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5° Giorno - 20/3/2003
S.S. 125 verso Nord:
Marina di Orosei; Cala Liberotto; Cala Ginepro; Capo Comino; La
Caletta; Posada
Dopo la
lunga camminata di ieri, oggi optiamo per una giornata più rilassante
da trascorrere a mare. Il tempo è splendido e usciamo a fare un po’ di
spesa al market (compresa la crema solare!) per poi lasciare Cala
Gonone verso le 12:00, con l’intento di visitare qualche spiaggia
sulla costa settentrionale del Golfo facilmente raggiungibile con
l’auto.
Al termine dei soliti tornanti e sbucati dalla galleria
svoltiamo dunque sulla destra verso Dorgali, continuando la S.S. 125
verso Orosei dove giungiamo in una ventina di minuti. Dal paese si
seguono i cartelli e si arriva alla Marina di Orosei, una
lunghissima e bella spiaggia di sabbia bianca e pulita. Nonostante
in effetti ci sia un vento frescolino, mi riesce difficile credere che
in una giornata di sole come questa non si veda una sola persona in
spiaggia, anche per fare semplicemente una passeggiata! Camminiamo un
po’ tra la sabbia deserta, lasciando le orme come se fossimo i primi
ad atterrare sulla luna, scattiamo qualche foto e riprendiamo la
marcia sulla S.S. 125 verso una caletta più riparata per pranzare.
Sopra Orosei il paesaggio cambia nettamente dai
supramonte: spariscono i massicci rilievi lasciando spazio a
modeste colline più dolci ed alla pianura. Dopo una mezz’ora arriviamo
a Cala Liberotto, una località tipicamente turistica di
villette, hotel e villaggi, la maggior parte ancora chiusi visto che
la stagione inizia a Pasqua. Parcheggiamo l’auto alla fine della
strada asfaltata che conduce dritti di fronte ad una cala e facciamo
un giro di perlustrazione. La spiaggia di fronte a noi è ancora piena
di alghe (sicuramente verrà ripulita con l’arrivo dell’estate), ma
sulla sinistra, passando in mezzo ad un bel prato verde con diversi
ginepri, si giunge ad un’altra cala, molto più bella della prima e ben
riparata, dove decidiamo immediatamente senza indugi di sostare per il
pranzo. Scegliamo un piccolo promontorio coperto di macchia
mediterranea e qualche ginepro per ristorare, di fronte ad un classico
e sempre meraviglioso panorama usuale in Sardegna: l’azzurro del
limpido e trasparente mare sottostante, la piccola spiaggia bianca
deserta e qualche bella villetta alle spalle. Quale migliore vista
per rilassarsi?!
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La sterminata Marina di Orosei, ancora desolata a Marzo nonostante la splendida giornata! |
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Ancora la spiaggia di Orosei sul versante opposto, ugualmente solitario! |
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Il retro della bella spiaggia bianca col parcheggio |
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Come non fermarsi a fare uno spuntino in questo paradiso? |
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Dopo circa un’ora prendiamo coraggio per lasciare Cala
Liberotto e proseguiamo ancora più a Nord, trovando appena un paio di
chilometri dopo, praticamente a fianco, Cala Ginepro, che altro
non è che la prosecuzione della prima. Questa appare ancora più bella
anche se un po’ più esposta al vento. Si arriva passando a lato di un
acquitrino e parcheggiando sotto una splendida pineta all’ombra
(che in estate col caldo atroce non deve essere davvero niente male!).
Attraversata la pineta a piedi si giunge alla spiaggia di sabbia
fine e di un bianco accecante, costellata alle spalle da
splendidi esemplari di ginepri dai quali ovviamente prende il nome
la stessa cala. Il fondale è bassissimo per parecchie decine di metri
oltre la riva ed il mare cristallino, e ancora una volta il posto è
del tutto deserto: quale superba idea girare la Sardegna in bassa
stagione!
Tornati all’auto prendiamo qualche strada interna,
notando diversi splendidi alberghi, qualche campeggio e un’infinità
di villette, che fanno ben intendere che in estate questa zona è
senz’altro molto vitale ed offre ai turisti una vasta scelta per un
indimenticabile soggiorno.
I connotati tipici del Golfo di Orosei sono
completamente svaniti, e ormai alle cale
aspre e selvagge, circondate da alte pareti e difficili da
raggiungere, si sostituiscono ampie spiagge perfettamente organizzate
dal punto di vista turistico, ed immerse in un paesaggio già molto
simile a quello della più settentrionale Costa Smeralda.
Sbuchiamo nuovamente a Cala Liberotto, riprendiamo la
S.S. 125 e proseguiamo ancora a Nord verso la prossima meta che è
Capo Comino. La strada passa per l’interno, la costa non si vede
più per diversi chilometri ed il panorama è comunque sempre bello e
particolare. Seguiamo i cartelli che indicano la deviazione verso il
mare, e ci ritroviamo in una strada secondaria che percorriamo tutta,
costeggiando il mare fino alla fine di un piazzale. Siamo decisamente
andati troppo avanti, così torniamo indietro dove abbiamo visto delle
alte dune di sabbia sullo sfondo: la spiaggia di Capo Comino è proprio
qua, anche se nessun cartello in particolare ne indica l’ingresso, e a
differenza delle precedenti viste non sembrano esserci alberghi o
villaggi turistici nei dintorni.
Lasciamo l’auto in uno spiazzo dove termina la strada
asfaltata, di fronte ad una delle entrate della enorme spiaggia. La
particolarità è costituita da belle ed alte dune di sabbia e da un
litorale lunghissimo, dove finalmente si vede qualcuno che sfrutta
questa bellezza e si adopera per una romantica ideale passeggiata
prima del tramonto.
Dopo una breve sosta, percorriamo ancora un tratto
della S.S. 125 sino a La Caletta, vero e proprio centro abitato
e non solo luogo turistico, raggiungendo il mare e l’ennesima
splendida spiaggia, dove due uomini scorrazzano liberamente a cavallo
mentre scattiamo qualche foto.
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Il parcheggio sul retro della splendida pineta di Cala Ginepro |
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Attraversiamo la pineta... |
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... per arrivare alla magnifica spiaggia, anch'essa deserta! |
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Stefania fa i primi passi sulla sabbia bianca e integra |
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La spiaggia con alle spalle la bella pineta |
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Ecco i ginepri che danno il nome alla cala |
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Il sentiero di sabbia che porta alla spiaggia di Capo Comino |
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Le alte dune di sabbia caratterizzano questa spiaggia |
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Panoramica del lunghissimo litorale di Capo Comino |
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Che meraviglia cavalcare sulla spiaggia isolata! |
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L’ultima tappa è Posada, dove siamo appena in
tempo per fare un giro nella sorridente cittadina prima di imboccare
la S.S. 131, principale via di comunicazione dell’isola che riporta
velocemente a Nuoro.
Svoltiamo prima di arrivarci per il bivio di Dorgali e
torniamo ai supramonte, fino a Cala Gonone. Prima di arrivare in
paese, tentiamo di trovare la strada che porta all’ovile Buchi Arta,
dal quale inizia il trekking più corto che raggiunge la codula di Luna
e quindi la bellissima cala. La guida di Stefano Ardito parla di una
deviazione a mezzo costa senza dare nessuna indicazione, probabilmente
non è stata ancora aggiornata, ma noi intuiamo che la strada che lui
nomina è quella con un bel cartello visibile che porta al Nuraghe
Mannu, dove oggi è stato costruito anche un rinomato agriturismo. La
imbocchiamo e percorriamo qualche centinaio di metri, fino ad arrivare
alla Codula di Fuili, dopodiché torniamo indietro quasi intimoriti da
questa strada stretta al calar della luce con uno strapiombo sul lato
sinistro da far venire i brividi!
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Tornando a Dorgali, assistiamo ad un magico tramonte sullo sfondo del Supramonte... |
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