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Giorno 5

21/10/2002 - Tour: mercato galleggiante di Damnernsaduak; Chedi Nakkhon Pathom; lavorazione del Teak; Rose Garden

Sveglia alle 6:00 in punto, alle prime luci dell'alba. Scendiamo giù per fare colazione. Alle 6:45, puntualissimo, arriva un’autista a prenderci alla hall e ci porta, dopo mezzora di traffico al centro di Bangkok, all'hotel Soul Twin Towers. Qui una corriera con altri turisti italiani è pronta a partire per il tour al Rose Garden e mercato galleggiante. Il tour costa 1320 bath a testa (circa 31 euro) e comprende tutto, dai biglietti d'ingresso delle visite al pranzo. Appena saliti sul bus notiamo di essere soltanto in dodici, tutti italiani, riuniti da diversi hotel. La guida si presenta subito come un simpatico ed estroverso ragazzo tailandese, veramente abile e acuto nel districarsi con l'italiano e capace persino di ironizzare con le parole e le differenze che intercorrono tra la nostra cultura e la loro. Spiega diverse cose di Bangkok, esordendo con una mitica frase che ripeterà per tutto il viaggio: "In Tailandia, signori, c'è di tutto!": caspita se ha ragione! La corriera imbocca l'autostrada e ci allontaniamo dal centro. Durante il tragitto ascolto una compilation di musica Cd con il lettore, mentre noto e osservo con attenzione le abitazioni, le strade, i campi. E' un mondo totalmente diverso dal nostro non c'è che dire, nello stile di vita come nelle strutture, nel mangiare come nel lavorare; è diversa la cultura come è diversa la storia di questo popolo, è diverso il clima come è diverso il territorio della nostra lontana Italia.

Dopo un'ora sostiamo come prima tappa in un campo di cocco, dove parecchie persone sono impegnate nella lavorazione di questo frutto, sfruttandone il latte per ricavarne una sorta di dolciume molto apprezzato dai tailandesi. A fianco poi c'è una Orchid Farm, nella quale vengono coltivate bellissime orchidee di varie specie, fiore comunissimo in questa terra.

Torniamo sulla corriera che poco più avanti parcheggia in uno spiazzo: qui ci aspettano delle longtail , imbarcazioni tipiche tailandesi, chiamate così apposta per la lunga coda (assomigliano, tanto per dare un'idea, alle gondole veneziane). Veniamo divisi in gruppi di 6 persone circa e saliamo velocemente a bordo delle longtail. La guida spiega che percorreremo una serie di lunghi canali per circa venti minuti prima di arrivare al famoso mercato galleggiante. Il nostro "guidatore" è una donna. Saluta e appena siamo tutti seduti parte a razzo, seguendo la longtail che precede immediatamente avanti la nostra. E' questa un'esperienza davvero divertente e curiosa da fare, tra spruzzi continui d'acqua, accelerazioni e sterzate brusche a volontà! I canali sono stretti e rettilinei, si immettono in altri affluenti con angolazioni a 90°, sono frequentati da decine di queste imbarcazioni cariche di turisti, che sembrano scontrarsi a volte, tanto si avvicinano! A tratti e' peggio che guidare nel traffico nell'ora di punta senza semafori... a tratti invece, nei rettilinei, le distanze si allungano e si possono osservare con molto stupore le palafitte costruite ai lati dei canali, dove vivono sicuramente i commercianti che lavorano nel mercato. Trovo difficile dire se sia una cosa positiva o negativa da valutare, certamente è indimenticabile vedere queste persone che vivono galleggiando, visto che non c'è nessuna strada di collegamento con il mondo, ma solo la loro piccola barchetta in legno per spostarsi sui canali. Le scale di ingresso portano direttamente all'acqua, per giunta notevolmente sporca, fangosa e inquinata dalla moltitudine di longtail. Persino molte abitazioni sono notevolmente sporche, immerse in detriti e rifiuti vari, non smaltibili facilmente come lamiere in ferro, gomme d'auto, carrozzerie o oggetti in plastica. Presumo che qua lo smaltimento dei rifiuti sia un servizio inesistente vista la mancanza di collegamenti e strade, e che i prodotti della civiltà moderna continuino ad accumularsi pericolosamente nelle condizioni di vita di questi villaggi. Questa gente vive una vita semplice, lavora durante il giorno con la propria imbarcazione e non ha molte pretese, ma la mia modesta opinione è che vivessero meglio prima, quando la civiltà davvero non esisteva, si usava solo il legno e i prodotti naturali e i rifiuti non rimanevano accumulati come oggi. Molti bambini seduti nelle scale o ai bordi dei canali salutano al nostro passaggio: alcuni sembrano divertiti, altri indifferenti. Ci sono anche molti cani e gatti nelle piccole terrazze delle palafitte, e non manca di vedere sporadiche villette di lusso e abitazioni ben curate. In Tailandia, non bisogna dimenticare, c'è di tutto.

Arriviamo così al mercato galleggiante di Damnernsaduak , famoso per essere "vero" e autentico, a differenza di quello al centro di Bangkok, costruito soprattutto per esigenze turistiche. Questo è quello che c'è scritto nella guida cartacea, ed è quello che afferma anche la nostra guida italiana. Ma francamente non so ormai quanta differenza faccia, poiché sembra che di turisti qui ce ne siano già troppi! Non si riesce quasi a camminare, si va un pò a spinte, tra una bancarella e l'altra dove si trova di tutto, dai souvenirs, ai prodotti di artigianato locale, dalla seta al teak. Il mercato in effetti è costituito da un paio di canali principali e da vicoli a terra che li costeggiano, ma non è molto grande. Noi camminiamo e vediamo molti turisti che navigano divertiti in barchette di legno, con gli ombrelli aperti per il sole, e si avvicinano alle altre barche dei mercanti contrattando soprattutto frutta e verdura fresche. La guida mostra la strada dell'uscita, dove dà appuntamento, e ci lascia liberi di esplorare per conto nostro. Non leghiamo molto con gli altri italiani che sembrano ognuno per i fatti loro, così ci avventuriamo da soli tra le colorate bancarelle di Damnernsaduak. Non abbiamo molta intenzione di comprare, ma non riusciamo comunque a resistere alla tentazione di portar via uno splendido album fotografico, fatto in carta di riso con la scritta "Thailand" e la testa di un elefante scolpita in teak sulla copertina: magnifico ricordo!!! Proseguiamo il giro e andiamo verso l'uscita, all'esterno del mercato, dove un bambino si avvicina a chiedere di comprare le sue cartoline. Dopo un pò di insistenza, le acquistiamo per una ventina di bath ma immaginiamo a cosa stiamo andando incontro: il piccolo rimane contento e va dai suoi amichetti a vantarsi del fatto, cosicché nel giro di pochi secondi siamo letteralmente circondati! Io e Ste purtroppo siamo anche due persone sensibili, e non possiamo ignorare questi bambini che vengono a chiedere, per pochi bath, quelli che per noi sono pochi centesimi di euro, di comprare le cartoline. Tra l'altro, si mettono anche a litigare per farsi avanti per primi, comprese la bambine! La scena mette addosso molta tenerezza e così uno alla volta diamo qualche soldino ai bambini, mentre le cartoline diventano decine! All'ultimo diamo invece solo i soldi e  facciamo qualche foto, ma il poveretto non sembra per niente convinto, come se fosse rimasto perplesso del fatto che ha preso i soldi senza dare niente in cambio!

Una volta allontanati con difficoltà i bambini, raggiungiamo il ponte consigliato dalla guida per fare le foto, dal quale si gode un’ottima visuale dall'alto del canale principale del mercato. Qua conosciamo un venditore qualunque del posto, che tenta di rifilare il balsamo di tigre, e che si dimostra molto simpatico ed estroverso. Appena capito la nostra provenienza, inizia a chiedere le frasi più semplici, come i saluti e i ringraziamenti, e le ripete per impararle (presumo per avvicinare altri turisti italiani: furbo no?). Scambiamo due belle risate parlando di calciatori ed inezie varie, gli chiediamo persino una foto, finché si fa ora di tornare alla corriera per proseguire il tour.

La prossima tappa è il chedi Nakkhon Pathom, conosciuto come il monumento buddista più alto del mondo. In effetti la sua imponenza regala un bel colpo d'occhio e si erge altissimo da una enorme base a forma di campana. Arriviamo verso mezzogiorno, il sole e il caldo sono fortissimi e il nostro primo pensiero è dissetarci subito con una bella coca-cola, in uno dei tanti chioschi all'ingresso del chedi. La guida narra la storia del monumento e lascia una mezzora libera per girarlo. Non si può entrare per una visita all'interno purtroppo, così siamo limitati a percorrere il giro ad anello alla base, che risulta comunque enorme. Completata la passeggiata, scorgiamo la nostra guida comprare qualcosa in una bancarella, che scopriamo essere, appena saliti nuovamente sul bus, un sacchetto di plastica con dentro dei giganteschi scarafaggi marroni e uno scorpione nero! Chiede spiritosamente se li vogliamo assaggiare e gioca un pò con la busta, spiegando ad esempio che il liquido nero su cui è riposto lo scorpione è alcolico e sa più o meno della nostra grappa: siamo convinti che ci stia prendendo in giro. Ma non è così! Chiama l'assistente che prende uno scarafaggio a caso e se lo mangia davvero, mostrando come si fa!!! Spiega dunque che lì è una pratica comune trovarli e mangiarli: si comprano al mercato e sulle bancarelle, si cucinano allo spiedo e sono molto buoni... è certamente molto simpatico e convincente, ma a noi non proprio non va di assaggiarli…. magari un altra volta eh!?!

Verso le 13:30 giungiamo all'ultima tappa, il Rose Garden, entrando in uno splendido enorme giardino vivace, colorato e ben curato. Appena scesi veniamo condotti al ristorante, da "Vanda", dove pranziamo egregiamente servendo a buffet ogni tipo di piatto tailandese, compresi i dessert e la meravigliosa frutta (tutto compreso nel prezzo del tour, ad eccezione delle bibite). Siamo divisi in tre tavoli da quattro persone: noi sediamo con un altra coppia che racconta del loro bellissimo viaggio in Kenya.

Dopo il pasto ci spostiamo verso la principale attrazione di questo posto che è lo spettacolo incentrato sulle tradizioni tipicamente tailandesi. Mentre passeggiamo per raggiungere il teatro scattiamo qualche foto nello splendido laghetto con la fontana, osserviamo gli elefanti, sui quali si può anche salire a fare un breve giro, mentre un signore propone le foto in posa col suo simpatico pachiderma che fa anche un sonoro gesto di saluto. Ci tratteniamo anche troppo in effetti, visto che una volta arrivati alla rustica arena non troviamo quasi più posto a sedere! Dobbiamo accontentarci di due posti con un fastidioso palo al centro che ostacola un pò la visuale, ma sempre meglio di stare in piedi, anche perché la luce è poca e artificiale e per fotografare bisogna stare molto fermi.

Lo show inizia con una strana musica tailandese, suonata in fondo al palco, con tipici strumenti locali e con sonorità molto particolari che all'orecchio appaiono un pò stonate! Scendono poi in primo piano danzatrici a dare il benvenuto con dolci e lenti movimenti a ritmo di musica, e segue un incontro di lotta tipico tailandese, simile al kickboxing, con tanto di ring, combattenti ed allenatori. Il tutto ovviamente è ai fini turistici, sicché non c'è da stupirsi dell'ironia di certe scene veramente esilaranti! Segue ancora un altro incontro di disciplina diversa, stavolta con spada, anch'esso visto in chiave molto ironica, e lo spettacolo qui al chiuso chiude  con un altra danza, impostata sul gioco di canne di bambù e sul saltarvi in mezzo mentre due persone le allargano e le chiudono facendole sbattere a ritmo.

Orchid Farm

Il tour inizia visitando una spledida coltivazione di orchidee

Damnernsaduak

Si percorrono, in longtail guidate da gente del luogo, lunghi e stretti canali tra veloci manovre e spruzzi d'acqua!

Damnernsaduak

Durante il percorso si possono osservare le condizioni di vita della gente che vive sulle palafitte

Damnernsaduak

Si arriva al mercato galleggiante in uno scenario davvero caratteristico

Damnernsaduak

Tipica imbarcazione del posto che vende frutta e verdura

Damnernsaduak

I turisti si proteggono con l'ombrello visto il forte sole che picchia in testa!

Lavorazione del Teak

Bravissimi artisti e artigiani scolpiscono enormi splendide pareti di teak

Lavorazione del Teak

Il legno scolpito dà una profondità e tridimensionalità all'opera che la contraddistinguono da un comunissimo quadro

Lavorazione del Teak

Queste opere d'arte, interamente fatte a mano (e scalpello), vengono vendute qui all'ingrosso e si possono far spedire a casa

Lavorazione del Teak

Foto ricordo con questo elefante di due metri, altro esempio di scultura in teak

Nakkhon Pathom

Breve visita al tempio buddista più alto del mondo

Nakkhon Pathom

L'impressionante base a forma di campana caratterizza questo imponente monumento

Nakkhon Pathom

Non si può entrare per una visita all'interno ma si fa il giro di tutta la base

Rose Garden

Pranzo al Rose Garden tra rigogliosi, curati giardini colorati e tranquilli laghetti

Rose Garden

Un signore propone foto con questo elefante ben addestrato

Rose Garden

Uhmmm... non chiedetemi cosa è, però funziona!!!

Rose Garden

Inizia lo show con il rullo di tamburi!

Rose Garden

Ragazze in costume locale danzano lentamente e armoniosamente

Rose Garden

I due combattenti pregano prima di prendersi a botte da orbi...

Rose Garden

... e si affrontano nella lotta thailandese, simile al KickBoxing

Rose Garden

Un bel calcio in testa è sempre una cosa bella da vedere!

Rose Garden

Altro tipo di lotta caratteristico, molto ironizzato dai combattenti

Rose Garden

Lo spettacolo si chiude con una singolare danza saltellando tra le canne di bambù

Rose Garden

Ci si sposta fuori allo show degli elefanti al lavoro

Rose Garden

Viene mostrata l'utilità di questi enormi mammiferi nel trasportare e spostare pesanti tronchi di alberi

Rose Garden

Gli elefanti si godono gli applausi e innaffiano gli accaldati spettatori con qualche divertente schizzo di acqua!

Usciamo dall’arena all’esterno, attorno ad un piccolo laghetto artificiale dove inizia un altro divertente show, quello degli elefanti al lavoro. Vengono introdotti diversi pachidermi, accuratamente addestrati, ai quali dopo un’introduzione giocherellona ed una spruzzatina d'acqua agli spettatori accaldati, vengono fatti trasportare tronchi di albero via terra, per essere sistemati poi uno sopra l'altro. Tutto ciò richiede l'utilizzo di almeno tre o quattro elefanti, che mostrano la loro possente forza nello svolgere sforzi di questo tipo. C'è da considerare che una volta il loro principale utilizzo era questo, ma con l'avvento della tecnologia sono stati soppiantati dalle macchine e non più considerati, rischiando di essere abbandonati. I tailandesi si sono però presto accorti, con il boom turistico, che questi splendidi e intelligentissimi animali hanno una grossa potenzialità di attrazione e rientro economico, per cui oggi vengono allevati e addestrati in tal senso. Non saprei dire se e quanto ciò arrivi allo sfruttamento, e non mi sento di valutare se e quanto questa cosa sia positiva, visto che l'altra sera abbiamo guardato un orribile documentario del National Geographic, durante la cena in ristorante, dove si assisteva alla pesante denuncia, con scene molto crude e veramente penose, di elefanti catturati, anche piccoli cuccioli, legati e umiliati da interi villaggi dell'interno (compresi i bambini che facevano la loro parte). L'audio purtroppo era basso, ovviamente tutto in inglese, e certamente durante una cena in ristorante non è semplice seguire una trasmissione televisiva di questo tipo, ma devo dire che quel poco che ho visto è stato scioccante. Qui al Rose Garden gli animali sembrano in buone condizioni e rispettati, ma la mia impressione a pelle è che non scoppino di gioia. Per lo meno sono comunque protetti e con le zanne, considerando che nella nostra guida è raccomandato, tra l'altro, di stare attenti a non comprare mai oggetti in avorio dalle bancarelle per non incentivare la triste e orrenda pratica del taglio delle zanne.

Terminato lo spettacolo, rimane solo il tempo per un doveroso sguardo ai souvenirs di ogni genere, dopodiché risaliamo sulla corriera e torniamo a Bangkok. Come stamattina, il punto di arrivo è il Soul Twin Towers, e per rientrare al nostro hotel veniamo accompagnati dallo stesso autista in mezzo al pesante traffico delle 17:00.

Vista la stanchezza, proviamo una bella seduta di massaggi tailandesi nell'apposita sala del nostro hotel al 2° piano. Purtroppo, alle 19:00, c'è solamente una massaggiatrice disponibile, e così opto per far andare solo Stefania visto che lei è molto patita per i massaggi, mentre io sono un pò riluttante su questa pratica che non ho mai provato. Torno in stanza a sistemare cartoline e depliant di ogni genere e trovo anche un messaggio recapitato dal ricevimento che conferma la gita di domani per Ayuttahya. Quando torna Stefania, mi racconta la sua soddisfazione con un pò di stupore, poiché dice che in alcuni punti il massaggio non è poi così rilassante come pensavamo e persino a tratti doloroso: l’hanno smontata da capo a piede! Se prima ero poco convinto adesso lo sono ancora meno, però questa è un’esperienza che non si può non provare qui in Tailandia… alla prossima ci sarò anche io!

Scendiamo per la cena e stavolta sono io a prendere i succulenti spaghetti alla bolognese! Basta cucina Thai per oggi, il pranzo era più che sufficiente... il conto è anche stasera irrisorio, appena 450 bath (10 euro)! Passeggiamo un pò come di consueto nel terrazzo dell'hotel che dà sul fiume, e poi andiamo a riposare, pronti per affrontare un’altra lunga gita.
 




 


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