Giorno 1°
20/10 - Volo Cagliari - Roma -
Newark (New York) - Orlando (Florida).
Io e Stefania abbiamo
concepito questa vacanza già dall'estate, quando Erika, una nostra
carissima amica, ci ha invitati ad andare a trovarla negli Stati Uniti
in Florida, dove sta lavorando nel parco Disney di Epcot da quasi un
anno. Dopo varie telefonate e prenotazioni, il nostro viaggio inizia
oggi, di buon mattino, con il volo Cagliari - Roma delle 6.55.
E' l'unico motivo per il quale siamo entrati in un'agenzia di viaggio
perchè il volo principale Roma - Newark - Orlando è stato prenotato da
Internet tramite Expedia.it. Sono rimasto colpito dal tempismo
con cui ci sono arrivati i biglietti aerei a casa e dal prezzo pagato
di soli € 477 a/r.
Arriviamo a Roma alle
8.00 ma dobbiamo aspettare fino alle 14.30 per imbarcarci sul volo 43
della Continental Airlines. I posti sono il 28L e 28K vicino al
finestrino. Ci attendono 'appena' 6888 Km per arrivare a Newark,
aeroporto poco distante da Manhattan, in pieno centro di New York, che
il nostro Boeing 767-200 percorrerà in circa 9 ore di lunga attesa.
Nel frattempo, approfittiamo almeno per guardarci un bel film sullo
schermo: "The terminal" con Tom Hanks e Catherine Zeta Jones, per
fortuna tradotto anche in Italiano. Lo trovo molto carino, al di là
delle previsioni, tant'è che provo poi a riguardarmelo anche in
inglese per cominciare a masticare un pò di accento americano. Del
resto, non c'è molto altro da fare...
Poco prima di
atterrare a Newark ci viene consegnato il modulo d'ingresso per
gli States. Avevo letto e sentito della stupidità delle domande a cui
bisogna rispondere, ma non credevo di tale livello. E' piuttosto
deludente credere che gli americani pensino che un terrorista possa
rispondere affermativamente alla domanda: "sei un delinquente o un
terrorista?" oppure "sei venuto in America per compiere atti
criminali?" o ancora "hai sottratto qualche minore ad un cittadino
americano?" e via andando... Con la precisazione, alla fine di queste
dieci geniali domande, che rispondendo anche solamente con un "sì" ad
una di queste, è il caso di presentarsi all'autorità appena sbarcati
all'aeroporto, che potrebbe rifiutarsi di apporre il visto d'ingresso
nel paese. No comment.
Atterriamo che è già
buio pesto e tra le mille luci di New York non riesco ad
orientarmi e a riconoscere alcun monumento famoso. Abbiamo più o meno
un'ora e mezzo di tempo per la coincidenza col volo per Orlando. Ne
perdiamo intanto parecchio al controllo dei passaporti, dove ci
fanno un pò di storie, nonostante il mio sia a lettura ottica come
obbligatorio da questo settembre. In più, ci schedano da capo a piedi,
prendendo le impronte digitali, scattando una foto, e controllando
tutto, persino le scarpe. Gli stranieri non sanno tanto di benvenuti a
quanto sembra, almeno ultimamente...
Porto indietro
l'orologio di 6 ore, tale è qui il fuso rispetto all'Italia, e alle
19.25 l'aereo decolla per Orlando. Altri 1510 Km con il volo
Continental 1692 su un Boeing 737-800, e finalmente mettiamo piede in
Florida alle 22.15.
Dopo aver preso le
valigie, troviamo subito con sorpresa Erika che è venuta a prenderci
insieme a Francesca. Da qui andiamo all'hotel Pop Century, all'interno
dell'area Disney, che lei cortesemente ci ha prenotato per due notti.
Per distrarci un pochino e iniziare ad entrare nell'atmosfera, ci
porta poi in una steak-house a mangiare una bella bisteccona
New York Strip da 16 once (piatto molto diffuso) con il mezzo litrone
di coca-cola ricaricabile. In americano, si chiama "refill", ovvero
paghi la prima bevanda e poi la riempi quante volte vuoi. Il locale è
molto carino ed esagitato. C'è qualche partita di rugby e si sentono
urla indistinte di ragazzi e ragazze come da noi ai bei tempi della
finale ai mondiali. Molto pittoresco e americano, è proprio un ottimo
modo per iniziare ad assaporare gli U.S.A.!
Giorno 2°
21/10 - Disney World e i
parchi a tema: Pop Century hotel; Magic Kingdom; Epcot
Dopo una dormita non
molto lunga, il nostro obbiettivo di oggi è sfruttare al meglio i due
biglietti gratis procurati da Erika per entrare nei parchi Disney.
Sono due tesserine e valgono per tutti e quattro i parchi a tema:
Magic Kingdom, Epcot, Animal Kingdom, MGM studios. L'unico cruccio è
che valgono solo un giorno, ed essendo chiaramente impossibile
visitarli tutti, scegliamo a preferenza i primi due. Osserviamo
intanto il Pop Century di giorno mentre andiamo verso le
navette che portano ai parchi. E' davvero grazioso e buffo, con tante
statue enormi di animali in stile completamente fumettistico, come
classico della Disney. E' diviso in tre sezioni, ognuna delle quali a
tema con una decade degli ultimi decenni. Anche la camera è
confortevole, pulita e spaziosa, pagata 66 dollari per notte.

Passiamo per un finto
biliardino da calcio (quello con le stecche e i giocatori rossi e blu
tanto per intenderci, ognuno dei quali è alto tre volte me!), facciamo
una foto con Pippo e usciamo all'esterno dove passano i bus per i
parchi. Impossibile sbagliare, ognuno ha il nome del parco a cui
porta.

Prendiamo quindi il "Magic
Kindom" verso le 9.30 e arriviamo all'ingresso del primo e più
famoso parco Disney dopo una ventina di minuti. La tessera funziona
davvero ed entriamo senza fare neanche tanta fila, ma come al solito
perdiamo tempo nei controlli, anche qui perentori. Bisogna aprire lo
zainetto, tirare fuori le macchine fotografiche, le borse, etc.etc. Le
bombe possono essere nascoste ovunque mettiamocelo in testa...
Preleviamo una mappa dagli appositi contenitori e iniziamo in
tranquillità prendendo il trenino panoramico e facendo il periplo del
parco, poi torniamo alla Main Street e passeggiamo tra i negozietti
fino al castello di cenerentola, dove escono i personaggi di topolino
e cricca Disney in parata.

Per la prima
attrazione andiamo a Tomorrowland sulle Space Mountain, montagne russe
totalmente al buio e un pò claustrofobiche. Un pò traumatizzati
torniamo sul rilassante a Fantasyland vedendo il Philar's Magic, nuovo
spettacolo 3D di paperino al cinema molto realistico e
divertentissimo, con spruzzi d'acqua, vento e gran finale di effetti
speciali.

A Frontierland ci fermiamo un pò
di più entrando nella Haunted Mansion, la classica casa dell'orrore
con discreti effetti speciali (è praticamente identica a quella di
Eurodisney), prendendo il battello a vapore che fa il giro del lago,
visitando la Tom Saywer Island e urlando sulle Big Thunder Mountain.

Una nota di merito per le Splash
Mountain, montagne russe sull'acqua divertentissime e realizzate nei
particolari, con un gran tuffo finale nel vuoto in cui ci si bagna a
volontà!

La foto ricordo incorniciata del
"salto" in acqua!
Bello anche Pirate & Caribbean ad
Adventureland. Terminiamo in gloria con le Mad T-cup, le classiche
tazze rotanti dove si sale romanticamente in due per soffrire
altruisticamente insieme i capogiri finali a go-go...
E' già pomeriggio ed è
ora di prendere la monorail che collega i diversi parchi: destinazione
Epcot. Solito ingresso con controlli, cartina e via per altri
divertimenti. Prendiamo i vagoncini che entrano sull'enorme sfera che
caratterizza l'ingresso di questo parco futuristico, compiendo un giro
epico tra salita e discesa sulla storia della Terra.

Poi commettiamo
l'errore, almeno per me, di andare alla Mission Space, simulatore di
una missione spaziale verso marte. L'attrazione è pompatissima e
realizzata molto bene, ma adatta ai più forti di stomaco... Si impiega
un sacco di tempo per entrare nel vivo tra spiegazioni del comandante,
obbiettivo della missione, etc.etc. Poi si entra nella cabina e qui
inizia il massacro. Uno schermo visivo mostra le immagini. Si parte
dentro un razzo provando l'accelerazione gravitazionale degli
astronauti: in poche parole, un senso di oppressione e compressione
fisica tremenda! Fin qui eccitante. I veri dolori iniziano quando si
supera l'atmosfera e si entra nello spazio, con sbalzi gravitazionali
paragonabili ai peggiori vuoti d'aria mai passati fino ad adesso in
aereo. Conclusione: la Disney deve ringraziarmi di non aver macchiato
i preziosi sedili dell'astronave col pranzo dell'Hot Dog fatto qualche
ora prima...
Optiamo per qualcosa
di più tranquillo entrando nel "The Living Seas", una sorta di
acquario con varie specie animali tipiche della Florida. Vediamo per
la prima volta i delfini e i possenti e docili lamantini. A questo
punto cominciano ad approssimarsi le 19.00, ora di chiusura del parco,
e dobbiamo scegliere un'altra attrazione nelle vicinanze. Quasi per
caso la finiamo su un altro spettacolo 3d intitolato "Honey I shrunk
the audience", dedicato al film "Mamma mi si sono ristretti i
ragazzi", anche questo ricco di effetti speciali e molto esilarante,
considerato che stavolta a restringersi è il pubblico...
Finiti i divertimenti
ci dirigiamo nella seconda zona del parco (Showcase) che chiude
alle 21.00, dedicata a diversi padiglioni di diverse nazioni. In
questi giorni sono particolarmente animati per la festa "Food & Wine".
Attraversiamo le bancarelle e i ristoranti messicani, norvegesi,
cinesi e tedeschi, ognuno a tema con decorazioni, forme e prodotti
tipici dei luoghi di provenienza. Arriviamo dunque a metà strada,
mentre costeggiamo l'enorme lago al centro del parco, al ristorante
"Da Alfredo", chiaramente del padiglione italiano, caratterizzato da
una riproduzione della Piazza San Marco di Venezia. Questi americani
sono proprio bravi a copiare diamine!

Qui incontriamo Erika
e Francesca, che ci dicono di aspettare la chiusura per vedere i
fuochi artificiali. Come perderli!? Passeggiamo ancora un pò tra i
padiglioni americano e giapponese, e ci imbattiamo in un palco
all'aperto dove assistiamo ad un bel concertino dal vivo di qualche
gruppo famoso di vecchia annata: una bella atmosfera! Arriva l'ora dei
fuochi d'artificio, un vero e proprio spettacolo narrato intitolato "Illumination:
Reflection of the Earth", con una sfera terrestre che naviga al centro
del lago, luci da urlo e fuochi stupendi: bellissimo! Una degna
conclusione alla visita dei parchi Disney.
Per uscire, prendiamo
una strada alternativa: quella dei dipendenti (come Erika), che a fine
lavoro si dileguano dalle porte secondarie degli addetti ai lavori.
Visto da questa prospettiva, sparisce tutta la magia del parco,
prendendo le somiglianze di qualunque altro posto dove si caricano e
scaricano merci, si corre di fretta tra corridoi banali, magazzini,
etc.etc.
Torniamo al nostro Pop
Century con Erika e Francesca, che stanotte ci fanno compagnia in modo
da essere già pronti, domani mattina alle 4, per prendere il taxi che
ci condurrà all'aeroporto di Orlando in attesa del volo per Las Vegas.
Ci aspetta un viaggio nell'Ovest di cinque giorni!
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