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PREFAZIONE

Straordinaria, stupefacente Sardegna, anche per me che ci abito, anche se già per la terza volta visito la magnifica zona del nuorese, con i suoi aspri e solitari paesaggi, così maestosi, selvaggi e incontaminati, così diversi dal resto del territorio e del cagliaritano dove vivo.

Dal mare del Golfo di Orosei alle montagne del Supramonte, questa parte della mia isola è una sorpresa continua, che lascia ogni volta a bocca aperta. Stavolta ancora di più, perché il soggiorno di una settimana a Cala Gonone si è rilevato un vero e proprio viaggio, ricco di posti da vedere e cose da fare. Ho letto da numerose fonti diverse, ho imparato i nomi dei monti, dei passi, degli ovili, dei paesi e delle calette, degli antichi complessi archeologici, e ho visualizzato finalmente nella mia mente una mappa precisa e dettagliata della straordinaria geografia del posto, girando per chilometri e chilometri in macchina, e percorrendo sentieri di trekking a piedi, completando il tutto con i magnifici posti già visitati l’anno scorso a maggio.

isogna premettere che molte delle tappe più belle, suggestive e imperdibili della Sardegna sono proprio qua, a partire dai trenta chilometri di costa del golfo del tutto incontaminati e privi di costruzioni stabili da S.Maria Navarrese a Cala Gonone, con un mare bello da far paura, cristallino e trasparente come ancora in nessun posto ho mai visto nella mia vita, con le fantastiche grotte del Bue Marino raggiungibili e visitabili via mare, con le calette meravigliose come Cala Luna, Cala Sisine, Cala Goloritzè, Cala Mariolu, raggiungibili solo via terra con lunghi trekking seguendo le codule o via mare nella stagione estiva tramite un servizio di barconi, e circondate da una maestosa, alta e impenetrabile falesia calcarea, meta tra l’altro rinomata di climbers sfegatati. Esiste  un solo trekking completo che attraversa tutta la costa, parecchio tecnico e lungo (ci vuole praticamente una settimana), chiamato il Selvaggio Blu, di cui l’autore Stefano Ardito nel libro: “A piedi in Sardegna Vol. 1°“ definisce il più straordinario e selvaggio di tutto il Mediterraneo: sicuramente un’esperienza indimenticabile, da fare con guide competenti che sono vivamente consigliate anche per altri trekking di queste zone, davvero da non sottovalutare viste le zone impervie, i sentieri non sempre segnati e la facilità di perdere l’orientamento. Molti possono essere comunque fatti anche da soli, informandosi preventivamente, procurando una cartina adeguata e seguendo le giuste segnalazioni, come ho fatto io fino ad adesso.

E che dire dell’incredibile supramonte, che regala paesaggi straordinari e impressionanti come la Gola di Gorroppu, la più alta e imponente d’Italia e d’Europa insieme al Vermont in Francia, delle pareti verticali sopra i paesini arroccati in posti impossibili, delle voragini angoscianti come quella di Su Sterru, profonda 270 metri in un unico salto verticale, meta ambita di qualunque speleologo, dei paesaggi lunari e solitari e delle infinite grotte presenti nei posti più impensati.

Non dimentichiamo inoltre, che questa zona non è solo eccezionalmente ricca e complessa dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, ma ha una cultura e una storia risalenti agli albori dei tempi della primissima civiltà nuragica. Si trovano ovunque insediamenti dell’antica popolazione sarda, incredibilmente evoluta come dimostra il villaggio nuragico di Serra Orrios, uno dei più grandi ritrovati fino ad ora di tutta l’isola, e ostinatamente attaccata al proprio territorio che in nessun modo è mai stato conquistato per intero da potenti civiltà a partire dall’epoca dei cartaginesi e dei romani, fino al medioevo e ai giorni nostri. Ne è una chiara dimostrazione lo straordinario insediamento del villaggio nuragico di Tiscali, nome che ha dato così tanta fortuna alla ormai celebre tiscali sul web, costruito ai piedi di una enorme dolina crollata su se stessa in un luogo così assurdo agli occhi del visitatore, raggiungibile solo con un bellissimo trekking che dà un’idea precisa della grandezza e delle difficoltà geografiche di questi posti. Da non perdere anche le tombe dei giganti, come quella di Sena Thomes tanto per fare un’esempio, o la fonte sacra di Su Tempiesu ad Orune, unico esempio di questo genere in Sardegna dal punto di vista architettonico, davvero affascinante e suggestiva.

Infine un'ultima e importante questione voglio affrontare prima di chiudere questa breve prefazione: l’impatto del turismo su questa zona. Da questo punto di vista credo di parlare a nome di tutti gli autori delle guide che ho letto, di tutti i naturalisti e delle persone che ho sentito e che hanno visitato questi luoghi: è assolutamente fondamentale non far arrivare il turismo di massa, non far costruire strada asfaltate che arrivino fino ai monumenti più importanti, non riempire di cemento la costa e il supramonte, tutte cose che porterebbero ad una modifica eccessiva e radicale del paesaggio e della popolazione, con la conseguente distruzione del fascino che circonda questo posto.

La bellezza di queste calette è quella di poterla condividere con pochi, circondati da una natura maestosa e straordinaria, faticare due ore di camminata per arrivarci e per goderle, non come già avviene ad agosto quando decine di imbarcazioni arrivano dal mare e si ancorano di fronte. Se il turista vuole uscire dall’hotel o dalla sua casa in affitto per le vacanze e ritrovarsi di fronte al mare, o se vuole arrivare con la strada asfaltata e parcheggiare dietro la spiaggia, sbaglia a venire qua: che vada in altri posti, ce ne sono così tanti qua in Sardegna! E se vuole vedere i monumenti (sia naturali che costruiti dall’uomo) nascosti nei luoghi più impervi, se li guadagni facendosi una bella sudata che gli darà senz’altro alla fine una ricompensa senza eguali: altrimenti se ne vada a vedere Barumini e il pozzo di Santa Cristina, altrettanto belli e interessanti ma privi della suggestione dei posti che ho menzionato prima.

Il turismo che si è sviluppato in questa zona è quello dei naturalisti, dei camminatori, degli arrampicatori e degli speleologi, e questo deve rimanere, magari più organizzato, promosso o segnalato, ma senza stravolgere niente di più di quello che già ha fatto fino ad oggi (e già qualche scempio è stato messo in atto). Non so bene a chi rivolgere questo mio monito, se ai politici, se alla coscienza dei turisti o alla popolazione del luogo.

Penso di chiedere a tutti in generale di riflettere bene, prima di compiere opere o azioni che possano compromettere definitivamente la salvaguardia di questa meravigliosa regione nella regione Sardegna.

 




 


 


Viaggi:
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Sardegna:
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  La sartiglia di Oristano
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Trekking:
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Musica:
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Cala Goloritzé
Cala Luna (da Cala Fuili)
Cala Luna (da Buchi Arta)
Cala Sisine (dal Golgo)
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Castello di Quirra
Gola Gorroppu (da Dorgali)
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S'Archittu (da Cala Luna)
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Tiscali (da Dorgali)
Tiscal (da Lanaitto)
Villacidro (trek 109)
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