Giorno 16°
4/11 - Sanibel Island; Captiva Island: spiaggie e
tour delfini in barca
Alle 9:30 siamo in auto per le vie di Fort Myers.
Al primo impatto il centro non lascia una buona impressione, con
questi palazzoni e isolati un pò più "decadenti" della media. Poi
attraversiamo invece un bel quartiere residenziale che risulta assai
più attraente (ma non come quello visto a Naples ieri!). Più avanti
ancora arriviamo al ponte dove si paga il toll di ben $ 6 (pedaggio)
che collega a Sanibel Island: è il doppio di quello che ci
aveva comunicato Erika, ma probabilmente è dovuto ai problemi creati
dagli uragani di fine estate. Ci fermiamo al visitor center per
reperire la solita cartina e le informazioni e scopriamo per iniziare
che l'isola è divisa in due: la parte occidentale è visitabile
liberamente dai turisti, la parte orientale è adibita a riserva
naturale ed è accessibile tramite ulteriore pagamento d'ingresso.
Facciamo un giro percorrendo le uniche due strade che attraversano
l'isola, rimanendo favorevolmente impressionati dai velocissimi lavori
di ristrutturazione dei danni provocati dagli uragani: le case sono
incolumi e la maggior parte della vegetazione appare intatta.
Ben diversa è la situazione invece a Captiva Island, l'isola
immediatamente successiva collegata anch'essa da un piccolo ponte. Qua
i danni si vedono chiaramente e in maniera inequivocabile! Buona parte
delle palme sono spezzate, molti alberi rasi al suolo e si vedono di
frequente quegli "agglomerati" di rami che formano un blocco unico che
avevamo già visto in un trail alle Everglades. Rimaniamo sorpresi per
le case invece che non presentano gravi danni eccetto qualcuna con il
tetto in parte rovinato. Se l'uragano ha la forza di sradicare gli
alberi con le radici, perchè non anche le case visto che sono tutte in
legno? o forse, visto che parliamo di gente ricca da queste parti,
sono tutti assicurati e ogni volta se la ricostruiscono a tempo di
record? E' un mistero a cui cercheremo spiegazione. Nel frattempo,
rimaniamo impressionati dal paesaggio di questa natura "spezzata"
dalla sua stessa forza distruttiva. Captiva Island è un pò più
selvaggia di Sanibel e c'è addirittura solo una stretta strada che la
percorre da sud a nord per intero.
All'estremità settentrionale dell'isola ci fermiamo in un parcheggio a
pagamento per vedere la spiaggia. La macchinetta che prende i
soldi però non funziona: l'uragano deve aver danneggiato anche questa!
Non c'è nemmeno alcun addetto così, dopo aver visto altri turisti
provare e riprovare come noi invano a infilare le banconote, ci
rassegnamo "molto dispiaciuti" a goderci un pò di relax gratis (per
una volta!). In realtà restiamo un pò delusi perchè ci aspettavamo le
conchiglie e un mare più bello, che invece appare torbido e molto
mosso. Erika l'ha descritto come un paradiso e invece era molto più
bello a Naples! E' comunque difficile dare un giudizio in questo
momento, visto che con tutta probabilità l'eco-sistema di entrambe le
isole ha subito un duro colpo dalla devastazione degli uragani. Basta
vedere di fronte a noi le ruspe che lavorano sul giardino del resort,
le palme alte scarne come i rami degli alberi secchi e quelle basse
nuove appena piantate per sopperire alle sradicate... probabilmente
anche le conchiglie sono state spazzate via e ne rimangono solo alcuni
residui in piccole strisce di sabbia... per fortuna gabbiani e
pellicani non mancano mai a vivacizzare l'oceano e riusciamo a vedere
non molto lontano anche diversi delfini nuotare in coppia.


Pranziamo con qualche panino comprato al market
all'ingresso dell'isola e ci dirigiamo verso il centro dove, in un
piazzale, un'agenzia che abbiamo visto nei depliant del visitor center
effettua tour in barca per l'avvistamento di delfini. Chiediamo
informazioni e prenotiamo per quello delle 15:30 per $ 20 a testa.
Mentre saliamo in barca dal molo, abbiamo modo di riscontrare che
anche qui il mare è a dir poco pessimo: molto torbido, scuro e carico
di foglie, rami e fango. La gita in battello si rivela invece molto
rilassante nel primo tratto, dove navighiamo all'interno del golfo, ed
eccitante nella seconda, dove iniziano gli incontri con i dolcissimi e
intelligenti mammiferi. Il comandante spiega come loro amino il rumore
del motore (è per quello che si vedono sempre seguire le imbarcazioni
sulla scia della schiuma posteriore) e le grida dei bambini: una bella
esperienza!
Al termine della gita alle 17:00, torniamo a
Sanibel giusto in tempo per il tramonto sulla spiaggia,
calpestata da migliaia di volatili di ogni tipo, forma e grandezza,
che ne donano un grande fascino.

Riprendiamo il nostro viaggio in auto percorrendo
la 41 nord fino a Sarasota, dove alloggiamo all'Allamanda
motel, piuttosto spartano ma con una signora polacca veramente
simpatica e disponibile che lo gestisce. La camera viene $ 57 e,
nonostante sia un pò datata, è comunque pulita e confortevole. Il
parcheggio dell'auto, come nella stragrande maggioranza dei motel, è
proprio di fronte alla stanza. Per cena improvvisiamo il nostro primo
"dry e thru" da Burger King, ovvero l'ordinazione e il prelievo
del cibo senza scendere dall'auto. Proprio come si vede nei film, si
segue il corridoio in fila, si arriva ad una specie di altoparlante
che chiede l'ordinazione (c'è il cartellone col menù appeso dietro!),
si attende qualche minuto al massimo ed ecco qualche metro più avanti
arrivare un ragazzo che consegna la cena e prende il pagamento.
Funzionale, essenziale, efficiente, veloce e... mostruoso... la
pigrizia americana non ha eguali nel mondo! Certo è che, come prima
esperienza, è un pò traumatica per chi come noi non è abituato a
questi sistemi: proprio perchè il servizio si basa su tempi stretti,
non è facile decidere al volo cosa prendere dal finestrino, spiegarlo
in fretta e furia al microfono con l'altoparlante che incalza
l'ordinazione e il piccolo monitor dove compare in tempo reale quello
che si è appena deciso... una cosa però è fuori da ogni dubbio: le
risate sono assicurate!!!
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