Giorno 11°
30/10 - Miami: Coral Gables e
Venetian Pool; U.S. 1 south verso le Keys: Key Largo, Islamorada,
Marathon
Dopo un'altra breve passeggiata per Collins Avenue,
lasciamo South Beach e giriamo tra le strade di Miami, seguendo
sempre la 1 sud. Attraversiamo il suggestivo ponte che collega la
penisola al centro della città, dove si riconosce il caratteristico
sky-line presente in ogni film, nonchè persino le stesse strade dei
più rinomati inseguimenti d'azione: primo fra tutti, per l'occasione,
quello di Bad Boys II appena visto prima di partire! Ci manca solo la
canzone alla radio "Welcome to Miami" di Will Smith e siamo al
completo... anche le case intorno sono proprio come le vediamo al
cinema: ovviamente in legno, il solito prato sterminato, il laghetto
con il piccolo molo e la barchetta, davvero carino. Gli enormi
svincoli poi, le strade larghe e gli spazi immensi danno un'immagine
completamente diversa delle strade e delle città americane rispetto
alle nostre italiane: non si può proprio fare il paragone. Solo in
alcuni tratti il traffico è intenso ma sempre scorrevole. Pensavo di
avere tutto il tempo di controllarmi la cartina tra un semaforo e
l'altro per decidere dove svoltare e invece niente di più sbagliato!
In ogni caso, riusciamo ad arrivare in un modo o nell'altro nel
quartiere di Coral Gables, suggerito dalla nostra guida per
essere uno dei più belli con diverse cose interessanti da visitare.
Dopo aver percorso qualche stradina, ci rendiamo subito conto che in
realtà "bello" è un termine del tutto offensivo per descrivere questo
luogo. Intanto non sembra neanche di essere in città, talmente tanto è
il verde dei prati, degli alberi che sovrastano con i loro rami le
stradine a due corsie dove passano pochissime auto in tutta
tranquillità a 15 mph. Il senso di relax è assoluto: nessun rumore
molesto, niente traffico, nessun semaforo (ci sono solo gli stop 4 way
che gli autisti rispettano civilmente, ma per noi italiani direi
"clamorosamente", anche se non c'è nessuno fino all'orizzonte), e le
ville... beh le ville sono proprio da urlo! E' senz'altro un quartiere
molto, molto ricco di Miami e di persone che contano! Percorriamo in
auto a passo d'uomo qualche miglio esterrefatti da tanto splendore,
fino a raggiungere la Venetian Pool.

E' questa una piscina aperta nel bel mezzo di Coral
Gables che, come fa intendere chiaramente il nome, si rifà allo stile
veneziano, con tanto di palazzi storici e ponte San Marco dal quale il
bagnino controlla sotto il suo ombrellone i bagnanti. C'è persino una
bellissima e fine spiaggetta bianca dove stendere l'asciugamano e
prendere il sole, una cascatella dove farsi l'idromassaggio naturale,
una piccola grotta nascosta (con tanto di cartello quasi ridicolo che
segnala che il bagnino là dentro non ti vede e non può venire a
salvarti! americani...), un sentiero laterale in mezzo al verde che
conduce ad una pozza, e altro ancora. Tutto questo in mezzo ad una
metropoli e tutto, ovviamente, artificiale. Da Las Vegas in poi
abbiamo capito che gli americani sono maestri in questo genere di
cose... l'ingresso alla Venetian Pool costa $ 9,50 a testa ma ne vale
assolutamente la pena. Talmente tanto che ci rimaniamo qualche ora di
filato nel più assoluto divertimento e relax. E, tanto per cambiare,
non c'è quasi nessuno in questo piccolo paradiso: dividiamo la
spiaggetta con altri due asciugamani e l'intera piscina con un gruppo
di ragazzi e una famigliola.


Dopo numerosi bagni, pranziamo nell'immancabile
punto di ristoro, con all'esterno sedie e tavolini sempre adeguati a
tema, ma con una cucina tutta americana e per niente italiana
all'interno del caseggiato dalle mura veneziane e dal banco tipico del
fast food. Prendiamo così due enormi (e devo ammettere molto buoni)
cheesburger freschi fatti sul momento dalla ragazza che gestisce il
tutto, la quale credo sinceramente sfidi le leggi della fisica
riuscendo a stare tranquillamente in piedi con i suoi 200 chili di
fiera obesità. Una come tante altre da queste parti, ma vista da
vicino sempre abbastanza sconvolgente per i nostri standard...
Abbandoniamo la Venetian Pool e proseguiamo il giro in auto ancora per
Coral Gables, vedendo il magnifico Biltmore Hotel, e un intero isolato
colmo di manifestanti accorsi per le elezioni: vincerà Bush o Kerry?
Lasciamo definitivamente anche Miami alle 15.00 continuando a scendere
per la 1 Sud. Il paesaggio cambia gradualmente, le case iniziano a
diradarsi; superiamo lo svincolo per le Everglades e arriviamo in
prossimità delle keys. Siamo curiosi di vedere come si presentano le
famose isole collegate dai lunghissimi ponti, anch'essi spesso ripresi
in molti film. In realtà arriviamo a Key Largo, la prima in
sequenza e anche la più grande, senza rendercene conto. Il paesaggio è
molto omogeneo e piatto, rigorosamente pianeggiante senza alcun
rilievo che appaia a mala pena collinare, e coperto di vegetazione
sub-tropicale. Cominciamo a passare qualche ponte caratteristico per
arrivare a Islamorada e più avanti ancora a Marathon. La strada
però non permette di apprezzare al meglio il panorama e ovviamente non
si può sostare nell'attraversamento del ponte. Quello che invece si
nota bene ed è singolare sono tutti i volatili appoggiati al tramonto
nei tralici della corrente piantati sul mare, che seguono parallela la
strada: migliaia, tutti di fila!
A Marathon è già buio e cerchiamo un posto carino per dormire.
Sappiamo che alle keys trovare il motel economico non è impresa
facile, tanto più oggi che è sabato pare impresa impossibile. Ci
rassegnamo così a qualcosa di più lussuoso, trovando il Rainbow
Bend resort, con un bungalow a $ 99 a notte. Dopo un breve giro,
ci rendiamo conto che è talmente carino e in posizione strategica
(siamo esattamente a metà strada tra Key Largo e Key West) che
conviene restarci direttamente anche domani notte, tenendolo come
punto di appoggio per il rientro. La nostra camera (è chiamata
bungalow ma come al solito sarebbe più consono il termine
appartamento) è spaziosissima, divisa in soggiorno con tanto di doppio
televisore e angolo cottura, camera da letto, bagno e tanto di
tavolino all'aperto nel giardino di fronte all'ingresso: stupendo!
Facciamo un giro per il resort, molto ben curato nei minimi
particolari, attraversiamo il prato con le palme e arriviamo al mare.
C'è una spiaggia dalla bella sabbia (ma sa tanto di artificiale anche
questa!), con pochi sdrai e ombrelloni (il resort non ha molte camere
ed è piuttosto raccolto e intimo), una singolare torre in legno dove
si può salire per gli avvistamenti, strani pedalò gratuiti per girare
in mare, e persino un molo dove sono attraccate delle barchette che si
possono affittare.

Per la cena tralasciamo il ristorante sciccoso,
dove entro un pò sconvolto in costume trovandomi di fronte dei
camerieri eleganti e raffinati che mi guardano un pò storto per
ordinare un dolce al cioccolato (ma gli USA non erano il paese del
casual?) e sfruttiamo il nostro romantico giardino all'aperto di
fronte alla nostra camera.
Stanotte dobbiamo anche portare indietro l'orologio di un'ora, proprio
come in Italia: in questo viaggio abbiamo battuto ogni record di
cambiamento di fuso orario!
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