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2° Giorno - 17/3/2003

Oliena; Monte Maccione; Orgosolo; Supramonte; Montes
 

Alzati con tutta calma verso le 9:30, usciamo per comprare il pane e un po’ di affettato al primo market SISA che si trova salendo sulla destra per la strada principale del paese, constatando che la giornata è a dir poco pessima. C’è vento, freddo ed è tutto nuvoloso fino all’orizzonte, e questo invita a rimanere volentieri nel nostro caro monolocale al calduccio fino all’ora di pranzo. Ci deliziamo con un bel piatto di gnocchi al pomodoro e mozzarella e decidiamo comunque di uscire nonostante persista la brutta giornata invernale, facendo un giro con l’auto nei dintorni.

            Raggiungiamo Dorgali e svoltiamo a sinistra per il bivio di Oliena, distante poco più di una ventina di chilometri di strada pressoché rettilinea, superando il bivio per Su Gologone e Tiscali (dove parte il trekking per il villaggio nuragico da Lanaitto). Arriviamo in paese dopo circa venti minuti e siamo piacevolmente sorpresi dal fatto che nel frattempo la giornata si è radicalmente trasformata: è uscito un forte sole e le nuvole si sono volatilizzate lasciando spazio ad un bel cielo azzurro!

Dalla deviazione che porta all’agriturismo “Camisadu”, dove sono stato una notte con i miei carissimi amici Carlo e Mario e il nostro maestro “sensei” Marco a visitare questi posti nel 1999 dopo aver fatto un’indimenticabile esperienza di trekking di due giorni a Cala Sisine,  prendiamo una stretta stradina con una pendenza da brivido che sale su per Monte Maccione, uno splendido hotel situato nel bel mezzo di una lecceta, proprio sotto la maestosa ed impressionante parete verticale del Supramonte. L’hotel pare chiuso ma io l’avevo già visto proprio quando ero venuto qualche anno fa e ricordavo la particolarità del posto, punto di partenza di numerosi gruppi di trekking che sostano qui.

Proseguiamo ancora più su per la strada che diventa a tratti sterrata, fino a degenerare con vertiginosi tornanti e diventare impraticabile. Scendiamo dalla macchina e facciamo due passi, ma non proseguiamo molto visto la gelida aria di montagna, giusto il tempo di scattare qualche foto al vastissimo panorama e al paese di Oliena interamente visibile sotto di noi. Siamo proprio sotto Punta Corrasi, raggiungibile proseguendo ancora per un po’ su questa strada, e da dove iniziano anche diversi trekking di cui parla la mia guida.

Il paese di Oliena visto dal Supramonte

La cresta della parete rocciosa che dà a Punta Corrasi

Sono le 16:30, abbiamo ancora due ore di luce e così continuiamo per la strada che collega Oliena a Orgosolo, distanti tra di loro appena sedici chilometri. Orgosolo è famoso per i suoi magnifici murales, e mentre facciamo un giro in macchina per ammirarne qualcuno finisco per prendere una deviazione che porta fuori dal paese, attratto dal cartello stradale che cita “punto panoramico”. La strada si rivela molto più lunga del previsto, e giunge proprio sopra il Supramonte di Orgosolo, regalando panorami veramente strepitosi e suggestivi, molto diversi tra loro nel giro di pochi chilometri.

Ci fermiamo inizialmente su un vasto altopiano, di fronte al cartello del bivio per Fonni e Lanusei. Tra gli evidenti tratti ancora ricoperti di neve dello splendido bosco, scendiamo un po’ dalla macchina rischiando il congelamento non essendo preparati alla temperatura di 2° C., come segna il termometro della mia macchina!  Proseguiamo nella strada del tutto desolata, priva di abitazioni, incrociando pochissime macchine, andando piano e divertiti dalla presenza continua di animali che costringono a fermarci, come mucche, pecore e maiali. Non mancano anche i cavalli, che pascolano liberamente più lontano dalla strada. Sembra di tornare indietro di secoli, guardando qualche film western al cinema ambientato nelle sterminate lande americane, tra fattorie, pascoli e terre tanto vaste quanto incontaminate e selvagge.

La strada si dirige verso Sud ed il paesaggio cambia nuovamente nei pressi della vista del bacino di un lago, dove lo sfondo dei monti diventa ricoperto interamente di bianco, che impallidisce al calar veloce della luce. Qualche curva e chilometro ed ancora un altro stravolgimento, con lunghi rettilinei che tagliano l’altopiano e con la magnifica vista di quello che dovrebbe essere, secondo la mia lettura, il profilo del monte Novo di S.Giovanni. Una mandria di mucche in mezzo alla strada mi costringe a fermare la macchina, e ci vuole un po’ prima che si decidano a spostarsi. Del resto questa è terra loro ed è meglio non disturbarle troppo, così ne approfitto per scattare qualche foto. Agli occhi di un cittadino come me, può sembrare davvero incredibile vedere tutti questi animali pascolare completamente liberi su una strada, senza recinzioni o vincoli, senza pensare che nessuno li tocchi. Ma qui nessuno si azzarderebbe, come è giusto che sia, visto che tra l’altro siamo in una regione tutto sommato considerato “calda”, dove si incontrano ovunque volanti dei carabinieri e tristemente nota, purtroppo, per passati di sequestri. Per fortuna questa regione è anche famosa, in netto contrasto con quanto appena detto, per la sua ospitalità e per i suoi sapori genuini, dal momento che da nessuna altra parte dell’isola si possono trovare pecorino, salsiccia e porceddu buoni come qua, e si può deliziare un pranzo indimenticabile in uno dei tanti agriturismo della zona.

Senza entrare in discorsi troppo complessi mi limito a pensare, conoscendo un po’ usi e costumi della Sardegna, che qui lo “straniero” che voglia stravolgere, modificare, e in qualunque modo non rispettare la natura di queste terre, non sia davvero ben visto da queste parti, e qui non si va tanto sul leggero per queste cose. Per intenderci, nonostante io sia sardo e venga da Cagliari, sono anche io uno straniero qua… Probabilmente è per tale motivo che questa è considerata, a pieni voti, la Sardegna più vera e integra, quella che è riuscita a conservare con tenacia il proprio territorio, quella che non è mai stata conquistata nel corso dei millenni e ha saputo conservare magicamente le proprie straordinarie tradizioni, usi e costumi.

Bivio per Fonni-Lanusei

Singolare segnalazione Orgosolo-Montes!

Sosta all'altipiano con 2° C di gelo...

Tratti parzialmente innevati e desolati del Supramonte

Tratti interamente innevati!

Spendido panorama del Supramonte di Orgosolo

Lunghi rettilinei desolati tagliano l'altopiano

STOP! Animali su strada...

Liberato il passaggio dalle mucche, continuiamo ancora a seguire la strada che termina, dopo qualche chilometro, alla caserma forestale Montes. Tutto questo versante è all’ombra ed è ricoperto da un bellissimo fitto bosco con alberi d’alto fusto, a loro volta ricoperti interamente di neve che si sta lentamente sciogliendo. Scendiamo qualche minuto dalla macchina, osservando i due sentieri di strada sterrata percorribili a piedi che partono dalla caserma e che costituiscono l’inizio di qualche trekking con cui è possibile arrivare alla vicina Funtana Bona o più lontano agli  splendidi nuraghe Mereu e Gorroppu. Fa veramente freddo, il termometro segna ancora 2° C. ed il tramonto è ormai prossimo, una buona ragione per tornare velocemente all’auto e riprendere la strada in senso contrario.

Sostiamo nuovamente per osservare il suggestivo tramonto al lago, e ripercorriamo i magnifici paesaggi all’indietro, raggiungendo nuovamente Orgosolo, dove proviamo ad avventurarci in macchina nelle strettissime viuzze del paese alla ricerca di qualche murales, per poi proseguire per Oliena, Dorgali e finalmente Cala Gonone. Arriviamo al nostro monolocale alle 19:30 dopo una memorabile gita in auto, prepariamo la cena e scegliamo le tappe di domani.

Il profilo del Monte Novo S.Giovanni

L'arrivo alla Caserma forestale Montes

Il tramonto al lago

Arrivo ad Orgosolo

Orgosolo

Panoramica del paese dalla strada




 


 


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