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Gli Stati Uniti sono un
grande paese. Sicuramente per le distanze, non c'è ombra di
dubbio. Spazi immensi e una valanga di chilometri per raggiungere ogni
destinazione. Questo rende il territorio estremamente vario ed allo
stesso tempo dispersivo. Bisogna valutare molto attentamente le
proprie mete per non rischiare di passare la maggior parte del giorno
in auto e poche ore per vedere ciò che si era posto come obiettivo
primario. E a parte le distanze, qui è davvero tutto più grande,
fisicamente parlando. Sono più grandi e grossi gli uomini (anche
troppo), le piante e persino gli animali. Ho visto un gatto che
sembrava una tigre, dei cavalli della stazza di elefanti asiatici, e
non dimentichiamo i bufali (3 o 4 volte le nostre mucche!?)... La
natura si è data da fare ed è stata estremamente generosa nel
territorio degli U.S.A. impegnandosi a regalare al viaggiatore i
paesaggi più straordinari e inimmaginabili. Parlo in particolare
dell'Ovest. Un breve giro di 5 giorni ad anello da Las Vegas al Grand
Canyon poteva essere di un mese solo per approfondire con attenzione
tutte le tappe intermedie e per godersi quelle principali. In un solo
giorno, percorrendo poco più di 100 miglia, ho visto tre paesaggi che
non hanno nulla in comune uno con l'altro, di una bellezza da mozzare
il fiato e che non erano inizialmente nemmeno preventivati: l'Antelope
Canyon, una fessura stratificata e contorta nella riserva indiana, con
magici fasci di luce che la rendono surreale; il Lake Powell, sbarrato
da una enorme diga e creato su un canyon che lo rende sterminato, con
le coste frastagliate fino all'impossibile, con un contrasto accecante
tra l'azzurro dell'acqua profonda e la chiara roccia arenaria dalle
forme bizzarre; lo Zion N.P., attraversato per cause di forza maggiore
per rientrare a Las Vegas per non dover allungare di molti chilometri,
dai magici colori del tramonto e da altre forme indescrivibili e non
immortalabili da alcuna macchina fotografica o videocamera. Sono tutti
canyon alla fine, eppure tutti così straordinariamente diversi per
forme e colori. E la strada panoramica che li collega, la 89 Scenic
Byway, è altrettanto surreale e magnifica, capace di donare emozioni
improvvise curva dopo curva, capace di allungarsi per decine di miglia
senza far intravedere un solo segno di civiltà umana. E che dire del
Grand Canyon: non si può descrivere ciò che è indescrivibile, non si
può quantificare ciò che è infinito. E' soltanto da vedere. Da vedere
di persona, con i propri occhi, e non dalle riviste e dal televisore
perchè è tutta un'altra cosa.
E vogliamo parlare degli
americani? Sono un grande popolo. Sicuramente per il peso, non c'è
ombra di dubbio. L'obesità, diffusissima negli Usa, raggiunge livelli
tremendi di vera e propria deformità fisica da rendere alcuni "casi
umani", chiamiamoli così, altrettanto indescrivibili come il Grand
Canyon, ma in negativo. Sono da vedere, anche questi di persona, per
capire fino a quanto si può spingere il benessere, o di contro, il
malessere della civiltà umana. Ma a parte questo sono davvero un
grande popolo anche per l'esaltazione, la fede, l'efficienza, la
volontà, l'ordine e il rispetto, e per tutto il contrario pure. Gli
Usa sono da questo punto di vista un paese di contraddizioni
fortissime che convivono normalmente nella vita di tutti i giorni. Ma
ricordiamo sempre che sono una nazione estesa da oceano a oceano, con
una diversità di clima, cultura e storia non da poco. E' perciò
impossibile parlare degli Stati Uniti senza generalizzare su qualunque
cosa poichè se esiste il bianco esisterà sicuramente da qualche altra
parte anche il nero e d infinite tonalità di grigio nel mezzo. Ci sono
i buoni e i cattivi, gli educati e i maleducati, i colti e gli
ignoranti, le ville e i ghetti, i ghiacciai e il deserto e via andando
all'infinito. In una nazione così grande non manca nulla e non
basterebbe una vita per descrivere e catalogare America e Americani.
Ma, nonostante non possa giudicare un'intera nazione per la
superficialità del mio viaggio durato solo tre settimane, ritengo
comunque di aver colto lati importanti di un "sistema" omogeneo
che raggruppa ben 51 stati e che fa tanto discutere per il suo aspetto
economico, politico e militare. Un sistema lontano da quello europeo e
agli antipodi di paesi asiatici come Sri Lanka o Thailandia, da me
visitati in precedenti viaggi.
In questi miei appunti
parlerò un pò di tutto, cercando di approfondire ciò che agli occhi di
un italiano medio appare più diverso dal proprio modo di vivere, più
interessante e notevole da osservare. Nel mio soggiorno da turista,
ammetto che nei ben 6 stati visitati di passaggio sono rimasto
maggiormente colpito dai lati positivi di questa parte d'America
piuttosto che da quelli negativi. Inizio subito col dire che uno dei
miei obiettivi principali di questo viaggio era capire quanto di vero
e reale ci fosse nella vita americana rispetto a tutto quello che si
intravede nei film. Perchè noi conosciamo tutti il prodotto del cinema
di Hollywood, che nei suoi movies bombarda gli spettatori di dosi di
vita americana dalle commedie, ai polizieschi, ai film drammatici,
horror, fantascienza e chi più ne ha più ne metta. Ebbene, in breve
annoto subito che gli USA sono esattamente ciò che si vede nei film!
In ogni angolo che si visita spunta inevitabilmente sempre uno
spezzone magico di qualche scena già vista: o per i paesaggi, o per i
monumenti, o per i personaggi, o per qualunque piccolo dettaglio
insignificante.
Facciamo qualche esempio
nelle città.
- le mille luci di Las
Vegas con i casinò sfarzosi e gli hotel megalitici dove trovi gente
buttata in solitudine davanti a una slot machine tutto il giorno; i
villaggetti western sperduti in paesaggi solitari che sembrano musei a
cielo aperto;
- Miami, vista in un elenco
interminabile di film, con il suo litorale, le sue spiagge, i bagnini
sulla torretta e le patrol che passano sulla battigia, i grattacieli;
- le cittadine residenziali
con tutte quelle casette in legno circondate da giardino a prato e
spazi enormi con tanto di strade a reticolato, corrispondenti per noi
alle villone indipendenti dei quartieri più ricchi.
E facciamo qualche esempio
nei personaggi.
- Il motociclista della
Harley Davidson, un mito per eccellenza: giubbotto in pelle con
canotta sotto, muscolacci (e quasi sempre anche una bella panza!),
peso medio 150 chili, sbragato sulla moto che scorrazza sempre in
gruppo o, pardon, con la sua banda. Esiste davvero, e ce ne sono
parecchi. Si incontrano ovunque!
- Il classico texano, un
figaccio o un gaggio a seconda dei punti di vista: giubbotto in pelle,
stivaloni da cowboy doverosamente a punta, camminata a gambe larghe e
sputo frequente, diciamo massimo ogni 3 minuti. Ne ho visto diversi
esemplari all'aeroporto di Dallas stando seduto, senza neanche
bisogno di andare in giro per il Texas: uno in particolare tornava
sempre nello stesso punto, a sputare sempre nello stesso cestino. Una
scena da non perdere, che infatti, ho filmato la terza o quarta volta
che è tornato...
- Il poliziotto - sceriffo
modello base di qualunque poliziesco: quello che spunta dal nulla
anche in pieno deserto quando ti azzardi a commettere la minima
infrazione del codice stradale, quello che si avvicina calmo ed
elegante nei suoi due metri per uno di mole massiccia, che ti chiede
cortesemente ma con estrema decisione i documenti mentre tieni le mani
strette sul volante e non fai movimenti bruschi per non ritrovarti una
pistola puntata contro e che, nonostante tutto, è capace di sorridere
e fare il "buono" della situazione. Mi è capitato questo incontro
ravvicinato alle Everglades a Flamingo, durante l'imbocco in una
strada "one way" in senso sbagliato. Preciso che c'ero solo io e
qualche altro turista nel raggio di chilometri e il traffico era zero
(altrimenti mi sarei accorto che andavo in senso contrario no?). Era
il primo e anche l'unico caso visto di tre strade parallele alternate
ad una sola corsia a senso unico. Sono comparse dal nulla addirittura
due auto della polizia! Per fortuna andavo a passo d'uomo e ho avuto
la faccia da bravo turista sperduto... non mi hanno neanche messo la
multa, ma mi hanno scortato per un buon tratto...
- I medici efficienti e
tempestivi e i ranger pronti ad esaltarsi in qualunque azione che
abbia a che fare con l'eroismo. Un episodio capitato al Grand Canyon
village all'ora di pranzo. Dopo aver fatto una breve camminata di
mezz'ora, siamo andati a ristorarci ma mentre ordinavamo gli hamburger
una mia amica si è sentita male e ha avuto un principio di mancamento.
Si è inginocchiata qualche minuto a terra con nausea e subito è
intervenuto il ragazzo che stava dietro al banco, che ha chiamato una
donna la quale ha portato un bicchiere d'acqua con zucchero. La mia
amica si è seduta ed si è sentita subito meglio ma hanno insistito per
chiamare il medico, che è arrivato nel giro di due minuti contati: un
ragazzo muscolosissimo con due enormi borse che ha iniziato a fare una
serie di domande con tanto di taccuino e penna per prendere appunti:
quali erano i sintomi, se non mangiava da molto, se aveva fatto
trekking, hiking e per quanto tempo, se era stata male prima, se aveva
malattie tipo asma, che numero aveva di scarpe... ma mica è finita:
dopo un minuto ancora arriva un altro che pare un ranger con tanto di
fodera e pistola, un altro bestio di di un metro e novanta il quale,
nonostante la mia amica imbarazzata da tutte queste attenzioni
ripetesse che ormai stava bene ed era troppo quello che stavano
facendo, sottolinea premuroso che l'ospedale non c'è, ma in caso di
bisogno la possono portare immediatamente in elicottero a quello più
vicino. Cavoli ma questa è un'americanata pura, sembra un telefilm
tipico di quei personaggi che compiono atti di eroismo tutti i giorni!
Se poi l'elicottero sia da pagare o meno, questo è un altro
discorso....
Si capisce adesso perchè
dico che non c'è tanta differenza tra la realtà e i film che si vedono
al cinema? E' chiaro che le cose vanno prese con buon senso: è ovvio
che molte scene, molte frasi, molti effetti speciali e molti film
stessi sono ridicoli e non possono essere presi sul serio. Ma in linea
di massima, dopo aver visto tanti movies e telefilm e documentari, è
possibile davvero avere un'idea precisa di come sono gli States. E
tante di quelle che io credevo fossero americanate, non lo sono
affatto. Sono davvero così. Il vero cruccio di tutte le opere di
hollywood sta nella fisicità degli attori, in qualunque parte
degli Usa si parli, di qualunque età, sesso e colore. Sono sempre
tutti belli e in forma fino a raggiungere estremi alla Baywatch (tanto
per capirci) dove non solo i protagonisti sono pezzi di ragazzi e
ragazze ma anche i "passanti" casuali e le comparse che si intravedono
sullo sfondo per caso. Fantascienza. Tutto ciò non esiste, è da
dimenticare. O forse, esiste in parti limitatissime degli States, in
apposite spiagge o locali dove si concentrano i "belli", come se
fossero una casta a sè stante. Avessi visto una sola bella ragazza in
tre settimane! Qualcuna rarissima appena carina, niente di più. E ce
ne vuole. E' vero che non ho frequentato locali notturni e all'ultimo
grido, ma voglio dire, in Italia e in altri luoghi dove sono stato,
prima o poi una bella ragazza, anche di sfuggita, capita vederla
ovunque. Mah.... mistero americano.... probabilmente sono tutte finite
a Hollywood e non ce ne sono più per strada.... Per i ragazzi il
discorso è meno allarmante. Grazie alla loro ossessione per lo sport
infatti, è più facile trovare fisici ben fatti e muscolosi.
Ad ogni modo, dopo questo
viaggio, ho capito tantissime cose e affinità che prima non afferravo.
Per esempio, il mio professore di inglese David, che è un americano
puro, il quale dice che mentre noi ridiamo guardando un film come
American Pie, pensando alle assurdità compiute da quei poveri
disperati in americanate e cose irreali, lui ride "ricordando" ciò che
veramente ha fatto lui e i suoi coetanei ai tempi della scuola: i
party di nascosto quando i genitori non ci sono, gli scherzi burloni e
talvolta pesanti, l'ossessione dell'adolescenza per il sesso, il mito
dell'automobile e la passione per i motori, i raggiri per procurarsi
l'alcool, etc.etc.
Altro esempio di
americanate reali: le paure. Le paure create dal tragicismo di
una natura incontrollata da cui nascono film per noi esagerati come
twister e tutta la serie delle distruzioni di massa, oppure film di
orrore come quelli di animali impazziti che distruggono tutto e
persino i capolavori di Steven King. Io ho visto con i miei occhi gli
effetti di cosa l'uragano Charlie ha devastato al suo passaggio nelle
isole di Sanibel e Captiva in Florida: un intero paesaggio tropicale
modificato, con grovigli di tronchi e rami, praterie di alberi
spezzati, case danneggiate e strade rotte. E tutto questo dopo qualche
mese che già stanno ristrutturando. Fa paura adesso, posso immaginare
durante il disastro. E credevo che "The day after tomorrow" fosse
un'americanata pura, con il fenomeno della glaciazione, le inondazioni
di New York, etc.etc. Beh, poco dopo esser tornato a casa è arrivato
lo tsunami del 26 dicembre, devastando mezza asia con centinaia di
migliaia di vittime, e il telegiornale non ha fatto altro che parlare
dell'incredibile gelo arrivato in California e dintorni che ha
paralizzato gli americani seppellendoli sotto la neve. C'è sempre
qualcosa di vero alla fine nei film di distruzione di massa. Gli
americani questo lo sanno, è per quello che vanno a vederli...
Abitando in Sardegna che è una terra tranquilla e non avendo mai
assistito ad alcun evento tragico di queste proporzioni, ho capito
veramente per la prima volta di quale potenza devastante sia dotata la
natura. Ma anche cose più piccole hanno scatenato in me l’accostamento
reale ad altre paure apparentemente più insignificanti o strane degli
americani. Per esempio, quando ho visto il museo del circo con una
foto di un pagliaccio, ho capito perché è nato “It” con quella forma,
così come ho capito ciò che mi sembrava l’assurda scena, chiamiamola
in questo modo, di essere risucchiati dal buco del water. E’ pazzesco
e fa ridere, e sembra persino incredibile che scriva queste cose, ma
in alcuni motel, quando ho sentito lo sciacquone che tira giù tutta
quell’acqua con un risucchio fortissimo (non vorrei scendere nei
particolari, ma i "tazzoni" americani sono, a differenza di quelli
italiani, pieni quasi fino all’orlo di acqua), ragazzi: ho avuto
veramente paura! E ho capito anche un'altra ossessione ricorrente:
quella dei serial killer o dei maniaci o dei mostri e di qualunque
cosa che si avvicini, al buio, a casa tua ed entri di nascosto. Quando
in Florida sono capitato in una strada secondaria, buia, con le
tipiche casette isolate in un boschetto con giardino che le circonda,
senza recinto, con semplici porte in legno e finestre al piano terra
che si rompono con una palla da baseball lanciata per sbaglio, ho
avuto davvero un senso di inquietudine e ho pensato: diamine, quanto
sarebbe facile entrare là dentro per un malintenzionato! E di case
così ne ho visto per interi quartieri! Ho ben afferrato la paura di
Steven King nel Maine, che è ricoperta di boschi ben più grandi e
inquietanti! Persino i gabbiani in gruppo a Treasure Island ad un
certo punto mi hanno trasmesso un senso di inquietudine. L'oceano
nelle spiagge americane è stupendo e la fauna più viva che mai. Ci
sono gabbiani enormi, pellicani e uccellini di cui non conosco il nome
(simili alle rondini di mare) che ho ironicamente soprannominato i
"becca vermi": stanno lì a infilare il becco sulla battigia per
cercare cibo, e corrono buffamente velocissimi avanti e indietro per
non bagnarsi con l'arrivo delle onde. Ebbene, tutto ciò regala in
genere un'atmosfera stupenda e rilassante per tutte le spiagge della
Florida. Ma che si provi a dare loro qualcosa da mangiare. I gabbiani
arrivano in massa e ti svolazzano sulla testa, con quella apertura
alare enorme, quasi ti ricoprono e sparisci come un ombra nel loro
assedio. Mi sono ricordato quel film di orrore di uccelli impazziti
che danneggiavano tutto... forse non succederà mai niente del genere è
vero, ma se alla natura desse di volta il cervello qua sarebbero guai
davvero!
Fondamentalmente, le paure
come le emozioni di gioia nell'osservare le bellezze naturali
americane, stanno nel fatto che qui ci si sente davvero piccoli. Qui
tutto è enorme, immenso, infinito e in quantità esagerate. Gli
americani non sono alla fine più esaltati di quanto non lo sia la
natura con loro!
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