Giorno 8
24/10/2002 - Tour trekking elefanti;
baia di Ao Nang
Alzati alle 9:00, osserviamo la bellissima giornata
di sole dalla panoramica veranda della nostra camera. Scendiamo le
scale, attraversiamo il piccolo ponticello di legno in un tratto
dove la laguna si restringe e termina, e dopo pochi passi arriviamo
alla piscina, di fronte alla sala per la colazione a buffet.
E' tutto all'aperto ed il paesaggio intorno è meraviglioso: si vede
tutta la laguna, circondata da una fila di bungalow immersi
completamente nel verde; sullo sfondo un possente monte si erge, con
la vegetazione fittissima di palme che tenta di conquistarlo e si
ferma solo a metà altezza, dove la parete diventa perfettamente
verticale; il profondo blu della piscina contrasta nettamente con
tutto il verde intorno e la fioritura delle piante sul bordo. Tutto
ciò è una gioia per i nostri occhi, mentre rimaniamo ad osservare
questo paradiso durante la colazione. Non è completa come quella di
Bangkok, ma la frutta è sempre insuperabile: dall''ananas,
all'anguria, al succo d'arancia. Vi sono anche dei salsicciotti di
pollo, un primo di noodles piccanti, uova, ma noi adorniamo un
semplice toast con burro e marmellata più vicino alle tradizioni
italiane... Intorno è pieno di uccellini, di una specie simile a
quella del merlo indiano. Arrivano da ogni dove, osservano,
scroccano qualche briciola di pane. I turisti degli altri tavoli
sono pochi, più o meno una decina, e l'atmosfera è incredibilmente
rilassante. Proprio quello che cercavamo!
Finita la colazione, andiamo nella hall dove
rivediamo il gentile ragazzo della sera prima, che spiega adesso in
modo più approfondito i tour disponibili. Paiono tutti davvero
stupendi e la scelta è difficilissima: della durata di mezza
giornata possiamo fare il trekking con gli elefanti e quello in
kayak. Prenotiamo il primo per il pomeriggio, optando invece il
kayak per una giornata intera.
Usciamo dal retro del resort, costeggiando la laguna,
il sentiero con i bungalow, e prendendo un piccolo viottolo appena
visibile che porta alla spiaggia dopo cento metri appena. Il
sentiero si apre in un’area pianeggiante ricoperta da prato verde,
che arriva sulla sinistra ai piedi del monte. Mentre passeggiamo nel
prato, parecchie farfalle gialle svolazzano intorno, e appare tutto
così bello da sembrare finto: siamo circondati da una natura
rigogliosa e lussureggiante! Sulla sinistra il sentiero porta a
ridosso del monte dove la laguna si congiunge al mare, così torniamo
sulla destra, che abbiamo in precedenza scartato per la presenza di
un piccolo ponte in legno sgangherato (precisamente due pezzi
di tavole di legno affiancate!). Si passa proprio da qua! Siamo sul
retro antistante la spiaggia, dove una strada bianca accoglie
capanne e bancarelle tailandesi del posto, con massaggiatrici pronte
a smontare i muscoli dei turisti e parrucchiere artigianali che non
vedono l’ora di trasformare le teste e i cappelli in un ammasso di
trecce! Sono infatti le pratiche più richieste qua dai turisti, (i
massaggi e le treccine), soprattutto da parte delle donne.
Arriviamo finalmente alla spiaggia, che appare
molto bella, bianca e pulitissima, spaziosa, senza alcun ombrellone
e sdraio, proprio come sapevamo. Qui a Krabi infatti, a differenza
di altre spiagge come a Phuket per esempio, asciugamani e sdrai sono
vietati. Tocchiamo l’oceano, caldo e calmo, con una leggera risacca
sulla riva, che non è però cristallino come il nostro in Sardegna.
Camminando sulla battigia già non si vede il fondo, con 10 cm
d'acqua! Riflettendo comunque, è normale: l'acqua è pulitissima, ma
la conformazione del terreno e della roccia, molto calcarea, insieme
ai detriti ed al fango portati dai fiumi retrostanti, alimentano il
pulviscolo sul fondo e lo rendono opaco. Comunque di non tutte le
spiagge saranno così.... Camminiamo con l'acqua tiepida e gradevole
giungendo all'estremità meridionale, dove un piccolo fiumiciattolo
proveniente dalla laguna taglia la spiaggia perpendicolare. Poco più
avanti la sabbia finisce sulle rocce, e la falesia si alza imponente
con una vegetazione fittissima. Si vede un meraviglioso e suggestivo
costone di roccia per qualche centinaio di metri, dalla quale punta
estrema arrivano diverse longtail che portano i turisti da questa
spiaggia alla successiva, sicuramente subito dietro il costone.
Sotto la falesia invece una canoa doppia naviga dolcemente in tutto
relax: "quella è una cosa che non devo assolutamente perdere!" penso
dentro di me. Cerchiamo l'esistenza di qualche sentiero che si
arrampichi sulla cima, ma è tutto impenetrabile per via della
verticalità e della vegetazione.
Attraversiamo la spiaggia per arrivare dalla parte
opposta, notando curiose noci di cocco belle mature (colore marrone,
come le conosciamo noi in Italia) sparse per la sabbia, sicuramente
cadute da qualcuna delle alte palme laterali. Ci sono parecchie
longtail ferme, pronte ad aspettare i turisti per
portarli a spasso da qualche parte, con diversi ragazzi che già da
lontano chiedono se si vuol fare un giro. La spiaggia finisce con
delle gradinate che portano al litorale di Ao Nang, sulla strada
principale.
Giriamo tra negozietti vari e ci fermiamo in un
market a fare un pò di spesa, comprando qualcosa per il pranzo e
molte bevande da riporre comodamente in frigo. E' mezzogiorno, fa un
caldo micidiale e il sole picchia parecchio, così torniamo al resort
a sperimentare subito la splendida piscina. Facciamo la
doccia all'esterno, proprio una bella rinfrescata, e prendiamo due
enormi sdraio con l'ombrellone. Stiamo praticamente tutto il tempo a
mollo nella temperata acqua della piscina, e ci troviamo immersi in
un paesaggio sensazionale e in un relax totale. La piscina è divisa
in due: una parte a cerchio è per i bambini, con l'acqua bassa, e
l'altra parte per gli adulti, con una profondità crescente fino a un
massimo di due metri. Nel punto più alto, due forti getti "sputati"
da due teste statuarie di cavalluccio marino fanno divertire
parecchio, ed è incredibile pensare che tutto questo è solo per noi
in questo momento, condiviso solo da un'altra coppia di turisti che
fanno il bagno in piscina, e che stanno pensando sicuramente la
stessa cosa che pensiamo noi: siamo in paradiso!!!
Si fanno le 13.00 e dobbiamo tornare frettolosamente
in stanza, fare un piccolo pranzetto e prepararci per la prima
esperienza a Krabi: il trekking con gli elefanti, che costa
640 bath a persona (poco più di 15 euro). Alle 14:00 raggiungiamo la
hall, dove viene a prelevarci puntuale un song-taw , tipico
mezzo locale simile a un furgoncino rosso, aperto dietro ma con
tettuccio, veramente suggestivo. Saliamo dal retro e sediamo su una
delle due file laterali, emozionati da questo nuovo mezzo di
trasporto. Certo non si può dire sia il massimo della comodità: si
tocca quasi con la testa sul tettuccio e ci si tiene ad una sbarra
in metallo. Superato comunque il primo pezzo di strada pieno di
buche, l'asfalto diventa ben praticabile e il viaggio è più
piacevole. Percorriamo così un tragitto di una quarantina di minuti,
avendo la possibilità di osservare appieno tutta la zona nei
dintorni di Krabi: alla concentrazione di resort di Ao Nang, si
passa ai piccoli villaggi sparsi, mentre intorno la natura continua
a stupire per l'originale e bizzarra morfologia. Le condizioni di
vita sembrano ai miei occhi enormemente migliori di quelle della
gente che abita a Bangkok e dintorni: non sono presenti né
sporcizia né rifiuti ammassati.
Arriviamo finalmente a destinazione, dopo un breve
tratto di strada bianca e fangosa. Saliamo su una pedana di una
capanna in legno e dopo pochi minuti arriva un grazioso e giovane
elefante con un ragazzo che lo guida seduto sul suo capo. Inizia
purtroppo a piovere proprio mentre saliamo sul dorso dell'animale, e
siamo costretti ad indossare due grandi ed efficienti poncio che
riparano benissimo ma fanno un caldo tremendo. Passeggiamo sopra
l'elefante, provando una sensazione davvero singolare nell'essere a
due metri da terra con questi movimenti strani, mentre rimaniamo
compiaciuti dalla stabilità dei passi del pachiderma. Seguiamo un
piccolo sentiero fangoso che si inoltra nella foresta e percorre un
tragitto ad anello. Il panorama intorno è sensazionale, tutto
ricoperto fittamente di verde, con una grossa catena montuosa sullo
sfondo dal singolare profilo, e delle alte cime calcaree ai nostri
lati, scolpite con guglie e stalattiti enormi. Smette per fortuna
presto di piovere, e possiamo scattare le foto; il ragazzo che guida
sul capo dell'elefante si mostra gentile scendendo a farcene un paio
per ricordo.
Mentre torniamo al punto di partenza, due bambini
spuntano correndo in motorino nell'incredibile piccola strada
fangosa e piena di pozzanghere, forse semplicemente per
divertimento, e salutano simpaticamente. Notiamo anche due
singolari volatili vicino a una capanna, e la guida spiega che
vengono usati come galli da combattimento. "Che strano" penso,
crescere in un posto del genere, una cultura così diversa,
circondati da una natura così meravigliosa e imponente. Certo non
hanno problemi di spazio per giocare questi bambini, ma è certo
anche che non conoscono il cinema, il computer e la civiltà come la
intendiamo noi. Forse sono più felici di noi, forse no. Chi può
dirlo! Di sicuro però hanno una vita più semplice e naturale, e
all'apparenza sono davvero gioiosi e sorridenti, in modo spontaneo e
coinvolgente.
Dopo un'ora di trekking siamo di nuovo in prossimità
della capanna, dove notiamo un bellissimo cucciolo di elefante
che passeggia su e giù impaziente, legato ad una lunga catena.
Scendiamo e sediamo ad un tavolo, dove viene offerta una generosa
dose di ottima papaya fresca appena sbucciata. Finita la pausa, un
simpatico tailandese ci raggiunge per spiegare un pò la vita del
posto. Parla degli elefanti, di come vengono trovati nella foresta,
addestrati, di quanto siano acuti, intelligenti e furbi.
Incredibilmente furbi, capaci con la loro accurata memoria di
scappare durante la notte per farsi una scampagnata e una
scorpacciata di qualche casco di banane, e ritornare la mattina
presto esattamente nello stesso punto e nella stessa posizione per
fare finta di nulla. La guida sembra una persona davvero a modo,
colta, parla un buonissimo inglese, e racconta con entusiasmo
sincero la vita di questi animali, con passione; non sembra certo
uno sfruttatore di quei documentari visti a Bangkok. Nel frattempo
arriva il cucciolo intravisto prima, alto quanto me (1 metro e
ottanta di cucciolo...) portato da un ragazzo a fare una
passeggiata. Si avvicina dolcissimo, si fa accarezzare, emette un
simpatico gesto sonoro quando gli diamo qualche banana da mangiare,
e si mette in posa per scattare qualche foto. La guida racconta
ancora il loro modo di vivere, il fatto che siano estremamente
socievoli, che abbiano spirito di sacrificio, che abbiano un loro
linguaggio di comunicazione, che dormano 3-4 ore al giorno e passino
il resto della giornata al 90% mangiando in continuazione: erba per
lo più, ma anche volentieri qualcosa come venti caschi di banane!
Rimango a bocca aperta e meravigliosamente colpito da questi
splendidi mammiferi!!! Prima di venire qui non pensavo
assolutamente, nella mia ignoranza, che un elefante potesse essere
un animale così bello e affascinante.
Il discorso si sposta poi sugli sterminati campi
di papaya qui intorno, che sono stati anche i famosi campi di
maryuana del film "The Beach " con Di Caprio. Proprio
dove siamo noi adesso infatti hanno girato qualche anno fa le scene
di quando il trio arriva sull'isola e si trova all'improvviso in
mezzo ai campi d'erba, e quelle successive di quando Di Caprio
assiste alla sparatoria con la strage dei poveri innocenti e ritorna
in sé. Il tailandese prende anche un album e mostra le foto
scattate durante le riprese, che racconta siano state assai
divertenti. Molti turisti sono arrivati a visitare questo posto da
allora, ma in effetti oggi non sembrano più tantissimi. Stasera per
esempio siamo clamorosamente soltanto noi due, ed è tutto
esclusivamente solo per noi! Stamattina al contrario ce n'erano
parecchi, più o meno una trentina, con diversi elefanti impegnati
che andavano a portarli il giro. Io stesso comunque, di certo non
sono venuto qui per vedere le scene del film ma per la curiosità di
salire sull'elefante e vedere l'interno della foresta.
Come ultima tappa veniamo condotti nei pressi di una
grotta calcarea, non grandissima in realtà ma che pare
mastodontica per via delle sue enormi stalattiti che pendono dalla
parete verticale del monte. Qualcuna di queste ha persino un nome,
attribuito per somiglianza nella forma di qualche animale o oggetto,
come classica tradizione di tutte le grotte.
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Il punto di partenza del trekking |
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Il nostro elefante e guida sono pronti... |
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Panorama in groppa all'elefante |
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Panorama in groppa all'elefante |
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Panorama in groppa all'elefante |
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La guida ci fa una foto dal basso! |
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Panorama in groppa all'elefante |
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Panorama in groppa all'elefante |
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Panorama in groppa all'elefante |
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Panorama in groppa all'elefante |
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La nostra guida nonchè conducente |
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Abitazione sperduta tra la jungla |
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Panorama in groppa all'elefante |
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Io e il nostro elefantino! |
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Grotte calcaree del posto |
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Scenario del film "The Beach" (finto campo di maryuana) |
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Ritorno al punto di partenza |
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Finito il tour saliamo sul song-taw, per
tornare alla baia di Ao Nang. Prendiamo verso la fine del tragitto
una deviazione per accompagnare la nostra stessa simpatica guida a
casa, in una piccola strada bianca vicino alla principale. Ci sono
parecchi resort anche qua, e leggiamo di sfuggita il cartello del "Frittomistovilla".
Dunque è qua! Ricordo ancora quando, praticamente per gioco, io e
Stefania abbiamo trovato l'originalissimo sito di questo splendido
resort gestito da italiani, all'indirizzo:
www.frittomistovilla.com, iniziando a sognare di poter venire in
Tailandia in questi stupendi posti. C'era un pacchetto nel sito che
includeva anche il trekking con gli elefanti, sicuramente lo stesso
che abbiamo fatto noi oggi! Sembrava solo un sogno al tempo, ma
invece adesso è realizzato!!!
Tornati al nostro Peace Laguna vero le 17:00,
osserviamo dalla nostra veranda lo spettacolo di un improvviso
acquazzone tropicale poco prima del tramonto.
Piove fittissimo con forti folate di vento e tutto intorno a noi si
colora di un giallo acceso, con una foschia che avvolge tutto il
Peace Laguna creando il classico paesaggio da fiaba.
Usciamo per cena verso le 20:00, percorrendo tutto il
litorale di Ao Nang e scrutando con attenzione i vari ristoranti.
Optiamo per uno italiano che si trova in fondo, appena svoltato
l'angolo, sulla strada principale verso Noppahrat Thara. Il menù è
vario e completo e mangiamo due ottimi ed elaborati primi piatti,
spendendo a mala pena 400 bath (10 euro). Ci dedichiamo poi ad una
tranquilla e rilassante passeggiata per i piccoli negozietti
del litorale, guardando qualche souvenirs e qualche capo di
abbigliamento. C'è una vasta scelta di tutto, anche se le marche
predominanti sono di prodotti americani, come la Diesel tanto per
fare un esempio. Oltre all'abbigliamento ci sono poi diversi shop
che vendono zaini e valigie di ogni tipo, parecchie bancarelle con
prodotti artigianali e lavorazioni colorate del sapone, numerosi
market sempre aperti fino a tarda notte, un paio di farmacie, punti
ATM per il cambio, internet point, laundry service (lavanderie).
Diamo un'occhiata anche alle numerose agenzie di prenotazione per
tour, affitto di attrezzature, gite in barca e immersioni diving.
Non manca davvero niente qui ad Ao Nang per il turista, tranne che i
divertimenti mondani, dal momento che sono presenti ben pochi pub e
locali tipicamente notturni, che sembrano per giunta poco
frequentati. Avevo letto da Travel che qua si va a letto presto, non
ci sono discoteche e night-club come a Phuket e la vita scorre
tranquilla dall'alba al tramonto. La notte si dorme ad Ao Nang, e
per noi va benissimo così. Compriamo qualche bevanda e genere
alimentare e ritorniamo al Peace Laguna verso mezzanotte.
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