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Giorno 18°

6/11 - Crystal River: tour snorkelling con lamantini; Treasure Island: spiaggia

Alle 7:45 in punto siamo di fronte al Crystal River Watersport, proprio dietro il Days Inn motel. Entriamo nel caseggiato in legno immerso nel giardino verde con il fiume alle spalle. Una signora risale alla nostra prenotazione e ci mostra l'attrezzatura per il tour con i manatee (lamantini), che consiste in uno snorkelling sul fiume nel quale questi animali vivono liberamente. Prendiamo maschera e pinne, indossiamo  la muta insieme ai nostri compagni (siamo in 6 per lo snorkelling e 2 per un'immersione diving), e attendiamo qualche minuto infreddoliti (sembra incredibile ma da ieri notte è arrivata un'aria gelata!). Un signore ci fa nuovamente accomodare dentro per vedere un breve documentario sulla vita dei lamantini, e sulle precauzioni da prendere per provocare meno disturbo possibile a questa specie in via di estinzione che vive praticamente solo in Florida in alcune regioni. Il fiume del Crystal River è una di queste, e pare che diventi il loro habitat durante la stagione fredda, nel momento in cui i lamantini lasciano l'oceano e si rifugiano in queste acque dalla temperatura più mite. Il documentario infonde una tenerezza incredibile. Questi animali sono completamente miti e docili, di una perfetta ingenuità, con una testa grande più o meno quanto quella di un uomo, occhi piccoli e muso grande, un corpo enorme che sembra un dirigibile gonfiato tanto da esplodere che può arrivare a diversi metri di lunghezza, e una sola pinna posteriore. In effetti sembrano come i trichechi ma non hanno i denti, e per mangiare le alghe del fondo le portano alla bocca con le due pinne superiori (proprio come noi umani il cibo con le mani) e le masticano ruminando goffamente! Sono della famiglia dei sirenidi e c'è la leggenda che Cristoforo Colombo, arrivando alle americhe, ne abbia scambiato qualcuno per un essere umano creando il mito appunto della "sirena"). Sono tanto grandi e grossi quanto bonaccioni. Il loro problema è proprio questo, insieme al fatto che sono lenti e non possono fare alcun male. La loro curiosità spesso li spinge verso le barche provocando gravi ferite al corpo dalle pale delle eliche. Oggi, per fortuna, con una campagna di sensibilizzazione, dovuta anche a queste iniziative turistiche, il Crystal River è chiuso alle barche a motore e per navigare bisogna chiedere i permessi. Consigliano di non disturbare l'animale in nessun modo, non fare movimenti bruschi in acqua e nuotare lentamente, non urlare e parlare a bassa voce, non prendere mai alcuna iniziativa nei loro confronti. Deve essere lui ad avvicinarsi e a stabilire un contatto, che in genere avviene proprio per la loro curiosità. Alla fine del documentario, non possono mancare le americanate di rito, che mostrano gli atti di eroismo nelle operazioni di salvataggio di lamantini feriti, che vengono prelevati, portati in elicottero in speciali container per le cure e riabilitati. In questo caso sono a fin di bene, quindi voto appieno per le americanate...
E' ora di muoversi! Viene preparata l'imbarcazione ma, con grande sorpresa, non prendiamo il largo dal fiume che è di fronte a noi. Ci viene detto di seguire in auto la nostra guida che condurrà il gruppo poco più avanti al molo sul porto: nessun problema, tranne per il fatto che siamo "comodamente" vestiti con la muta da megalomen a piedi scalzi e guidare è proprio buffo! Se ci ferma la polizia adesso se ne fanno di risate eh!? Arrivati al porticciolo, la nostra imbarcazione viene ammarata e arriva il capitano, un signore sulla sessantina, un vero americano della marina. E' questa è un'altra sorpresa: ci salverà lui se qualcuno si sente male? Navighiamo dunque tra le placide acque del Crystal River, ammirando lo splendido paesaggio intorno e la vita americana di provincia. E' tutto di una tranquillità inverosimile, e che meraviglia quelle casette sul lago col molo privato e la barchetta in legno sul fiume! Mi rode un profondo senso di invidia perchè qui non parliamo dei ricchi di Naples, questa è una cittadina qualunque dell'interno della Florida e tra l'altro ben lontana dal turismo di massa...


Dopo appena un quarto d'ora di quiete, svoltiamo in un'ansa e scorgiamo due imbarcazioni e due ragazzi facendo snorkelling alle prese con i lamantini. "Siamo arrivati!" dice il capitano. Appena fermi, i curiosi animali iniziano ad avvicinarsi e aumentano sempre più di numero sotto i nostri occhi sbalorditi: sono davvero grossi! Indossiamo maschere e pinne, e ci immergiamo lentamente per non spaventarli. Cosa che risulta molto più difficile del previsto, primo perchè l'acqua è a dir poco gelata (altra sorpresa inaspettata per me, ma non si rifugiano qua per la temperatura mite!?), secondo perchè non si vede nè il fondo nè a pochi metri di distanza visto il colore torbido del fiume, e terzo perchè sono loro a farci inizialmente un pò di paura. Una volta sotto infatti, veniamo letteralmente circondati da questi bestioni! Me ne ritrovo tre tutti insieme, due ai lati e uno in sotto, talmente vicino quasi da stritolarmi. Ma nonostante la loro mole intimidatoria, ci accorgiamo presto che si muovono talmente lenti e con tanta eleganza da non poter fare alcun male involontario. Iniziamo ad accarezzarli nella loro grossa pelle simile a quella degli elefanti (a loro piace molto essere "grattati" nella schiena), e a qualcuno persino in testa.


Passano ovunque nei pressi dell'imbarcazione e sono di una dolcezza a dir poco commovente. Si strusciano persino tra di loro per avere le coccole, proprio come fanno i gatti poggiando la testa di uno sul corpo dell'altro, nuotano a pancia in su, strizzano quegli occhietti ingenui e nuotano quasi sempre insieme. Sono bellissimi, stupefacenti! La guida ci aveva detto che erano animali dall'animo gentile, con la pace nel cuore, ed è assolutamente così. Sono semplicemente dei bonaccioni, dei teneroni con una continua voglia di giocare e di affetto. Sembrano degli angeli puri scesi sulla terra, è pazzesco che animali così affascinanti stiano rischiando di estinguersi. Rimango tre quarti d'ora in acqua ad ammirare questo spettacolo e poi sono costretto a desistere per il freddo. Non ho mai avuto freddo con la muta addosso ma qui l'acqua è davvero congelata! Gli altri del gruppo sono quasi tutti rientrati, rimangono con i lamantini solo Ste e un'altra ragazza.


 

Lo spettacolo continua comunque anche da sopra la barca, poichè i lamantini passano di continuo e qualcuno riesce a fargli le carezze in superficie sul muso! Provo a fare qualche foto decente almeno da qua con la mia bella Canon EOS 300D, dal momento che con la fotocamera subacquea devono essere uscite pessime col torbido e il pulviscolo fangoso del fiume.


Rientrato tutto il gruppo dello snorkelling in fase di assideramento, è l'ora dei due ragazzi del diving che, accompagnati dal capitano, vanno a visitare una grotta sotterranea nei pressi. Mentre li aspettiamo togliamo la muta e cerchiamo di riscaldarci in questa fresca mattinata. I lamantini si diradano e qualche altro gruppo arriva a fargli visita. Pare che non siano fortunati quanto noi, perchè vengono fino alla nostra barca per vederli. C'è da dire che fanno anche un gran baccano, mentre noi abbiamo rispettato alla perfezione le regole di pace e silenzio dateci nel documentario. Anche se non l'avessimo visto, in ogni caso, certe cose sono scontate: basta avere un pò di rispetto quando si è in "casa altrui" come si suol dire... Rientrati i divers, torniamo al molo dove finalmente possiamo vestirci e stare un pò al calduccio nella nostra auto. Una delle ragioni per cui siamo venuti in Florida è stata proprio quella di ammirare questi animali, nonostante sia una delle cose poco pubblicizzate e meno turistiche rispetto alle grandi attrazioni dei parchi giochi di Orlando e dintorni, di città come Miami, delle Keys etc.etc. E, senza alcun ombra di dubbio, è stata infatti anche la cosa più toccante ed emozionante che abbiamo fatto negli USA!

Imbocchiamo la 19 sud e lasciamo Crystal River, scendendo nuovamente giù verso St. Petesburg. Pranziamo ad un Burger King di passaggio e arriviamo in città verso le 16:00. Seguendo il litorale ci ritroviamo in una serie di isole collegate tra loro, dove cerchiamo alloggio trovando dopo qualche tentativo il Beach House motel a Treasure Island.  Il signore che lo gestisce è un personaggio unico nel suo genere; simpatico, anche se con uno strano umorismo. Uno di vecchia data, tradizionalista, che scrive ancora tutto a mano e non accetta neanche la carta di credito! Qui negli U.S.A. dove paghi con la carta anche un solo dollaro per i francobolli sembra proprio roba d'altri tempi! A dispetto della tecnologia intanto, questo eccentrico signore si è costruito il suo impero, che mostra mentre mi accompagna a vedere la stanza. Ha praticamente un isolato tutto suo dove affitta camere a destra e a manca. La nostra è staccata da tutto e sembra una vera e propria baita (però siamo a mare e non in montagna!). E' del tutto indipendente e senz'altro datata, ma assai accogliente all'interno: c'è la moquette, un piccolo soggiorno con tavolo e televisore, la camera da letto e il bagno. Manca solo il telefono. La "Ice Machine" è di fronte, bisogna solo attraversare la strada. Ho notato che tengono sempre a precisare dove si trova la macchina del ghiaccio in tutti i motel: deve avere una certa importanza qui in Florida ed evidentemente gli ospiti la richiedono. Io non l'ho mai usata!
Lasciamo le valige e andiamo a fare una passeggiata in spiaggia per il tramonto. Il litorale è stupendo, lunghissimo e veramente affascinante. Bella la sabbia e l'oceano. Non c'è quasi nessuno, tranne verso il crepuscolo dove un gruppo di persone si riuniscono in una sorta di banchetto, mentre qualche ragazzo si diverte a giocare con la sua tavola sulla battigia. Sullo sfondo, i grattacieli americani contrastano la solitudine di questo posto.

Verso 21:00 ci spostiamo in auto nell'isola di Madeira, a fianco a Treasure Island con la quale è collegata da un piccolo ponte. Subito sulla destra c'è un quartiere vivace e caratteristico con alcune vie di negozi, che seguono ristoranti e locali su passerelle di legno proprio di fronte al mare. Per nostra sfortuna sta chiudendo tutto e dopo una breve camminata torniamo indietro, trovando una pizzeria da asporto dove portiamo via la ormai collaudata pizza americana medium (per due porzioni va benissimo, figuriamoci cosa può essere la large...).
 




 


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