Giorno 13°
1/11 - U.S. 1 North;
Everglades: Anhinga trail e Gumbo-Limbo trail
Spendiamo tutta la mattinata in auto per risalire la 1
North verso Miami, fino a giungere al bivio che porta verso ovest
all'interno delle Everglades. Sostiamo a pranzo ad un Burger
King di passaggio (due cheesburer più patatine e coca cola per $
6,50), sbagliamo persino strada andando oltre l'incrocio senza vedere
il cartello (per niente evidente, considerata un'attrazione così
importante!) e siamo costretti a tornare indietro. Dal lato Sud dalla
U.S. 1 l'indicazione è ben segnata e così, alla fine, dopo qualche
lungo rettilineo in mezzo a infiniti campi pianeggianti, eccoci al
casello d'ingresso dove paghiamo il biglietto di $ 10 per auto, valido
per una settimana intera. Qualche miglio più avanti e siamo di fronte
al Visitor Center che sono già le 15:00 passate. Preleviamo qualche
depliant di informazioni e proseguiamo per l'unica strada (la 9336)
che attraversa questa sterminata palude senza fine. Pare che 1/3 della
superficie della Florida faccia parte delle Everglades: è facile
intuire che parliamo di un territorio vasto quanto nostre intere
regioni italiane dove non c'è assolutamente nessun segno di civiltà
umana, se non questa strada che la attraversa in parte da est a ovest
giungendo fino a Flamingo. Più a Nord c'è un'altra arteria principale,
la 41, e alcuni parchi nazionali come il Big Cypress. Uno dei modi
migliori per visitare queste terre è considerata la canoa, con vari
percorsi segnati, proprio perchè l'enorme palude mobile consiste per
la maggior parte in un immenso acquitrino con mezzo metro di livello
d'acqua costante, anche quando sembra di vedere in realtà terra,
alberi e vegetazione. Bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi
perchè la vista inganna! Organizzano anche lunghe escursioni che
variano da un giorno solo a settimane intere e che attraversano le
Everglades sul lato costiero da nord a sud, con accampamenti in punti
prestabiliti. Questo luogo è una vera miniera d'oro per gli
appassionati di natura poichè è sede di numerose specie floreali e
faunistiche interessanti, e soprattutto per il bird-watching durante i
periodi di migrazione. I binocoli sono d'obbligo. Ed è tra l'altro uno
dei due soli luoghi al mondo dove convivono insieme alligatori e
coccodrilli, che qui si possono incontrare casualmente ovunque nel
loro habitat naturale.
Dopo poche miglia, vista l'ora, ci fermiamo subito nella piazzola
organizzata da dove partono l'Anhinga e il Gumbo Lingo trail.

Sono questi due tra tanti sentieri attrezzati con
passerelle in legno che permettono di passare sopra la palude e
dedicarsi all'osservazione. C'è una pace assoluta e i turisti si
contano sulle dita delle mani. Alcuni preziosi cartelli mostrano e
spiegano le specie che si possono avvistare. L'Anhinga trail
prende il suo nome proprio dall'omonimo volatile, di cui vediamo
subito diversi esemplari.

Ammiriamo da vicino anche un magnifico Airone Blu,
che vive solo da queste parti, altri aironi comunemente bianchi,

ragni, libellule, un alligatore in lontananza che
ci viene segnalato da due turisti di passaggio, una tartaruga marina
che nuota tranquillamente a fianco del viale principale (non pensavo
ci fossero anche queste!), il tutto immerso nel profondo silenzio
della natura in un habitat strepitoso.

Il sentiero di passerelle ad anello dell'Anhinga è
di appena 800 metri, ma tra una doverosa fermata e l'altra,
impieghiamo tre quarti d'ora abbondanti per tornare al punto di
partenza dove, prima che faccia buio, ci inoltriamo all'interno del
Gumbo Lingo trail. Anche questo è lungo 800 metri, ma a differenza
del primo che passa sopra l'acqua della "prateria" mobile, questo si
inoltra all'interno della jungla con alberi talmente intricati da non
far passare uno spiraglio di luce. Non ce lo godiamo per niente e lo
percorriamo per metà in piena corsa, dal momento che si presenta
l'insormontabile problema delle zanzare. Mai viste così tante
in nessun paese tropicale con annessa jungla dove siamo stati!
Nonostante il nostro autan, che evidentemente mangiano a colazione
come antipasto, lo stridulo acuto degli odiati volatili si fa sempre
sentire nell'orecchio, i bubboni da puntura aumentano sempre più e mi
vengono i crampi alla mano a furia di eliminarli sulla povera schiena
di Stefania ricoperta da decine di questi mostri per volta. La fine
del sentiero appare come la classica luce del corridoio buio
interminabile dei film horror. Per fortuna la raggiungiamo presto e
corriamo subito nell'auto. Qui, alcuni giganteschi uccelli neri che
starnazzano aspettano qualche briciola da mangiare in atteggiamento
sfrontato, salendo persino sul cofano della macchina nel nostro pieno
stupore!
Possiamo lasciare le Everglades per oggi. Torniamo nella strada
principale e proviamo a proseguire un pò sulla 9336 per qualche
miglio, ammirando lo stupendo tramonto in un paesaggio selvaggio e del
tutto solitario.

La palude si estende a 360° fino all'orizzonte, ed
è raro incrociare un auto in questo rettilineo senza fine: ancora una
volta esattamente come si vede nei film...
Usciti dal casello torniamo nella 1 e cerchiamo un vicino motel tra
quelli visti all'andata: il Travellodge va a meraviglia, con
una stanza a $ 55 e un Pizza Hut take away vicino, dove Stefania ha la
faccia tosta di vincere al primo colpo un pupazzetto giocando appena
50 centesimi in quelle macchinette con la piccola "gru" mobile da
manovrare nella mischia di possibili peluche da prelevare.
|