Giorno 12°
31/10 - 7 miles Bridge; Key
West: Hemingway Home & Museum, Most Southern Point, tramonto
Saliamo nella sala ristorante per la colazione in tenuta da
mare, ma ci saremmo dovuti portare un maglione per la temperatura
polare con cui è stato regolato il condizionatore. Facciamo ancora una
breve passeggiata per il resort, che alla luce del giorno appare
ancora più carino. Unico enorme neo: l'acqua torbida e di un brutto
color marrone che rende impossibile il pensiero di farsi un bagno!
Prendiamo l'auto e iniziamo la discesa verso Key West.
Attraversiamo i lunghi ponti che collegano le diverse isole, tra cui
il rinomato 7 miles bridge, che sembra non finire mai!
Arriviamo alla nostra meta verso le 10:30, percorrendo qualche
stradina interna e parcheggiando alla Council Hall (ovviamente a
pagamento). Con una breve camminata raggiungiamo la casa di
Hemingway (oggi museo), famoso scrittore che aveva la passione per
i gatti e la particolarità di averne alcuni con ben sei dita. Uno
scherzo della natura che si è prolungato geneticamente nel tempo, dal
momento che adesso di gatti in casa ce ne sono oltre 50 e più della
metà di loro hanno questa peculiarità. E la differenza è chiaramente
visibile ad occhio nudo! L'ingresso costa $ 10 a testa. Visitiamo
l'interno della casa, davvero molto bella, enorme e su due piani,
tutta in legno, dove in ogni stanza traspare un pezzo di storia della
vita dell'artista.

Proseguiamo poi nel magnifico giardino di
vegetazione sub-tropicale, dove giochiamo un pò con i gatti e troviamo
niente meno che l'apposito cimitero dei loro antenati, lo studio dello
scrittore e una piscina vuota. Non poteva mancare, prima di uscire dal
museo, una scappatella al negozio di souvenir per un amante dei felini
come Ste.
Si è già fatta ora di pranzo inoltrata, così mentre passeggiamo
veniamo attirati dal colorato Denny's, una catena di fast food molto
presente (almeno qui in Florida) che non abbiamo ancora avuto modo di
provare.

A differenza del classico Mc Donald's, Burger King
e vari, qui c'è la cameriera che viene a servirti ai tavoli con tanto
di menù e, soprattutto, le dimensioni degli hamburger non sono quelle
dei concorrenti! Nella convinzione di trovarmi il normale cheesburger
con la mini porzione di patatine fritte, ne ordino uno doppio e mi
arriva un bestio di proporzioni epiche, alto come il bicchiere della
coca cola e quindi impossibile da mettere in bocca senza essere
smembrato, con mezzo chilo di patatine per condimento... questo è un
degno panino americano diamine! Inutile dirlo, costa anche quanto pesa
e non certo $ 1 del Burger King...
Proseguiamo la passeggiata per Key West, tagliando l'isola in due
verso Sud e ammirando le spettacolari casette in legno tra le più
caratteristiche viste finora in Florida. E' tutto esattamente identico
a come lo si vede negli schermi, e dico proprio tutto.

E' inutile anche descriverlo, basta prendere un
film qualunque ambientato in Florida tra Miami e le keys (che sono una
miriade) e guardare lo stile di vita americano anche se, ovviamente,
vederlo con i propri occhi è molto molto meglio! In breve raggiungiamo
il Southern Most Point di tutti gli USA: una specie di
colonnina, dove tutti fanno la foto, che segnala appena 90 miglia di
distanza da Cuba rispetto agli oltre 200 di Miami.

Torniamo, sempre a piedi, al centro di Key West
attraversando di passaggio il cimitero storico (quello degli esseri
umani, non dei gatti!) fino a raggiungere il vecchio porticciolo
a nord dell'isola. Compriamo qualcosa in un caratteristico market
che ha la facciata dipinta come quella di un acquario, e passeggiamo
per le caratteristiche viuzze e i pontili in legno dove la gente
inizia a stracolmare e a riunirsi per vedere il tramonto. Ci sono
notevoli belle "barchette" ormeggiate, e degli enormi bestioni a forma
di pesce sotto l'acqua del porto!

Le stupende casette spariscono sostituite dai
ristorantini, locali, resort e negozietti di ogni genere (soprattutto
di abbigliamento, a prezzi assai interessanti). Conquistiamo un punto
di tutto rispetto per la vista del tramonto e attendiamo questo
che, proprio come dicono, è un vero e proprio evento festeggiato ogni
giorno insieme a migliaia di turisti. Macchine fotografiche a go-go
per il calare del sole sull'oceano anche se, non essendoci nuvole, il
tanto atteso evento risulta un pò piatto e onestamente meno bello di
quanto ci si aspettava. Non lo potrei mai paragonare ad un tramonto di
Ao Nang in Thailandia, tanto per fare un esempio... l'evento veramente
mitico e del tutto inaspettato lo procurano invece i soliti esaltati
americani.

Poco dopo il tramonto, una barca a vela con almeno
venti persone a bordo attraversa lentamente il molo tra le urla dei
turisti. Da lontano sembra un comune gruppo di amici che salutano in
costume, ma appena ci passano di fronte si svela l'arcano: sono
nudisti venuti a prendere per il sedere (letteralmente!) i turisti,
con dei bei "televisori" integrali e risate a più non posso! Niente di
tremendamente osceno in realtà, anzi assai esilarante e simpatico,
compresa la sconvolgente visione della generosa obesa da 200 chili
nuda... beh, adesso posso dire di aver visto veramente tutto negli
States!

Proseguiamo la nostra passeggiata sul molo a
spinte, con un incalcolabile numero di persone che si fermano a
guardare i più stravaganti artisti della strada, da quello che
si impicca legato, a quello che fa un pò di circo coi gatti, al
mangiafuoco vestito da wrestling che sembra voler incendiare tutto, e
via andando... Lasciamo una magnifica nave da crociera alle nostre
spalle ormai buio, e rientriamo al parcheggio dell'auto.

Durante il tragitto verso Marathon, ci fermiamo ad
un Publix (una catena di grandi market) per comprare dei
tortellini da cucinare nel nostro bungalow-appartamento, insieme a un
pò di insalata e frutta. Rientriamo al resort alle 21:00, ceniamo e
facciamo un altra passeggiata sul piccolo molo.
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