Giorno 19°
Alle 7:30 siamo già in auto
sulla 275 nord che da St. Petesburg si dirige verso Tampa. Qui
troviamo un pò di traffico e imbocchiamo la Interstate 4 east verso
Orlando. Sostiamo per la benzina e la colazione e alle 10:00
eccoci alle porte della rinomata città della Florida resa tanto famosa
dai parchi di divertimento. Seguiamo i cartelli per il Sea World
che ci conducono dritto dritto agli sterminati parcheggi senza
possibilità di errore. Mai visti di così grandi: interi campi di
calcio che sembrano non finire mai! Leggiamo bene il cartello con il
numero della fila per avere qualche speranza di ritrovare l'auto al
rientro senza girare a vuoto cercando un ago in un pagliaio...
All'ingresso non c'è molta
fila. Il biglietto valido per l'intera giornata costa $ 57 a testa.
Come al solito, paradossalmente, la tessera annuale costa solo qualche
dollaro in più! Procuriamo la cartina e iniziamo la visita di questo
parco a tema di Orlando. I primi metri dicono già tutto: l'atmosfera è
serena, c'è un sottofondo rilassante e per niente frenetico come ai
parchi Disney. Le attrazioni sono di diverso tipo e fondamentalmente
si dividono in quelle visitabili in ogni momento all'interno di
padiglioni e quelle invece degli spettacoli, che hanno orari
predeterminati.
Scegliamo di vedere subito
quello delle orche marine (The Shamu Adventure). Attraversiamo
mezzo parco per arrivarci, aggirando il laghetto centrale
(caratteristico di tutti i parchi a tema). Un'enorme arena all'aperto
a mezza luna ospita i turisti di fronte all'immensa vasca con le
orche. E' già quasi tutto pieno e cerchiamo velocemente due posti
con una visuale decente. Siamo però all'interno delle prime 14 file,
ovvero la cosìddetta soak zone la quale, durante lo spettacolo, è
considerata zona ad alto rischio per bagnarsi! Durante l'attesa viene
condotto un simpatico gioco a quiz, dove i protagonisti siamo proprio
noi del pubblico! Viene fatta una domanda nel grande schermo al centro
della piscina e la telecamera inquadra a sorpresa uno degli
spettatori. Qualcuno non si accorge nemmeno di essere ripreso... Le
orche nel frattempo vascheggiano tranquille nella piscina: sono enormi
e incredibilmente affascinanti. Lo spettacolo ha inizio: lo conduce un
gruppo di ragazzi in muta, i quali spiegano al microfono cosa sta per
accadere. Ogni show ha lo scopo, oltre che di divertire, di mettere in
risalto quali sono le vere potenzialità di questi animali. In una
parola: mostruose! Una stupefacente intelligenza e interattività,
perfetto controllo del fisico, del movimento, dell'equilibrio: potenza
allo stato puro!

La simbiosi tra gli
istruttori ed i mammiferi è impressionante, fanno parte l'uno
dell'altro. Insieme sono in grado di nuotare sopra e sotto l'acqua in
profondità, farsi trasportare sul muso, a pancia in sù, farsi lanciare
in verticale con una spinta allucinante nella quale l'orca esce per
intero dall'acqua, e via andando. Quest'ultima si prende persino gli
applausi nel suo "piedistallo" fuori dall'acqua, dal quale è in grado
di tornare indietro col solo spostamento del peso muovendo la pinna.
La ricompensa consiste ovviamente nel cibo, dei quali fanno grandi
scorpacciate. E per concludere, arriva pure il bagno. Per fortuna il
ragazzo avverte chi, nella soak zone, sia in possesso di macchine
fotografiche costose, suggerendo di sposarsi oltre la 14° fila: non me
lo faccio dire due volte, mentre Stefania resta intrepida nella sua
postazione. Con qualche colpo di coda ben dato, l'orca è in grado di
spostare un volume d'acqua che ha dell'incredibile! E non è affatto
casuale, sa perfettamente dove sta mirando... Tra urla e gente
inzuppata a più non posso, termina così lo spettacolo in una euforia
generale: davvero molto, molto bello. Vale la pena venire al Sea World
per vedere solo questo!
Ci spostiamo nell'area
Pacific Point Preserve, dove i leoni marini gridano a più non
posso per costringere i turisti, come noi, a comprargli da mangiare.
Sono molto furbi non c'è che dire...

Poco più in là si tiene
un'altro spettacolo, Pirate & Lion, dove stavolta i
protagonisti sono proprio i leoni marini insieme a dei
simpatici ragazzi attori che inscenano, sullo sfondo di una suggestiva
scenografia con tanto di vascello, un'esilarante commedia davvero
gradevole. Anche stavolta sono enormemente sorpreso dall'intelligenza
di questi animali che compiono le più stravaganti azioni e acrobazie
con una semplicità imbarazzante...


All'uscita proseguiamo la
visita finendo in una delle attrazioni più divertenti e richieste del
Sea World: Journey to Atlantis, ovvero un viaggetto verso la
leggendaria Atlantide tramite il classico vagoncino che segue il suo
percorso forzato galleggiando sull'acqua. Ci fanno sistemare gli zaini
in appositi box, comprese macchine fotografiche, e durante la fila
notiamo tutti vestiti leggeri pronti per lo splash finale che si vede
dall'entrata. Pensiamo sia come quello della Disney (Splash Mountain),
dove siamo usciti indenni, ma qui è ben diverso. Il percorso è
tranquillo finchè non arriva quel gigantesco salto nel vuoto tra urla
e convulsioni di stomaco, che termina senza pietà con un totale bagno
a valle: e quando dico totale, intendo i vestiti completamente fradici
comprese mutande, calze e scarpe.

Ora navigo nelle mie belle
e chiuse scarpe da tennis! Per niente meglio sta Stefania, che si
salva con le ciabattine ma si lamenta giustamente per i jeans: non si
asciugheranno mai! Per rimediare entriamo subito in qualche negozio di
souvenir e abbigliamento a cercare qualcosa di asciutto da indossare,
ma non troviamo niente di carino. Non rimane che pranzare con un bell'hot
dog e patatine fritte in una panchina al sole che, per fortuna, oggi
scalda per benino...
Proseguiamo passando per la
vasca delle Stingray (razze) e arrivando a quella dei
delfini. Un istruttore spiega qualche nozione, mentre i turisti
fanno la fila e si ammassano per dare da mangiare agli splendidi
mammiferi e poterli accarezzare. Che sguardo i delfini, così dolce e
intelligente. E toccarli è proprio strano, sembrano fatti di gomma!


Scendiamo nella parte
inferiore dove si possono ammirare nuotare sott'acqua, poi ci
spostiamo nell'area dei lamantini, che appaiono ai nostri occhi
esageratamente gonfi, irriconoscibili. Non sembrano neanche gli stessi
animali che abbiamo visto al Crystal River l'altro ieri. Qua si
iniziano ad intravedere i limiti di un parco come il Sea World. Più
avanti ancora vediamo i pinguini, e poi entriamo nello Shark
Encounter, dove in un enorme acquario con tanto di galleria a
vetro scorribile si possono ammirare squali e tante altre
specie di pesci.
Per finire visitiamo il
Wild Artic, poco prima della chiusura. In questo padiglione viene
ricostruito l'ambiente artico, con tanto di orso polare bianco,
tricheco gigantesco, e così via. Sinceramente la parte più
contestabile di tutto il Sea World: troppo piccoli gli spazi per
animali di questa stazza, troppo artificiale il luogo e il clima
polare in piena Florida. Concordo pienamente con la nostra guida del
National Geographic che afferma la stessa cosa. All'uscita sbuchiamo
di fronte all'arena Shamu, dove siamo giusto in tempo per assistere
allo spettacolo di chiusura del Sea World con le orche che si sballano
a ritmo di musica. Non per niente lo spettacolo si intitola: Shamu
Rocks America! Davvero esaltante, simile comunque a quello di
stamattina anche se a ritmo più sfrenato.
Prima di lasciare
definitivamente il parco alle 18:00 non può mancare la sosta per
acquistare i ricordini da portare a casa. Una volta al parcheggio,
scopriamo infondata la nostra paura di non ritrovare l'auto, visto che
siamo praticamente gli ultimi rimasti a lasciare il Sea World...
Un breve giro nei dintorni
ci permette di trovare subito e a buon prezzo, sfruttando i coupon,
alloggio al Days Inn sulla International Drive per $ 45: un
vero colpo di fortuna! Alle 22:00 passate ci incontriamo nuovamente (e
finalmente) con Erika e Francesca, e con i loro amici. Insieme usciamo
in una steak house per godere della nostra ultima bistecca americana e
per parlare del nostro giro in Florida dopo esser stati con loro
nell'Ovest - Las Vegas & Grand Canyon. Infine ci salutiamo, con la
promessa ovviamente di vederci presto nuovamente in Sardegna.
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