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3° Giorno - 18/3/2003
S.S. 125 verso Sud:
Gola di Gorroppu; Baunei, Golgo; voragine Su Sterru, As Piscinas,
chiesa di S.Pietro; Pedra Longa; Arbatax e le rocce rosse
Consumiamo la colazione alle 9:30 e, vista la bellissima giornata
primaverile, non perdiamo tempo a salire in macchina per un’altra
magnifica gita. Dopo aver fatto benzina al distributore all’ingresso
di Cala Gonone, saliamo per i quattro chilometri di tornanti,
attraversiamo la galleria, e svoltiamo a sinistra nella S.S. 125,
verso Baunei. Sono 46 chilometri di strada di montagna, con
parecchie curve e panorami mozzafiato, nessun centro abitato e solo
qualche caseggiato isolato.
Il primo tratto è il più tortuoso e costeggia ad alta
quota la cresta dei monti sul lato sinistro, mentre sulla destra la
visuale spazia nel vastissimo panorama della valle, tra la catena
montuosa dove passa la S.S. 125 e l’opposta parallela del Monte
Oddeu, caratterizzata da enormi e vertiginose pareti verticali.
Sostiamo in una prima piazzola ad osservare per qualche minuto questo
spettacolo: sulla destra si vede dall’alto tutto il centro abitato di
Dorgali mentre di fronte a noi in lontananza è riconoscibile la Scala
Surtana, punto obbligato di passaggio nelle pareti verticali per il
trekking che porta al villaggio di Tiscali.
Dopo qualche chilometro compare maestosa e stupefacente
la Gola di Gorroppu, la più alta e grande d’Europa insieme a
quella del Vermont in Francia. L’imboccatura è davvero mastodontica
e la spaccatura della roccia impressionante! Il trekking che porta
alla gola passa proprio sotto le pareti verticali del Monte Oddeu, e
si ferma poco dopo l’ingresso dove un salto di venti metri costringe
all’uso delle corde, mentre lo sviluppo completo del canyon si
prolunga per oltre venti chilometri ed è un percorso tecnico
che richiede l’utilizzo di canotto per attraversare i laghetti e corde
doppie con salti di terzo grado.
Lasciata la vista di Gorroppu la S.S. 125 cambia
direzione verso Est attraversando il passo di Genna Silvana a
1.017 metri. Tra splendidi panorami e vallate, arriviamo in
prossimità del bivio per Urzulei, riconoscibile dal caratteristico
promontorio che lo sovrasta, dove in un caseificio sperduto tra i
monti compare il cartello :”Caprino fresco”, il quale tenta non
poco sia me che Stefania a portare via una forma del buonissimo
formaggio: più fresco e genuino di questo posto non può esserci
nient’altro! Decidiamo di prenderlo al ritorno, visto che lasciarlo in
auto con questo caldo non è davvero una buona idea, e così proseguiamo
superando dopo qualche chilometro anche il bivio per Teletottes,
da dove parte il trekking che passa per la codula di Luna e arriva
alla meravigliosa Cala.
La varietà di paesaggi è considerevole e le curve pure,
anche se nell’ultimo tratto diminuiscono sensibilmente. Arriviamo
dunque a pochi chilometri da Baunei, con una vista che si
apre improvvisa e spazia per decine di chilometri sulla vallata, i
monti e il mare in lontananza fino ad Arbatax. Entrati in paese,
arroccato verticalmente in modo impressionante sul versante del suo
supramonte, i ricordi di questo posto cominciano a tornarmi in mente.
Ricordo persino l’incredibile campo di calcio costruito vicino allo
strapiombo, e mi pongo la stessa domanda che mi feci allora: “ma se
cade il pallone oltre la rete chi va a recuperarlo?!”
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Panorama dalla S.S. 125 all'uscita di Cala Gonone |
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Panorama dalla S.S. 125 - sullo sfondo Dorgali |
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Percorrendo la S.S. 125, la cresta delle alte cime calcaree |
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Dalla S.S. 125, la Gola di Gorroppu sullo sfondo |
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L'impressionante voragine di Gorroppu! |
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Ancora uno zoom sulle maestose pareti della gola |
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Una delle tante soste forzate per ....animali sulla strada! |
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Un lungo tunnel nella S.S. 125 |
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Sempre dalla S.S. 125, pochi Km. da Baunei (sullo sfondo) |
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Dal paese un cartello indica “il Golgo” su una
stradina che sale ripidissima, con una serie di stretti e
impressionanti tornanti, sino all’altopiano. Da qua si gode una
vista magnifica su tutta la zona ed è obbligo fare una sosta! Più
avanti la strada continua asfaltata e pianeggiante per una decina di
chilometri circa, dando un primo assaggio della bellezza incontaminata
di questo posto.
Arriviamo ad un quadrivio, il punto cruciale
dell’altipiano. Svoltiamo prima sulla sinistra su una strada sterrata
che dopo qualche centinaio di metri porta al caratteristico e rustico
ristorante “Il Golgo”, aperto solo da Pasqua fino a ottobre.
Poi torniamo al quadrivio e svoltiamo sulla destra dove si raggiunge
la zona chiamata As Piscinas, per i suoi piccoli laghetti e
pozze d’acqua, fonte primaria di abbeveramento per gli animali. Ci
sono parecchi tavolini in pietra per fare un tranquillo spuntino sotto
gli alberi, ed è pieno di mucche e suini che circolano liberamente
dappertutto.
Parcheggiamo l’auto in un piazzale e seguiamo il
cartello per Su Sterru, un’impressionante voragine con un
unico salto verticale di 280 metri: spaventoso! Un breve sentiero
porta alla recinzione, doverosa per evitare spiacevoli incidenti al
bestiame e agli uomini, e da una balconata ci si affaccia sulla bocca
di questa enorme caverna, riuscendo ovviamente a vedere solo i primi
metri di profondità prima del buio totale. Un cartello spiega le
caratteristiche della voragine, e mostra con una foto degli speleologi
che si avventurano all’interno: deve essere davvero una grande
emozione!
Torniamo ai tavoli e sostiamo per pranzare, dopodiché
ci divertiamo a dare gli avanzi agli agguerriti maialini che
scorrazzano nei dintorni. Il posto è davvero bello e suggestivo, e la
splendida giornata non fa che esaltarne ulteriormente i colori
vivaci e i profumi primaverili.
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Il grandioso panorama appena saliti sul Golgo - sullo sfondo il mare ed Arbatax |
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Sempre il panorama dal Golgo verso l'interno |
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L'ingresso al Ristorante "Il Golgo" |
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Parcheggio la mia Fiat Brava presso "As Piscinas" |
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Il cartello indica la direzione per la voragine di Su Sterru |
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Seguiamo il breve sentiero... |
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... tra mucche e maialini |
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Eccomi in prossimità della voragine... |
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... l'impressionante Su Sterru con un salto verticale di 280 metri! |
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Il balcone da cui ci si affaccia sulla voragine |
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Ottimo punto per uno spuntino in mezzo alla natura! |
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A fianco ai tavolini girano liberamente i maialini alla ricerca del bottino... |
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... mentre le mucche riposano sotto alberi secolari |
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Una mamma accudisce i suoi numerosi cuccioli all'ombra! |
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Saliamo nuovamente in macchina continuando la sterrata
verso la cooperativa Goloritzè, da dove parte il trekking per
l’omonima cala. Quindi torniamo al quadrivio e proseguiamo sulla
strada principale, che diventa anch’essa sterrata e si biforca con
diverse parallele. Un cartello indica la deviazione per Cala Sisine,
ma so per certo che la strada che porta alla codula degenera
velocemente fino a diventare impraticabile. Là avevamo parcheggiato ed
iniziato uno dei più bei trekking che abbia mai fatto, nonché il primo
e il più lungo, verso l’indimenticabile spiaggia di Sisine, con i miei
cari amici Carlo, Mario e Marco, quest’ultimo anche nostra guida
profonda conoscitrice di questi luoghi. Col mitico pandino ci eravamo
avventurati fin dove la strada lo permetteva e poi a piedi, in circa
tre ore e mezzo di cammino, prima su strada sterrata e poi su sentiero
e su ciottolato, avevamo percorso tutta la Codula di Sisine fino alla
spiaggia, dove piazzammo la tenda per passare una notte solitaria e
straordinariamente stellata.
Mentre questi memorabili ricordi mi tornano alla mente,
arriviamo con la macchina di fronte alla chiesetta di San Pietro,
una vera “cattedrale nel deserto” come si suol dire, una costruzione
che pare completamente fuori luogo e fuori tempo, veramente
caratteristica ed interessante.
Mentre siamo fermi ad ammirare la chiesa, recintata e
chiusa da un muretto esterno in pietra, due asinelli si
avvicinano incuriositi alla macchina e per niente disturbati dalla
nostra presenza. Al contrario, con un incredibile intraprendenza,
appena apro il finestrino infilano tutto il muso dentro il mio
abitacolo, dando vita a una esilarante scena che Stefania non
manca di immortalare con la mia fotocamera digitale! Scendiamo con
cautela dalla vettura (non si sa mai!) ma ben presto ci rendiamo
palesemente conto che gli animali sono del tutto innocui, e preleviamo
dal cofano qualche pezzo di pane per elargirlo agli affamati asinelli
che in realtà, sono già ben rotondetti e splendidi esemplari ben
curati. Ovviamente, alla vista di tanta grazia, risvegliamo l’intero
vasto altopiano, in questo tratto molto ampio e pianeggiante, con la
conseguenza immediata dell’arrivo di altri quattro asinelli e diversi
maialini! Poveri noi, conviene rientrare in macchina prima di essere
assaliti del tutto!
Proseguiamo fino all’ingresso della chiesa e scattiamo
qualche foto al paesaggio meraviglioso che la circonda, dopodiché
lasciamo questo luogo solitario ed incontaminato tornando indietro per
l’unica strada fino a Baunei. Da qua continuiamo la S.S. 125 verso
Sud, essendo solo le 16:00 e avendo ancora due ore e mezzo di luce
abbondanti.
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Immagini della splendida piana del Golgo |
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L'esilarante scena di due asinelli che vogliono entrare nella mia auto! |
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Come non fare due coccoline a questi docili esemplari!? |
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Un bel primo piano del nostro nuovo amico |
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La chiesa di San Pietro sullo sfondo |
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Alcune immagini solitarie del vasto incontaminato altipiano che parlano da sole... |
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Al ritorno nuovo tentativo di intrufolamento in auto! Non c'è più posto! |
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Appena qualche chilometro più avanti leggiamo il
cartello che segnala la deviazione per Pedra Longa, un
grandioso monumento naturale della Sardegna, e svoltiamo per
andare a vederlo. Una ripidissima e lunga discesa, per fortuna su
strada asfaltata, scende velocemente fino al livello del mare,
regalando magnifiche viste su quest’ultimo colorato di un azzurro
intenso, merito anche del forte vento, e termina ad un parcheggio da
dove si può ammirare questa colossale colonna che si erge imponente
e verticale sopra le nostre teste. Il suo bianco calcareo
contrasta magnificamente con il profondo blu del mare, che a sua
volta mette in risalto le fioriture gialle della macchia mediterranea
sulla costa creando un turbinio di colori.
Dopo una breve sosta risaliamo nuovamente sulla S.S.
125 e percorriamo i venti chilometri che portano ad Arbatax. Il
paesaggio cambia notevolmente e dai selvaggi e maestosi supramontes si
passa ai coltivati rilievi collinari ed infine pianeggianti di questo
tratto della costa orientale, che regala splendide spiagge, più grandi
e accessibili di quelle del Golfo di Orosei, che termina proprio qui
nei pressi di S.Maria Navarrese.
Raggiungiamo quindi Arbatax, famosa per un altro
caratteristico ed importante monumento naturale: le Rocce Rosse.
Si accede facilmente una volta entrati nel centro abitato, seguendo i
cartelli che conducono al porto e quindi alle rocce che si trovano
alle spalle di quest’ultimo, dove si può arrivare praticamente in auto
parcheggiando di fronte. Il colore è davvero di un rosso
particolare, accentuato caldamente dall’arrivo del tramonto, ma il
forte freddo vento non incita a passeggiare in questa zona esposta,
così sostiamo giusto per le foto e restiamo ad osservare il bel
panorama dall’abitacolo.
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La S.S. 125 verso Arbatax |
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La deviazione verso la Pedra Longa scende rapidamente a mare... |
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... e termina in un'area di sosta |
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Ammiriamo la colossale colonna che si erge dal mare |
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Il panorama attorno è meraviglioso |
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E il mare come solo in Sardegna! |
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Stefania mi scatta una foto con alle spalle il monumento naturale |
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Altra immagine di Pedra Longa |
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Alte pareti verticali circondano questo aspro luogo |
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Le suggestive Rocce Rosse di Arbatax! |
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E il panorama di fronte verso S.Maria Navarrese |
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Al rientro, una bella vista sullo sfondo di Baunei arroccato sui monti. |
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Rimane ancora un po’ di luce a disposizione, ma
scegliamo di tornare ormai stanchi indietro, per i settanta chilometri
che ci separano da Cala Gonone, dove giungiamo alle 18:30. Compriamo
un po’ di spesa in un market e riposiamo finalmente nel nostro
monolocale.
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