchidee tipiche dei climi tropicali. Camminiamo tra splendidi esemplari di fiori dai colori più accesi e svariati: arancione, violaceo, porpora, rosso, giallo. Attraversiamo poi una sala dove vengono venduti souvenirs e gioielleria, e concludiamo il giro nella Butterfly, un grande giardino col tetto coperto e chiuso da una rete per non far volare via le farfalle libere all'interno. Non è impresa semplice trovarle. Ne seguo una per diversi metri e finalmente riesco a fotografarla nei suoi magnifici colori mentre si posa su una pianta.

Un gruppo di bambini in costume locale attendono una foto

Io e Ste ci facciamo fare una foto con i bambini... preparare mancia please!

Bella veduta del Maesa Camp Elephant da un ponte sul fiume

Cuccioli di elefante passeggiano tranquillamente e mangiano qualunque cosa si dia loro

La divertente sequenza di un elefante che mi mette un cappellino in testa...

...e ci batte sopra! In cambio di un grappolo di banane ovviamente!

Gli elefanti si divertono un mondo facendo il bagno nel fiume!

Sono capaci di mettere tutta la testa sott'acqua senza problemi!

La scena viene vista dai turisti da apposite capannine

Un cucciolotto giocherellone

Un altro cucciolotto giocherellone

Non proprio morbido come lavato con Perlana, ma assolutamente tenerone!

C'è sempre tempo per beccare qualcosa da mangiare dai turisti!

Fine del bagnetto...

...e preparazione per lo spettacolo

In fila indiana arrivano i protagonisti dello spettacolo che si tiene 2 volte al giorno

Showtime!!!

A volte usare le mani per mettersi il cappello è troppa fatica...

... quando si può usare la proboscide di un elefante!

Inchino ed applauso

La scena più divertente dello spettacolo: PARTITA A PALLONE!

Incredibile sequenza di CALCI DI RIGORE!!!

CALCIO DI RIGORE:

Rincorsa...

CALCIO DI RIGORE:

Tiro di destro...

CALCIO DI RIGORE:

GOOAALLL!!!

Sarà un ostacolo?

Il cucciolo sonda il terreno...

Inventato un nuovo mezzo di trasporto

Anche gli elefanti sanno dipingere!

I bambini thailandesi in costume locale ci salutano anche all'uscita

Dopo il Camp Elephant si visita l'Orchid Farm

Orchid Farm: tutte le orchidee che avete sempre sognato

Butterfly Farm - Una farfalla riposa sull'orchidea

Rientriamo al Lai Thai verso le 13:00. Camminiamo arrivando a Thapae Road, in cerca di un locale visto ieri all'inizio della strada che prepara panini freschi con ingredienti a scelta: una rarità qui in Tailandia mi pare. Sediamo ad un tavolino e ordiniamo un classico panino mediterraneo con pomodoro e formaggio, una coca cola e un frullato spendendo 260 bath in tutto. Torniamo alla guesthouse e riposiamo tutto il pomeriggio. La stanchezza si fa sentire ma soprattutto il punto è che qui non siamo più a Krabi, dove anche se stai al tuo resort puoi riposare in piscina, prendere il sole o andare a mare assaporando il gusto del relax senza fare nulla di particolare: qua siamo a Chiang Mai e una volta che hai visto le cose principali in un paio di giorni, non rimane altro da fare che i tour, specialmente quando continua a piovere senza tregua! Adesso è chiaro perché tutti suggeriscono di lasciare il mare per ultimo nell’itinerario del viaggio: perché dopo è più difficile accettare il rientro nel caos cittadino! Purtroppo la nostra scelta è stata forzata dalle coincidenze dei voli aerei.

Usciamo la sera per andare a cenare "Da Stefano", di cui ormai siamo abbonati e conosciamo anche il proprietario, molto puntiglioso e preciso con la sua clientela alla quale tiene sempre a chiedere i pareri sulle pietanze e il grado di soddisfazione, per dare un servizio esemplare.

Proseguiamo poi per il Night Bazar, dove compriamo una bella cornice di foto fabbricata con canne di bambù al prezzo di 150 bath e il desiderato elefantino in teak al prezzo di 520 bath (ne esistono di diverse dimensioni e vari prezzi), per poi rientrare in stanza a dormire.
 




 


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