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29/10 - Fort Lauderdale; Miami: South Beach, Collins Avenue, Ocean Drive

Riprendiamo la marcia per la A1A sud litoranea verso le 10.00. Il traffico e i semafori ci fanno perdere un pò di tempo, anche se abbiamo modo di assaporare da vicino la realtà della vita da spiaggia americana. A mezzogiorno sostiamo nel litorale di Fort Lauderdale. C'è un bel pò di vento ma la temperatura è calda, anche se non abbastanza da ispirare un bagno nell'oceano mosso. Finalmente un pò di relax dopo tanti chilometri! La spiaggia è discreta ma non eccezionale, mi aspettavo un posto migliore dai racconti letti sulla Florida. C'è da precisare però che siamo in un punto a caso di un litorale talmente lungo che sembra non avere fine, per cui in mancanza di indicazioni potremmo essere capitati certamente in uno dei tratti meno belli.
Alle 13.00 riprendiamo la litoranea verso sud, raggiungendo in breve Miami. Iniziano a vedersi ponti e grattacieli e le strade si allargano a 4 e 5 corsie: entriamo nuovamente in uno dei tanti film di Hollywood, stavolta in maniera ancora più eclatante perchè, a Miami, ne sono stati girati un numero incalcolabile, a partire da quelli polizieschi in primo piano. Ci fermiamo nel nostro primo Mall (centro commerciale) americano, per cercare un internet point e contattare la nostra amica Erika e anche per mangiare. C'è da prendere seriamente in considerazione la possibilità di perdersi nei meandri e girare a vuoto per una giornata intera, così la prima cosa da fare è affidarsi al tabellone guida dei negozi e servizi. E non è vero che ci sia un internet point, possibile? Qui negli USA, a Miami, in un Mall dove si sono 100 negozi, 10 ristoranti, 20 cabine telefoniche? Mi avvicino in una vetrina di apparecchiature elettroniche a chiedere informazioni e mi confermano che effettivamente non c'è. Credo di aver dato troppo per scontato di trovarne dappertutto ma non è così! Diamoci dentro allora almeno con il pranzo: di fronte a noi c'è un seducente buffet italiano a cui non possiamo resistere! Si paga a peso e quindi si riempie il piatto con tutto quello che si vuole, pagando alla cassa solo in relazione al peso effettivo e non alla tipologia della portata. Troviamo delle cose davvero interessanti e consumiamo un pranzo coi fiocchi spendendo in due neanche $ 20.

Riprendiamo la litoranea e ci ritroviamo sulla Collins Avenue (la famosa strada dei grattacieli sulla spiaggia) senza neanche accorgercene. La percorriamo tutta da Nord fino a raggiungere la parte più in voga di questi anni: South Beach e Ocean Drive, dove troviamo l'Haddon Hotel, di cui avevo una pagina stampata da internet, che è situato proprio di fronte all'incrocio tra le due strade principali. Il prezzo di una camera doppia sale a $100 ma siamo a Miami in pieno centro e a due passi dalla spiaggia, per cui non ci pensiamo due volte e prenotiamo per stanotte. Sono stupito dalla situazione dei parcheggi che risulta davvero critica persino per gli hotel stessi. Alcuni si sono muniti di quelli sotterranei, altri come l'Haddon hanno appena 5 posti auto di fronte all'ingresso. Con una bella botta di fortuna, ne troviamo uno libero dove lascio l'auto all'istante. E' sicuro che da qua non la muovo fino a domani! Sistemiamo le valigie in stanza (davvero molto carina, tutta rigorosamente in stile art-decò) ed eccoci pronti in costume e ciabattine attraversare la strada per raggiungere la famosa spiaggia di Miami. Che non delude affatto le aspettative, al contrario: mi lascia davvero stupito! La spiaggia è molto bella, immensa, ben attrezzata con le capannine in legno dei mitici baywatch, le patrol che pattugliano di tanto in tanto, le docce, i servizi e così via. C'è tutto ma senza esagerazione. Persino i grattacieli sullo sfondo passano in secondo piano, e si respira un'atmosfera di relax, spazio e divertimento. E non c'è neanche tanta gente, anzi, non c'è quasi nessuno... si vede che non siamo in alta stagione! L'oceano è pure calmo e l'acqua assolutamente pulita, pur non essendo ovviamente cristallina come la nostra del Mediterraneo. Non si vede granchè movimento di barche, motoscafi e sport acquatici in genere, solo qualche immensa nave da crociera che parte dal lontano porto all'estremità della penisola probabilmente con destinazione caraibica. Gabbiani e uccellini sono i padroni incontrastati del litorale e rendono ancora più naturale e vivace la spiaggia. La prima cosa che ci viene in mente è che siamo pentiti di aver scelto di restare a Miami un solo giorno!


Verso il tramonto la sabbia si colora di un bel giallo e passeggiamo un pochino fino a rientrare nella Ocean Drive, ricca di ristorantini e locali di ogni genere, sempre pieni di gente. L'influenza cubana si fa notare ovunque, eccome!
Rientriamo in hotel, facciamo un veloce bagno in piscina (dove l'acqua è gelata!), sfruttiamo la laundry service con le numerose monete accumulate in viaggio, e troviamo persino il ricercato internet point nella sala principale. Certo chiamare un solo computer internet point, per lo più antidiluviano, lentissimo, con una connessione penosa e un sacco di limitazioni, è un affronto qui negli USA, ma ci accontentiamo lo stesso. Per concludere la serata usciamo nuovamente per Ocean Drive (e finalmente oltre ai locali esiste anche qualche vero internet point degno di nome...) dove quasi si cammina a spinte sul marciapiede e la strada è sempre molto trafficata di bei macchinoni sportivi e qualche limousine. Siamo nel pieno della vita mondana di Miami!
 




 


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