Giorno 4°
23/10 - 95 south per Needles (California); Interstate 40 east (ex
Route 66, Arizona); Grand Canyon South Rim: Mother Point; Hopi Point;
Tusayan
Partiamo verso le 9
proseguendo per la 95 south fino a Needles. Alla luce del giorno le
cose appaiono tutte meravigliose e si scorgono i tipici paesaggi da
film western con villaggi sperduti di pochi abitanti, circondati dal
deserto di terra del tipico colore che va dal giallo al marrone
al rosso, ricoperto di cespuglietti verdi. Mancano solo i cactus per
completare il quadretto. La strada è ad una sola corsia per senso di
marcia e prosegue per molti tratti drittissima per lande desolate.
Sconfiniamo dal
Nevada e, anche se per un breve tratto, siamo ora sul suolo della
California, dove si trova appunto Needles. Sostiamo per la
colazione in un rustico locale del luogo, con gli immancabili
camionisti dei giganteschi Tir di Terminator e gente di passaggio. E'
una cittadina strategica visto che qui passa la leggendaria Route
66, oggi ribattezzata per un tratto Interstate 40. Sembra ancora
tutto finto e non riesco a credere di trovarmi in questi posti che
rappresentano il mito dell'Ovest degli States. Rileggo il racconto del
caro Leandro di www.cisonostato.it, anche lui partito da qui per
arrivare al Grand Canyon: sono oltre 400 nostri Km di bella strada che
vanno fatti, la meta non è affatto vicina come sembra dalla cartina!
Imbocchiamo senza
indugi la I 40 east a due corsie per senso di marcia che entra dopo
poche miglia in Arizona. Osservo emozionato come un bambino il
panorama dal finestrino, fotografando e riprendendo tutto nei tratti
salienti. Nonostante la I 40 sia una strada grossa e trafficata (ci
sono tir da tutte le parti!), sempre dritta, e il paesaggio possa
essere considerato a tratti molto uguale, per turisti come noi che lo
osservano per la prima volta è una grande dose di adrenalina! Tutto è
così nuovo e diverso dai luoghi che abbiamo visto finora nei nostri
viaggi in Europa e nell'Est asiatico. Una scena da non dimenticare è
quella che capita di frequente percorrendo in auto la strada parallela
a quella dei binari qualche centinaio di metri a lato: quando passa il
treno merci, corre quasi alla stessa velocità e appare fermo sullo
sfondo dei monti mentre il deserto scorre sottostante a 75 mph. Se ci
fosse la locomotiva a vapore, sarebbe davvero come tornare indietro
nel tempo di qualche secolo.

Dopo aver superato
Kingman e Seligman, paesini quasi inesistenti, ci fermiamo per la
benzina a Williams, che appare un dimenticato villaggio
western. Come in tutti i distributori negli States, si entra
dentro il market, si paga il tanto che si vuole mettere alla pompa, e
ci si arrangia in self-service. Erika e Francesca ci spiegano i
trucchi per non fare figuracce nelle stazioni di servizio americane,
tipo come si aziona la pompa (che non è sempre uguale o scontato come
sembra), come usare eventualmente la carta di credito, quanta benzina
calcolare.
Da Williams lasciamo
la I 40 e svoltiamo sulla 64 north, dove iniziano ad apparire i
cartelli del Grand Canyon - South Rim, che ne indica la parte
che rimane a Sud. Esiste infatti anche la parte Nord, ad una quota più
elevata e difficile da raggiungere, praticamente dall'altra parte del
"grande buco". Nonostante in linea d'aria sia a soli una ventina di Km
più a nord del South Rim, ci vuole un giro ad anello di oltre 350 Km
per raggiungerlo in auto e possibilmente avere un fuoristrada. In
alternativa, si può attraversare il canyon da parte a parte con uno
dei trekking più belli al mondo (il Bright Angel trail) che
scende a valle sul Colorado e poi risale. Un vero sogno per tutti i
grandi camminatori, che richiede discreta preparazione per i forti
dislivelli, la lunghezza (diversi giorni di camminata), le asprezze
del terreno e del clima. Peri più pigri, si può scendere anche a dorso
di mulo, pagando ovviamente una cifra non da poco (oltre $ 200). Il
vero problema poi è che per trovare i posti per dormire a valle, che
sono pochi, bisogna prenotare molti mesi in anticipo.
Continuiamo il nostro
tragitto salendo di quota per entrare nella Kaibab National Forest
in un paesaggio completamente modificato, con la bellissima
foresta di alberi ad alto fusto in alcuni tratti parzialmente
ricoperta con spruzzi di neve: fa freddo! Sorpassiamo anche Tusayan,
cittadina nevralgica vicinissima all'ingresso del parco, il quale
raggiungiamo in pochi minuti. Essendo già le 15.00, diamo per scontato
di tornare anche domani e quindi siamo 'costretti' a comprare la
tessera annuale dal costo di $ 40 per auto, esattamente il doppio di
una giornaliera da $ 20. E pensare che con $ 50 si può fare la tessera
per ingresso illimitato a tutti i parchi nazionali degli States!
Percorriamo qualche miglia ed ecco spuntare il classico panorama da
cartolina di fronte a noi: talmente incredibile da sembrare finto,
quasi un fotomontaggio... Parcheggiamo poco a lato del Mother Point,
il primo e quindi più gettonato punto panoramico di osservazione, e
scendiamo ad ammirare attoniti questa maestosità della natura. E'
tutto sproporzionato in misure e grandezza ed iniziano a spuntare
macchine fotografiche e videocamere a più non posso! Mi sforzo di
riflettere e ricordare gli appunti del corso di fotografia i quali
dicono che questa è la classica situazione davvero difficile per fare
realmente delle belle foto. Dico così perchè a primo istinto si inizia
a premere a caso il pulsante di scatto presi dall'eccitazione, tanto
sembra tutto bello. Poi a casa ci si accorge di avere 50 foto tutte
uguali che non rendono affatto ciò che si è visto. Cerco allora di
concentrarmi su soggetti che diano le dimensioni tipo umani e piante,
con una giusta luce e ombre particolari, oppure scattare dei bei primi
piani con i quali un giorno potrò davvero dire: io ci sono stato ed
ero là!!!

Raggiungiamo il
balcone di Mother Point costeggiando l'orlo del burrone. E' piuttosto
frequentato ma mi aspettavo in realtà molta più gente. Non mi
aspettavo invece tutto questo freddo ma, del resto, siamo a oltre
2.200 metri di altitudine! Un'altra cosa che mi spiazza del tutto è il
trovarmi la foresta che arriva fino all'orlo del Canyon e scende anche
giù fin dove è possibile arrampicarsi: chissà perchè, pensavo che la
parte Sud del Grand Canyon fosse un'area desertica....
Mentre guardo a bocca
aperta l'immenso panorama, accentuato dai 1.800 metri di dislivello
tra me e qualche metro più avanti, metto a fuoco il fatto che in
realtà ciò che sto ora osservando è una briciola di tutto l'insieme.
Ripenso ancora al Bright Angel che attraversa il Grand Canyon da Sud a
Nord, quindi nel tratto in cui la larghezza varia dai 6 ai 30 Km,
mentre la vera estensione di questo monumento millenario è da Ovest a
Est per qualcosa come 450 Km: due volte la Sardegna, pazzesco!

Il tempo passa
velocissimo e dobbiamo affrettarci. Proseguiamo in auto per il
Grand Canyon village e sostiamo in un punto di ristorazione
all'interno, che pare una baita di montagna, per un pranzo veloce. Poi
scendiamo un tratto a piedi fino al punto di partenza del bus che
porta verso Hermits Rest a ovest, a visitare una serie di punti
panoramici chiusi al traffico delle auto. Facciamo in tempo a salire
proprio sull'ultimo autobus, molto spartano e con ammortizzatori
inesistenti, che si arrampica in una stretta stradina asfaltata
costeggiando l'orlo del Grand Canyon. Per una bella vista del
tramonto, l'autista consiglia di fermarsi ad Hopi Point, dove
infatti scendono tutti i turisti, tra cui anche noi. Il calar del sole
colora da una parte le pareti di un magico rosso, mentre dall'altra
crea un suggestivo controluce con un'atmosfera di foschia. E' un
evento meraviglioso alquanto difficile da spiegare o descrivere.
Scattiamo le nostre foto a volontà e prendiamo il pulmino di rientro,
prima di arrivare allo stato di congelamento fisico!


Una volta raggiunta
l'auto usciamo dal Grand Canyon village a buio fatto scorrendo con
stupore un enorme alce che attraversa tranquillo la strada. Dopo pochi
minuti di strada siamo a Tusayan per cercare alloggio. Senza
pensarci troppo la nostra scelta ricade sull'Holiday Inn, una discreta
catena di motel presente in tutti gli U.S.A., che alla cifra di $ 120
offre una bella quadrupla spaziosa e confortevole. Non è un prezzo
basso ma neanche esagerato, considerato la tale vicinanza ad una delle
meraviglie naturali del mondo.
Per la cena facciamo
un giro in auto per il paese fino a trovare una steak house molto
carina e dai prezzi accettabili. All'interno c'è anche un bello shop
con articoli artigianali e locali. C'è da attendere troppo per il
tavolo e così ci spostiamo da un'altra parte. Un altro bel localino
tipico e carino, dove consumiamo uno squisito aperitivo e un lauto
pasto.
Rientrati al motel,
la brillante idea di alzarsi all'alba, considerata uno dei momenti più
belli insieme al tramonto per vedere il Grand Canyon, viene
automaticamente scartata per la stanchezza e il gelo della notte, per
il quale non siamo adeguatamente attrezzati...
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