Giorno 19°
La giornata di oggi ha come
scopo il relax totale. Siamo due settimane che corriamo da una parte
all'altra e visto il bel posto dove siamo capitati, decidiamo di
rinunciare alle Universal Studios ad Orlando e di restare qua ancora
una notte. Domani, rimanendo solo un giorno alla partenza, daremo la
preferenza al parco del Sea World. Stiamo in spiaggia diverse
ore a prendere il sole e passeggiare.

Anche qui, come mi è
capitato spesso di notare dalle altre parti, per arrivare alla
spiaggia dalla strada asfaltata si passa attraverso passerelle di
legno. In ognuna di esse c'è un bel cartello che indica cosa si può e
cosa non si deve fare. In particolare mi colpisce il fatto che è
vietato camminare nella steppa, chiamiamola così, ovvero in quei
dieci, venti metri, a volte di più, di erba lasciata totalmente
incolta che intercorre tra i resort o le case sulla strada e la
spiaggia stessa. In effetti, mi chiedevo come mai gli hotel non
curassero il "lato mare", come avviene da noi, adibendolo a giardino,
prato con sdrai e ombrelloni, etc.etc. Qui non si può fare. Tra
l'altro è notevolmente meno bello da vedersi questo tratto lasciato
incolto. La spiegazione è che gli americani lo considerano suolo
"sacro" per lasciare il giusto spazio ed equilibrio alla flora e
fauna, e probabilmente per conservare la sabbia stessa che viene
trattenuta dai cespugli durante i giorni più ventosi o di mareggiate.
Anche a questo servono dunque le passerelle in legno, oltre che come
servizio ai portatori di handicap! E a questo punto non posso che
inchinarmi di fronte alla saggezza americana, perchè a quanto sembra
noi in Sardegna di scempi ne abbiam fatto tanti sorvolando queste
banali regolette, a partire dal nostro caro e amato litorale di
Cagliari che sta scomparendo... chi se ne frega di vedere il prato
inglese e i giardini fioriti come se fosse sempre primavera, meglio
conservare il luogo incontaminato che assume tra l'altro un aspetto
più selvaggio e naturale. Può sembrare un controsenso parlare di
spiaggia incontaminata nella civiltà dell'America, ma quei palazzoni
sullo sfondo non arrivano mai fino al mare e non disturbano affatto,
creano soltanto un bizzarro contrasto, e non ci sono lidi con sdrai e
ombrelloni, oppure semplici chioschi di ristoro... ma è possibile?
Questa è la realtà di ciò che ho visto io in Florida in questo
viaggio, probabilmente sono stato fortunato, probabilmente è perchè
siamo in bassa stagione (ma perchè poi, se a mare si sta benissimo?),
probabilmente non lo so ma son convinto che al pensiero di una visione
di spiaggia soffocante come quella di Rimini a questi americani
verrebbe davvero la pelle d'oca (giustamente!).
Per pranzo compriamo hot
dogs e un energetico milk shake in un piccolo chiosco retrostante la
spiaggia (trovato per caso, perchè non si vede neanche talmente è
lontano...). Stiamo ancora un pò al sole e poi alle 14:30 saliamo in
auto per raggiungere il centro di St. Petesburg, dove con
l'aiuto della cartina ci dirigiamo verso il porto e più precisamente
al museo dedicato a Salvador Dalì. L'ingresso costa ben $ 14 ma
è una tappa d'obbligo per gli appassionati d'arte. Le sale non sono
tantissime e si possono girare tranquillamente in un paio d'ore. Vi
sono esposte le principali opere dell'autore insieme a tutta la sua
biografia e crescita artistica, affiancate con le sue collaborazioni
nel mondo del cinema. Una di queste era quella della Disney, la quale
è rimasta solo allo stadio di progetto senza essere andata mai in
porto. In questi ultimi anni il suo lavoro è stato riconsiderato e
oggi questo progetto è stato ultimato seguendo il lavoro originale di
Dalì. Lo vediamo realizzato in un piccolo cortometraggio a cartoon
all'interno di una sala apposita, davvero astratto e singolare!
Terminata la visita, ci
spostiamo senza meta verso il litorale e veniamo attratti dal Pier.
A differenza degli altri semplici moli in legno, qui parliamo di
civiltà e tecnologia. Una strada asfaltata a due corsie si addentra
per l'oceano e termina in una "torre" panoramica che è un mini
centro-commerciale di tre piani, con negozi di abbigliamento,
souvenirs, ristoranti e locali, un acquario e un belvedere, dal quale
si gode una splendida vista dello sky-line della città e dei suoi
grattaceli, soprattutto al tramonto. Ne approfittiamo per assaggiare
qualche dolce e acquistare gli ultimi regali da portare a casa.

Torniamo alle 19:00 passate
nella nostra "baita" e ceniamo con un'altra pizza delivery. Iniziamo a
preparare le valigie e andiamo a letto presto: domani ci aspetta una
lunga giornata!
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