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Giorno 14°

2/11 - Everglades trail: Pineland, Pahayokee Overlook, Mahogany Hammock; Flamingo; West Lake trail; 40 west; Airboat; Naples

Rientriamo alle Everglades sulla 9336, andando più avanti del tratto percorso fino a ieri e scorgendo ai lati della strada i trail organizzati per le canoe. Alcuni sembrano veramente lugubri e da film horror, addentrandosi in stretti percorsi in quella fitta ed intricata ragnatela di mangrovie che deve pullulare di milioni di zanzare, mentre altri appaiono più rilassanti su grandi laghi all'aria aperta e alla luce. In entrambi i casi purtroppo esiste il problema fisico della canoa: ovvero, bisogna portarsela appresso in qualche modo in auto per miglia perchè dal visitor center a Flamingo non c'è altro posto per affittarla!
Continuiamo la nostra perlustrazione fermandoci nei successivi trail visitabili a piedi, iniziando dal Pineland (caratteristico per questo tipo di albero), poi per il Pahayokee Overllook (una terrazza con vasto e ottimo panorama sulla palude), e per finire il Mahogany Hammock. Tutti meritano di essere visti e presentano caratteristiche diverse.

Oltre ai numerosi avvistamenti si ha la possibilità di osservare e capire (è sempre tutto spiegato nei cartelli educativi) l'importanza delle alghe e delle mangrovie nell'eco-sistema, così come dell'acqua stessa in contrapposizione con il fuoco. Gli incendi possono sembrare dannosi ma non tutti sono repressi perchè servono anche per far vivere una particolare specie di alberi che ha la corteccia sviluppata appositamente per resistere al calore e da cui non potrebbero vivere senza. Abbiamo persino l'opportunità di vedere un groviglio di radici e rami che creano uno strano muro compatto, formatosi da poco per il passaggio degli uragani che quest'anno, tra Charlie, Ivan e vari, sono stati particolarmente temuti e hanno lasciato il segno qui in Florida.
Arriviamo a Flamingo e ci fermiamo al Visitor Center per reperire qualche informazione e cartina. Siamo di fronte all'oceano e da qui si possono fare cose interessanti avendo un pò più di tempo. Dopo un breve giro, decidiamo di tornare indietro ma sbaglio direzione di marcia di una delle tre strade parallele asfaltate a pochi metri di distanza sul prato una dall'altra, del tutto deserte. Dopo dieci metri (contati) spuntano dal nulla addirittura due auto della polizia che mi fermano all'istante. Meno male che andavo a passo d'uomo e mi sono reso conto dello sbaglio, a cui avrei potuto rimediare subito spostandomi tre metri sul'altra corsia asfaltata nella direzione giusta. Il poliziotto scende tutto d'un pezzo dalla sua auto, si avvicina con camminata americana, e mi chiede, seguendo passo per passo un film poliziesco, la patente e i documenti dal finestrino mentre io non mi azzardo a togliere le mani dal volante come letto nei numerosi suggerimenti. Tempo 15 secondi da quando ho abbassato il finestrino e una nuvola nera di zanzare riempe clamorosamente l'auto... mi pungono dappertutto, persino nel labbro e sotto l'occhio, tanto da istigarmi a fare una battuta per niente apprezzata dall'uomo di legge del tipo: "Ci sono molte zanzare da queste parti, eh?". Il poliziotto capisce subito che siamo turisti (ovviamente) e immagina che l'auto sia affittata chiedendomi anche il contratto della compagnia, che non riesco a trovare nel cruscotto: l'ho lasciato in valigia! Perso un pò di tempo, mi chiede cortesemente senza fare una piega di rientrare in auto. Niente paternale e niente multa ma mi spiega come fare per spostarmi nella corsia parallela e levarmi "gentilmente" dalle scatole... e ci scorta fino a che non lasciamo alle spalle Flamingo! Troppo americano!
Nel frattempo, l'abitacolo è diventato un inferno zeppo di mosquitos assatanati e siamo costretti a fermarci alla prima piazzola per farne una carneficina. Non so davvero quante decine e decine ne abbiamo eliminato in pochi minuti: guai a chi si azzarda a riaprire il finestrino! Ci aspettavamo una realtà simile a quella della Thailandia e dello Sri Lanka, in pieno clima tropicale, ma questa è tutt'altra cosa, un vero incubo! Terminiamo la nostra visita alle Everglades con un altro trail sulla via di ritorno: il West Lake, che si affaccia sull'omonimo lago dove si può anche andare in canoa. E' un tratto corto ma estremamente interessante, che si districa all'interno della foresta di mangrovie e sbuca, sempre con passerella in legno, sul lago dove si scorgono, appostati in una piccola isoletta di sabbia, migliaia di uccelli ammassati insieme.
Anzichè tornare sulla 1, prendiamo una delle sue parallele verso nord che dalla cartina sembrano accorciare la strada per la 41, l'arteria principale che attraversa le Everglades e la Florida da est a ovest e dove speriamo di trovare per tempo la possibilità di fare un tour con l'airboat. Pensavamo di trovare una strada sola, così come segnato nella nostra cartina che a quanto sembra è del tutto inadeguata, e ci ritroviamo in un groviglio di strade parallele, trafficate più di quelle di Miami, e tutte uguali! Comunque sia troviamo l'imbocco per la 41 e dopo poche miglia, già prossimi al tramonto, troviamo uno dei centri che organizzano gli airboat. Siamo fortunatissimi perchè arriviamo all'ultimo giro disponibile prima che faccia buio e, a quanto dice il ragazzo che è il nostro "autista" e guida, anche all'ora migliore del giorno, proprio perchè il tramonto è prossimo e gli avvistamenti sono più frequenti. In un paio di minuti passeggiamo dietro la biglietteria dove alcuni esemplari di alligatori sono tenuti in gabbia, tra cui uno di dimensioni mostruose molto anziano. Saliamo nel nostro airboat e ci rendiamo conto di essere i soli, tanto per cambiare (molto meglio così!), mentre la guida ci spiega (ovviamete in americano) le solite regolette doverose di ogni tour su cosa fare e soprattutto non fare: mettersi i tappi di cotone (che ci fornisce) sulle orecchie per non rimanere assordati dal frastuono dell'elica, non sporgersi, non mettere le braccia fuori a portata di alligatori e per finire... beh... se "dovesse" capitare che uno di quei cosi salti con un balzo sull'airboat davanti ai nostri sedili, non preoccuparci perchè è un problema suo. Come? Eh no caro, se uno di quei mostri mi salta davanti è un problema mio eccome, un grosso problema!!! Eccitati e adrenalinicamente carichi (sarà la paura?) iniziamo così il nostro tour partendo da una diramazione senza vegetazione che sembra un fiume (in realtà, non c'è terra ed è sempre tutta acqua quella intorno). Quella grossa elica fa veramente un gran baccano, mentre il pilota si diverte a governare lo scafo (lui è seduto più in alto rispetto a noi), regalandoci qualche grido con le sue stupefacenti "sgommate" nella palude.

E' un vero spasso, e i colori del tramonto sono magnifici! All'inizio sembra di schiantarsi contro la terraferma quando si entra a tutta velocità sull'erba, poi ci si fa l'abitudine rendendosi conto che questa palude piatta è davvero sterminata e si estende all'orizzonte da qualsiasi parte la si guardi, spezzata solo da qualche albero o cespuglione cresciuto un pò troppo che si erge come una cattedrale nel deserto!
Dopo aver apprezzato le doti sportive della nostra guida, adesso è l'ora della cultura. Con varie soste, ci viene spiegato minuziosamente l'importanza di ciò che stiamo vedendo: dal fiore bianco, all'airone sull'attenti per il pericolo dell'alligatore, e ovviamente, agli alligatori stessi.

"This is the best time" continua a ripeterci il ragazzo, e infatti ne vediamo parecchi. Lui li avvista da lontano, ormai è il suo mestiere ed è esperto. Si ferma, e osservando soltanto gli occhi e il naso dell'alligatore riesce a capirne la stazza e l'età. Dal suo comportamento, invece, se è solo o in compagnia. E mentre la testolina di uno dei rettili punta verso di lui, ci dice che in realtà l'alligatore sta guardando noi, poichè la loro vista funziona lateralmente e non frontalmente come quella umana.

Racconta inoltre che prima i tour con gli airboat erano liberi, mentre oggi sono soggetti a molti vincoli e restrizioni. Lui è contentissimo del lavoro che fa perchè gli permette di stare a contatto con la natura in questo magnifico luogo e può insegnare a tanta gente nozioni importanti e utili sulla flora e la fauna che vanno protette e conservate incontaminate. Dopo queste e altre memorabili spiegazioni, torniamo alla base ormai quasi buio e dopo 45 minuti abbondanti di airboat. Un'esperienza davvero memorabile, che costa tra l'altro appena $ 14 a testa più una meritata mancia per il nostro simpatico e colto accompagnatore.
Alle 18:00 riprendiamo il tragitto per la 41 che si rivela una lunghissima linea retta interminabile, tale da costringere il guidatore (cioè io) a gioire nell'incontrare quelle variazioni di pochi gradi (da noi chiamate comunemente "curve") che provocano la lieve rotazione del volante e ti gratificano facendo sembrare che finalmenti servi a qualcosa e stai davvero guidando... una strada che di notte, tra l'altro, sembra sospesa nel nulla e nel vuoto assoluto, visto che per decine di miglia non c'è un centro abitato e solo una buia palude intorno! L'autoradio, in questi casi, diventa una delle invenzioni più apprezzate che l'uomo abbia mai creato...
Arriviamo a Naples alle 22:00 e alloggiamo al Red Roof Inn motel sfruttando i coupon trovati in una rivista al Burger King e pagando una camera al prezzo scontato di $ 41 (comprese tasse)! Questa dei coupon è una vera dritta di cui ho sentito molto poco parlare ed ho scoperto oggi invece funzionare davvero. Esistono vere e proprie guide di motel per tutto lo stato piene zeppe di tagliandini che permettono, dietro semplice presentazione alla reception, di avere un consistente sconto sulla camera. Ovviamente deve esserci la disponibilità, poichè solo un tot. di stanze saranno riservate per il coupon. La cosa interessante è che in ogni caso si può avere già un prezzo indicativo, un'idea precisa e un indirizzo a cui rivolgersi quando si entra in una città e si deve cercare alloggio, sfogliando semplicemente la guida promozionale (del tutto gratuita).
 




 


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