Giorno 15°
3/11 - Naples: beach & Pier; Caribbean Gardens and
zoo; Fort Myers
Alle 10:00 parcheggiamo l'auto e passeggiamo per la
5fth avenue, la strada principale del centro di Naples, ricca
di negozi di abbigliamento delle grandi firme italiane e non, di
banche e di gente vestita di classe (che da noi sarebbe normale, ma
qui siamo in america...).

Sostiamo in un Sturbucks per la colazione (un bel
cappuccino simile a quello italiano ci voleva proprio!) e proseguiamo
la camminata anche per le vie secondarie. Siamo in una delle cittadine
più ricche della Florida e si vede eccome! A parte le solite ville da
urlo, circondate da verde e quiete, di fronte ad un mega hotel
rimaniamo a bocca aperta dalla vista di uno splendido laghetto che
riflette il cielo (con tanto di paperelle) circondato da case
solitarie da sogno. Diciamo la classica dimora sul lago che si vede
nei film, qui però siamo in piena città... come se non bastasse, a due
passi c'è il mare.

Proprio alla fine della 5fth avenue infatti si
trova il litorale. Spostiamo l'auto più vicino in un parcheggio a
pagamento, e dopo pochi metri siamo al Pier, il lunghissimo molo in
legno sulla spiaggia: la più bella vista finora con una sabbia bianca
e fine, mare calmo di un bell'azzurro e vegetazione tropicale
retrostante.

E' organizzata con bagni, camerini e docce, rete da
pallavolo e così via, ma senza sdrai o stabilimenti che ingombrano.
Non c'è neanche la possibilità di affittare canoe, pedalò, moto
d'acqua e varie e questo rende la spiaggia molto rilassante e libera.
Percorriamo il molo per intero, notando una sfilza di pescatori
appassionati di lenza che preparano enormi esche per prendere enormi
bestioni sottostanti. C'è anche un delizioso punto di ristoro e più
avanti un punto di osservazione con tanto di panchine. Rimaniamo una
mezz'oretta ad osservare emozionati il nostro primo delfino in
mare aperto: è bellissimo e spunta ogni tanto in superficie a
respirare! Siamo allibiti però nel notare che nessuno lo calcola al di
fuori di noi... è evidente che i delfini qui sono cosa comune...
Andiamo a rilassarci in spiaggia e a fare un bel bagno. Per pranzo
compriamo un hot dog e uno smoothies strawberry sul molo e lasciamo il
litorale dopo le 15:00.
Ci spostiamo ai Caribbean Gardens, attirati da un depliant reperito al
Pier e dalla possibilità di vederne i giardini tropicali. Si entra da
un piccolo laghetto immerso nel verde dove nuotano liberamente papere
e piccole tartarughe. All'ingresso compriamo i biglietti, ci viene
data una mappa e scopriamo che in realtà l'attrazione è Caribbean
Gardens & Zoo e comprende quindi anche la visita a diverse specie
animali.

Per fortuna, non ce ne sono chiusi in gabbia ma
sono tutti lasciati più o meno "liberi" all'interno di recinti. Dopo
l'area floreale (in realtà assai limitata), passeggiamo per il reparto
dei felini tra leoni, tigri e le rare pantere della Florida. Un
cartello spiega come di queste ultime ne siano state uccise parecchie
dalle auto durante l'attraversamento: e io che pensavo che il cartello
"attenti alle pantere" sulle strade fosse la solita americanata...

Il posto è molto rilassante e immerso nel verde. Al
centro vi è un laghetto che si può visitare prendendo un
caratteristico battello che effettua dei percorsi guidati attorno a
delle piccole isolette dove vivono specie diverse di lemuri. E'
senza dubbio la cosa più originale e interessante di questa
attrazione! Il "comandante" è un personaggio come tanti altri qui
negli States e ci istruisce con le sue spiegazioni, infogandosi
tremendamente nel vedere le mamme con i piccoli, oppure di fronte ad
alcuni esemplari che escono dalla loro casetta in legno
all'improvviso, compiendo continue manovre "avanti-indietro" per
ripetere l'avvistamento e permetterci di scattare le foto di rito.


Terminato il giro proseguiamo per altre aree dello
zoo trovando pappagalli, "wild dog" (una razza particolare di cani
agili e velocissimi che vivono in Africa), tartarughe, cervi,
alligatori, e molto altro ancora (di cui specie sconosciute di animali
dei quali ignoravo l'esistenza...).

All'uscita compriamo alcune cartoline nel negozio
di souvenir e lasciamo Naples alle spalle proseguendo verso nord fino
a Fort Myers. Qui cerchiamo a lungo un motel fino a trovare il
Palm Beach, un pò in periferia. E' certo uno dei più spartani
che è capitato fino ad ora. Di fronte abbiamo un Domino's,
catena di fast food simile al Pizza Hut, che scegliamo subito per
portare via una bella pizza "take away". Ci rendiamo presto conto che
anche il quartiere dove siamo capitati non deve essere certo tra i più
rinomati. Prima di noi c'è una ragazzina di colore vestita con la
maglia al contrario (in entrambi i sensi: l'etichetta di dietro
davanti e il vestito al rovescio), la quale si lamenta energicamente
in gergo che è da mezz'ora che aspetta l'ordinazione. Il ragazzo del
Domino's, bianco, alto 1 metro e 90 con fisico alla Swarzy, ovviamente
non fa una piega. Non fa in tempo ad uscire la ragazza che entra un
altro personaggio, anch'egli di colore, anch'egli vestito in maniera
esageratamente trasandata, con i boxer rossi che escono fuori dal suo
pigiama strappato dappertutto che gli scende a mezzo sedere, grosso
quanto il tipo delle ordinazioni. Impossibile capire il discorso tra i
due, in un gergo che fa sembrare la lingua americana non molto
differente dalla cinese... visi non proprio simpatici, anche se certo
non è il caso di giudicare per così poco. Certo non siamo a Naples e
in ogni caso... meglio prendersi la nostra pizza e coca cola per $ 15
e rientrare subito in motel!
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