Di

 


AMERICA:
  U.S.A. Florida
  + Las Vegas - Grand Canyon

  Messico

AFRICA:
  Egitto
  (Mar Rosso - Marsa Alam)

ASIA:
  Malesya - Singapore - Dubai
  Sri Lanka - Maldive
  Thailandia

EUROPA:
  Barcellona
  Firenze
  Inghilterra del Sud

  Irlanda
  Londra
  Praga
 


Luoghi:
Budoni
Cagliari e costiera
Cala Gonone e dintorni
Cala Liberotto
Cala Ginepro
Capo Comino
Cala Goloritzè
Capo Coda Cavallo
Capo Spartivento

Costa Iglesiente
Fonni e i Murales
Giara di Gesturi
Golgo
Grotte Bue Marino
Grotte di Nettuno
Grotte Su Mannau
Isola di San Pietro
La Cinta
Laconi
Las Plassas
Nebida
Orgosolo
Orune e Su Tempiesu
Parco Geo Minerario
Piscinas
Pedra Longa
Porto Giunco e i 3 mari
Porto Pino
Sanluri

Seulo e dintorni
Stintino
Tavolara

Tempo di Antas
Tharros
Villanovaforru

Eventi, sagre, musei, varie
Fuochi d'artificio
I Mamuthones di Mamoiada
Museo del Coltello (Arbus)
Museo Sa Corona Arrubia

Sardegna in miniatura
Sartiglia
Viaggio Nuorese on the road


Teatro e artisti:
Giampaolo Mameli e il Raku
Samarcanda 2004
Samarcanda 2005
 

   

Giorno 8

24/10/2002 - Tour trekking elefanti; baia di Ao Nang

Alzati alle 9:00, osserviamo la bellissima giornata di sole dalla panoramica veranda della nostra camera. Scendiamo le scale, attraversiamo il piccolo ponticello di legno in un tratto dove la laguna si restringe e termina, e dopo pochi passi arriviamo alla piscina, di fronte alla sala per la colazione a buffet. E' tutto all'aperto ed il paesaggio intorno è meraviglioso: si vede tutta la laguna, circondata da una fila di bungalow immersi completamente nel verde; sullo sfondo un possente monte si erge, con la vegetazione fittissima di palme che tenta di conquistarlo e si ferma solo a metà altezza, dove la parete diventa perfettamente verticale; il profondo blu della piscina contrasta nettamente con tutto il verde intorno e la fioritura delle piante sul bordo. Tutto ciò è una gioia per i nostri occhi, mentre rimaniamo ad osservare questo paradiso durante la colazione. Non è completa come quella di Bangkok, ma la frutta è sempre insuperabile: dall''ananas, all'anguria, al succo d'arancia. Vi sono anche dei salsicciotti di pollo, un primo di noodles piccanti, uova, ma noi adorniamo un semplice toast con burro e marmellata più vicino alle tradizioni italiane... Intorno è pieno di uccellini, di una specie simile a quella del merlo indiano. Arrivano da ogni dove, osservano, scroccano qualche briciola di pane. I turisti degli altri tavoli sono pochi, più o meno una decina, e l'atmosfera è incredibilmente rilassante. Proprio quello che cercavamo!

Finita la colazione, andiamo nella hall dove rivediamo il gentile ragazzo della sera prima, che spiega adesso in modo più approfondito i tour disponibili. Paiono tutti davvero stupendi e la scelta è difficilissima: della durata di mezza giornata possiamo fare il trekking con gli elefanti e quello in kayak. Prenotiamo il primo per il pomeriggio, optando invece il kayak per una giornata intera.

Usciamo dal retro del resort, costeggiando la laguna, il sentiero con i bungalow, e prendendo un piccolo viottolo appena visibile che porta alla spiaggia dopo cento metri appena. Il sentiero si apre in un’area pianeggiante ricoperta da prato verde, che arriva sulla sinistra ai piedi del monte. Mentre passeggiamo nel prato, parecchie farfalle gialle svolazzano intorno, e appare tutto così bello da sembrare finto: siamo circondati da una natura rigogliosa e lussureggiante! Sulla sinistra il sentiero porta a ridosso del monte dove la laguna si congiunge al mare, così torniamo sulla destra, che abbiamo in precedenza scartato per la presenza di un piccolo ponte in legno sgangherato (precisamente due pezzi di tavole di legno affiancate!). Si passa proprio da qua! Siamo sul retro antistante la spiaggia, dove una strada bianca accoglie capanne e bancarelle tailandesi del posto, con massaggiatrici pronte a smontare i muscoli dei turisti e parrucchiere artigianali che non vedono l’ora di trasformare le teste e i cappelli in un ammasso di trecce! Sono infatti le pratiche più richieste qua dai turisti, (i massaggi e le treccine), soprattutto da parte delle donne.

Arriviamo finalmente alla spiaggia, che appare molto bella, bianca e pulitissima, spaziosa, senza alcun ombrellone e sdraio, proprio come sapevamo. Qui a Krabi infatti, a differenza di altre spiagge come a Phuket per esempio, asciugamani e sdrai sono vietati. Tocchiamo l’oceano, caldo e calmo, con una leggera risacca sulla riva, che non è però cristallino come il nostro in Sardegna. Camminando sulla battigia già non si vede il fondo, con 10 cm d'acqua! Riflettendo comunque, è normale: l'acqua è pulitissima, ma la conformazione del terreno e della roccia, molto calcarea, insieme ai detriti ed al fango portati dai fiumi retrostanti, alimentano il pulviscolo sul fondo e lo rendono opaco. Comunque di non tutte le spiagge saranno così.... Camminiamo con l'acqua tiepida e gradevole giungendo all'estremità meridionale, dove un piccolo fiumiciattolo proveniente dalla laguna taglia la spiaggia perpendicolare. Poco più avanti la sabbia finisce sulle rocce, e la falesia si alza imponente con una vegetazione fittissima. Si vede un meraviglioso e suggestivo costone di roccia per qualche centinaio di metri, dalla quale punta estrema arrivano diverse longtail che portano i turisti da questa spiaggia alla successiva, sicuramente subito dietro il costone. Sotto la falesia invece una canoa doppia naviga dolcemente in tutto relax: "quella è una cosa che non devo assolutamente perdere!" penso dentro di me. Cerchiamo l'esistenza di qualche sentiero che si arrampichi sulla cima, ma è tutto impenetrabile per via della verticalità e della vegetazione.

Attraversiamo la spiaggia per arrivare dalla parte opposta, notando curiose noci di cocco belle mature (colore marrone, come le conosciamo noi in Italia) sparse per la sabbia, sicuramente cadute da qualcuna delle alte palme laterali. Ci sono parecchie longtail  ferme, pronte ad aspettare i turisti per portarli a spasso da qualche parte, con diversi ragazzi che già da lontano chiedono se si vuol fare un giro. La spiaggia finisce con delle gradinate che portano al litorale di Ao Nang, sulla strada principale.

Giriamo tra negozietti vari e ci fermiamo in un market a fare un pò di spesa, comprando qualcosa per il pranzo e molte bevande da riporre comodamente in frigo. E' mezzogiorno, fa un caldo micidiale e il sole picchia parecchio, così torniamo al resort a sperimentare subito la splendida piscina. Facciamo la doccia all'esterno, proprio una bella rinfrescata, e prendiamo due enormi sdraio con l'ombrellone. Stiamo praticamente tutto il tempo a mollo nella temperata acqua della piscina, e ci troviamo immersi in un paesaggio sensazionale e in un relax totale. La piscina è divisa in due: una parte a cerchio è per i bambini, con l'acqua bassa, e l'altra parte per gli adulti, con una profondità crescente fino a un massimo di due metri. Nel punto più alto, due forti getti "sputati" da due teste statuarie di cavalluccio marino fanno divertire parecchio, ed è incredibile pensare che tutto questo è solo per noi in questo momento, condiviso solo da un'altra coppia di turisti che fanno il bagno in piscina, e che stanno pensando sicuramente la stessa cosa che pensiamo noi: siamo in paradiso!!!

Si fanno le 13.00 e dobbiamo tornare frettolosamente in stanza, fare un piccolo pranzetto e prepararci per la prima esperienza a Krabi: il trekking con gli elefanti, che costa 640 bath a persona (poco più di 15 euro). Alle 14:00 raggiungiamo la hall, dove viene a prelevarci puntuale un song-taw , tipico mezzo locale simile a un furgoncino rosso, aperto dietro ma con tettuccio, veramente suggestivo. Saliamo dal retro e sediamo su una delle due file laterali, emozionati da questo nuovo mezzo di trasporto. Certo non si può dire sia il massimo della comodità: si tocca quasi con la testa sul tettuccio e ci si tiene ad una sbarra in metallo. Superato comunque il primo pezzo di strada pieno di buche, l'asfalto diventa ben praticabile e il viaggio è più piacevole. Percorriamo così un tragitto di una quarantina di minuti, avendo la possibilità di osservare appieno tutta la zona nei dintorni di Krabi: alla concentrazione di resort di Ao Nang, si passa ai piccoli villaggi sparsi, mentre intorno la natura continua a stupire per l'originale e bizzarra morfologia. Le condizioni di vita sembrano ai miei occhi enormemente migliori di quelle della gente che abita a Bangkok e dintorni: non sono presenti né sporcizia né rifiuti ammassati.

Arriviamo finalmente a destinazione, dopo un breve tratto di strada bianca e fangosa. Saliamo su una pedana di una capanna in legno e dopo pochi minuti arriva un grazioso e giovane elefante con un ragazzo che lo guida seduto sul suo capo. Inizia purtroppo a piovere proprio mentre saliamo sul dorso dell'animale, e siamo costretti ad indossare due grandi ed efficienti poncio che riparano benissimo ma fanno un caldo tremendo. Passeggiamo sopra l'elefante, provando una sensazione davvero singolare nell'essere a due metri da terra con questi movimenti strani, mentre rimaniamo compiaciuti dalla stabilità dei passi del pachiderma. Seguiamo un piccolo sentiero fangoso che si inoltra nella foresta e percorre un tragitto ad anello. Il panorama intorno è sensazionale, tutto ricoperto fittamente di verde, con una grossa catena montuosa sullo sfondo dal singolare profilo, e delle alte cime calcaree ai nostri lati, scolpite con guglie e stalattiti  enormi. Smette per fortuna presto di piovere, e possiamo scattare le foto; il ragazzo che guida sul capo dell'elefante si mostra gentile scendendo a farcene un paio per ricordo.

Mentre torniamo al punto di partenza, due bambini spuntano correndo in motorino nell'incredibile piccola strada fangosa e piena di pozzanghere, forse semplicemente per divertimento, e  salutano simpaticamente. Notiamo anche due singolari volatili vicino a una capanna, e la guida spiega che vengono usati come galli da combattimento. "Che strano" penso, crescere in un posto del genere, una cultura così diversa, circondati da una natura così meravigliosa e imponente. Certo non hanno problemi di spazio per giocare questi bambini, ma è certo anche che non conoscono il cinema, il computer e la civiltà come la intendiamo noi. Forse sono più felici di noi, forse no. Chi può dirlo! Di sicuro però hanno una vita più semplice e naturale, e all'apparenza sono davvero gioiosi e sorridenti, in modo spontaneo e coinvolgente.

Dopo un'ora di trekking siamo di nuovo in prossimità della capanna, dove notiamo un bellissimo cucciolo di elefante che passeggia su e giù impaziente, legato ad una lunga catena. Scendiamo e sediamo ad un tavolo, dove viene offerta una generosa dose di ottima papaya fresca appena sbucciata. Finita la pausa, un simpatico tailandese ci raggiunge per spiegare un pò la vita del posto. Parla degli elefanti, di come vengono trovati nella foresta, addestrati, di quanto siano acuti, intelligenti e furbi. Incredibilmente furbi, capaci con la loro accurata memoria di scappare durante la notte per farsi una scampagnata e una scorpacciata di qualche casco di banane, e ritornare la mattina presto esattamente nello stesso punto e nella stessa posizione per fare finta di nulla. La guida sembra una persona davvero a modo, colta, parla un buonissimo inglese, e racconta con entusiasmo sincero la vita di questi animali, con passione; non sembra certo uno sfruttatore di quei documentari visti a Bangkok. Nel frattempo arriva il cucciolo intravisto prima, alto quanto me (1 metro e ottanta di cucciolo...) portato da un ragazzo a fare una passeggiata. Si avvicina dolcissimo, si fa accarezzare, emette un simpatico gesto sonoro quando gli diamo qualche banana da mangiare, e si mette in posa per scattare qualche foto. La guida racconta ancora il loro modo di vivere, il fatto che siano estremamente socievoli, che abbiano spirito di sacrificio, che abbiano un loro linguaggio di comunicazione, che dormano 3-4 ore al giorno e passino il resto della giornata al 90% mangiando in continuazione: erba per lo più, ma anche volentieri qualcosa come venti caschi di banane! Rimango a bocca aperta e meravigliosamente colpito da questi splendidi mammiferi!!! Prima di venire qui non pensavo assolutamente, nella mia ignoranza, che un elefante potesse essere un animale così bello e affascinante.

Il discorso si sposta poi sugli sterminati campi di papaya qui intorno, che sono stati anche i famosi campi di maryuana del film "The Beach " con Di Caprio. Proprio dove siamo noi adesso infatti hanno girato qualche anno fa le scene di quando il trio arriva sull'isola e si trova all'improvviso in mezzo ai campi d'erba, e quelle successive di quando Di Caprio assiste alla sparatoria con la strage dei poveri innocenti e ritorna in sé. Il tailandese prende anche un album e mostra le foto scattate durante le riprese, che racconta siano state assai divertenti. Molti turisti sono arrivati a visitare questo posto da allora, ma in effetti oggi non sembrano più tantissimi. Stasera per esempio siamo clamorosamente soltanto noi due, ed è tutto esclusivamente solo per noi! Stamattina al contrario ce n'erano parecchi, più o meno una trentina, con diversi elefanti impegnati che andavano a portarli il giro. Io stesso comunque, di certo non sono venuto qui per vedere le scene del film ma per la curiosità di salire sull'elefante e vedere l'interno della foresta.

Come ultima tappa veniamo condotti nei pressi di una grotta calcarea, non grandissima in realtà ma che pare mastodontica per via delle sue enormi stalattiti che pendono dalla parete verticale del monte. Qualcuna di queste ha persino un nome, attribuito per somiglianza nella forma di qualche animale o oggetto, come classica tradizione di tutte le grotte.

Il punto di partenza del trekking

Il nostro elefante e guida sono pronti...

Panorama in groppa all'elefante

Panorama in groppa all'elefante

Panorama in groppa all'elefante

La guida ci fa una foto dal basso!

Panorama in groppa all'elefante

Galli da combattimento!

Panorama in groppa all'elefante

Panorama in groppa all'elefante

Panorama in groppa all'elefante

La nostra guida nonchè conducente

Abitazione sperduta tra la jungla

Panorama in groppa all'elefante

Io e il nostro elefantino!

Grotte calcaree del posto

Piante di papaya

Scenario del film "The Beach" (finto campo di maryuana)

Ritorno al punto di partenza

Paesaggio dal song-taw

Finito il tour saliamo sul song-taw, per tornare alla baia di Ao Nang. Prendiamo verso la fine del tragitto una deviazione per accompagnare la nostra stessa simpatica guida a casa, in una piccola strada bianca vicino alla principale. Ci sono parecchi resort anche qua, e leggiamo di sfuggita il cartello del "Frittomistovilla". Dunque è qua! Ricordo ancora quando, praticamente per gioco, io e Stefania abbiamo trovato l'originalissimo sito di questo splendido resort gestito da italiani, all'indirizzo: www.frittomistovilla.com, iniziando a sognare di poter venire in Tailandia in questi stupendi posti. C'era un pacchetto nel sito che includeva anche il trekking con gli elefanti, sicuramente lo stesso che abbiamo fatto noi oggi! Sembrava solo un sogno al tempo, ma invece adesso è realizzato!!!

Tornati al nostro Peace Laguna vero le 17:00, osserviamo dalla nostra veranda lo spettacolo di un improvviso acquazzone tropicale   poco prima del tramonto. Piove fittissimo con forti folate di vento e tutto intorno a noi si colora di un giallo acceso, con una foschia che avvolge tutto il Peace Laguna creando il classico paesaggio da fiaba.

Usciamo per cena verso le 20:00, percorrendo tutto il litorale di Ao Nang  e scrutando con attenzione i vari ristoranti. Optiamo per uno italiano che si trova in fondo, appena svoltato l'angolo, sulla strada principale verso Noppahrat Thara. Il menù è vario e completo e mangiamo due ottimi ed elaborati primi piatti, spendendo a mala pena 400 bath (10 euro). Ci dedichiamo poi ad una tranquilla e rilassante passeggiata per i piccoli negozietti del litorale, guardando qualche souvenirs e qualche capo di abbigliamento. C'è una vasta scelta di tutto, anche se le marche predominanti sono di prodotti americani, come la Diesel tanto per fare un esempio. Oltre all'abbigliamento ci sono poi diversi shop che vendono zaini e valigie di ogni tipo, parecchie bancarelle con prodotti artigianali e lavorazioni colorate del sapone, numerosi market sempre aperti fino a tarda notte, un paio di farmacie, punti ATM per il cambio, internet point, laundry service (lavanderie). Diamo un'occhiata anche alle numerose agenzie di prenotazione per tour, affitto di attrezzature, gite in barca e immersioni diving. Non manca davvero niente qui ad Ao Nang per il turista, tranne che i divertimenti mondani, dal momento che sono presenti ben pochi pub e locali tipicamente notturni, che sembrano per giunta poco frequentati. Avevo letto da Travel che qua si va a letto presto, non ci sono discoteche e night-club come a Phuket e la vita scorre tranquilla dall'alba al tramonto. La notte si dorme ad Ao Nang, e per noi va benissimo così. Compriamo qualche bevanda e genere alimentare e ritorniamo al Peace Laguna verso mezzanotte.
 




 


Viaggi:
  Messico on the road!
 Foto e racconto di viaggio


Sardegna:
  Il Raku di Giampaolo Mameli
  La sartiglia di Oristano
  I Murales di Fonni
  Grotte Bue Marino
  Giunco e i 3 mari
 

Trekking:
  Cala Sisine,
  Cala Luna da Buchi Arta,
  S'Archittu

 
Musica:
  E' uscito il promo della mia band: SIBILYA!
4 canzoni italiane, ascoltatele...
 


Cala Goloritzé
Cala Luna (da Cala Fuili)
Cala Luna (da Buchi Arta)
Cala Sisine (dal Golgo)
Campus
Castello di Quirra
Gola Gorroppu (da Dorgali)
Monti Marganai
Ovile Linas
Parco dei 7 fratelli
S'Archittu (da Cala Luna)
Tempio Antas - Mannau
Tiscali (da Dorgali)
Tiscal (da Lanaitto)
Villacidro (trek 109)
Villacidro (trek 113)
 


Se ritieni che il mio sito ti sia piaciuto e sia interessante, leggi il Guestbook e lascia un commento, grazie!
 

 

Sponsor:




 

 

Di

 I miei racconti si trovano anche su: