Giorno 3°
22/10 - Volo Orlando - Dallas
(Texas) - Las Vegas (Nevada); giro per Hotel: Aladdin; Paris; Bellagio;
New York New York; Excalibur; 95 south fino a Searchlight
Sveglia alle 4 del
mattino in punto. Preparativi veloci e via sul taxi prenotato da ieri
notte per l'aeroporto di Orlando. E dire che c'eravamo appena l'altro
ieri... Il nostro volo parte alle 6.55 verso Las Vegas con scalo a
Dallas. All'aeroporto di questa mitica metropoli del Texas,
di cui non si può non ricordare l'omonimo telefilm, sostiamo diverse
ore prima di ripartire all'1.30. Il fuso orario qui è di meno un'ora
rispetto alla costa Est. Nella nostra attesa, abbiamo modo di
osservare una consistente differenza nei personaggi americani,
rispetto a quelli visti ieri in Florida. Senza neanche dover andare in
città, abbiamo numerosi e valorosi esempi del texano 'tipico' di
fronte ai nostri occhi: cappello da cowboy, camicia a quadri a maniche
lunghe rigorosamente dentro i jeans, stivaloni a punta luccicanti,
camminata larga tipica di uno che, oltre ad essere americano, passa la
maggior parte del suo tempo a cavallo. A proposito di scarpe
luccicanti, pare una moda da queste parti farsele lustrare per benino
seduti su una sedia. Esiste proprio questo mestiere: il lustratore di
scarpe... Tra i vari texani qualcuno si distingue anche per
l'atteggiamento ricorrente da "sputo". Va e viene a intervalli
regolari di fronte a noi seduti nelle poltroncine e lascia il suo
ricordino nel cestino dei rifiuti. Lo fa con classe, bisogna ammettere
che almeno non sporca per terra...
Il volo da Dallas a
Las Vegas dura due ore e mezza, e qui nel Nevada ci sono
altre due ore di fuso orario in meno da considerare. Ormai non ci
capiamo più niente, è già il quarto che cambiamo in tre giorni... Poco
prima di atterrare, abbiamo modo di ammirare dal finestrino lo
spettacolare panorama che il deserto ci offre. All'aeroporto, notiamo
invece che si vedono benissimo i mega hotel a tema dello Strip (la via
più importante) di Las Vegas, che paiono proprio vicinissimi.
Recuperiamo i bagagli e ci dirigiamo con apposita navetta verso la
Alamo per affittare l'auto. L'autista è a dir poco un esaltato,
già solo a guardarlo in faccia. Durante il tragitto intrattiene poi un
colloquio da classico film di un marine in missione. Purtroppo per
lui, sta trasportando solo passeggeri comuni e non il presidente... La
fila per prenotare l'auto è lunga, ed Erika e Francesca aspettano un
bel pò prima di arrivare alle trattative, mentre io e Ste ci riposiamo
e cerchiamo di procurare qualche depliant e cartina stradale. Una
volta tornate, ci dirigiamo verso i parcheggi all'aperto eccitati come
bambini, con Erika che salta fuori con la notiziona del fuoristrada al
posto della berlina: costa solo 10 dollari in più, ne vale la pena!
Purtroppo per noi, dopo aver controllato il contratto e il prezzo
finale, i conti non tornano: ci sono 100 dollari in più del previsto!
A questo punto spulciamo le varie clausole, e scopriamo che la
differenza di prezzo è data dal secondo guidatore, cioè Erika, che ha
età inferiore ai 25 anni. Questo però non è stato precisato, visto che
l'offerta presa comprende un secondo guidatore gratuito. Torniamo
dunque all'ufficio per un bel complain (ci siamo già molto
americanizzati!), e dopo accurate spiegazioni viene sistemato tutto,
facendo il cambio del secondo guidatore con il mio nominativo. Adesso
il prezzo finale è di 256 dollari per cinque giorni con assicurazioni,
chilometraggio illimitato e secondo guidatore. Così va meglio: bisogna
sempre controllare ogni virgola del contratto! Usciamo nuovamente che
si son fatte le 16.00, molto più tardi del previsto. Scegliamo la
nostra Chevrolet Trail Blazer bianca 4x4. Proprio un bel fuori
strada, comodo, spazioso per i bagagli e ben accessoriato. A Francesca
l'onore di svezzarlo e condurci per le vie di Las Vegas!
In men che non si
dica raggiungiamo lo Strip ed iniziamo ad assaporare le
meraviglie di questa città: passiamo da Sud verso Nord incrociando la
piramidona nera del Luxor, dove alloggeremo l'ultima notte di questa
tappa nell'Ovest degli States. Uno dietro l'altro si susseguono una
serie di personaggi quali il leggendario motociclista in pelle nera
sulla Harley Davidson che scorrazza con la sua banda, e i vari hotel a
tema come l'Excalibur con il suo fiabesco castello, il Tropicana,
l'MGM (ad oggi il più grande con ben 5.000 camere!), il New York New
York con l'inconfondibile profilo di Manhattan in miniatura (si fa per
dire), e l'Aladdin con il suo stile persiano, dove decidiamo di
fermarci. Lasciamo l'auto negli sconfinati parcheggi multipiano e
proseguiamo a piedi.


Iniziamo con
l'entrare all'interno dell'hotel, che si rivela un vero e proprio
villaggio con strade e negozi creati a tema. Non solo, persino il
cielo azzurro con le nuvole è finto e si rimane a bocca aperta da
quanto appare realistico! Questa sì è una vera americanata...

Scendiamo al piano
terra al nostro primo casinò, dove giochiamo qualche puntata con le
slot machine senza vincere nulla. Capita giusto di vincere qualche
credito in più per tirare ancora un paio di volte la manovella. Mi
trovo sorpreso per il fatto che nella maggior parte delle slot hanno
ormai sostituito la classica leva tanto divertente con un noioso tasto
da premere: che gusto c'è così? Ovviamente è più comodo e più veloce,
si può premere a ripetizione come fanno molti senza stancarti il
braccio, ma si finiscono anche prima i soldi e senza suspance: non
hanno insegnato agli americani che le cose troppo comode sono anche
piatte? Per fortuna alcune slot utilizzano ancora entrambi i metodi,
per cui opto senza indugiare sulla manovella! Ci sono anche molti
tavoli con roulette e giochi con le carte, ma li lasciamo ai più
esperti.
Usciamo dall'Aladdin
e ci dirigiamo più a nord verso il Paris, passando sotto la
perfetta copia della Torre Eiffel a grandezza naturale, che inizia ad
illuminarsi.

Una veloce toccata e
fuga anche in questo casinò e poi dritti al Bellagio, dove
assistiamo alla fine dello spettacolo delle fontane. Niente paura, lo
ripetono ogni mezz'ora. Ne approfittiamo così per visitare anche
questo hotel, che presenta un lusso sfrenato in ogni angolo in cui si
guardi intorno.
Torniamo alle fontane
e prendiamo i posti in prima fila. Lo spettacolo è diverso dal
precedente, poichè cambia la colonna sonora e gli zampilli delle
fontane vanno appunto a ritmo di musica. E' davvero suggestivo e ben
realizzato, anche se, avendo visto quello della Fontana Magica a
Barcellona a febbraio, devo dare qualche punto in più a quest'ultimo
per fascino e colori.

Scendiamo a sud
costeggiando il New York New York e scorgiamo l'incredibile
montagna russa che passa attraverso i grattacieli: wow che panorama ci
deve essere da lassù in corsa! Entriamo nei meandri di questo hotel,
scoprendo un'altro mini villaggio con le tipiche strade interne della
metropoli, proprio come si vede nei film! C'è anche il teatro dove si
esibisce il Cirque du soleil in Zumanity: quanto mi piacerebbe
vederlo ma non c'è proprio il tempo!! E chissà quanto andava prenotato
in anticipo...

Proseguiamo verso
l'Excalibur, dove approfittiamo del buffet da 15 dollari per
consumare una deliziosa e abbondante cena. Funziona proprio come ho
letto in tutti i racconti: si paga un tot fisso e si mangia a volontà,
con piatti e cucine di varie nazionalità. Ovviamente, c'è il refill
dove andare a riempirsi il bicchiere delle più svariate bevande.

E' ora di tornare
all'auto nel parcheggio dell'Aladdin de iniziare il tragitto verso il
Grand Canyon. Percorrere lo Strip è proprio come entrare in un film,
ma va ben oltre. Il fascino di tutte le luci, i cartelloni
pubblicitari, i casinò e questi mega hotel: è tutto fatto ad hoc per
confondere lo sguardo e la mente, e far entrare il visitatore in una
sorta di estasi compiaciuta. E non si riesce a resisterne. Qualcuno
dice persino che nei casinò aumentino l'ossigenazione dell'aria per
provocare euforia, e non mi stupirebbe affatto: questi americani sono
capaci di tutto!
Lasciamo Las Vegas
prendendo la 95 south verso Needles, che si congiunge alla Interstate
40. Ma, considerata la stanchezza, preferiamo fermarci più o meno a
metà tragitto in uno sperduto motel alla Psycho nella cittadina di
Searchlight (che forse è poco più di un paesino visto che non è
segnata neanche nella cartina...). La camera è bella spaziosa ma un pò
fredda. La temperatura in Nevada non è certo quella della Florida!
Accendiamo un'antica e tradizionale stufetta e ci prepariamo per il
lungo viaggio di domani...
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